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La tua stanza
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Titolo:
La tua stanza |
Autore:
Vellutorosso |
Contatto:
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Racconto
n° 3357 |
Altri
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Adoro la tua camera. Sa di te. Le chitarre. Il PC, le robe elettroniche. La Televisione. Un po’ di disordine che ti rende fascinoso. Anna Falchi e il suo calendario. Il letto, quasi sempre disfatto. Il tirassegni con le freccette e gli appunti musicali appesi al muro. Molte sveglie, nessuna con l’ora esatta. La penombra. Il tuo odore. Il tappeto. Nella tua stanza mi rilasso. Non esistono molti posti dove io mi senta al sicuro. La tua stanza è uno di quelli. Se poi metto il naso nell’incavo tra il tuo collo e la spalla allora mi sento davvero tranquilla. Per questo la tua camera è il luogo che preferisco per sollevare il sipario della nostra passione. Ora sei lì, con il tuo sguardo languido, che tanto mi piace, puntato addosso. Ti chiudi la porta alle spalle e mi baci, subito, senza neppure una parola. Il sapore di te invade la mia bocca, le nostre lingue si cercano e dapprima danzano, poi lottano insieme. Non so resistere alla tentazione di morderti le labbra, mangerei la tua bocca, a volte. Lo faccio e sento che la cosa ti piace, lo so. C’è impazienza nei nostri modi, siamo due bambini ingordi di assaggiare ogni anfratto di noi. Le tue mani scivolano lungo i miei fianchi e si posano sui glutei. Sai che mi piace essere toccata lì, li accarezzi, li stringi delicatamente e allo stesso tempo sposti la bocca sul mio collo: non sono più le tue labbra a precorrermi ma la tua lingua avida che lecca e lascia scie di saliva lungo le spalle. Il mio respiro è più corto e sento un calore violento salire al ventre, stringo d’istinto le cosce e avvicino il bacino al tuo, sono già bagnata. Mi stringi più forte e mi fai spogliare. Tolgo gli abiti di fretta, non c’è tempo per gesti sensuali, tutto grida in noi, la carne chiama, il desiderio esplode in entrambi i nostri sessi. Siamo nudi, adesso, in un attimo, mi spingi verso il letto e mi giri di schiena. Hai gesti maschi e delicati insieme. Continui a baciarmi e leccarmi la schiena, la tua lingua che scivola lungo le vertebre mi fa impazzire. Siamo stesi su un fianco, la tua mano adesso s’insinua tra le mie cosce che s’allargano d’istinto, due dita, subito, dentro al mio sesso che è già gonfio d’umori e pulsa avido dei tuoi movimenti, le muovi con decisone esplorando ogni piega della pelle interna, ogni singolo angolo di me. Sto già impazzendo di piacere pur sapendo che il bello deve ancora accadere, ma già sento che l’orgasmo sta arrivando, muovo il bacino contro di te, sempre più veloce. Mi conosci, sai cosa vuol, dire, rallenti i movimenti, quasi fino a fermarti, mi scappa sommesso un: - no, ti prego, ancora, non fermarti, ti prego…-, con l’altra mano ti bagni le dite e le infili dietro, di colpo, nell’orifizio più stretto. Riprendi i movimenti davanti e contemporaneamente infili tre dita nel mio culo ansioso di riceverti. Sono assolutamente tua adesso. Sto letteralmente impazzendo, ogni singola fibra del mio corpo sta esplodendo di piacere. Sto per venire e tu lo sai. Aumenti il ritmo delle dita, davanti e dietro, sei un musicista, hai il senso del ritmo anche nel sesso. Sono fradicia. Ansimo e muovo il bacino ad un ritmo forsennato, piena delle tue mani che adoro, dietro e davanti. L’onda mi travolge, esplodono schegge di piacere nel mio cervello e il corpo è squassato da contrazioni fortissime, grido, grido con tutta la forza mentre l’orgasmo quasi mi fa perdere i sensi. Mi rilasso un attimo, con la faccia sul cuscino che sa di te. Ma non mi dai tregua, dolcemente mi sollevi e mi fai mettere a quattro zampe. Allunghi una mano, al bordo del letto c’è la tua borsa magica, come la chiamo io. Tiri fuori un tubetto di gel, quello freddo, che adoro. Lentamente cospargi la fessura tra le natiche e ti cospargi il sesso, duro e ritto, non lo vedo ma so perfettamente com’è adesso: sta pulsando di voglia. T’insinui dentro, di nuovo, con le tue dita abili per allargarmi, ma sai che sono già aperta, rilassata, pronta a riceverti. - Adesso te lo metto nel culo, hai voglia di questo, vero? - nessuno potrebbe mai immaginare che da te possano uscire tali parole, nessuno. Questo mi eccita, mi fa impazzire. Sai che le tue parole sconce e oscene liberano la mia mente e il mio corpo da qualsiasi pudore. - Sì, ti prego, mettimelo dentro, ti prego inculami…-. Non te lo fai ripetere, con un colpo dolcemente deciso entri dentro. Sento la tua verga dura come mai, calda e grossa. Inizi a muoverti in me, lo estrai quasi del tutto