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Vanessa
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Titolo:
Vanessa |
Autore:
Incontro |
Contatto:
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Racconto
n° 3323 |
Altri
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Vanessa: quanto amore per lei!
Ci conosciamo da dieci anni, da quando i casi della vita ci fecero incontrare. Allora avevo trentaquattro anni ed ero sposato (come oggi). Lei è molto più giovane di me. Ci conoscemmo poco alla volta, entrammo in confidenza e ci amammo fin da subito... un amore che ebbe il suo apice in un'indimenticabile settimana, nella quale, lontani da casa, potemmo dare libero sfogo ai nostri desideri sessuali.
In questi dieci anni siamo sempre stati vicini. Anche lei si è sposata. Non abbiamo più fatto sesso, ma ci siamo sorretti vicendevolmente nelle nostre difficoltà quotidiane, nelle nostre delusioni e nelle nostre gioie, come vecchi amanti che continuano ad amarsi, a vedersi, coccolarsi... Negli ultimi tempi ci siamo avvicinati molto, complici le nostre profonde delusioni matrimoniali. I nostri incontri sono stati più frequenti ed intensi, le nostre conversazioni più intriganti ed intime. I nostri abbracci e le nostre carezze sono a poco a poco passate dalla tenerezza alla sensualità e sempre più spesso le nostre bocche si sono cercate. Come un'animale che si sveglia dal letargo, affamato dopo un lungo inverno di digiuno, così il desiderio dei nostri sessi, assopito per tanto tempo, si è risvegliato lentamente e prepotentemente chiede di soddisfare la sua fame. Ed è così che, alcune settimane fa, l'animale attenne un primo fugace pasto, e riaccese in noi il desiderio di passare più tempo insieme.
Da tante settimane stiamo cercando di organizzare, come tanti anni fa, alcuni giorni insieme, lontano, a perderci nel nostro amore. Qualche giorno di vacanza dalla nostra piccola vita fatta di disillusioni e dolori. Qualche giorno di dolcezze, tenerezze, di sollievo per i nostri corpi assetati, di profumo di pino, di tramonti montani nel caldo abbraccio dei nostri corpi, e di albe stanche e appagate...... di amore. Andremo in montagna sulle dolomiti.
Lei è su che mi aspetta. Io parto e già mi sento fremere dal desiderio. In treno non faccio che pensare a lei, al suo viso, ai suoi baci, al suo morbido corpo, al sapore dolce delle sue labbra e del suo sesso. Mi ritornano in mente gli avvenimenti di alcune settimane fa. Uscimmo per pranzare, in un locale che da tempo volevamo sperimentare. Assaporando quel cibo prelibato, abbiamo stimolato dolcemente e reciprocamente tutti i nostri sensi, godendo dello stare vicini. Alla fine del pranzo i nostri corpi urlavano l'un l'altro tutto il loro desiderio. La casa. Il divano. I nostri baci sempre più bollenti, le nostre mani che si esplorano; i vestiti se ne vanno, è travolgente, è un fiume in piena, non c'è tempo per preliminari, che già iniziarono al ristorante. Lei sa come piace a me, si appoggia al divano e mi offre le sue terga bianche e morbide. Mi perdo, e con foga penetro nel suo ventre allagato, mentre le mie mani impazzano sui suoi seni, titillandole i capezzoli appuntiti come chiodi.
Mi riprendo improvvisamente dai miei pensieri. Ho un libro davanti, ma penosamente non riesco a concentrarmi sulla lettura, e decido che tanto vale godersi il panorama che sfreccia veloce dal finestrino, abbandonandomi ai miei pensieri.
Arrivo finalmente, la vedo, mi sorride, è felice e lo vuole far vedere. È una bella giornata, ancora calda, e lei ha messo per me il vestito azzurro corto. Sa che è il mio vestito preferito, è carino, ma soprattutto è il vestito che indossava quando ci siamo scambiati il primo bacio, quell'estate di tanti anni fa. In inverno, quando non può indossarlo, me lo presta, e io mi rifugio in quella stoffa, quando sopravvivere senza di lei sembra impossibile. Scendo e ci abbracciamo forte, come succede tutte le volte che non ci vediamo da un po'. Ci abbracciamo fino quasi a fonderci uno nell'altra. - Ti amo - le sussurro, lei mi stringe più forte. Ci prendiamo per mano e mi accompagna alla macchina; la guardo salire, è bellissima. Le accarezzo la guancia, e solo ora ci baciamo, dolcemente, senza fretta. In macchina ci raccontiamo gli avvenimenti delle settimane in cui non ci siamo visti, solo sentiti, ma adesso, con le mani ad accarezzare le sue gambe, ci diciamo quello che non siamo riusciti a dirci per telefono, felici di questa complice intimità.
