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Il sogno
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Titolo:
Il sogno |
Autore:
Pegaso |
Contatto:
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Racconto
n° 3179 |
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Andrea, occhi chiusi, buio. Luce improvvisa colpisce i suoi occhi. Poi nuovamente il buio. Andrea nel buio inizia a vedere qualcosa. Prima sono figure informi, poi sempre più riconoscibili. E’ lei con Rino, il suo uomo da sempre. Sono in un prato, sdraiati sopra una coperta a godersi il sole settembrino. L’aria accarezza i loro corpi delicatamente. Si tengono per mano. Andrea indossa il reggiseno del costume ed un paio di pantaloncini, particolarmente larghi sulle cosce. Anche Rino ha un ne indossa un paio ed è a torso nudo. Piano piano che il sole scalda i loro corpi alcune gocce di sudore compaiono sui loro corpi. Luce improvvisa nuovamente. Torna il buio. Torna il prato con loro sdraiati sopra. Non si tengono più per mano. Rino si è voltato verso di lei, mettendole un braccio sotto il collo e tirandola lievemente a sé. La bacia con passione lasciando scivolare la mano sui seni prima e poi lungo il corpo fino alle gambe. Segue il profilo del suo corpo ritornato verso l’alto e fermandosi nuovamente ai seni. Lei quasi non reagisce. Accetta le carezze e la pressione delle sue labbra, ma quasi non ricambia. Rino, in collera quasi per la sua freddezza. Deve osare di più. Le strappa il reggiseno, posando subito dopo la bocca sul capezzolo. Succhia forte, a volte lo morsica appena. La mano s’infila nei larghi pantaloncini risalendo dalla gamba. Trova le mutandine, le sposta ed il folto pelo della figa è nelle sue mani. Senza pensarci troppo le allarga le gambe per quanto possibile. Andrea a quei tocchi finalmente reagisce, si muove per agevolare i movimenti di Rino. Un dito la penetra senza complimenti: è ancora asciutta, fatica a farsi largo inizialmente. Le brucia un po’, poi cede con la complicità dei primi umori. Lui la sente viva finalmente, ma non permette al suo impeto di fermarsi. Ora alterna le sue attenzioni su entrambi i seni. Lievi segni di denti s’intravedono su entrambi. Ad ogni morso Andrea geme. Andrea sposta le mani sui pantaloncini di Rino. Solleva l’elastico del primo indumento e quello dei boxer dell’uomo. Ora il cazzo del suo uomo è tra le sue mani. Si muovono quasi in sincronia. Entrambi veloci, entrambi vogliosi di godere. Andrea raggiunge il primo orgasmo, le quattro dita che ormai Rino le aveva infilato dentro la figa avevano fatto il loro lavoro, coadiuvate dal pollice che sfregava sul clitoride e dalla bocca sui seni. Finalmente si stacca da lei, appena il tempo per sfilarle i pantaloncini con le mutandine. Le divarica ora le gambe quanto più può ed inizia a leccarle gli umori che copiosamente escono. Andrea geme e gode ed il secondo orgasmo viene urlato ancora più forte se possibile. Si sposta, gli si butta addosso e gli toglie tutto. Lo fa stendere e questa volta è lei che avidamente lo succhia. La cappella di Rino è grossa e pulsa al ritmo dei movimenti della lingua di Andrea. Luce, improvvisa, abbaglia, poi il buio. Andrea ha il cazzo ancora in bocca, ma le sue mani sono piene di sperma caldo, lo stesso che è anche ai lati della bocca. Rino si muove, il membro duro, gira Andrea sul ventre alzandole il culo penetrandolo senza lubrificarlo. Andrea urla dal male, ma solo per un attimo. Si porta la mano sul clitoride ed incomincia a masturbarsi, mentre il cazzo si muove nel suo sfintere. L’uomo la sente godere e non si risparmia. Pompa nel culo senza pietà, fino a quando in perfetta armonia lei urla il suo orgasmo mentre Rino inonda il culo di sperma sia dentro che fuori. Luce negli occhi. Non va via questa volta. - Andrea? Andrea? Svegliati e rilassati abbiamo finito - le dice Rino ancora con il camice addosso dopo averle estratto il dente del giudizio.
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