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Just a dream
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Titolo: Just a dream
Autore: Ambrosia
Contatto:
Racconto n° 3320
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Si incontrarono una sera d’estate; in quel periodo stava facendo molto caldo, era un luglio che sembrava interminabile. Quasi per caso i loro occhi si sfiorarono. Lei, piuttosto distratta ed inconsapevole dello sguardo interessato di lui, stava dialogando con alcune amiche sorseggiando una bibita fresca, leggermente alcolica, con l’unico pensiero nella mente di far passare lo stato di tristezza e di torpore che si trascinava dietro a causa dell’ennesima delusione amorosa. In quel momento era sola, almeno sentimentalmente.
Quelli che si incontrarono, erano due mondi abbastanza distanti, caratterizzati inoltre da una considerevole differenza di età. Lui, dodici anni più giovane, frequentava ancora un corso di studi universitario; lei, timida e riservata, svolgeva per la maggior parte del tempo un'attività lavorativa volta ad aiutare gli altri.
Quella sera Lily, avvolta nel suo leggero abito color panna, rispondeva laconica alle proposte delle sue amiche di partecipare alla serata dei bigliettini. “Perché no” si disse, “in fin dei conti mi servirà per svagare la mente”.
Decise così di mettersi in gioco.
Dopo i primi approcci spiritosi e un po’ spinti di alcuni ragazzi dei tavoli adiacenti, arrivò un bigliettino indirizzato unicamente a Lily. Alla ragazza con i capelli color tiziano. Questo vi era scritto e non c’era dubbio che si trattasse di Lily, anche perché era ancora in piedi tra le ragazze la polemica sulle presunte origini irlandesi della giovane donna che, per il suo incarnato così chiaro, veniva spesso presa in giro. All’interno del biglietto c’era scritto: “il colore chiaro del tuo abito si confonde con la tua pelle candida. Avrei un irresistibile desiderio di sentire il calore della tua pelle”. Alla lettura di queste parole, Lily si fece leggermente rossa, alzò lo sguardo dal bigliettino e quasi subito incontrò gli occhi scuri, ben disegnati e contornati da ciglia folte, del ragazzo che aveva visto poco prima. All’insistenza del suo sguardo Lily rispose abbassando di nuovo il viso: non riusciva a sostenere l’intensità di quegli occhi così profondi e si vergognava anche un po’. Il pudore crebbe quando si rese conto che lo sguardo di lui aveva in qualche modo acceso il suo desiderio. Non riusciva a spiegarsi come fosse potuto accadere ma, per un momento, si sentì nuda di fronte ai suoi occhi. L’abito, seppur leggero, tanto da creare un gioco seducente di velate trasparenze, sembrava premere contro la candida pelle dei suoi seni che si intravedevano da una generosa scollatura. Le gambe, scoperte dallo spacco del vestito, erano accavallate e in tal modo ella riusciva a celare il tremore che le stava provocando lo sguardo del giovane sconosciuto. Lui la stava ancora osservando e quasi si divertiva a leggere nei suoi occhi l’imbarazzo che questa dolce insistenza le causava. Lui era sicuramente più rilassato e, pur intrattenendosi con i suoi amici, non la perdeva di vista. Rimase leggermente deluso quando vide Lily alzarsi per andarsene con le sue amiche. Il gioco era finito e lei non le aveva risposto.
Non ci furono altre serate come quella, anche se lui continuava a sperare di poterla incontrare in quel locale che frequentava almeno una volta a settimana. Le sue giornate erano comunque piene, come quelle di tutti i ragazzi poco più che ventenni. Era piuttosto conosciuto in città, lavorava in alcuni locali ed aveva una discreta fama di latin lover, anche se lui non amava parlare di questo.
Un pomeriggio la vide mentre, in una bancarella del mercatino allestito nella piazzetta principale del paese, stava acquistando un libro che sembrava così vecchio da non essere più edito da almeno quindici anni. Si avvicinò a lei, le scostò una ciocca di capelli dalla schiena scoprendole un tatuaggio e le chiese in un soffio avvicinandosi al suo orecchio: “Che significato nasconde questo segno?”. Lei si voltò lentamente, consapevole di trovarsi vicino alla persona che aveva sperato di incontrare per giorni e giorni. Il destino, che almeno fino a quel momento non sembrava averla voluta accontentare, sembrava ora esserle favorevole. Era tutto il giorno che aveva delle strane sensazioni e, nel momento in cui si sentì sfiorare dal suo tocco ed invadere dal suo buon profumo, comprese che era lui. Tutte le sensazioni nutrite la sera del primo incontro si presentarono di nuovo e sembravano essere così familiari... anche se la velocità con cui si impadronirono di lei stordì leggermente la ragazza. Lui teneva ancora la mano sulla spalla scoperta di Lily e la lieve pressione delle sue dita affusolate sulla pelle le trasmise un ulteriore senso di calore che si diffuse nel suo corpo raggiungendo la sua calda intimità. Lei alzò lo sguardo e gli sorrise, lui con una nota canzonatoria nella voce le fece notare: “Non rispondi mai alle mie domande... la richiesta dell’altra sera non ha ottenuto nessuna reazione ed ora, nemmeno il tatuaggio...”.
