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Sabato di lavoro
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Titolo: Sabato di lavoro
Autore: Leoncina
Contatto:
Racconto n° 329
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E' sabato finalmente... finalmente per molti, non di certo per me che devo lavorare.
Fuori c'è un sole meraviglioso, ma entro lunedì il mio progetto di comunicazione deve avere una forma completa, ormai sono mesi che ci lavoro sopra e non posso permettermi una giornata al sole, come molti staranno facendo in questo istante.
Le 15, l'orologio batte le ore a basso volume, lo schermo del computer si illumina per una frazione di secondo.
In ufficio non c'è nessuno, nemmeno i filippini che di solito vengono a pulire. Probabilmente hanno fatto tutto in fretta e sono già andati via.
Sto per completare alcune modifiche di carattere stilistico al mio database, quando qualcuno suona all'entrata.
Come in tutte le situazioni in cui mi agito apro in fretta il cassetto della mia scrivania, prendo in mano un taglierino e mi dirigo verso la porta d'entrata.
Mi avvicino lentamente, ho paura, non dovrebbe arrivare nessuno.
Apro solo di un pezzetto la porta e guardo il tizio di fronte a me.
"Sono l'operaio per le tende", mi dice sorridendo.
Con un sospiro di sollievo gli apro la porta e lo faccio entrare.
"Mi avevano detto che ci sarebbe stato qualcuno in ufficio, così sono venuto a fare il lavoro oggi", mi dice dirigendosi verso il balcone per prendere una scala.
Annuisco sorridendo e mentre apre la finestra non posso fare a meno di notare che bel sedere abbia.
Prende la scala e si volta verso di me.
Lo guardo. Occhi chiari, mani affusolate, capelli lunghi, giovane, direi sui 27 o 28 anni.
Un bel ragazzo non c'è che dire.
Mi passa accanto guardandomi con la coda dell'occhio.
"Hai bisogno di qualcosa?", gli chiedo gentilmente.
"Per ora no", risponde.
"Io sono nell'ultima stanza in fondo al corridoio".
"Ok, grazie".
Mi risiedo alla scrivania, e ricomincio a lavorare dimenticandomi in fretta del ragazzo che lavora due stanze più in là.
Non lo vedo entrare, sono troppo concentrata sul lavoro che sto facendo, non ho tempo di pensare a nient'altro se non alle condivisioni dei file.
Sento due mani forti e dolci sulla mia schiena che iniziano a massaggiarmi piacevolmente.
Le sue mani mi accarezzano la schiena, premono qui e là strappandomi mugolii di piacere.
Lentamente una sua mano scivola sotto la camicetta, slaccia abilmente il reggiseno e corre a catturare il mio seno.
Mi bagno, completamente, presa da quel tocco delicato e sensuale della sua mano. Sento piccoli rivoli del mio piacere scendere attraverso il perizoma, correre verso il mio sedere e confondersi con il calore del mio corpo.
mi gira facendo roteare la sedia. Si inginocchia davanti a me guardandomi negli occhi.
So cosa vuole fare, sa cosa voglio io.
Si avvicina con il viso al mio, senza baciarmi, ad un millimetro dalle mie labbra, gioca con il respiro sul mio viso, poi posa dolcemente le sue labbra sulle mie.
La sua lingua scivola fuori in un istante. La sento calda e morbida, mi invade la bocca, esplorando ogni centimetro della mia lingua bagnata.
Chiudo gli occhi mentre lui si stacca da me. Scende lentamente con la lingua sul mio collo, lo percorre tutto, mentre la sua mano risale sulle mie cosce.
Scavalla le mie gambe procurandosi così una facile via d'accesso alla mia eccitazione.
Mi accarezza sulla balza delle autoreggenti. Segue il contorno con le dita, facendo finta di scivolare verso il perizoma qui e là.
Apro gli occhi. Lo voglio.
Come se avesse letto nei miei pensieri, lascia scivolare le dita sul bordino del perizoma.
"Autoreggenti e perizoma, che bella abitudine", mi sussurra.
Percorre tutto il bordo attraverso la stoffa leggerissima di un perizoma invisibile. Poi, velocemente infila le sue dita nell'apertura che tanto desidera, tra le labbra.
