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Cairo - Il Museo
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Titolo:
Cairo - Il Museo |
Autore:
Veleno dolce |
Contatto:
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Racconto
n° 3353 |
Altri
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È tutto il pomeriggio che ho una strana luce negli occhi. Conosco quello sguardo apparentemente assente ma indice di un intenso travaglio interiore. Le mani, il ventre e le dita che frugano senza chiedere...
Si spostò in camera da letto e si sdraiò sul suo giaciglio; si coprì con il suo caldo, avvolgente, morbido piumone. Le piaceva molto quella sensazione, e si accorse che il ricordo affiorato poco prima alla sua mente non se ne andava, e diveniva sempre più prepotente. Sentiva che il suo clitoride iniziava a pulsare e che le sue pieghe più intime s'inondavano d'umori; in quel momento desiderava ardentemente la presenza di Amir e del suo magnifico corpo che tanto le piaceva, che la faceva eccitare e che le dava tutto il piacere che lei cercava. Si lasciò completamente andare a quelle sensazioni, chiuse gli occhi e iniziò a viaggiare con la fantasia.
Il Museo Egizio de Il Cairo
Si era presa un lungo week-end in solitudine, almeno così pensava, per riflettere su alcune questioni importanti e dunque prendere decisioni. Aveva bisogno di staccare, di rilassarsi. Amava la letteratura e l’arte più di ogni altra cosa e girovagare per mostre e musei era uno dei suoi divertimenti. Si era appena fermata al piano superiore in gran parte occupato dal "Tesoro di Tutankhamon" e che comprende la famosissima "maschera d'oro" del giovane faraone... avvertì distintamente alle sue spalle una presenza maschile. Cercò di vederlo riflesso nel vetro ma lui si spostò. C’era gente in quella sala, ma lo scorse davanti ad un altra teca. Non poteva sbagliare era lui: il profumo, i capelli, ma soprattutto la sensazione che avvertì quando le fu alle spalle: lui nuovamente si spostò. Giocarono ad inseguirsi per un pò mentre l’eccitazione cresceva, finché non arrivarono in una saletta deserta: una sola teca e lui non poteva più sfuggirgli. Amir le fu alle spalle, la voglia di lui era tanta da tempo, si senti appoggiare la mano sul ginocchio e lentamente risalire lungo la coscia sinistra, per infilarsi sotto quell' abito rosso di cotone finissimo, non troppo stretto a dire la verità, generoso nel disegnare un ventre sporgente e rotondo. Ebbe un fremito. Chiuse gli occhi, portando il peso del suo corpo sulla gamba destra per offrire l’interno della coscia a quelle carezze. La mano di Amir passò dolcemente sul suo sesso coperto da mutandine nere di voile; due dita scivolarono sotto e dopo aver percorso tutta l’apertura risalirono per fermarsi sulla sua perla. Seni enormi, pesanti, sollevati da bretelle esauste che si stampano sulle spalle. Capezzoli gonfi, a graffiare il vestito e lo sguardo, vita dolce e glutei imponenti. Percorsa da un brivido lungo il corpo: danza col bacino per sentire l’erezione di lui. E la sua voglia di gioco continua, si strofina, scivola con agilità felina. Sente il braccio teso di Amir, sulla sua perla e le dita masturbarle il clitoride, con lenti movimenti circolari. Si lascia andare appoggiandosi completamente a lui che è alle sue spalle. Mugola e ricomincia a danzare, leggera come un'onda impetuosa, guidandolo nel suo desiderio che diventa piacere, urlo liberatorio, rivolo fra le gambe, unghie... sul polso di lui. Sente il cazzo duro contro il suo culo, una sensazione tremendamente piacevole. Impossibile sfuggire, emergere da quel delirio, imprigionata da movenze impossibili. Sottratta dal refrigerio del suo piacere e condannata ad una tortura infinita. Amir si inginocchia fra le sue gambe, le dita che frugano tra pelle e camicia. Graffiano avide, assetate. La sua bocca si tuffa, e la lingua a disegnare il contorno delle labbra, a sfiorare. A fasciare; succhiare; e i denti a mordere. Deve afferrarle i fianchi con forza per domare il bacino. Per trovare un ritmo, per spingere più su, e stavolta lo segue. Il clitoride è gonfio e durissimo. Dolce da martoriare con le labbra, da trattenere per attimi interminabili. Da rilasciare alla lingua, ai sussulti, a parole mozzate e ai pugni sulla teca. Le narici scompaiono nella sua perla. Inondate di lei. Ha deciso di farla impazzire: sa dove dirigere le attenzioni e quali tasti suonare. Balla... Muovendo il bacino mentre la fa volare. Trascinandola nell'abbandono al suo palato. Amir capì che stava per godere, e le tappò la bocca con l’altra mano aumentando la velocità della lingua sul clitoride: lei venne soffocando la voce del piacere. Si fermò e dopo qualche istante la sua mano salì lungo il collo per poi insinuarsi tra i suoi seni per farle assaporare i suoi umori. Era stordita, non l’avevano mai fatta godere così e decise che avrebbe fatto qualsiasi cosa per non perdere quell’uomo. Lo guardò e si sentì nuovamente ribollire di eccitazione. - Scopami – gli disse con un filo di voce - No, non ancora, non adesso - rispose lui e uscì. lo raggiunse e riuscì a bisbigliargli - allora quando? - La guarda negli occhi e sorridendo rispose – stasera - e le mise in mano la tesserina magnetica per aprire la sua stanza all'hotel.
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