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Sharm El Sheikh - La piscina
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Titolo: Sharm El Sheikh - La piscina
Autore: Veleno dolce
Contatto:
Racconto n° 3221
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Il mar Rosso è meraviglioso, di un azzurro e un blu incredibili; il blue hole, il buco blu, un punto in cui il mare è profondo 2 km, così blu da non farti credere ai tuoi stessi occhi. Ci arrivi a nuoto, facendo snorkelling, mentre segui tutta la barriera e fai il bagno con una varietà infinita di pesci. Non li puoi contare, sono pesci pagliaccio, chirurgo, murene; da mangiare ci sono solo le cernie, condite con la deliziosa salsa di menta o di melanzane, magari da mangiare in una tenda beduina allestita proprio per i turisti, ma che importa.
La sensazione è la stessa, una meravigliosa distesa di acqua davanti agli occhi e tu stesa al fresco con un piatto vicino, a guardare l’oggetto dei desideri che in quel momento è proprio là, di fronte ai tuoi occhi.

La piscina è illuminata da una luce bluastra, i fumi caldi vaporizzano l'aria.
Quando immergo il mio corpo nudo nell'acqua è come entrare in un'altra dimensione.
Sento le bollicine salire lentamente alle caviglie e lungo i polpacci, una sensazione che sembra privarmi di qualsiasi sensibilità.
Respiro a fondo e, lentamente, sento il mio seno sollevarsi e di nuovo ridiscendere morbido; sento le dita delle mani appoggiarsi leggere sulle cosce, mentre le braccia rilassate si distendono lungo i fianchi.
Non mi muovo, lasciando la pelle a questo contatto.

Posacenere e due sigarette sul bordo piscina.

L'accendino ha fatto il suo dovere e le prime boccate di fumo hanno accompagnato la mia mano destra.
Il mio piacere cresce notevolmente e fumare, restandomene rilassata tra i vapori e la forza di Archimede che rende tutto più leggero, è davvero estatico.
Non penso a te, mi curo soltanto del mio corpo e delle sue sensazioni, del calore sprigionato dal contatto delle mie mani sulla pelle.
Della sensualità, lenta e impalpabile, del respiro e di questo caldo sottilissimo, paralizzante eppure così piacevole.
L'acqua che scorre con gocce di sensazioni estreme si fonde insieme a movimenti che riconosco come miei e mi lascio avvincere dalla morbidezza delle sue forme, compatte e muscolose.
Un turbinio di elementi che entra dentro di me.
Gli umori si fondono a profumi di muschio, la mia essenza preferita, ora diventata miscuglio di odori, del mio corpo eccitato e voglioso; masturbarmi in acqua mi manda alle stelle.
A volte il tumulto del corpo e dell'anima viene placato da momenti di calma e tranquillità che fanno bene all'esistenza.
Pensavo e mi toccavo, pensando che le mie dita fossero la tua lingua che stuzzicava lentamente la mia perla, per poi tirarti indietro e stuzzicarla ancora per succhiarla e poi giocarci con la punta della lingua, roteando veloce veloce fino a farmi esplodere languida. Massaggio la pelle partendo dal ginocchio, scendendo verso la coscia, per poi immergermi oltre, dove l'occhio non può catturare l'immagine di ciò che potrei mai fare, intuendone però i movimenti al sensuale ritmo dato dalle carezze della manina birichina, che fa muovere l'acqua.

Ti avvicini e sento il tuo profumo...

Il tuo profumo è un calore sempre più intenso che scivola avvolgente sulla mia pelle e piano scende lungo la curva morbida del mio seno.
L'espressione del viso lascia solo immaginare le intime carezze di quelle dita.
E ora, alle carezze della mia mano, si unisce un' altra mano.
Entrambe, a pieno palmo, accarezzano l'intero corpo, coprendo e scoprendo i seni, ora usciti dall'acqua, giocando con i capezzoli turgidi a quel contatto, percorrendo la longilinea figura fino alla sua estremità, massaggiando le cosce, i polpacci, i piedi , risalendo per poter lambire anche i glutei sodi, immersi e trepidanti.
Tutto il corpo è in attesa di quelle carezze divenute eccitanti, che sembrano fare tutt'uno con l'acqua.
Dita che eccitano sfiorando, mentre comincia a incalzare il ritmo sostenuto, accompagnato dal movimento dell'acqua che lambisce e penetra quel corpo ormai prossimo all'esplosione.
Un istante, insopportabile, acuto, violento; sento il dolore affondare nella carne e salire dritto al cervello.
Sento la pelle dolente bruciare e il desiderio di urlare arrivare fino alle labbra.
Ma quella tortura è troppo dolce perchè abbia fine, la mano si ferma, l'acqua si placa e lentamente un sorriso appare sulle labbra.
La tua mano ora si muove sul mio corpo, seguita da carnose labbra esperte ed esigenti, accarezzandolo, sfiorandolo per intero mentre si cominciano a sentire i gemiti deliziati che tutto ciò provoca.

