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L'amante
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Titolo: L'amante
Autore: Alessandra
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Racconto n° 3235
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Sono stata a vedere il concerto di Zucchero all’arena di Verona.
A lui dà fastidio quando esco da sola, ha paura che io incontri qualcuno che mi possa piacere perché, quando l'ho conosciuto, gli raccontavo delle mie avventure con perfetti sconosciuti.
I suoi sms sono insistenti: "mi manchi…", "voglio vederti…", "mi invento una scusa con mia moglie…" mi scrive.
"T’aspetto" gli rispondo.
Guido fino a casa già eccitata dall’idea di vederlo. Lui mi fa sempre quest’effetto, mi piace da morire. Una doccia veloce solo con l’acqua, niente bagnoschiuma: il suo profumo preferito è quello della mia pelle. Indosso una vestaglia corta di seta nera con niente sotto. Accendo delle candele profumate alla vaniglia nella stanza da letto, do una spazzolata ai miei lunghi capelli.
Il campanello suona, gli apro.
La sua bocca è subito sulla mia, mi spinge indietro per farmi aderire al muro, con una mano spinge la porta che si chiude con un tonfo, mi apre la vestaglia: le sue mani sul mio seno, lo stringe forte fino a farmi male, ma a me piace e lui lo sa…
Continua a baciarmi sulla bocca, la sua mano scende tra le mie gambe... "Mm… che calda, mi fai impazzire…" Scende con la bocca sui miei capezzoli, li lecca e li morde.
Comincia a spogliarsi, la sua bocca di nuovo sulla mia, lo aiuto a sbottonare la camicia; i suoi vestiti sono un mucchio informe sul pavimento. Tra un bacio e l’altro i suoi occhi sempre sui miei: "Sei fantastica" mi sussurra mentre fa cadere la mia vestaglia. La sua bocca è sulle mie spalle, me le morde e me le lecca, risalendo fino al collo, prende i miei lunghi capelli tra le mani e me li tira, mi fa male, mi trascina in camera e mi fa sdraiare sul letto.
Mi spalanca le gambe e la sua lingua comincia a farmi impazzire e contemporaneamente m’infila due dita nella vagina. Prendo tra le mani la sua testa, non voglio che smetta, sto per venire.
L’orgasmo arriva, splendido, come sempre lui mi fa impazzire. Voglio che si fermi, ma lui non mi molla e continua con il suo gioco, toglie le dita dalla vagina e me ne infila uno lentamente tra le natiche continuando a leccarmi. Mi fa morire…
So cosa vuole da me quando fa questo gioco... infatti, toglie il dito e con la lingua risale il mio ventre, si sofferma sui capezzoli durissimi e me li morde piano, prima uno poi l’altro. Di nuovo la sua bocca sulla mia, avida della mia lingua che si contorce con la sua, strofina il suo cazzo tra le mie gambe per farmi sentire quanta voglia ha di me.
"Ti voglio" mi sussurra.
"Anch’io".
E lo voglio veramente, con tutta me stessa.
Appoggia le mie caviglie sulle sue spalle, mi prende per i fianchi, mi tira verso di sè: il suo cazzo entra dentro di me tutto in un colpo strappandomi un gemito. "Fammi sentire quanto ti piace" mi dice "adoro sentirti gemere".
Chiudo gli occhi, sento i suoi colpi violenti dentro di me, mi tira i capelli. "Alessandra, Alessandra, fammi sentire che godi, mi fa impazzire sentire le tue grida…"
Mi lascia i capelli, le sue mani sul mio seno, lo stringe forte, mi fa male, una sensazione di dolore e piacere. E' fantastico, sto gridando il piacere che mi provoca.
Ancora una volta la sua bocca sulla mia, più dolce ma insistente, un bacio lunghissimo. Toglie il cazzo dalla mia vagina e me lo strofina tra le natiche. "Ti voglio tutta…" mi sussurra. Acconsento e comincia ad infilarmelo dolcemente, mi fa un po’ male perché non è un gioco che faccio spesso. Quando è tutto dentro di me mi accarezza il clitoride e comincia a muoversi lentamente. Mi piace quello che mi sta facendo, poi mi sorprende infilandomi due dita nella vagina, mi fa impazzire, la sensazione è di avere due membri dentro che si muovono assieme. Chiudo gli occhi, mi stringo forte il seno con le mani e comincio a gridare di piacere.
Dopo il mio orgasmo lui si ferma, mi guarda, sorride: "Sei bellissima…"
Si toglie da dentro di me, mi bacia sulla bocca e mi fa inginocchiare sul letto, le sue mani mi accarezzano la schiena lentamente, poi scendono sulle natiche allargandomele dolcemente. Entra dentro di me improvviso, strappandomi un urlo.
Si muove selvaggiamente ora, mentre mi graffia e mi schiaffeggia la schiena e le natiche, poi mi prende per i capelli e mi obbliga a voltare la testa il più possibile verso di lui. "Guardami…" ordina fermandosi. Lo sento che sta per venire, non ce la fa più a trattenersi, poi più dolcemente mi sussurra "sei mia…" e il suo orgasmo mi travolge mentre libera i miei capelli dalla sua stretta e ricomincia a muoversi dentro di me stringendomi i fianchi fino a togliermi il fiato.
Dopo una sigaretta fumata assieme abbracciati e una doccia veloce lo accompagno alla porta. Ricomincia a baciarmi sulla bocca. "Non smetterei mai di baciarti, vado altrimenti ricomincio come prima… A domani". Chiudo la porta alle sue spalle. So che le poche ore che restano prima di un nuovo giorno sicuramente dormirò benissimo…