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Pillole di sesso
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Titolo: Pillole di sesso
Autore: Spiritolibero
Contatto:
Racconto n° 3174
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L’autostrada...(5 agosto)

Lo so, stai andando in vacanza nel Salento ed io al lavoro, e non so quando potrò avere il mio meritato riposo. Il telefonino squilla… anonimo. Sei tu: “Sono appena ripartita dall’area di servizio di Pescara Sud… ti amo”. La tua voce mi arriva come un dolce tortura. L’istinto di prendere la macchina e correrti dietro è forte, ma so che non posso e non devo farlo. Dio solo sa se lo farei davvero. Raggiungerti e guardarti. Ancora il telefonino che squilla: “Amore sono nel bagno di una stazione di servizio della Puglia ed ho voglia di te…” Lo so, anch’io ho voglia di te. Sono appena uscito dalla doccia e ti desidero tantissimo. “Voglio fare l’amore con te per telefono, io nel bagno e tu lì”. Lascio scivolare l’accappatoio nero e comincio a toccarmi in maniera lenta e costante. Il mio cazzo comincia ad indurirsi nel sentire la tua voce tremare dalla voglia di essere scopata. I tuoi fremiti sono pulsazioni violente sul mio corpo. “Amore voglio godere, guarda il mio miele, cola giù lungo le cosce… le raccolgo per te e le lecco avidamente”. Sento il tuo miele sulle mie labbra dalla mia cappella esce la prima goccia, primizia che tu ami tantissimo. Senti la mia voce che cambia, senti i miei gemiti e l’orgasmo che si avvicina. Stiamo sognando, ma tutto sembra vero. “Ora amore ora, godiamo insieme…”. Sì amore mio, lo schizzo ti raggiunge bollente dappertutto, mentre tu stringi le gambe e mano nella bocca a soffocare i gemiti… TI AMO.


La veranda… (10 agosto)

Ti amo… Sentire lo squillo del tuo telefonino è lama che mi trafigge il cuore e, allo stesso tempo, gioia di viverti. “Amore, non resistevo senza sentire la tua voce”. Sì tesoro, anch’io ormai vivo attaccato al telefonino e, quando lo sento squillare, tutto intorno a me si ferma. L’universo non esiste più: io e te soli, persi nel cosmo della lussuria sfrenata. Sentirsi e fare l’amore. Amarsi e sentirsi attaccati l’uno all’altro. Pelle nella pelle. “Amore, sono seduta sul divano in veranda, ho voglia di te…”. Sono già duro solo al pensiero e sentirti aumenta il desiderio in maniera incredibile. “Tesoro mio mi manchi e questa brezza della sera mi provoca una lussuria sfrenata. Voglio godere con te”. Sono nella doccia amore mio e ti penso qui con me. Mani appoggiate alle piastrelle, la tua schiena liscia ed il tuo culo davanti a me. Mi inginocchio dietro di te, tu divarichi ancora di più le gambe. Paradiso assoluto. Estasi infinita. Il desiderio gonfio di voglia appare d’innanzi ai miei occhi. L’acqua scivola lungo la tua schiena insinuandosi tra le tue natiche arrivando fino alla mia lingua che avidamente comincia a cercarti. Mix di acqua e miele sulla mia lingua che cerca il tuo clitoride duro e impazzito. Eccolo, è marmo puro. Lo lecco, lo succhio, lo mordicchio dolcemente. Ogni tocco un tuo fremito, un sussulto. Piccole gocce del tuo miele sulla mia lingua, ed io avido ingoio. Godi una, due, tre volte ed io instancabile continuo… TI AMO.