Eccoci arrivati. La casa è accogliente come tutte le case di montagna: calda, pulita ed ordinata. Si chiude la porta, e lei mi bacia con dolcezza e passione. Sento il suo sapore sulle mie labbra e presto le nostre lingue danzano senza tregua. Sento il profumo del suo desiderio. Le mie mani si appropriano dei suoi seni, e sento il richiamo dei suoi turgidi capezzoli che la stoffa non riesce a trattenere. Mentre mi toglie la camicia cerco di alzare il corto vestito, e poso le mani sulle sue natiche giocando con il pizzo del suo bianco perizoma. L'attiro a me. Continuiamo a baciarci con trasporto; ora anche lei può sentire il mio desiderio che lotta dentro i vestiti che lo intrappolano. Con fatica sfiliamo il vestito e, mentre comincio a posare le mie labbra sui suoi seni, lei decisa armeggia con la cintura e si impossessa del mio sesso. Il camino, rimasto acceso per assorbire una residua umidità della stanza, e un soffice tappeto lì vicino ci attirano come api al nettare. Gli ultimi indumenti ci abbandonano, mentre le mani esplorano senza sosta i nostri corpi. Adoro assaporare il nettare del suo sesso, lei lo sa, non fa niente per ostacolare la mia discesa al centro del suo piacere, allarga le gambe che comincio ad assaggiare con la mia lingua, fino ad arrivare ad esplorare il suo sesso completamente depilato, ed affondo tra le sue labbra fradice d'umori, mentre le mie mani continuano a torturare i suoi seni. La esploro senza tregua, la mia lingua cerca il suo piccolo rigonfiamento facendola sussultare a quel tocco leggero, e prosegue nella sua corsa fino a trovare e penetrare leggermente il suo ano delicato. Piccoli spasmi scuotono il suo ventre e sento come in lontananza i suoi sospiri.
Ora anche lei desidera di più. Si scosta con delicatezza e cerca il mio turgido pene. Lo bacia delicatamente sulla punta assaporando le poche gocce di liquido. Ora scende, e le sue labbra e la sua lingua si dedicano ai testicoli che sembrano esplodere, lentamente risale l'asta per imboccarla fino alla radice. La mia mente è sconvolta dal piacere. Approfitto della posizione e di nuovo la mia lingua si disseta alla sua liquida fica, mentre le mie dita esplorano delicatamente i suoi due orifizi. Il tempo sembra essersi fermato, la mia mente non reagisce più. Sento i suoi sospiri mescolati al rumore della sua bocca sul mio cazzo, sto perdendo il controllo, Vanessa lo sente e continua senza sosta, lo vuole. Il sangue affluisce deciso, il cuore pompa all'impazzata, il mio seme trabocca tra le sue labbra. La sua bocca continua nel suo lavoro, anche quando il mio sesso perde il vigore iniziale, ma non è finita e lei fa in modo di rendermi ancora pronto. E' eccitatissima, questa operazione l'ha fatta sentire padrona della situazione, sente il suo potere di donna completo e forte sul suo amante. Ora lei lo vuole, ha bisogno dopo tanto tempo di sentire un uomo dentro di sè. S'inginocchia sopra di me, e con le mani dirige il mio cazzo sulle sue labbra bagnate, passandolo leggermente nella fessura e delicatamente lo infila. Sono nelle sue mani e anche la mia mente è nella sua. Le mie mani sui suoi seni a torturarle i prominenti capezzoli, mentre lei ondeggia alla ricerca del suo piacere. Ora sposto le mie mani sul sedere, preambolo del mio prossimo desiderio, e accompagnando i suoi movimenti sento le sue labbra interne che, ritmicamente con i suoi sospiri si chiudono sul mio membro. I suoi umori colano copiosi e chiudendo gli occhi esplode nell'orgasmo che tanto attendeva. Rimango dentro di lei, mentre appoggiata al mio petto continuo a baciarla e ad accarezzarla. Ora le mie dita umide dei suoi liquidi, giocano con la rosellina del suo sedere e la penetrano leggermente, mentre lei continua a