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Lo sconosciuto
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Titolo: Lo sconosciuto
Autore: Berenice
Contatto:
Racconto n° 326
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Hotel Sallustio.
Elisa entrò nella hall e con un certo imbarazzo domandò al concierge se l'ospite della stanza 249 era rientrato.
". sa . è un vecchio amico ."
Ma che gliene importa a lui? Perché devo giustificarmi? Si domandava innervosita.
Il concierge con l'aria di chi la sa lunga rispose che la chiave non c'era, quindi "l'amico" sarà sicuramente stato in camera.
Ma che vuole questo qui? Continuava a domandarsi Elisa offesa e indignata dall'atteggiamento dell'uomo.
Ora me ne vado . No, non posso andarmene . Io voglio salire da Sandro.
Sorrise forzatamente e senza chiedere altro si diresse verso l'ascensore.
Ci provasse solamente a fermarmi ..
E invece il concierge non le disse più nulla.
Secondo piano. Stanza 249. Le tramavano un po' le gambe e il cuore batteva come impazzito.
Prima di vederlo, quella mattina, al meeting, era fermamente sicura di non voler più avere a che fare con lui. Ma Sandro aveva ragione, non potevano non darsi l'uno all'altra come avevano fatto per mesi tramite telefono. Lo aveva sognato così tanto spesso, aveva pensato di fare l'amore con lui ogni volta che lo faceva con qualcuno . e non poteva andare avanti in quel modo. Quell'uomo rischiava di farla uscire di senno, la sua voce, le sue parole .. Prima di incontrarlo per caso quella mattina nemmeno le interessava sapere come fosse in realtà, lui era tutto ciò di cui aveva bisogno.
Camminava lungo il corridoio leggendo i numeri delle stanze sulle porte. Il suo passo, nonostante i tacchi alti, era attutito dalla moquette.
Era più o meno l'ora dell'appuntamento concordato, che lei gli aveva comunicato con un messaggio sul cellulare.

Sandro aveva temuto di perderla ancor prima di averla avuta. La sua grande sensualità, la luce dei suoi occhi, l'eleganza dei suoi movimenti, il suo sorriso, gli erano rimasti nella mente per tutta la giornata. Aveva contato i minuti che lo separavano dall'ora fissata, aveva anche declinato un invito a cena per poter essere sicuro di essere presente quando lei sarebbe arrivata. Era impaziente di averla fra le braccia, era nervoso. Si stavano per concretizzare tutte le sue fantasie, era già eccitato. Fingeva un interessamento in realtà inesistente ad una banale trasmissione televisiva. Poi si sintonizzò su un canale di sola musica e abbassò il volume, fino a farla diventare solo un sussurro. Spense quasi tutte le luci e si sedette sulla poltroncina accanto alla porta.
"Verrà.." si continuava a ripetere "verrà, lo ha promesso."
I minuti che sembravano ore passavano lenti. Poi udì un fruscio dietro la porta e un bussare leggero. Trattenne il fiato.

Nessuna risposta. Elisa girò timidamente la maniglia ed entrò lentamente in quell'ambiente semi buio, illuminato dalle fredde luci colorate provenienti dal televisore che rimbalzavano come impazzite sulle pareti. Chiuse la porta dietro di sé non accorgendosi di Sandro seduto nell'oscurità alle sue spalle. Chiamò con un fil di voce facendo pochi passi. La camera era intrisa del suo profumo e le note di una recente melodia si diffondevano in modo discreto e soffuso nell'ambiente.
Si sentì prendere per la vita. Si sentì abbracciare forte e sentì il viso di lui perso fra i suoi capelli. Un abbraccio finora sconosciuto, caldo e profumato.

Percepisci il profumo della mia pelle come io percepisco il tuo? E' un profumo caldo, avvolgente....

Sandro è lì con il viso tuffato fra i capelli di Elisa, che la respira e poi più giù fra i suoi seni, sentendo il suo fiato attraverso la camicetta leggera.

Ho sentito il tuo respiro caldo attraverso le mie vesti e la mia pelle ha vibrato di piacere. Vorrei accarezzare il tuo viso, il tuo corpo, leggera come una piuma.

Le mani di Sandro scivolano lievi sul corpo di Elisa facendola tremare di desiderio. La sua bocca nella bocca di lei, in un bacio di passione irrefrenabile, un piacere a lungo rimandato per entrambi.

