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in due
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Titolo:
in due |
Autore:
Atros |
Contatto:
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Racconto
n° 3280 |
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"A presto..." con queste parole finisce la nostra chat e il mio corpo freme nell'attesa del nuovo incontro.
Da quando ti ho conosciuta, mi sei entrata dentro, non posso che continuare a pensare a te.
E' notte, notte fonda, intorno a me il silenzio, dentro di me un tumulto di passione; non riesco a non pensare a questa donna intrigante che ho incontrato on line.
Il letto mi accoglie, ma vorrei che fossero le tue gambe ad accogliermi, ad abbracciarmi, a stringermi a te.
Vorrei sognarti stanotte, vorrei assaggiare il tuo desiderio, vorrei sentire il sapore del tuo sesso bagnato.
Sento la mia erezione crescere, stimolata da questi caldi ricordi, le mie mani hanno afferrato il sesso duro, immaginando che fossero le tue.
Le sento salire e scendere per tutta la lunghezza del mio membro eccitato, le sento muoversi ora lente, ora veloci, ora di nuovo lente.
Immagini di te si susseguono nella mia mente: ti immagino adesso, nuda, calda, bagnata, qui tra le mie gambe, con la mia erezione nelle tue mani, e la bocca umida del mio sapore, che da ingorda hai voluto subito assaggiare.
Immagini di te a pochi centimetri dal mio sesso, mentre con entrambe le mani lo stringi, lo accarezzi e mi sussurri di venire sul tuo corpo caldo.
Non sei reale eppure sei dentro la mia testa, sei dentro il mio corpo, sei qui con me, è come se sentissi le tue labbra intorno al mio glande circonciso quando infine con un ultimo spasmo, vengo ed erutto tutta la mia potenza...
* * *
"A presto...", chiudo la chat, ma non riesco ad andare a letto, continuo a pensare a te, alle tue immagini a come, solo con le parole, hai saputo accarezzare il mio corpo, a come mi sono sentita toccata da frasi che hanno stuzzicato la mia mente, stimolato la mia fantasia e sedotto il mio corpo.
Mentre mi parlavi, mi lasciavo cullare dalle tue parole, dalla trama sensuale che hai creato, dal sogno evocato in cui io ero la protagonista e tu, l'uomo che mi ha cavalcata, presa come ho sempre desiderato, come non ho mai avuto il coraggio di chiedere a nessun altro.
Tu, l'uomo che ha saputo intuire i miei desideri, come se la mia mente fosse per te un libro aperto, letto centinaia di volte.
Ad un tratto mi sono accorta di avere le gambe spalancate, le mutandine appallottolate in un angolo insieme alla maglietta: ero nuda ed eccitata dal tuo racconto.
Certo non mi potevi vedere, ma me ne sono resa conto subito, tu lo sapevi.
Quando mi hai detto "toccati" io l'ho fatto, non ho saputo resistere al tuo comando.
Ti ho ubbidito, pur non avendoti mai chiamato Master: le mie mani si sono mosse da sole su e giù, dentro il mio sesso bagnato.
Le tue parole mi hanno guidato verso il piacere giocando ad accelerare e rallentare sapientemente ogni mio movimento.
Avrei voluto farti sentire i gemiti di piacere, l'urlo improvviso al culmine dell'orgasmo che mi ha scossa da cima a fondo, ma credo tu sappia benissimo l'effetto che hai su di me.
Ora l'ho capito, sono tua, non voglio altri, non ci sono altri...
"Scopami, scopami, scopami..."
* * *
"Scopami, scopami, scopami..." il solo ricordo di queste 3 parole ripetute è sufficiente a scatenarmi una nuova erezione, dura e palpitante e il mio ricordo torna a quegli istanti.
Ti ho raccontato come, attimo dopo attimo, dopo aver coperto di baci il tuo corpo e leccato a lungo il tuo sesso, ti ho presa da dietro, come piace a te.
Con un ritmo serrato e martellante ho dipinto con le parole immagini di sesso, di corpi che scopano, di lingue che si cercano, di gemiti, di sessi caldi e bagnati.
Sei venuta, non c'è stato bisogno che me lo dicessi, me ne sono reso conto da come scrivevi incerta, dopo, dalle tue mani tremanti per questo inatteso tsunami di piacere.
Vengo di nuovo... fiotti caldi di sperma offerti al ricordo delle tue parole.
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