muoversi delicatamente. Mi bacia a mi sorride complice, mentre si sfila da me. Scende e la sua bocca prende il mio cazzo intriso dei suoi aromi. Mi ama e sa cosa vorrei. In ginocchio si gira e mi offre il suo culo. Sono eccitatissimo. Incomincio a leccarlo, e a penetrarlo leggermente con la lingua e con il dito, mentre con l'altra mano cerco di stimolare il suo clitoride. - Ti voglio dentro amore, è tutto per te - mi dice ansimando. Mi alzo e le chiedo di aiutarmi. Lei dolcemente lo prende in mano, appoggia la mia congestionata cappella sul suo ano, e insieme ci attiriamo delicatamente. Io non sono particolarmente dotato, e forse grazie a ciò, sento la mia asta penetrare nelle sue carni con relativa facilità. Sono completamente dentro di lei, mi aggrappo ai suoi fianchi e comincio a pomparla. Il silenzio nel mio cervello è pneumatico, sento solo il rumore del mio ventre che aritmicamente batte sul suo sedere. Non resisto molto e, cieco dal godimento, scarico tutto il seme rimasto nelle sue viscere. Siamo ambedue sudati, ci accasciamo sul tappeto e ci abbracciamo esausti. Bacio le sue spalle e i suoi capelli, con il mio corpo perfettamente aderente alla sua schiena. Le mie mani sui suoi seni pieni e rigogliosi mentre il sonno ristoratore rapisce il nostro amore e il nostro desiderio. Domattina ci sveglieremo nella stessa posizione, ancora affamati dei nostri corpi.
Dormiamo così, abbracciati. Alcune volte ci svegliamo, perchè la posizione risulta scomoda, ma non ci facciamo caso, sono dolci intermezzi che ci permettono di scambiarci dolci baci e tenere carezze. Quando il sole del mattino inonda la stanza, i nostri occhi si aprono e possiamo godere degli stupendi colori che le rocce dolomitiche riflettono. Incantati da tanta meraviglia sorridiamo felici, e l'emozione per la vista si mescola con quella che i nostri corpi, ancora abbracciati ci trasmettono. Le mie mani cominciano a muoversi sul suo corpo caldo, e presto la mia bocca si posa sul suo seno, come quella di un bambino in cerca di conforto. Ma il mio desiderio del mattino è di dissetarmi alla calda fonte del suo piacere. Dolcemente, continuando a baciarla raggiungo l'ombelico, e con la lingua lo massaggio con delicatezza, per poi continuare il mio percorso, fino a trovare la sua fessura, che trovo colma del suo profumato nettare. Incomincio ad abbeverarmi con voluttà e desiderio. Succhio dolcemente il suo clitoride, e la mia lingua danza tra le sue grandi labbra penetrandola lievemente. La sento ansimare voluttuosa, e le piccole contrazioni al suo monte di venere, mi spingono a utilizzare il mio medio per penetrarla, e andare a stimolare le sue pareti interne più sensibili. Il suo nettare cola ora copioso, e io mi disseto avidamente. I suoi sospiri frequenti e un gemito leggero, specchio del suo carattere dolce e riservato, mi annunciano l'apice del suo godimento. L'abbraccio, e posando le mie labbra sulle sue, mescolo nella sua bocca il dolce sapore dei suoi umori. Continuiamo a baciarci per un po', la lingua di Vanessa giocherella con i miei capezzoli, e la sua mano si muove sul mio sesso teso masturbandomi delicatamente. Sono molto eccitato, il suo precedente godimento mi ha portato molto avanti, ma cerco di rilassarmi. Lentamente accompagno il suo corpo supino, bacio i suoi seni, mentre lei continua a stimolare il mio pene. Sollevo le sue gambe, e lei dirige il mio sesso dove in precedenza la mia lingua l'aveva stimolata. Penetro in lei per tutta la lunghezza della mia asta, e comincio a muovermi lentamente uscendo da lei quasi completamente ogni volta, prima di affondare nuovamente. Voglio venire dentro di lei, e accelerando leggermente i movimenti, raggiungo l'orgasmo rantolando goffamente e rumorosamente.
