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Lara, dalda e perversa
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Titolo: Lara, dalda e perversa
Autore: Don Landis
Contatto:
Racconto n° 320
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Non ho voglia di rincasare; per me è ancora pomeriggio! E' mezzanotte e tre quarti di un sabato come tanti altri. Solita cena con gli amici, solito giro dei bar, nulla di emozionante; accendo un sigaro pensando alla nottata che mi attende. Ho voglia di trasgredire pesantemente! Sono in cerca di forti emozioni: il sangue è al cervello e l'ormone alle stelle. Con la droga ho smesso circa due anni or sono, non accusando più dipendenza, per fortuna.
Agostino e Domenico decidono di andarsene, lasciandomi solo col mio sigaro nel parcheggio del "Palomito's live music café".
Ho il pene gonfio di lussuria. Abbisogno di una donna che soddisfi ogni mio desiderio.
Salgo in macchina e percorro la statale che conduce a Bergamo; è piena di "lucciole" che affittano i loro corpi per poche decine di euro.
Contratto con una ragazza rumena, ma quando le confesso ciò che vorrei farle mi manda a quel paese, cosicché mi rimetto in marcia alla volta di un night club.
Dopo pochi chilometri eccomi arrivato nel paradiso della laidura e della debòscia. Sono eccitato più che mai: parcheggio in fretta e furia, precipitandomi successivamente nel locale.
L'ambiente non è male; luci soffuse, musica al giusto volume, e tante, tantissime ragazze seminude, intente a dimenarsi attorno ai numerosi pali metallici. Mi avvicino al palco, attratto da una bionda mozzafiato: le faccio l'occhiolino e la invito ad avvicinarsi. Mi afferma che vuole cinquanta euro per venti minuti, in privato. Ho l'uccello in tiro; lei mi provoca invitandomi a toccare il suo seno rifatto. Ho voglia di scopare; sto per cedere alle tentazioni di quel flavo demone, quando vedo una splendida creatura mora, completamente svestita, transitare alla mia destra. Rimango folgorato: "Scusa tesoro, hai un minuto?", la invito a fermarsi.
Lei mi sorride, mi parla, intuisce il mio stato di eccitazione. E' una vera professionista.
Mi dice di chiamarsi Lara e mi propone mezz'ora in privato con lei per cento euro: è disposta a tutto, e se sarò carino con lei, mi assicura che farà anche più del dovuto.
Il mio pene sta lacrimando dall'emozione. Come posso resistere? Accetto la proposta di Lara, avviandomi con lei nei salottini privati.
La ragazza chiude la porta dietro di sé, invitandomi ad accomodarmi sull'ampio divano di velluto viola. Mi spoglia lentamente, guardandomi negli occhi. Prende la mia mano, leccandomi il dito medio, fino ad ingoiarlo completamente. Non resisto più! La imploro di sfilarmi i calzoni: Lara obbedisce prontamente, togliendomi anche le mutande.
Prende fra le sue mani il mio glutinoso pene: "Come sei eccitato!", mi dice.
Si avvicina al mio attributo con l'intero suo corpo, adagiandolo fra i seni, strusciandoselo sui capezzoli: "Succhiamelo, da brava!", la esorto con dolcezza.
Lara accondiscende, così in men che non si dica, la sue labbra si serrano attorno alla mia verga: incomincia a pomparla con dovìzia, facendomi provare uno straordinario, piacevole senso di benessere. Mentre prosegue nella fellazione, poso le mie mani sul suo capo, accarezzandole i corvini capelli; pochi istanti dopo, la ragazza si rialza, massaggiandosi entrambi i seni.
"Vuoi scoparmi?", domanda con malizia l'arguta Signorina.
Annuisco senza proferir parola, rimanendo estasiato dalla bellezza di quel corpo, màdido di bramosìa.
Lara estrae da sotto il cuscino del divano una scatola di profilattici: "No, ti voglio al naturale!", le dico.
"Guarda che dovrai sborsare altri cento euro, se vorrai prendermi senza condom", mi risponde.
Non bado a spese! Non ragiono più, lasciandomi trasportare dal lussurioso istinto del mio attributo.
