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Lo sguardo del mattino
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Titolo:
Lo sguardo del mattino |
Autore:
Leoncina |
Contatto:
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Racconto
n° 334 |
Altri
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Cinque e mezza, è ora di alzarsi. Ogni mattina lo stesso giro della ruota della vita. Mi alzo, mi lavo, mi vesto, mi trucco e mi pettino. Pronta per uscire. Un piccolo tragitto in auto che mi porta alla stazione. Quaranta minuti di treno che sembrano non avere mai fine e poi la metropolitana, dove si mischiano gli odori della gente. Odori di tutto ciò che mi sta intorno, Gente che mangia una brioche, gente che suda, gente che spinge per scendere alla propria fermata. Odore di carta di qualche libro. La musica mi riempie i sensi, il walkman al massimo cerca di sovrastare i suoni della metropolitana e i frastuoni delle voci della gente attorno a me. Ogni giorno la stessa vita. Casa, lavoro, palestra, amiche. Solite cose, solite ore, solite giornate. L'unica cosa che mi rallegra è vederti quando arrivo davanti al mio ufficio. Passi sempre alla stessa ora. I nostri sguardi si incrociano, si salutano in silenzio. Mi oltrepassi lasciando dietro di te la scia di un profumo dolce e forte. Un dopobarba forse. Ti guardo ogni mattina arrivare da Via Dante, ti guardo intensamente come fai tu quando ci incrociamo. Un sorriso vorrebbe scappare, ma non ce la fa. Un "ciao" sarebbe troppo indiscreto. Quello sguardo mi rallegra ogni giorno, nonostante siano solo le sette e venti del mattino, dieci minuti prima di iniziare a lavorare. Ormai ti vedo da così tanto tempo che ho imparato a riconoscere il tuo stato d'animo osservando il modo in cui cammini. Quando hai un passo affrettato, vuol dire che sei arrabbiato per qualcosa, il tuo viso è più cupo. I tuoi occhi più silenziosi. Non parlano ai miei. Mi sovrasti dalla tua altezza lasciandomi un po' d'amaro in bocca. Quando hai l'andatura tranquilla so che tutto è a posto. I tuoi occhi mi incrociano, mi baciano affettuosamente, mi parlano di te, mi salutano e spariscono dietro l'angolo della strada. Così ogni mattina ho lo zuccherino prima di buttarmi nel caos del mio ufficio, tra le mille cose che ho da fare ogni giorno, dimenticandomi dei tuoi occhi e ricordandomene solo la sera, distesa nel mio letto. Oggi, come gli altri giorni. Lavoro, lavoro, lavoro, ma per fortuna il tuo sguardo stamattina era tranquillo e sono tranquilla anch'io.
Un saluto rapido alle colleghe ed esco dall'ufficio pensando al treno che mi aspetta. Mi fermo a pochi passi dal portone. Sei lì fuori. Sembra che tu stia aspettando qualcuno. Mi sento imbarazzata. Cosa ci fai qui? Chi sei? Aspetti me forse? Mi guardi con quello sguardo intenso che ogni mattina incrocia il mio. La tua bocca si schiude ed esce un "ciao" a metà tra il timido e lo sfacciato mentre gli angoli della tua bocca si allargano in un sorriso. Rispondo con un "ciao" confuso, ma contento. Mi sento il fuoco in viso, di certo sto arrossendo. "Ti aspettavo", mi dici tendendomi una mano. "Mi chiamo Stefano". "Io sono Silvia. Aspettavi me?", ti chiedo facendo la figura della bimba ingenua. Lo so che aspettavi me, lo sapevo già da giorni, lo aspettavo da tempo. Inevitabile il tuo sguardo sul mio, inevitabile perdersi guardandoti negli occhi, inevitabile fissarti e pensare a quanto sarebbe bello starti tra le braccia.