I nostri vestiti sono scomparsi nel nulla. I corpi nudi, l'uno alla ricerca dell'altro. Pochi passi, mentre non riusciamo a staccarci, ci separano dal tuo letto. Pochi passi incerti e le mie gambe non tremeranno più.
La mia lingua cerca la tua, le mie labbra sfiorano il tuo collo, e scendono lentamente con una lentezza surreale ed esasperante lungo il tuo corpo, centimetro dopo centimetro completamente in balìa di me. Quanto ti ho desiderato! Voglio respirarti, voglio inebriarmi del tuo odore di maschio, voglio conoscere il tuo corpo. Sento la tua pelle accendersi di desiderio, sento il tuo respiro quasi rauco, vedo la tua erezione prepotente .. Calma, non aver fretta ... La mia bocca si è fermata a giocare con i tuoi capezzoli, le mie mani ti accarezzano leggere...
Resisti .. non mi toccare ... non ancora ...

Lui obbedisce con estrema difficoltà all'invito inespresso di Elisa. Afferra le lenzuola fra le dita, stringendole forte. Il suo capo riverso, gli occhi chiusi ad assaporare fin nell'intimo l'emozione di averla su di sé. Il corpo freme ad ogni tocco della bocca di lei, il respiro è spezzato. Il corpo privo di volontà propria alla mercé dei sensi eccitati.

La mia pelle è liscia, leggermente unta da un olio profumato, i miei seni generosi sfiorano il tuo petto ansimante. Sei in mio potere, sono io che gestisco il tuo piacere. La lingua gioca con i tuoi capezzoli sensibili, le mie labbra succhiano, i miei denti mordono. Le mie orecchie son piene dei tuoi gemiti, i miei occhi son pieni del tuo viso contratto dal piacere che aumenta e che acutizza la percezione dei sensi. Il mio desiderio si fa liquido, sento fra le gambe le labbra gonfie e il clitoride duro, qualche goccia del mio succo scorre fra le cosce. Toccami! Toccami adesso! Accarezza la mia pelle di seta, accarezza la mia schiena nuda, afferra i miei seni con le tue mani sapienti, mentre la mia bocca continua a perlustrare il tuo corpo, la tua nudità, la tua virilità. Voglio riempirmi la bocca del tuo sesso, voglio riempirmi la bocca del tuo nettare. Ti offro il mio fiore da coccolare e da leccare, io mi dedico con un piacere profondo e intimo alla tua asta.

Sandro sente sprofondare la sua virilità nella bocca calda e morbida di Elisa. Vede sopra di sé le sue labbra rosa e gonfie dalle quali stilla come da una sorgente le gocce di un liquido prezioso. Affonda il viso e la sua lingua nella conchiglia aperta di lei, spingendola dentro con voluttà, la stessa voluttà e passione che Elisa stava mettendo nel leccare e succhiare il suo fallo teso e vibrante. Il suo sapore acre ma dolce era inebriante, le sue mani avvinghiate ai fianchi di Elisa che muove il suo bacino per meglio sentire la lingua di Sandro ovunque sul suo sesso. Sa che lei sta per godere. La sua bocca si adopera più frenetica attorno all'asta di Sandro. Lo succhia e lo lecca accarezzandogli i testicoli. Sandro con un rantolo esplode nella bocca di Elisa ed è sublime il sapere che i loro orgasmi li hanno colti contemporaneamente, lo capisce dal tremore convulso del corpo di lei e dal suo continuo gemere.

Lei si abbandona sulle gambe di Sandro abbracciata ad esse mentre lui le carezza piano la caviglia, baciando e massaggiando la sua gamba, facendole sentire il calore umido del suo fiato attraverso il sottile velo delle calze. Lui risale lentamente la sua gamba fino a depositare lievi baci sulla pelle nuda delle cosce, oltre il bordo delle calze. Il corpo di Sandro freme al contatto con quella carne morbida e liscia e quello di Elisa è già inebriato da quel tocco lieve ma eccitante. In un attimo Elisa sente fra le cosce il fiato caldo di Sandro e la sua lingua infilarsi nel suo sesso nuovamente fradicio di desiderio.

Mi fai girare e leghi i miei polsi con una sciarpa di seta al di sopra del mio capo. Cosa vuoi fare di me? Con un tocco lieve mi inviti a schiudere le gambe, lasciandoti vedere le mie labbra gonfie rosa, il mio clitoride voglioso. Vuoi assaggiare il dolce miele che il desiderio ha creato, ed eccoti lì indugiare e perderti fra di esse stordito dall'intensità dei miei umori, pronta ad accoglierti, in qualsiasi momento ed in qualsiasi modo tu desideri.
Sono il tuo oggetto di piacere: fa' di me ciò che vuoi.

