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Il giocattolo
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Titolo:
Il giocattolo |
Autore:
Incontro |
Contatto:
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Racconto
n° 3285 |
Altri
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- Ciao Vanessa! - - Ciao, come stai? - Da qualche giorno non ci vediamo e sentiamo, la desidero pazzamente, non riesco a non pensare a lei. Appena chiudo gli occhi, come in un cinema quando si spengono le luci, mi appare il suo corpo. Il suo seno bianco e pieno, con quei capezzoli che mi fanno impazzire. Il suo sesso accogliente e quel magnifico culo che mi riempie di desiderio e di passione. Il mio sesso si risveglia, lo sento eccitato e duro, mentre l'immaginario film continua a proiettare le immagini dei nostri incontri. Quasi sento tra le labbra i suoi capezzoli da succhiare, e affiora sulla lingua il sapore del suo sesso e i liquidi succhi che mi colano sul mento. La tensione dei suoi muscoli pelvici che si trasmette al mio pene mentre la penetro. La resistenza del suo ano che mi accoglie, testimone dell'intrusione nelle sue viscere. La sua voce mi chiama, le immagini spariscono, le luci si riaccendono piano, riapro gli occhi e sento la sua voce al telefono. - Sto bene! Ma ho tanta voglia di stare con te, e anche di fare sesso con te! - La sento sorridere, non risponde subito. Dopo qualche attimo di attesa, che mi sembra lunghissimo, la sua voce, dolce e sensuale: - Anch'io ti desidero, penso a te e al tuo sesso, tutte le volte che succede mi sento allagare, e spesso, quando posso, le mie dita confortano il mio clitoride. Vieni da me... ti voglio! - Pochi minuti e sono per strada, le sue parole mi hanno eccitato e non vedo l'ora di essere da lei. Appena entro ci abbracciamo e baciamo con passione, le nostre lingue si intrecciano, i nostri corpi urlano. Ci spogliamo frettolosamente uno con l'altro, quasi con violenza e ci trasciniamo sul divano. Tutto è veloce, come un video accelerato. Vanessa prende il mio arnese, con le mani esegue un - su e giù - veloce, giusto per assicurarsi che sia pronto, lo scappella e lo prende in bocca, anche qui velocemente, lo saliva un po', quasi mi fa male. Si gira dandomi le spalle e, abbassandosi, indirizza la cappella sulla sua vagina. La sensazione umida e calda è evidente. Ora, appoggiata allo schienale del divano, aspetta che anch'io mi dia da fare; la penetro e sento il suo sospiro di piacere, accarezzo il suo splendido culo e la prendo saldamente per i fianchi cominciando a pomparla. È bellissimo, la sua carne aderente alla mia, le mie mani che la prendono. Intravedo le tette che oscillano vistosamente al ritmo delle mie spinte, e non posso fare a meno di accarezzarle e stringere appena i capezzoli. Vanessa emette un suono gutturale a metà fra lamento e godimento. Ad alta voce mi dichiara quanto gode, come le piace così grosso e mi invita a prenderla più forte e più dentro. Allungo la mia mano nel tentativo di masturbarla accarezzandole il clitoride, mi bagno il dito dei suoi umori e lo porto a stimolarne l'ano appena dilatato dal piacere, che non oppone resistenza alla penetrazione. - - Sì tesoro, prendimi così - - Vanessa è prossima all'orgasmo, mentre la mia azione nella sua figa si fa più profonda e veloce. I suoi succhi colano fino sul mio scroto, i muscoli si contraggono, i suoi ansimi di piacere mi dicono che sta godendo. Nell'orgasmo la muscolatura interna si stringe sul mio pene e anche il mio piacere avanza a grandi passi. Il mio dito sta ancora penetrando il suo culo, non so resistere a quella tentazione, mentre lei comincia a rilassarsi, estraggo il cazzo grondante