Ci alziamo insieme, e tenendoci per mano andiamo a farci una doccia. Mentre ci laviamo insaponandoci a vicenda, lavando la sua intimità, mi colpisce con la stessa frase che mi disse tanti anni fa dopo aver fatto l'amore: - Voi maschi avete il difetto di dimenticarvi sempre qualcosa - . Ridemmo di gusto, abbracciandoci sotto il getto caldo che ci colpiva, ci amiamo profondamente e stiamo bene insieme. Ci vestiamo e andiamo a fare colazione al bar del paese; a entrambi piace fare colazione al bar, tante volte nella nostra città, ci incontriamo al mattino per consumare questo rito. Mangiamo con appetito, è da molte ore che non mangiamo, nutrendoci solo del nostro amore e dei nostri sensi. Decidiamo di fare una passeggiata. Arrivati in un vicino paese, utilizziamo una funivia per andare a pranzare in un rifugio in quota. Le navicelle dell'impianto sono da otto posti e noi saliamo soli in una. Sotto di noi il bosco di abeti e larici inebria la vista con i mille colori e sfumature dell'autunno ormai alle porte. L'aria frizzante e ossigenata della montagna, mescolata al nostro intenso desiderio, in poco tempo prende il sopravvento e quasi subito cominciamo ad abbracciarci e a baciarci. Anche le nostre mani non riescono a rimanere immobili, e cominciano a muoversi in tutte le zone dei nostri corpi. Il suo sedere, coperto da una corta gonnellina blu, è subito preda del mio desiderio, mentre lei accarezza il mio sesso, attraverso la sottile stoffa degli indumenti. La mia bocca mordicchia i suoi capezzoli, che pronti rispondono. I nostri respiri si fanno affannosi, la navicella dell'impianto continua a salire verso il cielo terso, mentre le sue mani liberano la mia verga. Vanessa si gira, appoggiandosi alla seduta, mentre io abbasso il suo ridotto perizoma bianco. La mia mano sinistra cattura il suo seno, mentre la destra affonda nel suo sesso lubrificato. Avvicino il mio glande alla sua fessura, e lei, alzando il sedere e allargando leggermente le gambe, aiuta la mia decisa penetrazione, strappandogli un gemito soffocato. Io comincio il mio movimento oscillatorio. Il mio pollice si appoggia al suo ano, e comincia a massaggiarlo, Vanessa con un leggero gridolino dimostra di apprezzare questa mia attenzione. Alzo lo sguardo e, mentre continuo nella mia azione, vedo la magnifica roccia del Sella, che si contrappone prepotente alla morbida pelle che accarezzo e alla tenera carne che sto penetrando. Sento che sta arrivando il mio orgasmo ed esco da lei. Vanessa mi guarda, ha capito che non voglio sporcarla, si gira e imbocca la mia verga, che in un attimo inonda la sua bocca del mio sperma. I nostri sguardi s'incrociano e, come ipnotizzato, la vedo deglutire tutto il mio denso seme. La mia libido è in subbuglio. La bacio con passione, le nostre lingue si scambiano quel caldo liquido d'amore, e assieme assaporiamo la nostra insaziabile passione.