La pelle di Elisa è vellutata, brilla di minuscole gocce di sudore. La bocca di Sandro con piccoli baci sugge quelle goccioline di rugiada mentre le sue mani le accarezzano la schiena, lentamente, le natiche, facendole sentire sulla pelle i morbidi testicoli, il suo fallo duro che la sfrega. Le labbra di Sandro si soffermano a giocare con il lobo di Elisa, stringendolo, succhiandolo e facendole emettere dei lunghi sospiri di piacere. Lui ora è completamente sdraiato su di lei, l'ampio petto contro la sua schiena e le mani di Sandro continuano ad accarezzarle i fianchi insinuandosi sotto di lei che ha inarcato il bacino per meglio aderire al ventre di lui. Una sua mano si fa strada fra le cosce di Elisa afferrandole il pube in una morsa salda ma non dolorosa. Le sue gambe sono leggermente divaricate e mentre il palmo della mano di Sandro compie dei piccoli movimenti circolari massaggiando il suo clitoride un dito si è infilato nel fuoco liquido del ventre di Elisa. Lei sente il respiro ansimante di lui nel suo orecchio. Le sfila il dito sostituendolo con la sua asta calda e pulsante.

Il tuo sesso indugia leggero fra le mie gambe, fra i miei glutei, mi fai sentire che sei lì ma non ti concedi. Mi farai morire! Mi stai facendo impazzire! Mi manca il fiato. Spingo il bacino contro di te per offrirti il calore dei miei anfratti. Ho la tua mano aperta sul mio pube. E' bellissimo quello che stai facendo! Sento un tuo dito affondare in me, ma non è ciò che voglio.
Ed eccolo, ecco il tuo bastone penetrare lento nell'anfratto liquido e caldo del mio sesso. Il tuo respiro si ferma e così il mio, per un istante di assoluta perfezione.
La mia schiena si inarca e le tue braccia mi cingono saldamente ai fianchi. Sei tutto dentro di me, i tuoi colpi non mi danno tregua, sembrano voler spingere sempre di più, sembrano voler sprofondare sempre più affondo. Sento il tuo petto contro la mia schiena ed il tuo fiato sul mio collo avvolgermi tutta. Tu sei dentro di me, mi sento piena di te e vorrei che non uscissi più. Non ti fermare, non ti fermare, non ti fermare...

Sandro è ora dentro di lei. Lui poggiato sulle braccia tese affonda con colpi poderosi del bacino il suo sesso fino in fondo. Ogni colpo sempre più in fondo togliendole ogni volta il fiato. I suoi testicoli si bagnano degli umori di lei colpendola proprio sul clitoride. La bocca di Sandro, lecca, bacia e morde la schiena di Elisa, che continua a gemere ad occhi chiusi con le sue mani legate e assicurate alla testiera del letto. Dopo l'ennesimo colpo che sembra portarla all'apice del piacere lui si sfila, lasciandola vuota e quasi implorante mentre le copre gli occhi con un altro nastro.

Piena
Vuota
Legata
Bendata
Mi eccita indicibilmente: acutizza la percezione degli altri sensi.
Come fai a sapere tutto ciò che mi piace? Come fai a sapere fino a punto spingere la mia eccitazione impedendomi di impazzire per il piacere? Mi sleghi ma solo per un attimo, il tempo di girarmi supina e sono nuovamente legata al letto. Ti sento fra le mie gambe, piegate e divaricate. Sento la tua lingua calda e il tuo alito bollente sul mio sesso fradicio. Il mio bacino si muove comandato da una volontà che non mi appartiene attorno al tuo viso. Oddio! Il mio fiato spezzato. è fantastico! Il mio corpo trema devastato dal piacere che mi colpisce ad ondate. Non so più dove sono non so più chi sono, so solo che ti voglio ancora . e ancora . e ancora.

La lingua di Sandro affonda nelle pareti gonfie del sesso di lei, beve il suo succo mentre la sua bocca continua a stuzzicare a baciare a leccare le sue labbra rosa. Ancora e ancora e ancora. Il corpo di Elisa freme inarcandosi, pervaso dal piacere intenso che la lingua di lui le sta donando.