Lily non poté contraddirlo: nella sua mente aveva soltanto le sensazioni che provava e lui, probabilmente, non sapeva nemmeno di creare questo effetto su di lei.
Nell’attimo che precedette una nuova richiesta da parte del ragazzo, lei prese coraggio e lo invitò a bere qualcosa nel piccolo bar all’aperto vicino al balconcino che dava sul mare.
Il mare del sud. Era un luogo magnifico in quel particolare periodo dell’anno, probabilmente in pochi giorni sarebbe stato invaso dai turisti, invece ancora creava una specie di intimità molto attraente, almeno per chi voleva godersi momenti di pace con una persona speciale.
Lui, seppur sorpreso dalla proposta, accettò volentieri e, dopo averla presa sottobraccio, la accompagnò fino alla piazzetta non lasciando mai il suo braccio. Erano vicinissimi e il contatto tra loro sembrava essere più intimo di una semplice stretta di mano.
Lily aveva un vestitino color amaranto, il tessuto leggero le disegnava le forme minute ma generose: nella sua magrezza dava comunque la sensazione di essere calda e morbida.
Lui era un bel ragazzo alto e forte, sicuramente uno sportivo, moro ed occhi scuri molto profondi, all’apparenza protettivo ma anche molto sensuale.
Parlarono quasi tutto il pomeriggio, sedevano l’una di fronte all’altro nel piccolo tavolino e, di tanto in tanto, le loro gambe si sfioravano. Questo tocco portava a Lily delle strane ma piacevoli sensazioni e, lentamente in lei si fece strada l’idea di non voler lasciare andare questo ragazzo, anche se sapeva che non sarebbe durata a lungo.
In un attimo lui le disse stupendola: “Ti porterò in un posto speciale” le disse, “seguimi”.
Ella mise da parte tutti i timori relativi alla differenza di età, che erano più che altro una scusa di copertura per mascherare il timore di mettersi di nuovo in gioco con i sentimenti, e decise di seguirlo. Presero la macchina e in pochi minuti arrivarono in un luogo non lontano dalla costa. Lì era nascosta, all’interno di un folto ma ben curato giardino, una piccola casa che dall’esterno assomigliava più ad una rimessa per attrezzi da lavoro, ma era in realtà un rifugio in piena regola. L’odore di legno era molto gradevole e si espandeva per tutte le stanze della casetta. La cosa che colpì di più Lily furono i grandi cuscini che ricoprivano il divano e gli altri mobili in legno di struttura semplice ed elegante. La saletta era molto accogliente e il divano era posizionato vicino ad una finestra che, sebbene fosse ricoperta da una sontuosa tenda di lino bianco, riusciva a far intravedere uno scorcio del giardino e del mare in lontananza. I colori verde ed azzurro donavano un senso paradisiaco a quel luogo estraneo per Lily eppure in un certo senso così complice in quel momento.
Lei si accomodò nel divano ed i cuscini, così carezzevoli, avvolsero il suo corpo creando immediatamente una sensazione molto confortevole e rilassante. Tale stato di rilassatezza durò ben poco, appena il tempo che anche lui si accomodasse accanto a lei, subito dopo aver messo un po’ di musica. Lui era un maestro in quest'arte, sapeva riconoscere lo stato d’animo delle persone e creare, attraverso le note, la giusta atmosfera. Sebbene fosse così giovane, erano anni che dedicava l’anima a questo lavoro ed era arrivato al punto di guadagnarsi una considerevole fama nel mondo della musica.
Le offrì nuovamente da bere, giusto quel tanto da sciogliere la tensione che si era creata. Non voleva si ubriacassero anzi, pretendeva lucidità e passione consapevole da entrambe le parti.
Il gioco di sguardi e le scuse per sfiorarsi l’un l’altra si fecero sempre più frequenti: l’intesa stava aumentando, bastava solamente che uno dei due facesse la prima mossa per accendere la fiamma che avrebbe lasciato il posto ad una passione esplosiva. Questa volta fu lei ad abbandonare definitivamente tutte le reticenze e a fare la prima mossa. Tutto accadde quando su un lato della bocca di lui rimase un piccolo frammento di limone del suo gin lemon.
Lily gli si avvicinò piano e, con la punta della lingua, tolse il pezzettino di agrume iniziando a stuzzicare le sue labbra in attesa che lui si decidesse a dischiuderle per farle assaporare il gusto dei suoi sensi. Non ci volle molto tempo prima che lui cedesse a quella sensuale provocazione anzi, accolse volentieri il corpo della ragazza sopra di sé e lei iniziò a baciarlo ed accarezzarlo sul volto, sul collo, sul petto, soffermandosi poi alla base dei pantaloni dove quasi sfiorò la sua intimità per eccitarlo ancora di più. Da parte sua, lui, dopo un'iniziale immobilità in cui assaporò tutte le sensazioni che stavano crescendo nel suo corpo, le sfilò il vestito, facendola rimanere sopra di sé con indosso unicamente il reggiseno e i minuscoli slip color avorio dalla cui velata trasparenza si intravedeva il pube dai tipici colori irlandesi.