La corsa sta per finire, la navicella si avvicina lentamente alla stazione d'arrivo, mentre noi ci riassettiamo. Scendendo mi sento in imbarazzo, perché temo di aver pensato solo al mio piacere, e glielo dico. Sorridente mi bacia leggermente sulle labbra, - mi è piaciuto tantissimo amore... e mi sembra che sia piaciuto anche a te - , alludendo chiaramente al suo atto di completo amore, che mai ancora avevamo sperimentato, e che in seguito mi rivelò non aveva mai fatto con nessuno. Questa confidenza mi gratifica tantissimo, e nel mio cuore ho un'ulteriore conferma che il nostro amore è davvero speciale! Mangiamo al rifugio, assaporando i piatti locali, godendo contemporaneamente dell'eccezionale panorama che la montagna ci regala, quasi illudendoci che tutto ciò sia soltanto per noi, come un premio per la nostra felicità e per la bellezza del nostro amore. Felici tornamo a valle con lo stesso impianto. Lungo il percorso, il mutevole tempo settembrino era cambiato, e minacciose nuvole si addensano sopra di noi. Entrando a casa le prime gocce di pioggia cominciano a cadere. Il resto del pomeriggio e della serata trascorrono tranquillamente leggendo e coccolandosi e, visto che il pranzo era stato abbondante, ci concediamo frugalmente una cena leggera a base di profumato speck, formaggi d'alpeggio e pane nero. Continua a piovere, e nessuno dei due ha voglia di uscire. Ci acciambelliamo abbracciati davanti alla televisione, ma in poco tempo ci annoiamo, o semplicemente pensiamo che possiamo fare tantissime cose più - interessanti - . Saliamo baciandoci nella camera da letto al piano mansarda, ci spogliamo a vicenda e ci infiliamo sotto la leggera coperta abbracciandoci. Ci scambiamo piccoli baci, mentre parliamo della splendida giornata trascorsa insieme, tralasciando, perchè avevamo deciso di non parlarne, che l'indomani mattina sarei tornato a casa, e quella era dunque la nostra ultima notte insieme. In realtà la mia mente non poteva fare a meno di pensare che una situazione simile sarebbe ricapitata molto difficilmente, o addirittura mai più. Mi sforzai di smetterla con questi tristi pensieri. Non so se anche Vanessa pensasse le stesse cose; nessuno dei due affronta l'argomento, tutti e due nel proprio cuore vogliono solo vivere l'attimo, infatti i suoi baci e le sue carezze, mi aiutano a concentrare i miei pensieri e i miei sensi sul momento intenso e passionale che stiamo vivendo insieme. Lentamente cominciamo a scaldarci, e i nostri corpi danno evidenti segni del loro eccitamento. Baciandoci dolcemente, decido che questo è il momento giusto per mettere in pratica una fantasia erotica che da tempo solletica la mia libido. Accarezzando la sua schiena esprimo a Vanessa la mia fantasia di bendarla durante le nostre effusioni amorose. Lei non mi risponde subito, dopo un po', girandosi mi guarda profondamente. Non so cosa pensa, non so se sia più stupita o spaventata dalla mia nuova e bizzarra richiesta. So che non mi giudica, ma nel segreto del mio animo affiora il timore di un suo rifiuto. Un sorriso leggero increspa le sue labbra. Si alza improvvisamente, e aperto un cassetto della camera ne estrae due fazzoletti scuri. Inginocchiandosi sul letto davanti a me mi dice: - anche io ho una fantasia simile, siamo soli e questo letto è il nostro territorio, ci benderemo tutti e due - . Sono spiazzato e sgomento da questo suo rilancio inaspettato, ma non potevo tirarmi indietro, e ridendo divertiti ci bendammo a vicenda con i fazzoletti che aveva preso. Ora siamo entrambi ciechi, e i nostri sensi rimanenti gradatamente amplificano i segnali nelle nostre menti. Il mio udito percepisce le gocce di pioggia che battono sui vetri e sul tetto, insieme ai nostri respiri accelerati che la nuova situazione ha creato.