Ti stacchi. Ti allontani. Il nulla. L'immobilità. Il silenzio. Non capisco cosa stia accadendo. Nelle mie orecchie sento solo il mio respiro ancora affannoso. Poi improvvisamente ho la tua bocca sulla mia. Mi baci e sento sulle tue labbra, nella tua bocca il mio sapore. I miei umori i tuoi umori, un tutt'uno sublime ed inebriante fino allo spasimo fino alla perdita dei sensi. La tua lingua che sa di me gioca con la mia, la tua pelle a contatto con la mia, il tuo petto sul mio petto, ansimanti. Sento le tue ginocchia insinuarsi sotto le mie cosce invitandole ad alzarsi e poggiarsi sulle tue spalle. Stai per arrivare! Stai per entrare in me. Questa consapevolezza mi procura un brivido intenso e dal mio sesso esce qualche goccia del mio nettare. Sono pronta ad accoglierti, riempimi, il mio sesso ti inghiottirà ti avvolgerà con il suo fuoco. Il mio respiro è solo un rantolo.

Il corpo inerme di Elisa brucia, abbandonato dopo l'ennesima lunga ondata di piacere. Sandro si alza e si sofferma per qualche istante a guardarla. Osserva i seni oscillare mentre il suo respiro ansimante si calma leggermente; osserva le curve dei suoi fianchi, le gambe, il suo sesso depilato dove è rimasta solo una sottile striscia di peluria scura, osserva la sua bocca leggermente socchiusa, gli occhi bendati, le braccia legate alte sul capo. Quel corpo nudo sotto di lui, quel corpo morbido e così lungamente dolorosamente desiderato. L'asta di Sandro dura all'inverosimile, rossa, tesa, la guarda e la afferra nella mano massaggiandola con delicatezza. Poi cala sul corpo di Elisa, infila la lingua che ancora sapeva di lei nella sua bocca mentre insinua le mani sotto le natiche di lei afferrandole e spingendole verso di sé, con le ginocchia che sollevano le gambe di Elisa.
Penetra lentamente ma inesorabilmente nel ventre morbido e liquido di Elisa, riempiendolo tutto fino in fondo, continuandola a baciare. Sfila le mani da sotto il corpo e si solleva sulle braccia tese per osservare il suo corpo contorcersi e muoversi spasmodicamente alla ricerca del piacere. Toglie la benda dagli occhi per guardarla mentre sprofonda in lei sempre di più mentre la sbatte forte.
Le gambe di lei poggiate sulle spalle di Sandro, l'asta bagnata e turgida che scivola avanti ed indietro, lentamente fra le pareti liquide del sesso di Elisa. Il bacino di lei che si muove attorno al fallo duro e pulsante che a volte esita appena appoggiato sulle grandi labbra gonfie e rosa di lei. Gli occhi si chiudono il respiro è strozzato il corpo di lei devastato da scariche di piacere mentre Sandro conficca il membro dentro di lei lasciandosi avvinghiare dalle gambe di Elisa.

I tuoi affondi, i tuoi colpi poderosi. Sento il tuo fallo fin nella profondità del mio sesso e ogni colpo mi procura un'ondata di piacere.
Non riesco a trattenere un grido soffocato ad ogni tuo affondo. Mi hai tolto la benda. Inchiodo i miei occhi nei tuoi. Fammi godere, non ti fermare.. E' perfetto! Il mio corpo si muove all'unisono con il tuo, il mio bacino ruota frenetico attorno al tuo sesso e sento i testicoli sbattere contro il mio clitoride. Le mie gambe serrate attorno ai tuoi fianchi. Ecco...! Calore, follia, abbandono, il godimento è immenso ed io sono senza volontà, in sua balìa, i miei movimenti sono convulsi quasi il mio essere fosse posseduto da una forza maligna. I miei occhi si chiudono e la mia bocca si apre per accogliere la tua lingua.

Sandro afferra con le dita il capezzolo ritto di Elisa, lo stuzzicano e i suoi gemiti si fanno più forti. La bocca di lui si stacca da quella di Elisa e afferra fra le labbra quel piccolo chiodo scuro, leccandolo e succhiandolo. I suoi colpi sono sempre più frenetici e il suo membro duro e bollente pulsa fra le pareti gonfie del sesso di lei. Un altro affondo ed ecco che il desiderio di Sandro esplode nel ventre di Elisa, esplode palpitante ed impazzito, mentre il respiro di lui si ferma bloccato da un orgasmo pervasivo e liberatorio.

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Elisa riaprì gli occhi. Si ritrovò avvinghiata e arrotolata al corpo di Sandro, che continuava a dormire sereno serrandola in un abbraccio che non le lasciava possibilità di movimento. Ma tutto ciò era sublime.
Lo guardò con tenerezza e passione. Gli accarezzò il petto e lui emise un lungo sospiro al suo tocco.
Lo baciò ovunque sul viso, un viso che non avrebbe più dimenticato, un viso a lei ora ben noto, il viso che fu di uno sconosciuto.