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Buongiorno
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Titolo:
Buongiorno |
Autore:
Lulla |
Contatto:
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Racconto
n° 321 |
Altri
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...uno dei suoi "buongiorno" mi è rimasto impresso in modo particolare: Avevamo passato la notte insieme ed io, svegliandomi la mattina, facevo scivolare una mano sul letto accanto a me per cercarlo.ma lui quel giorno non c'era. Così anziché un tenero risveglio fatto di coccole, mi stavo svegliando in modo brusco e preoccupato. Lui non c'era accanto a me sotto le lenzuola, ma il letto era ancora tiepido, quindi doveva essere sicuramente in casa, da qualche parte. Era molto presto e fuori il sole non era ancora sorto, la tiepida luce dei lampioni in strada filtrava appena dalle persiane chiuse e lasciare il caldo tepore delle coperte era una tortura. Ma dovevo cercarlo. Forse era in cucina a preparare il caffè, lo faceva spesso e poi me lo serviva a letto insieme ai miei biscotti favoriti e qualche bacio..oppure poteva essere in bagno a farsi una doccia, in quel caso mi sarei tolta i vestiti di dosso e l'avrei raggiunto al volo sotto l'acqua bollente. Ma lui non c'era, lo cercavo, e per ogni stanza che trovavo buia e silenziosa la mia angoscia cresceva. Non poteva essere andato via così senza una parola, lasciandomi sola in quel letto immenso, non poteva essere scappato così, perché? Che cosa stava succedendo? Non capivo e continuavo a girare per casa come una preda impazzita, in cerca di una via d'uscita dalla trappola sadica e crudele tesa dal suo carnefice. Lui non c'era ma, alla fine, lo vidi attraverso il vetro di una finestra appannata, era lì, la sua ombra nella strada fredda, sotto la pioggia, che scappava lontano da me. Da bambina non potevo resistere ad un vetro appannato, la mia mano subito inventava disegni e le mie dita, scorrendo sulla superficie fredda, lasciavano che le mie idee prendessero forma, lo guardavo impotente dietro a quel foglio di carta e non potevo raggiungerlo.un disegnino..solo con un disegnino..vola, vola da me. Ma proprio in quell'istante mi sentii afferrare i fianchi da dietro, da due mani che conoscevo alla perfezione, lui era dietro di me e mi stava toccando. "Non voltarti"..con una mano bloccò i miei polsi sul vetro della finestra, mentre con l'altra cominciava a percorrere il profilo del mio corpo. Così io non mi giravo, stavo immobile e lo lasciavo fare, lentamente faceva scivolare le sue dita sotto la maglietta, quella grigia che indossavo per dormire...e poi saliva fino all'elastico del perizoma facendolo schioccare sulla mia pelle. Io non guardavo, il mio sguardo rimaneva fisso su quell'ombra che credevo di aver visto fuggire via e i miei pensieri volavano insieme al disegnino che stavo facendo per lui."non smettere, continua a disegnare".mi aveva suggerito, col respiro affannato, in un orecchio. Ora le sue carezze si facevano più pesanti, con una mano mi massaggiava il seno e giocava col mio capezzolo strappandomi gridolini di piacere, con l'altra mi abbassava gli slip.mi piaceva quando faceva così, quando i suoi movimenti si facevano più forti e le sue dita non mi davano tregua, ero eccitata ma lui mi aveva ordinato di non muovermi ed io volevo vedere fino a che punto sarebbe arrivato. Avrei voluto girarmi e baciarlo, ma ero come inchiodata in quella posizione, tesa ad ascoltare una voce che veniva da lontano.."buongiorno". L'aroma del caffè investì in pieno i miei sensi e, aprendo piano gli occhi, lo vidi in piedi accanto a me con la colazione in mano. "Che cosa stavi sognando amore? Sorridevi! E poi, guarda, chi ha disegnato questo aeroplanino sul vetro appannato?". Io..l'ho fatto io...stanotte mi hai fatto volare così in alto...
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