La tentazione di possederla immediatamente lì sul divano si fece presto strada in lui che però preferì godersi gradualmente le meraviglie che quel corpo così minuto sapevano regalargli in ogni singolo momento. Le sfiorò appena l’interno degli slip per sentire il suo desiderio crescere poi si dedicò al seno che accarezzò senza denudarlo del leggero tessuto con cui era coperto, almeno non ancora, era bello sentir sbocciare i capezzoli di lei sotto il suo tocco leggero ma insistente. Lei si inarcò su di lui strofinando i seni nel suo petto fino a quando entrambi i corpi non furono aderenti l’uno sull’altro. A quel punto Lily scostò i lembi dei pantaloni di lui raggiungendo la sua virilità che scoprì lentamente e, sempre lentamente, iniziò a sfiorarlo per sentire la sua potenza crescere sempre di più. Stuzzicò per un po’ la punta della sua virilità, prima con le dita poi con le labbra, assaporando il suo gusto finché un suo sussulto non le fece capire che l’eccitazione di lui era oramai arrivata quasi al culmine. Fu allora che alzò lo sguardo fissando i suoi occhi e, prendendogli una mano, lo invitò a sfilarle gli slip e a toccare la sua intimità. Le dita di lui si insinuarono inizialmente in maniera piuttosto timida per poi diventare sempre più sicure ad ogni tocco, sentendo che il piacere di lei stava crescendo pari al suo. La sua intimità era morbida e calda e, un gemito che sfuggì dalle labbra di Lily gli fece capire che anch’ella era pronta per donare di più. Anche in questo caso fu lei che prese l’iniziativa. Si scostò per qualche istante solo per aiutarlo a sfilarsi i vestiti e si riaccomodò sopra di lui facendo sfiorare leggermente la sua intimità contro la sua virilità. Questo movimento, dapprima leggero e stuzzicante, aumentò considerevolmente l’eccitazione di lui che, sentendo i suoi caldi umori, iniziò a pensare a tutte le fantasie questo tocco gli stava suscitando.
Lui avvicinò il corpo di Lily a sé e assaporò con la lingua il gusto dolce e carezzevole della sua pelle e dei suoi capezzoli poi, sentendo come essi stessero sbocciando al tocco delle sue labbra, prese a mordicchiarli leggermente strappando ancora un lieve gemito di piacere dalla bocca della ragazza. Spontaneamente lei si mosse ancora verso di lui accomodandosi meglio per farlo entrare all’interno dei suoi umori per portare alla vetta un piacere che si stava esprimendo in un crescendo di emozioni. Fu lei che scandì il ritmo dei movimenti. Desiderava protrarre più a lungo possibile quei momenti di estasi e sebbene si muovesse lentamente, la profondità delle movenze, più volte stavano per far culminare il piacere di lui. Allora, quando percepiva il suo stato, si fermava qualche attimo sfiorandogli le labbra con le sue. Inebriato dal desiderio, lui le accarezzò le dolci rotondità delle natiche fino al punto di spingersi di nuovo dentro di lei per ricominciare la danza fino a quando, all’ultimo, sentendo che anche lei stava per raggiungere l’apice, la invitò a chiudere gli occhi per godere in maniera ancora più intima dello stato di estasi che stavano per raggiungere. Il piacere esplose all’improvviso per entrambi, lei percepiva netti i suoi sussulti che lo portarono a muoversi in maniera più potente e profonda dentro di lei portandola ad inarcarsi verso di lui per assecondare quei sussulti di piacere fino a quando la calma prese il posto del piacere più assoluto. I due corpi non si staccarono subito, rimasero così, l’uno dentro l’altra fino a quando la forza non permise ad entrambi di mettersi in una posizione più comoda che favorisse il loro riposo. Qualche minuto più tardi, sdraiata nel divano, Lily sentiva il respiro regolare di lui sul suo collo e il peso di lui che la schiacciava dolcemente. Avevano deciso di riposare abbracciati, come per prolungare ancora di qualche attimo quel contatto che poco prima aveva regalato ai due momenti di piacere intenso. Portò a lungo dentro di sé il beneficio di quel pomeriggio di passione, l’unico rimpianto fu quello di non aver saputo esprimergli verbalmente tutto il desiderio che aveva sempre provato per lui anche tutte le altre volte in cui si incontrarono per amarsi. Tempo dopo, la diversità della vita avrebbe permesso loro soltanto il lusso del ricordo di frangenti di passione indimenticabile.

Ambrosia.


Dedicated to D.