|
|
|
Sogno
|
|
|
Titolo:
Sogno |
Autore:
Mantea |
Contatto:
|
Racconto
n° 3358 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Ci sono giorni così.Giorni di autunno inoltrato, nei quali senti la voglia farsi liquida e nei quali la fantasia scivola come seta tra le dita, impalpabile, e non la riesci a trattenere. Oggi è uno di quelli, un giorno nel quale basta chiudere gli occhi e vedo… Vedo una casa in una località sui monti, di quelle con le persiane in legno, una grande letto con il piumone e un camino. E vedo te che dormi in questo grande letto, nudo. E vedo me, accovacciata sul grande letto matrimoniale, massaggiarti dolcemente essenze di sandalo, disegnando sul tuo corpo percorsi di piacere.Tu non ti muovi, non dici niente, te ne stai lì con gli occhi chiusi, le braccia spalancate, assaporando ogni mio gesto: hai un'aria rilassata, le labbra in un accenno di sorriso. La luce del camino illumina i nostri corpi nudi, creando nella stanza una atmosfera calda e sensuale. Io ho la vista annebbiata e le tempie che pulsano. Ti voglio. Da morire. E tuttavia mi trattengo, respiro a fondo e continuo a massaggiarti. Le mie carezze da delicate e leggere si fanno via via più decise, le mie dita più intriganti. Con le unghie seguo il profilo del tuo corpo lungo i fianchi, le cosce e poi risalgo percorrendone l'interno, su fino alla pancia, il petto, il collo, le tempie... e poi di nuovo, una, due, tre volte. Piccoli fremiti sottopelle mi fanno capire che non desideri più dormire, non subito. Ma io voglio prolungare questo momento il più possibile e sento che anche tu lo vuoi. Sento che sei completamente abbandonato nelle mie mani e nei miei pensieri. Ti bacio delicatamente dietro le orecchie, poi ti sfioro con le labbra, sul collo, rifacendo il percorso di prima., ti solletico con la punta della lingua l'interno delle cosce. Tu inarchi un poco la schiena con un movimento lento, ti sfugge un gemito di piacere, ma mi lasci fare già pregustando quello che verrà dopo. Con la coda dell'occhio vedo i resti della colazione sul comodino, un po' di pane e una piccola ciotola di miele. Non posso trattenermi: rapidamente lo prendo e inizio a versare il nettare ormai quasi liquido sopra il tuo corpo, sul petto, la pancia poi sul sesso... a piccole dosi, perché non mi stanchi il sapore. E poi lentamente inizio a leccarti, a piccoli colpi di lingua, riempiendomi del tuo sapore un po' salmastro mescolato a quello dolcissimo del miele. Adesso il tuo corpo è tutto un fremito e il tuo respiro è accelerato. I tocchi di lingua diventano più ingordi e più audaci fino a quando, avida di te e di nettare, ti bacio e ti lecco il sesso. Le tue mani da inermi, iniziano a frugarmi sotto la maglietta leggera, un po' lunga, poi sotto gli slip. Il tuo sesso punta il soffitto, lucido Mi eccito e mi riempio la bocca di te, ti tocco, ti accarezzo, ti lecco come impazzita. Tu mi fermi e mettendoti a sedere sul letto, mi baci sulla bocca a lungo, appassionatamente. Poi mi spogli in fretta e vieni sopra di me, incapace di trattenerti oltre, mi penetri. Ma non mi basta e non basta neanche a te. Dopo pochi istanti rallenti il ritmo, dandomi colpi più decisi e sempre più lenti. Io mi sciolgo come il miele lasciato sul comodino, i nostri umori si mescolano, i sensi si annebbiano, si perde la cognizione del tempo e dello spazio. Vorrei urlare, vorrei stringerti, abbracciarti, baciarti fino a consumarti, non sono più su questa terra. Il mio cuore pulsa sempre più rapido e io mi perdo nell'istante infinito. Ma non ancora ti prego, non ora... voglio prolungare questo piacere terribile fino allo spasimo. Così mi stacco da te e ti chiedo di sdraiarti di nuovo, ti sono sopra, ma ti volto la schiena. Le mie mani frugano e strusciano le tue intimità, ti accarezzano le cosce sode e muscolose Il tuo corpo è teso, tutti sensi sono attivi e pronti, la pelle è umida, di un sudore sottile. Starei così, a lungo. Le tue mani sui fianchi mi accarezzano la schiena, già giù fino al solco che divide e oltre. Sento le tue dita inoltrarsi fin dentro il mio corpo, là dove l'intimità è assoluta e dove solo a te è consentito arrivare. Il desiderio è irrefrenabile, la voglia di te infinita. Afferro il tuo pene, lo cospargo ancora di miele per renderlo scivoloso e lo guido con movimenti sinuosi delle anche mentre si inoltra nell'oscurità un po' perversa del buco nero. Mi sfuggono gemiti di dolore misto a piacere. So solo che vorrei morire, ma non vorrei che tu smettessi mai. Tu ti muovi adagio un po' cauto e io sento il calore che emana il tuo corpo, il tuo respiro, le tue parole di godimento. Ora sono seduta completamente sopra di te. D'improvviso ti alzi, mi fai mettere carponi e tu lo stesso, dietro di me. Così mi prendi davanti e poi dietro e poi di nuovo, con le mani, con il sesso... Allora mi stendo sul letto e tu mi sei sopra a baciarmi sulla bocca, a succhiare i miei seni, a leccarmi la pancia ancora, ancora e ancora. Vieni dentro di me, io ti stringo e ti soffio nelle orecchie che ti voglio adesso; tu dici qualcosa, io non capisco bene e sorrido, mentre la mia risata soffocata si trasforma nei nostri mugolii di quel piacere tanto atteso e tanto a lungo rinviato, scuotendoci entrambi con sussulti. Ricadi su di me, sfinito e svuotato, mi baci sul collo, dici cose incomprensibili con il respiro corto di chi ha fatto una lunga corsa e ti abbandoni al sonno. Io ti accarezzo e chiudo gli occhi...
|
|
|
|