di umori, e appoggiandolo al posto del dito la penetro nel suo buco posteriore, interrompendo il suo rilassamento post orgasmico. La penetro piano ma con continuità, arrivando fino in fondo, e comincio a muovermi dentro di lei. Gradatamente, superata la sorpresa iniziale, anche Vanessa apprezza e comincia a muoversi adattandosi ai miei movimenti, nel contempo mi dice quanto le piace sentire quel grosso cazzo nel suo buchetto. Dopo aver esplorato la sua figa, so di non poter resistere tanto, oltremodo in questo periodo prenderla da dietro mi regala sensazioni incredibili. L'orgasmo quasi mi aggredisce, e dopo due o tre penetrazioni più profonde inondo le viscere della mia donna. Ancora dentro di lei. Mi appoggio alla sua schiena e, accarezzandole le tette, la stringo a me sussurrandogli il mio amore. Sono felice, ma non di quella felicità Leopardiana, che, riconoscendo l'attimo si bea di una breve felicità, in questo momento, mi viene da pensare che questa felicità potrà restare a lungo con me, o almeno fino a quando questa meravigliosa donna mi resterà vicino e continuerà a donarmi il suo corpo e a regalarmi momenti di intenso e reciproco piacere. Ci riassettiamo e, tranquillamente, ci prepariamo e beviamo un caffè. È piacevole stare con Vanessa a chiacchierare o anche solo in silenzio a godere uno della presenza dell'altro. - Ti è piaciuto, amore, mentre mi muovevo dentro la tua vagina, essere penetrata dietro con le mie dita? - Azzardo un po' a farle questa domanda, perché so che non le piace tanto disquisire sulle nostre attività erotiche, ma ci provo ugualmente contando sul rilassamento e sulla tenera complicità che caratterizza il suo umore dopo l'amore. Sorridendo mi risponde di sì: - Le due stimolazioni così diverse si mescolano nella mia mente e amplificano il piacere che provo, mi è piaciuto tanto, tesoro. - - Anche a me piace da impazzire - le dico - a volte mi piacerebbe avere due cazzi per poterti riempire completamente e godere e vederti impazzire di piacere. -. Ci abbracciamo felici e sognanti! - Ti piacerebbe se ti regalassi un piccolo vibratore che ci dia la possibilità di esaudire questa fantasia? - Vanessa mi guarda un po' accigliata. So di star esplorando un argomento difficile, altre volte mi ha detto di non essere attratta da questi oggetti, non riesce ad accettarli. È vero, altre volte abbiamo fatto l'amore e spesso lei masturbandosi davanti a me a usato piccoli oggetti, ma un vibratore sembra metterla a disagio. - Prendilo come fosse un nostro piccolo gioco amoroso - le dico per convincerla quasi scherzando. Ora il suo volto pare ammorbidirsi, mi sorride, quasi timidamente. È combattuta. Da una parte le sue idee e le sue perplessità, dall'altra la curiosità e il desiderio di scoprire qualcosa di nuovo, un piacere diverso, sconosciuto. Alla fina sembra convincersi: - Ma voglio che rimanga un gioco, una cosa così, leggera. A me piace fare l'amore con te, solo con te. A me piace il tuo pene, mi piace toccarlo e accarezzarlo, leccarlo, succhiarlo. Mi piace sentirmelo dentro, in ogni posto. Non voglio in cazzo di plastica! - L'abbraccio e la bacio con passione, conscio e felice di questa bellissima e sensuale dichiarazione di amore, che apprezzo e condivido in ogni momento della mia vita. Le propongo di fare subito una visita in un vicino sexy shop, per vedere insieme che tipo di vibratori vendono. Entrati nel negozio, ci accoglie salutandoci una simpatica e carina ragazza. Il negozio è vuoto, per fortuna, e questo ci mette più a nostro agio. Io con Vanessa faccio tanto lo spigliato, ma in realtà, sono entrato in un sexy shop solo una volta, per curiosità, e non ho acquistato niente. Incominciamo curiosi