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L'inizio
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Titolo:
L'inizio |
Autore:
Atros |
Contatto:
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Racconto
n° 3251 |
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Ragazza di successo, sensuale e affascinante, Laura aveva da poco scoperto di essere affascinata dal mondo del bdsm e del bondage. Un giorno aveva visto per caso alcune foto e ne era rimasta colpita al punto da voler provare lei stessa: il mix tra piacere e dolore l'avevano subito colpita e non aveva perso tempo. Se lo ricordava ancora quell'orgasmo inaspettato...
Si era pizzicata i capezzoli, sempre più forte, ancora più forte, e aveva scoperto che le piaceva, le piaceva da morire. Si fermò un attimo a riflettere su quello che stava facendo, sulle sensazioni appena provate.
Avvertiva dentro di sé un piacere forte e travolgente: era diverso dal solito, era indescrivibile, era qualcosa di nuovo e di cui comprese era avida e affamata. Si stese sul letto mezza nuda, eccitata, bagnata, le mutandine scostate appena giusto lo spazio per due dita, la maglietta quasi uno straccio per terra, il reggiseno in parte ancora agganciato, i capezzoli duri ed eccitati, i seni turgidi. Li strinse a turno con l'altra mano, sempre più forte mentre il piacere dal clitoride si mescolava con questo eccitante dolore creando vibrazioni che la stordivano, onde di piacere in sequenza, una dopo l'altra. Laura non poteva fermarsi: ogni volta che le sue dita afferravano i capezzoli, li stringevano sempre più forte.
Si era sorpresa ad emettere un gemito di dolore, si era sorpresa ancora di più pochi istanti dopo quando il secondo gemito era di puro piacere.
L'altra mano, quasi animata di vita propria, accelerava il tocco deciso sul clitoride.
Non era più lei, non era più la meticolosa donna d'affari sempre sul pezzo, sempre con la situazione in pugno. Fu la seconda ondata di dolore fuso al piacere, che le fece perdere completamente il controllo, la mente e la ragione spente e lontane. Dalla sua bocca sensuale uscivano gemiti di piacere sempre più forti, mentre il suo respiro si faceva ancora più caldo e affannoso.
Anche la seconda mano salì a cercare l'altro capezzolo e all'improvviso il dolore divenne doppio, il piacere quadruplo.
Le gambe si muovevano senza controllo, aperte, spalancate come attraversate da scosse continue, senza sosta.
Era un lago: lo sentiva con quel poco di percezione del mondo esterno che le restava.
Era pronta, le sarebbe bastato il semplice contatto del vibratore col suo sesso caldo e bagnato e sarebbe esplosa. Il culmine arrivò in un attimo: un urlo nuovo, diverso, le uscì dalle labbra, forte, violento e il suo orgasmo fu altrettanto forte, violento, potente e soprattutto nuovo.
Urlò, urlò ancora e ancora, gridando il suo nome, come tante altre volte in precedenza aveva urlato il nome dell'uomo che la prendeva.
Urlò ancora, ancora fin che ebbe fiato e venne, venne come non era mai venuta prima.
Poi il silenzio...
Quando lentamente riprese fiato e coscienza dell'ambiente esterno, quello che la stupì maggiormente fu che era venuta solo stringendosi i capezzoli, il vibratore era ancora nel cassetto insieme agli altri giocattoli.
Si mise a sedere e si guardò allo specchio: i seni le bruciavano per tutte le strane attenzioni che avevano ricevuto.
Si leccò le labbra leggermente secche e pensò a quelle forti emozioni mai provate prima e seppe che quello era solo l'inizio...
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