Il Letto… (14 agosto)

Pomeriggio di una giornata caldissima. Tu, nel tuo letto, ti giri e ti rigiri frequentemente. Finestre aperte e tende che si muovono al passaggio della brezza del meriggio che penetra nella tua stanza e ti solletica un desiderio frenetico. Hai voglia di toccarti, hai voglia di godere…
Prendi il telefono, arriva lo squillo anonimo che da giorni ormai attendo più di ogni altra cosa. Sei tu, lo so. Non parli, solo piccoli gemiti che aprono davanti ai miei occhi lo scenario della tua stanza e del tuo letto. Lo so, non puoi parlare, ma i tuoi fremiti sono inviti sublimi per il mio desiderio di te. Conosci i miei orari e sai che ora sono anch’io sul letto nudo e bagnato. Esco sempre così dalla doccia e mi lascio asciugare dal caldo. “…mmmmmm…”. Sì amore mio, ti sento e so che entrambi abbiamo un desiderio incredibile di scopare. Ti vedo, ora hai cambiato posizione. Piedi contro il muro, gambe alzate, un cuscino sotto il tuo magnifico culo e la tua mano lungo le cosce che dolcemente scivola fino a lambire la piccola peluria per poi lasciare il posto alle dita che ti penetrano come fosse il mio cazzo che ora è duro e non aspetta altro che prenderti.
“…mmmmmm…” I tuoi gemiti ora sono molto più intensi, più forti. Sento che ti mordi le labbra per non gridare il piacere che sale forte dall’interno del tuo paradiso. Io sono supino sul letto. Due cuscini sotto la testa, e sai che questa è la mia posizione per leccarti a lungo. Tu lo sai, ti alzi e vieni sopra di me mostrandomi fiera i tuoi meravigliosi buchi, entrambi bagnati. La mia lingua comincia il gioco che ti fa impazzire. Passando da un buco all’altro. Come le api che volano di fiore in fiore, così la mia lingua prende il miele dalla tua figa e lo porta nel culo, bagnandolo a lungo, perché so che lo vorrai lì…
Ora sei pronta. Ti giri, in ginocchio, e con le mani ti appoggi al muro mentre io, dietro di te, divaricando un po’ le natiche comincio a farti sentire tutto il desiderio della mia cappella in fiamme. Spingo, tutto, fino alle palle gonfie di sperma che esploderà dentro il culo riempiendoti, saziando la tua voglia di essere donna monella. Non resisto, stringi l’orifizio per sentirlo tutto e lo sai che arrivo subito all’orgasmo quando fai così. Ma tu vuoi che io goda subito dentro di te, perché vuoi ricominciare ed essere di nuovo inondata di sperma bollente dappertutto. Sono all’apice della goduria, l’esplosione arriva impetuosa, forte dentro il tuo culo. Mi scosto, lo sperma viene fuori colando lungo la tua figa. “…mmmmmm…” Il tuo gemito...


La turca… (16 settembre)

Ore 14:30. Uno squillo sul mio telefono, inaspettato per quest’ora. Sei tu. “Amore, conosci la passerina?”. Certo che la conosco, te la lecco tutti i giorni. “Stronzo, è un vino…”. Ah! Sì, certo che lo conosco. E’ un vino di un vitigno autoctono della mia terra. Buono, molto buono, soprattutto con il pesce. “Amore, sai dove sono ora?”. Beh, immagino tu sia appena uscita dal ristorante. “No, non sono uscita, sono nel bagno. E’ una turca”. Una turca? Ma esistono ancora? “Sì, amore, visto che sono qui mentre con una mano ti telefono e con l’altra mi appoggio al muro per non finirci dentro”. O mamma! “Amore sono un po’ su di giri, che dici, sarà stata la passerina? Ho voglia di te…” Tesoro, ma lì è impossibile e poi potrebbero sentirti da fuori. “Scopami qui, così, non resisto, voglio godere…”. Tolgo l’unico indumento che indosso adesso, i boxer di viscosa nero. M'infilo sotto di te e ti prendo senza indugi. Palmi delle mani sul pavimento, bacino inarcato. Il mio cazzo che entra, pompa veloce perché potrebbero bussare e voglio godere insieme a te prima che qualcuno possa interromperci. “Sì, amore mio, sì, scopami con forza qui, adesso, al diavolo le persone, ho un desiderio incredibile del tuo cazzo e del tuo sperma. Riempimi tutta, fammi sentire il tuo fallo durissimo che mi apre in maniera incredibile”. Con tutte le mie forze, il cazzo durissimo pompa senza sosta, miele che cola sul mio fallo a testimoniare che il godimento è vicino. Ecco, lo sento, ti dimeni sempre più in maniera frenetica ed io rispondo ai tuoi movimenti seguendoti, copiandoli per godere insieme, ancora una volta… Adoro la tua… Passerina!