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Strangers in the night
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Titolo:
Strangers in the night |
Autore:
Divinecomedy |
Contatto:
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Racconto
n° 3268 |
Altri
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E’ una calda sera d’estate. L’afa non si sente sulle mura a strapiombo sul mare, ed è proprio lì che ti incontro. Con il mio uomo e altri amici entro in un locale: gazebo bianchi aperti di fronte al parapetto di epoca romanica, grandi piante, pianoforte dal vivo; e tu sei lì, seduto con la tua donna in compagnia di altre persone. Un saluto veloce e mi siedo ad un tavolo vicino. Dopo qualche tempo ho bisogno della toilette. Nell’andare a sedermi nuovamente al mio tavolo, passo a fianco a quello dove sei seduto tu, al centro di un divanetto in banano intrecciato. All’improvviso, mentre torno a sedere, un brivido e un tuffo al cuore. Non mi giro per evitare scene sgradevoli ma mi sembra di vederli, i tuoi occhi di ghiaccio che si posano sul lembo di decolleté lasciato scoperto dalla collana di jais e dal sottile vestito nero tempestato di minuscole gerbere rosse, quello sguardo indugiare sul mio passo al ritmo di “Strangers in the night” strimpellato distrattamente al pianoforte. Mentre mi risiedo un ipnotico sogno ad occhi aperti sale a popolare la mia fantasia, come la pungente brezza marina si insinua tra le pieghe del vestitino leggero. Tutto sparisce attorno a noi, resta solo la musica. Ti raggiungo sul divanetto, puntello le mie ginocchia ai lati dei tuoi fianchi mentre ti bacio con passione nascondendo i nostri volti con le onde castane dei miei capelli. Sento le tue mani slacciare i fitti bottoncini del vestito, liberando i miei seni anche dal reggiseno in pizzo nero; avvicinando la mia schiena con le tue mani ti tuffi a baciarli entrambi, dopo che con un cauto dondolìo ho mandato i capelli indietro, e ti massaggio il sesso sopra i pantaloni. A questo punto le tue mani lasciano salire il vestito sulle mie cosce; mettendo da parte la dentella del perizoma mi violi con le dita. I nostri respiri si fanno affannosi quando ti slaccio la cintura con un piccolo schiaffo sul fianco, tirando fuori il tuo superbo uccello dai parigamba inizio a percorrerlo tutto con la mano, massaggiandone ogni tanto la punta con i polpastrelli. Continui a tormentarmi con le dita la figa e il culo, ormai bollenti e scivolosi, finchè, supplice e in preda all’eccitazione più selvaggia, ti chiedo con un filo di voce di finirmi affondandomi l’uccello tra le cosce. Quando, avida, me l'infilo tutto su per la figa, scorrendolo su e giù mi inciti ad andare più forte e mi tieni i fianchi con le mani. Ormai sono senza alcuna difesa, vengo con un urlo disperato, e tu per goderti le onde del mio orgasmo hai spinto tutto l’uccello dentro mantenendolo affondato fino all’attaccatura dei testicoli. Appena la carica del mio orgasmo si è esaurita in un’ultima, lunga e potente onda tiro fuori l’uccello fradicio e durissimo dalla mia figa e scendo fino ad inginocchiarmici di fronte. Sottomessa e vogliosa ti stacco un magnifico pompino ingoiando il tuo uccello fino alla base mentre do piccoli colpi con la lingua. Anche tu finalmente vieni liberandoti abbondantemente nella mia bocca, e io ingoio tutto… Qualcuno chiede il conto al mio tavolo. Pagando e andando via ti rivolgo un altro veloce saluto: da quel sorriso capisco che sì, anche tu hai sognato la stessa cosa.
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