a girare per gli scaffali, incuriositi dalla bizzarra merce esposta e, dopo poco, individuiamo dove sono esposti numerosi e variegati falli di gomma. Con sorpresa di entrambi, osserviamo i pezzi esposti, che si contraddistinguono per dimensioni, colori, forme... e li per li ci lasciano un po' interdetti. Ne prendo uno in mano, senza stare a pensare cosa prendo, e faccio qualche faccia stupida con quel coso in mano, giusto per smorzare un po' l'imbarazzo. Per fortuna funziona e anche Vanessa si mette e ridere. Oltre ai classici colori carne, a seconda delle razze, la cosa più incredibile sono le dimensioni, ce ne sono di veramente enormi che lasciano tutti e due esterrefatti, e Vanessa quasi spaventata al pensiero che falli del genere possano penetrare nel sesso di una donna. Troneggia in questa categoria un fallo nero, enorme sia in lunghezza che in diametro, provvisto inoltre di piccole asperità stimolanti. Il nome, Black Giant, è decisamente evocativo. Anche le forme sono davvero bizzarre: se per taluni è intuitivo il motivo erotico e stimolante, per altri, a no non particolarmente esperti, appare decisamente enigmatico. Alcuni sono dotati di meccanismi elettrici che permettono al fallo movimenti e vibrazioni, in alcuni casi ampi e articolati, in altri costituita solo da una stimolante vibrazione. Continuiamo per un po' a ridere e a commentare i vari - articoli - , mentre la ragazza che ci ha accolto all'ingresso di avvicina a noi chiedendoci a cosa siamo interessati. Spieghiamo che siamo li per acquistare un vibratore. La ragazza si dimostra disponibile e preparata, ci illustra caratteristiche e pregi dei vari falli in vendita con tale dovizia di particolari che fa pensare che li abbia provati tutti, e si rivolge a Vanessa con frasi allusive che, in alcuni casi, mi pare la imbarazzino. La ragazza ad un certo punto, prende un cazzo di discrete dimensioni e repentinamente porta Vanessa in un camerino. La decisione della ragazza inibisce entrambi. Da fuori le sento parlottare sommessamente, vedo le pesanti tende muoversi e da un piccolo spiraglio intravedo che la ragazza si sta togliendo il leggero vestito denudandosi. Cerco di trovare una posizione migliore per capire che succede lì dentro, e scopro un angolo dove posso vedere parte dello specchio del camerino. Le immagini riflesse mi incuriosiscono: la ragazza quasi nuda sta giocando con il cazzo di plastica accarezzandolo e succhiandolo avidamente, se lo passa tra i piccoli seni e poi quasi improvvisamente, dopo averlo succhiato e lubrificato ancora, quasi con decisione lo vedo sparire all'altezza dl suo pube. La mia visuale è decisamente limitata, ma i gemiti di piacere che giungono dal camerino mi fanno immaginare la scena e mi inducono all'eccitazione. Dallo specchio non riesco a vedere Vanessa, e non so che cosa faccia, anche se mi sembra di sentire anche i suoi sospiri di piacere. Dopo alcuni minuti escono dal camerino, e noto in entrambe un certo accaloramento, e nel volto di Vanessa anche un po' di imbarazzo. Spieghiamo alla ragazza che il nostro interesse si limita ad un giocattolo che che possa eventualmente completare la nostra già soddisfacente vita sessuale. Dopo aver confrontato alcuni prodotti, decidiamo insieme di acquistare un sorta di massaggiatore erotico utilizzabile anche per leggere penetrazioni stimolanti. Usciamo da negozio soddisfatti del nostro acquisto e, mentre la commessa con un sorriso enigmatico ci dà appuntamento ad un prossimo acquisto più - impegnativo - , ci avviamo verso casa. Durante il tragitto sono tentato di chiedere a Vanessa cosa sia successo nel camerino con la commessa, ma ricordo che all'uscita mi era sembrata imbarazzata, e