Un istante ed inaspettatamente sento la tua lingua...

Calda, bagnata, umida, leccare lentamente la mia pelle. Sento la saliva scivolare piano e le tue labbra morbide a cercare di darmi sollievo.
Sotto lo scroscio dell'acqua, quella delicata scoperta continua, quel delizioso turbinio di emozioni aumenta, senza mai smettere di scoprirsi.
La pelle di entrambi rabbrividisce di piacere al contatto. Il mio seno, sopraffatto da quel gioco di baci e acqua con i capezzoli turgidi, rabbrividisce sotto la tua lingua, che leggera ne disegna i contorni dell'aureola, per poi farlo sparire dentro la bocca avida.
Un gioco rallentato e sento le tue labbra appoggiarsi alle mie, un bacio caldo, morbido, sensuale.

Stringimi i fianchi...

Il ritmo ribelle avanza mentre i capezzoli protesi chiamano le tue dita; affamato avanzi dietro di me.
Mordi le mie spalle, mentre i miei capelli catturano il tuo piacere irruente, sento un brivido e tu che disegni sulla pelle delicata del mio ventre.
Sento i tuoi pollici massaggiarmi e premere leggermente, sento il tuo respiro farsi sempre più vicino e il tuo calore umido accarezzarmi.
Sento le tue dita risalire leggermente, scorrere morbide lungo i fianchi e scendere a fior di pelle seguendo la linea rotonda dei miei glutei.
Accarezzi lentamente il mio inguine caldo, passando i polpastrelli sulla pelle liscia.
Avanzando lentamente verso il centro, concentrandoti sulle sensazioni che ti trasmettono i polpastrelli, protesi alla ricerca di una parte liscia, così da capire che la meta è vicina.

Per un attimo mi sfiora il pensiero che qualcuno possa arrivare.

Mi sussurri qualcosa all'orecchio, non sento, ma mi fą rabbrividire.
Con un balzo mi sospingi fino a farmi sedere sul bordo della piscina, mi apri le gambe, e con le dita calde apri la mia perla.
Nel momento in cui la lingua tocca la carne, emetto un gemito; rimango a guardare il lento lavoro di lingua che ad ogni colpo fą aumentare il ritmo dei miei movimenti.
Alzi di scatto la testa verso di me, un sorriso malizioso, e poi ricomincia il tuo lavoro, questa volta aiutandoti con due dita.
Mi stendo sul bordo, le gambe a penzoloni, gli occhi socchiusi. Un fruscio breve nell'acqua, qualche schizzo tiepido e poi ti ritrovi addosso a me con il tuo corpo umido di cloro e di voglie.
Apro gli occhi, il tempo di vedere il tuo pieno di eccitazione e di voglia, scivoli dentro di me come se scivolassi sul filo dell'acqua.

Ti stringo i glutei con le mani.

Incollai gli occhi ai tuoi, restando immobile, la tua danza amplificava il mio piacere, non c'era nulla che io potessi fare per migliorare una sensazione che gią di per sè, era perfetta. Aumenti il ritmo, facendolo scorrere fino quasi a farlo uscire per poi riprenderlo.
Stringo le pareti interne quasi volessi risucchiarlo, stringo e rilascio.

Il respiro è affannoso.

Sento le prime pulsazioni, di li a poco sarei venuta.
Tu lo percepisci e rallenti il ritmo, producendo l'esatto effetto di farmi esplodere.
Inclino la schiena verso terra, mutando l'inclinazione della penetrazione; con i miei ultimi spasmi, vieni anche tu.
Guardo il cielo stellato, mentre una musica araba si insedia nella mia testa diventando parte di me, inspiro profondamente e la sensazione di caldo acuto nel naso mi fa tossire.
Mi alzo, raccolgo l'asciugamano e asciugo quella linea sottile dei miei umori e dei tuoi, che scendono giù.
Un soffio di aria fresca mi fa ricordare che sono in ritardo per una cena.
Mi giro cerco i tuoi occhi nella penombra, cingo con l'asciugamano i fianchi e mi allontano dalla piscina...sorridendo e pensando che forse non ti viene il mal d’Africa come a chi va in Kenya, ma il mal d’Egitto sì, sicuramente.