"Mettiti in ginocchio, sul divano!", le ordino.
La bruna si sottomette alla mia volontà, anche se rimango consapevole del fatto che compie tutto ciò per denaro.


Struscio il membro sulle natiche della ragazza, infardandole di viscoso liquido seminale l'intero deretano.
Lara inarca maggiormente la schiena, come se volesse agevolarmi la penetrazione "alla pecorina"; impugno il mio attributo, puntando il glande fra le calde labbra di quella vagina colante di desiderio.
Anche lei è eccitata! Lo percepisco dalla quantità di secrezione biancastra rilasciata dal suo sesso.
Affondo il membro fra la carne della ragazza, ansimando e mugugnando dal piacere che attanaglia il mio intero corpo.
Il mio bastone è saldamente conficcato nel laido corpo di Lara, quando odo la sua sensuale voce che mi provoca: "Scopami, sono la tua puttana, siii. sfondami, daiii!".
Comincio a trapanarle il corpo, affondando profondamente il mio pene in quel caldo pertùgio, fino a raggiungere la cervice.
Lara si dimena come un'indemoniata, nell'intento di procurarmi l'orgasmo. Pochi minuti dopo estraggo con irruenza il pene dal corpo della ragazza; una pioggia di tiepido sperma imbratta sia la schiena sia le natiche di quella splendida meretrice: "Ahhh., Lara sei fantastica!", le sussurro agonizzando dal piacere.
La ragazza struscia la schiena contro il mio petto: le afferro i seni, pizzicandole i turgidi capezzoli.
La mano di Lara cerca il mio pene, per reintrodurselo in mezzo alle gambe, poiché anch'ella accusa la necessità di un orgasmo.
Riprendiamo a scopare in quell'eccitante posizione, io sotto, lei sopra: Lara volta il capo verso il mio, ricercando affannosamente la mia bocca. Le nostre lingue si sfiorano, mentre i nostri corpi, profondamente uniti, danzano alla ricerca di un piacere capace di acquietare il perverso desiderio di entrambi.
Poso il mio dito medio su clitoride di Lara, la quale gème insistentemente dal piacere; incalzo il ritmo dell'amplesso, aumentando di conseguenza anche quello della masturbazione.
Lara viene poco dopo: un lungo straziante làstimo emesso dalla sua bocca mi eccita come non mai!
Ho voglia di leccarla in mezzo alla gambe; adagio la ragazza sul divano, divaricandole con dolcezza entrambi gli arti inferiori. La sua vagina pulsa ancora d'un incontenibile desiderio, come se implorasse d'esser nuovamente soddisfatta. Chino la testa in mezzo alle sue cosce, affondando la lingua fra le paratìe di carne di quel tenero e caldo bocciolo, leccandolo, succhiandolo, amandolo ancora una volta, forse l'ultima.
Lara mi accarezza mentre le pratico il cunnilingus; pochi istanti dopo, due secchi colpi risuonano all'uscio della nostra alcòva: "Lara è ora!", grida una voce maschile.
Purtroppo il tempo a mia disposizione è scaduto; avrei voluto trascorrere tutta la serata con quella deliziosa creatura, ma, mio malgrado, non ho abbastanza soldi.
Mi rivesto, pago la ragazza lasciandole una cospìcua mancia. Lei mi ringrazia e mi saluta teneramente: "Ti lascio il mio numero di cellulare!", mi dice, consegnandomi il proprio biglietto da visita.
La bacio per l'ultima volta: "Ciao tesoro!". Entrambi usciamo dalla camera, io ricomposto a dovere, lei completamente ignuda. Un buttafuori, alto quasi due metri, squadra l'intera mia figura: "Tutto OK baby?", domanda a Lara sorridendole.
La ragazza gli risponde con un cenno del capo, dopodiché ritorna al lavoro mettendosi in mostra sul palco, alla ricerca di nuovi clienti.
Io la osservo per l'ennesima volta: "Ciao Lara, è stata una scopata fantastica!", penso nel silenzio della mia mente.
Esco dal locale dirigendomi verso l'automobile; salgo a bordo e metto in moto: "Ora è il momento di tornare a casa!", esclamo soddisfatto.