Ci cerchiamo e ci troviamo, incomincio ad accarezzare il suo viso, e mi sembra quasi di distinguere particolari che non ho mai percepito, mentre anche le sue mani si dedicano al mio volto. Appoggio le dita alle sue labbra, e lei delicatamente, le bacia e prende nella sua bocca il dito medio e comincio a succhiarlo. Le mie labbra, guidate dal dito, vanno alla ricerca delle sue, e come una barca in un approdo sicuro si legano saldamente. Le nostre lingue si esplorano, godendo della dolcezza di quel bacio. Le mie mani nel frattempo massaggiano i seni, e le dita cercano i capezzoli che, quasi consci della mia vista annullata, si ergono prepotenti a segnalare la propria presenza. Con lo stesso metodo utilizzato per le sue labbra, anche i capezzoli sono presto preda della mia bocca, e presi a mordicchiare dolcemente quella tenera carne. Il respiro di Vanessa si fa sempre più affannoso, e nelle mie orecchie si mescola incontrollato al mio. Vanessa si distende sul letto, e a tastoni vado alla ricerca delle sue gambe. Incomincio a leccarle con dovizia partendo dai suoi delicati piedi. Li bacio, e preso tra le mie labbra l'alluce comincio a succhiarlo come facendo una piccola fellatio. Salendo, continuo a leccare l'interno delle sue cosce tornite, e mi soffermo leggermente ad assaporare il suo sesso. Salgo ancora a soffermarmi sul suo ombelico, la pancia e i suoi seni pieni, riportando infine la mia attenzione alla bocca che, avida incomincia a baciarmi con passione travolgente. Desidero ancora il suo sesso, e nuovamente dirigo la mia bocca tra le sue grandi labbra leccandole in ogni angolo. La mia lingua trova il suo clitoride e, come feci per il suo alluce, comincio a succhiarlo. Le sue mani si posano sulla mia testa, quasi a guidarla nei segreti del suo piacere. Ben presto sento forte i suoi gemiti di piacere e, continuando a succhiare, con il dito medio penetro la sua vagina. Anche l'indice presto si unisce, e il suo ventre comincia a contrarsi, gemendo dice: - ti amo - , continuando nella sua affannosa respirazione. Mentre ancora succhio il suo piccolo cazzetto, estraggo l'indice fradicio, e lentamente lo indirizzo al suo ano, cominciando così una doppia penetrazione dei suoi due orifizi. Il suo orgasmo mi sorprende. Vanessa comincia ad agitarsi scompostamente, mentre copiosi liquidi riempiono la mia bocca. Esaurito l'amplesso, abbandono la sua vagina congestionata, e abbracciandola la bacio, mischiando nella sua bocca il sapore del suo nettare di piacere.
In uno strano gioco di ruoli tra non vedenti, subisco ora la sua iniziativa. Mi scosta sino a farmi coricare a mia volta, e prende ad esplorare con la sua lingua ogni parte della mia pelle, non vedo niente, ma la mia mente ricostruisce in continuazione immagini di quello che sta succedendo. Mi massaggia il torace e le gambe, e giratomi comincia a massaggiarmi la schiena e i glutei. Scendendo si piazza tra le mie gambe e mi invita a sollevare il sedere. Lo accarezza, e cominciò a leccarlo tutto di gusto, fino ad arrivare lentamente al mio ano, che non manca di leccare e penetrare leggermente con la lingua. Tale trattamento, aumenta ancora la mia eccitazione già alta, senti il mio pene durissimo fin quasi al limite del dolore. Lei concentra le sue attenzioni ai miei testicoli ormai gonfi, leccandoli e succhiandoli alternativamente quasi fossero di cioccolato. In quella posizione Vanessa si posiziona sotto di me, e aiutandosi con le mani prende la mia verga, la porta tra le sue labbra e comincia a muoversi come scopassi con la sua bocca. Anche io comincio a muovermi leggermente, ma non vedendo mi affido agli altri sensi, timoroso comunque di poterle fare male. Le sue mani sul mio sedere guidano i movimenti. Le mie tempie pulsano, e sento come un tamburo dentro di me a squassarmi. Ora un suo dito massaggia il mio ano, scendendo a tratti lungo il perineo. Ad un tratto lo senti farsi strada attraverso il muscolo anale e penetrarmi per alcuni centimetri. Questa sensazione mai provata mi porta al punto di non ritorno, e sento il mio orgasmo salire prepotente. I fiotti caldi allagano la bocca di Vanessa che continua senza tregua a succhiare. Mi accascio esausto, e come successe in funivia Vanessa mi bacia, ripetendo quel sensuale scambio di liquido.
Ancora ciechi, rimaniamo abbracciati. Aggrappati l'un l'altro a sorreggere le nostre sensazioni. Fuori continua a piovere. Lo strano ritmo delle gocce di pioggia riecheggia nella stanza, alternando il rumore del vetro e delle tegole. Affaticati dai nostri amplessi, come per un atleta dopo lo sforzo, il nostro respiro lentamente si va a normalizzare, insieme al battito dei nostri cuori. Le mie narici percepiscono l'intenso profumo del nostro amore, l'aria è satura dell'odore dei nostri sessi. Le nostre menti cercano come possono di raccogliere le poche idee rimaste, ma nessuno dei due parla, come timorosi di rovinare quel momento intimo e intenso. Il tempo non c'è più, come fosse infinito e nullo nello stesso momento. Non posso verificare l'ora, e in fondo non me ne importa. Percepisco che ormai è notte fonda. In lontananza un lupo latra. - Tesoro - , la voce di Vanessa increspa quel piccolo mondo fatto di sensazioni, - questo gioco mi è piaciuto, davvero tanto. È stato fantastico! Ma ora ho bisogno di fare l'amore con te! Voglio sentirti dentro di me e vederti, mentre godi del mio corpo - . Anche io lo desidero. Alla fine è la cosa che due teneri amanti vogliono di più. Ti fa sentire unito profondamente all'altro, in una dimensione inesistente, e nello stesso tempo profondamente vera.