decido quindi di lasciare perdere per non metterla ulteriormente in imbarazzo. A casa, ci prendiamo un caffè, ci buttiamo nel letto e, abbracciati come al solito, ci addormentiamo. Nel torpore del risveglio, percepisco movimenti intorno al mio ventre e un principio di eccitazione lentamente si sta impadronendo di me. Apro gli occhi lentamente, quasi timoroso di svegliarmi da quel dolce sogno. Ancora appannato, intravedo Vanessa che, impadronitasi del mio membro lo sta coccolando con le labbra, coprendolo di baci e leccatine. L'eccitazione si fa sempre più intensa e il sangue affluisce copioso nei corpi cavernosi del mio cazzo ingrossandolo rapidamente. Nella testa però, un'altra sensazione strana e sconosciuta si sta facendo strada. Un non so che di intangibile sta amplificando il mio piacere. Non voglio sapere, mantengo chiusi i miei occhi e mi godo questo trattamento che a ondate mi percuote le sinapsi. Improvvisamente tutto sembra finire e sento che il cazzo viene abbandonato turgido e svettante. Mi viene quasi da protestare, apro gli occhi e vedo Vanessa completamente nuda davanti a me visibilmente eccitata. Senza svegliarmi ha preso il vibratore e ha deciso di prenderne confidenza. Vanessa sta leccando e succhiando in modo estremamente eccitante il suo piccolo giocattolo vibrante. Lentamente ora si passa il vibratore tra i seni e con percorsi concentrici arriva ad accarezzarne i capezzoli che, già eccitati, rispondono ulteriormente al passaggio indurendosi come chiodi. L'eccitazione di Vanessa è visibile e resa evidente dal respiro affannoso e dai sospiri di piacere. Come attirato da un centro magnetico, le sue mani spostano il giocattolo tra le labbra del suo sesso, strappandole dalle labbra un urlo sommesso. Io guardo incantato quella scena e, eccitato, mi masturbo lentamente davanti a lei. Vanessa si china verso di me e, rimanendo a quattro zampe, accompagna la mia masturbazione con le lingua. Lascio alla sua sapiente bocca il completo controllo del mio pene, mentre le sue mani guidano il pene artificiale a stimolare alternativamente l'ingresso del suo sesso e il clitoride. Strusciando sotto di lei vado con la lingua a competere con il dildo, e comincio a leccare e succhiare i succhi che copiosi colano dalla vagina dilatata. La mia lingua esplora tutto il suo sesso cercando pi penetrarla quanto possibile, mentre Vanessa porta il vibratore a stimolare il perineo e la rosellina posteriore, penetrando anch'essa lievemente. Vanessa sta perdendo il controllo e con lamenti gutturali arriva all'orgasmo che inonda di liquido piacere la mia bocca. Non ancora sazia Vanessa continua a masturbarsi con il nuovo gioco ed io, strisciando, mi sposto dietro ed incomincio a leccare avidamente il suo culo. Mi sollevo e, puntata la cappella sull'ano la penetro lentamente. Mi muovo dentro di lei assaporando tutte le sfumature del piacere, quasi tutte... Vanessa ha inserito nel suo sesso il vibratore e il mio membro ora, dentro di lei, sperimenta le leggere vibrazioni trasmesse attraverso le sottili pareti di separazione. È eccezionale! Incomincio a muovermi quasi scompostamente ansimando come in animale. Mi fermo in un ultimo affondo e esplodo un primo getto di intenso piacere. Vanessa accoglie i miei succhi ma, scostandosi da me, si volta e prende in bocca il mio sesso raccogliendone lo sperma, mentre appoggia il vibratore al mio ano regalandomi nuove scosse di piacere che inondano la sua bocca. Come sempre le nostre bocche e le nostre lingue si uniscono a condividere il frutto del nostro piacere, poi, esausti e abbracciati, ci coccoliamo contenti del nostro nuovo giocattolo.
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