Camminando mi racconti di te, dei tuoi pensieri, dei tuoi sogni. Il tuo amore per la natura mi affascina. Suoni il pianoforte, ami regalare i fiori, adori ballare. Ti racconto di me, della mia vita complicata, del mio lavoro da giornalista, della mia passione per il gelato e il mare. Seduti su un gradino del teatro mi guardi dopo aver smesso di ridere. I tuoi occhi mi dicono che mi vogliono, le tue labbra sono così vicine. La tua mano sale fino alla mia guancia. Ne accarezzi la pelle morbida e avvicini il mio viso al tuo gentilmente, dolcemente, con la mano posata sulla mia guancia e le dita affusolate appena sotto la mandibola. Il tuo bacio è un lieve tocco delle labbra, un gioco dolcissimo di lingua appena pronunciata al di fuori di esse. La sento calda sulla punta della mia, la sento dolce e fluida nei movimenti, la vorrei di più, ma non oso, voglio aspettare. La tua mano corre dietro la nuca accarezzandomi i capelli dolcemente. Ti giri di più verso di me baciandomi e stringendomi a te. Dischiudi del tutto le labbra e lasci che la tua lingua si faccia spazio nella mia bocca. Esplori ogni millimetro della mia lingua, le giri attorno. Ogni tanto chiudi la bocca per concludere una piccola parte di un lungo bacio. La tua mano stringe il mio fianco, sento che mi vorresti accarezzare, ma non osi, forse hai paura di un rifiuto. Con le braccia ti cingo la vita e le mie mani stringono il cappotto all'altezza delle tue spalle larghe. Abbassi una mano slacciandomi il piumino. Con le labbra scendi suo collo regalandomi sensazioni incredibili e incontrollabili mentre la tua mano si fa largo sotto il maglioncino alla ricerca del mio seno. Lo trovi, lo accarezzi al di sopra del reggiseno, poi ti fermi e guardandomi sorridi. "Ti voglio Silvia", sussurri. "Da tanto tempo". Ci incamminiamo verso casa tua, non abiti distante, nel giro di venti minuti siamo già lì. Apri la porta e mi fai entrare. La tua casa è grande. Mi fai fare un giro. La cucina, il bagno, l'anticamera, la camera da letto, il balconcino. "Vuoi bere qualcosa?". Ti guardo. Non ho bisogno di dirti che voglio bere te, non ho bisogno di dirti che ti desidero, non ho bisogno di chiederti nulla. Ti avvicini perché hai capito. Mi stringi a te, mi baci accarezzandomi i capelli. Prendendomi per mano mi porti in camera. Ti siedi sul letto e ricominci a baciarmi appassionatamente. La tua lingua solca le mie labbra appena dischiuse, si fa largo sul mio collo fino alla scollatura a V del mio maglioncino. Con un gesto rapido lo togli e ricominci a passarmi la lingua sulla pelle. Mi fai sedere su di te. Stringi le mani sul mio sedere toccandolo attraverso il cotone dei pantaloni aderenti. Le tue mani diventano dolci serpenti che accarezzano la mia pelle. Le tue dita si insinuano sotto l'allacciatura del mio reggiseno facendo scattare la piccola serratura di plastica. Lo getti lontano mente le tue labbra si chiudono attorno ad un mio capezzolo, mentre con la mano mi accarezzi l'altro seno. Piccoli gemiti rompono il silenzio di questo momento, mentre con le mani ti tolgo il maglione restando colpita dal tuo corpo così abbronzato e dalle sfumature perfette. Ti accarezzo le spalle, scorro con le dita sui muscoli della schiena e mentre mi succhi il seno ti mordo il collo. Ora hai abbandonato la dolcezza un po' timida dei primi attimi. Mi sdrai continuando a succhiarmi il seno con decisione, toccandomi i pantaloni e cercando la cerniera. In un attimo l'allacciatura segue il movimento della tua mano. Non mi dai tempo, non aspetti. Scatti sotto le mutandine e mi penetri con le dita strappandomi un grido di piacere. La tua foga ora è incolmabile. La tua dolcezza è abbandonata al torpore della follia più passionale. Mi spogli completamente, Ti spogli completamente e lasci che la mia bocca sovrasti il tuo membro eccitato e pulsante. Mi lasci fare tutto ciò che voglio. Non muovi un dito mente te lo prendo in bocca iniziando a succhiartelo prima dolcemente, poi sempre con più foga. Seguo le vene che sovrastano il tuo pene con la lingua, mentre con la mano ti accarezzo i testicoli con piccoli e dolci movimenti circolari. La mia mano sale aprendolo del tutto. Ora ho la tua cappella esposta al gioco delle mie labbra. La mia lingua si fa più precisa, più rapida. I tuoi gemiti riempiono il silenzio della stanza.
Il calore del tuo corpo misto al profumo del tuo dopobarba mi fa impazzire. Lo lecco ancora cercando i punti che più ti strappano gemiti di piacere incontrollabile. Ti sento caldo e pulsante nella mia bocca, la mia lingua non ti dà pace. Smetto solo per distendermi accanto a te aspettando che sia tu a penetrarmi. Mi baci cercando la mia lingua. Vorace il tuo bacio. Dolce la tua lingua. Mi sovrasti accarezzandomi il viso, poi entri dentro di me spingendo in fondo e lasciandomi gridare il mio piacere. Fuori e dentro di nuovo e poi ancora e poi più forte, sorreggendoti con le braccia contro la spalliera del letto, con gli occhi chiusi e la tua espressione che tradisce tutta la tua voglia e il tuo piacere. Stringo le mani sul tuo sedere e ti spingo più in fondo dentro di me. Mi baci ancora sussurrandomi a fior di labbra che stai per venire, che non resisti più. Sollevo le gambe e spingo con il bacino ancora più contro di te. Voglio che tu mi senta tutta, voglio sentirti del tutto. Stringi forte la spalliera del letto mentre esplodi dentro il mio corpo con forza dandomi brividi di piacere estremo mentre il mio orgasmo si confonde con il tuo in un grido di piacere e incontrollabile voglia di farlo ancora. Il tuo sudore si mischia al mio. Sulla pelle sento le tue mani che intrecciano le mie. Il tuo respiro è irregolare, il mio è all'unisono con il tuo. I nostri cuori si alternano in una dolce altalena. La passione è placata dai nostri due corpi immobili. Sopra di me avvicini le labbra alle mie baciandomi dolcemente, mentre con una mano mi accarezzi il seno. Ti stacchi da me solo per metterti di fianco. Mi abbracci e con le labbra ricominci il tuo dolcissimo danzare a fior di labbra.
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