Sento le sue dita invadermi con forza e agilità.
Le lascia dentro, le muove sentendo le mie pareti morbide contro i polpastrelli ormai bagnatissimi.
Mi lascio andare appoggiandomi al bordo della sedia e ansimo chiudendo gli occhi.
Mi toglie i vestiti con facilità, lasciandomi solo le autoreggenti e gli stivali.
Mi guarda ammirando il mio corpo.
Passando una mano sul seno gioca con i capezzoli che nel frattempo si sono fatti turgidi per l'eccitazione.
Segue le dita con la bocca esplorando con la lingua il mio corpo caldo e voglioso.
Spinge più in fondo le dita dentro di me. Mi guarda godere mentre spingo con i fianchi verso le sue mani che continuano a darmi piacere con un gioco sapiente delle dita.
Dentro e fuori, dentro e fuori, un ritmo quasi palpabile, una velocità sostenibile che mi provoca dolci spasmi di piacere e brividi lungo la spina dorsale.
Scende con la lingua sul mio corpo. Senza perdere tempo, toglie le dita e le lecca avidamente per scoprire il sapore che ho. Scosta i peli che coprono il clitoride, lo accarezza con un dito, poi lo prende in bocca e lo succhia dolcemente.
Grido piano, gemendo mentre seguo i movimenti della sua lingua su quel bottoncino rosa e gonfio.
Lo tocca ancora con le dita prima di lasciarle sprofondare nel mio sedere.
Grido più forte. La sua lingua non mi dà tregua, le sue dita spingono a fondo.
Mette un dito anche tra le labbra. Mi penetra completamente. Davanti e dietro, mentre continua sapientemente con la lingua sul mio clitoride, una danza a colpi di lingua, precisi e veloci.
Perdo la cognizione del tempo, stringo tra le mani la sua maglietta, lasciandomi andare a gemiti di piacere sempre più forti.
Le sue dita colmano ogni parte, la sua lingua si fa più veloce, proprio in quel punto... sì... così... così.
Mi lascio andare ad un orgasmo che mi strappa un grido di piacere.
Si alza e mi guarda sorridendomi.
Ora tocca a me, lo sa.
Lo spoglio passandogli le mani ovunque, alla ricerca del suo piacere.
Chiude gli occhi mentre mi abbasso su di lui. E' bellissimo il suo corpo, come il suo viso.
Scendo con la mano verso il suo membro eretto e duro. Lo stringo tra le mani, poi mi inginocchio davanti a lui e lo prendo in bocca tutto.
E' bagnato di voglia. Lo lecco, lo succhio ascoltando i suoi gemiti e il suo respiro che si fa più veloce.
Lo toglie dalla mia bocca, mi fa rialzare.
So cosa vuole, perché lo voglio anch'io.
Mi appoggio alla scrivania.
Lui passa le sue dita bagnate di saliva lungo la linea del mio sedere. Bagna il mio buchino con le dita e con la lingua massaggiandosi il pene duro.
Appoggia la punta all'entrata del mio sedere.
Aspetta senza fare nulla, vuole che sia io a farlo.
Lentamente mi spingo contro di lui.
Sento il suo pene entrare di poco. Una piccola fitta di dolore mista a piacere mi strappa un gemito.
Con una mano cerca ancora il mio clitoride cominciando a massaggiarlo.
Mi eccito di più, lo voglio tutto dentro di me.
Spingo e questa volta mi penetra completamente gemendo dietro di me.
I movimenti si fanno più ritmici, più rapidi, mentre con le dita continua a masturbarmi velocemente.
Grido forte aprendo di più le gambe.
Finalmente sento l'orgasmo farsi più vicino e potente. Con le dita continua a massaggiarmi velocemente il clitoride finché non lo sente aprirsi. Sto venendo, sto venendo con le sue dita che mi masturbano e il suo pene dentro che mi sfonda sempre più rapidamente.
All'unisono sfociamo in un grido di piacere.
Le sue dita completano l'opera, il suo pene si libera della sua eccitazione rilasciando lo sperma nel mio sedere.
Ancora qualche spinta, qualche gemito, poi esce da me e mi stringe baciandomi la schiena.