e poi di nuovo dentro, lentamente, implacabilmente, poi più velocemente sbattendo il tuo ventre sulla mia schiena e penetrandomi completamente, con vigore indicibile. Sto godendo di un piacere che è difficile da spiegare e che si amplifica sentendoti ansimare alle mie spalle. Con le mani mi tocchi la fica che è madida di miele e poi i capezzoli che si bagnano del mio stesso liquido e poi di nuovo la fica e di nuovo il seno, mentre i colpi che mi dai sembrano scquaciarmi. Spingo il culo e il bacino indietro, contro la tua pancia, per sentirti ancora più dentro: - così tanto lo vuoi eh? Così tanto… - mi dici ansimando, - di più, lo voglio di più - riesco a sussurrarti quasi rantolando, siamo sudati come due animali in lotta. Con le mani mi sollevi leggermente i glutei costringendomi ad abbassare la schiena, sono nella posizione della preghiera mussulmana, la faccia piantata contro il cuscino, le braccia che strappano le lenzuola dal piacere che provo, sono assolutamente in tuo potere. Il ritmo dei tuoi colpi si fa forsennato, il mio sfintere ti risucchia dentro sempre di più, le viscere anelano il tuo liquido caldo. - Sto per venire, ti vengo dentro, ti vengo dentro…stringilo, stringi il culo, ti prego…- mi preghi, tu mi stai pregando di farti godere ancora di più, nonostante mi stia possedendo come nessuno mai. Stringo forte le natiche per avvolgere meglio il tuo cazzo duro e in un momento mi sento innondata del tuo sperma, sento spasmi simili all’orgasmo più tradizionale contrarmi lo sfintere e la mia fica pulsa, come se fossi venuta anche davanti, sono venuta anche davanti, le tue dita non avevano smesso di percorrere la mia fica con colpi veloci e spasmodici, ma il piacere provato è stato talmente forte da non capire più nulla, da non sapere quasi più da dove proveniva… Mi crolli addosso e resti così, disteso lungo la mia schiena. Per qualche minuto siamo immobili. La tua mano accarezza piano i miei capelli e le tue labbra baciano lievemente il contorno delle mie orecchie. Mi sconvolge ogni volta la tua dolcezza, sei quasi timido, dopo. Le sveglie sopra le mensole del tuo letto, anche se non ce n’è una con l’ora esatta, ci dicono che il tempo a nostra disposizione è quasi dimezzato. Mi giro lentamente, scansandoti un poco. Siamo di nuovo di fronte, adesso sei sopra di me, mi guardi e mi sorridi. So leggere nei tuoi occhi tutte le parole che non possiamo dirci. Mi baci e di nuovo i nostri corpi si accendono. Prendo la tua verga tra le mani e la sento indurirsi velocemente. E’ caldo il tuo cazzo, duro e grosso. Lo accarezzo e ti sento gemere, mentre socchiudi gli occhi. Questa volta sono io che allungo la mano verso la borsa magica e tiro fuori un dildo, quello piccolo, rosa. - Guardami -, ti sussurro, mentre continuo a masturbarti. Porto il dildo alla bocca e lo succhio con avidità, lo lecco, lascio che la saliva coli ai suoi lati. - Infilamelo dentro -, mi dici. Era esattamente quello che intendevo fare. Continuo ad accarezzare il tuo sesso e con l’altra mano, dolcemente, infilo il dildo dentro al tuo culo desideroso, lo spingo dentro fino a toccare il punto che so ti fa impazzire e lo muovo dentro, lo faccio roteare dentro il tuo buco. Ti guardo vogliosa, sei assolutamente uomo adesso, anche con quel coso nel sedere. Ti sento godere e il mio sesso vibra e si bagna ancora. Godo nel vederti godere. Lascio il dildo piantato dentro di te, continuo a masturbarti sento che stai nuovamente per venire, mi tocco, adesso sono inginocchiata davanti a te. Mi tocco e so di essere assolutamente sensuale. Mi stai guardando. Senti le mie mani che ti stanno facendo venire, il dildo nel culo che ti tocca la prostata e ti fa letteralmente impazzire, e io davanti a te, che mi masturbo abilmente, gemendo e muovendo il bacino come la più lasciva delle puttane. Puttana felice di essere tale per te. Vieni, un fiotto di sperma caldissimo m’inonda la mano, ti sento gemere più forte, respiri affannosamente, ti contrai e spingi il dildo più forte dentro il tuo stesso culo. Accelero i movimenti del mio dito dentro la fica e grido, grido forte, come piace a te, mentre vengo d’un orgasmo violentissimo. Adesso siamo accasciati uno accanto all’altro, ancora bagnati dei nostri umori, di sudore, di voglia. Mi sorridi e indovino cosa vorresti dirmi, ma non puoi. Ti sorrido e sai cosa vorrei dirti. Sappiamo di non poterci lasciandare andare a tenerezze, non possiamo e non dobbiamo, è un patto, tra di noi. Le lancette sempre sbagliate ci richiamano all’ordine. Tra poco uscirò da quella stanza, tra poco saremo di nuovo un musicista garbato e una professoressa integerrima. Tra poco mi mancherà già il tuo odore.
Dedicato a GM
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