Baciandola la libero dalla benda, mentre lei fa la stessa cosa ridando luce ai miei occhi. Rivedo il suo viso nella poca luce che penetra dalla finestra, e dalla tremante luminosità di due candele poco distanti. È il viso più bello che mai abbia visto. Mi sorride lievemente, e attratto comincio a baciare la sua fronte, i suoi occhi e le sue guance, fino a posarmi leggermente sulle sue labbra. Vanessa risponde al mio bacio dischiudendo le sua bocca, le nostre lingue subito si uniscono, e cominciano a giocare rincorrendosi. Il suo sapore è dolce e fresco nello stesso tempo. Ci baciammo a lungo, interrompendoci ogni tanto per sussurrarci dolci parole. A poco a poco il desiderio si fa strada dentro di noi. La mia lingua cerca i suoi seni, mentre i suoi scuri bottoni cominciano a inturgidirsi. La mia mano massaggia il suo sedere, e lentamente si sposta sulla sua vagina che comincia a lubrificarsi, preparandosi all'ormai prossima penetrazione.. Anche il mio sesso, sottoposto al tenero massaggio delle mani di Vanessa, si risveglia e velocemente si irrigidisce prepotente, ignorando la dolcezza di quei momenti. I suoi movimenti mi invitano a coricarmi sulla schiena. La sua bocca imbocca la mia verga, e comincia delicatamente a lubrificarla con la sua saliva. Io non mi muovo, voglio che sia lei e il suo desiderio a guidare il nostro amore. Come una brava amazzone, accarezza il suo cavallo prima di montarlo e cavalcare su verdi prati assolati, così lei, tranquillizza il suo amante prima di montarlo all'esplorazione delle fresche vallate del piacere. Con dolce maestria interrompe la delicata fellatio, abbandonando per alcuni secondi il mio cazzo lucido e svettante, e subito monta su di me impalandosi d'un colpo. Chiude leggermente gli occhi quasi a gustare la pienezza di quel momento, e io per un attimo sento il mio fiato strozzarmi in gola. Vanessa comincia a muoversi lentamente alla ricerca del suo piacere, che coincide con il mio. Man mano comincia ad accelerare i suoi movimenti, e io vedo il suo splendido seno oscillare davanti ai miei occhi. La mie mani non resistono a lungo, e come mosse da fili invisibili vanno a posarsi su quelle seriche sfere. Sento la sua carne che si contrae intorno al mio pene, e il suo respiro sempre più affannato. Il mio interruttore scatta improvvisamente, onde di piacere partono concentriche dal centro del mio corpo e raggiungono il cervello, infrangendosi rumorosamente con i gemiti che incontrollati escono dalla mia bocca. Anche Vanessa aumenta il ritmo dei suoi affondi e raggiunge il climax gemendo sommessamente, mentre il leggero sciabordio dell'unione dei nostri umidi sessi riecheggia nella stanza. Tenendomi dentro di lei si appoggia al mio torace, e come seguendo un copione a noi sconosciuto, un contemporaneo - ti amo - esce dalle nostre bocche.
In quella posizione, allungando le braccia riesco a prendere le coperte e a portarle su di noi, accarezzo il suo corpo e l'abbraccio. Le prime luci dell'imminente alba si fanno timidamente strada attraverso la finestra. Vanessa appagata e felice si è addormentata. Chiudo gli occhi, e cercando di addormentarmi, i miei pensieri non riescono a fare a meno di affollarsi intorno all'angoscia per la mia partenza, edulcorata in parte dalla certezza di risvegliarmi tra le braccia di Vanessa.
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