I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Lei e Lui
Biblioteca
Titolo: Lei e Lui
Autore: Denise
Contatto:
Racconto n° 3385
Altri racconti dello stesso Autore:
Lei
Questa palestra mi annoia. Ci vengo solamente perché ne ho bisogno; no, non è vero, è solo vanità. Eh sì, guardandomi negli specchi che ci circondano vedo il mio corpo ben fatto con le sue curve morbide. Non ho problemi di peso, mangio tanto e non me ne frega niente delle diete. Le mie gambe sono sode e tornite anche senza l'ausilio di quelle lunghe ed estenuanti salite e discese dallo stepper a suon di musica pop ad alto volume. Tutto sommato va bene cosi, ci vengo perché la palestra è nuova, appena aperta, ancora pochi clienti e quindi pochi corsi e per questo il prezzo è più che competitivo, il che non guasta mai, e quando non ne posso più davvero, la lascerò.
Lucia, l'istruttrice, è simpatica, ma le ragazze che frequentano la sua lezione di aerobica insieme a me sono insopportabili. Oche che non ce la fanno a star zitte nemmeno quando manca il fiato per lo sforzo e continuano a starnazzare come galline nel pollaio con voci stridenti e risatine irritanti.

Lui
Bene bene, eccole qui. Guarda come si affannano e non riescono a tenere il passo. Quanto sono patetiche con le loro tutine attillate. Fichette appetitose, non c'è che dire. La biondina è venuta truccatissima, peccato che si stia sciogliendo tutto. Anche quell'altra, la mora con la coda di cavallo, sta sbavando. Basta allungare la mano per sentire il tremore della loro emozione. Quell'odore misto di profumo e sudore di donna mi eccita da morire. Mmmm... non si sposta anche se ha sentito il mio pacco duro dietro la sua schiena e mi guarda con fare complice. Troppo magra, ma ha due tette favolose. Non mi dirà di no, non aspetta altro.

Lei
Di nuovo qui, immancabile, il fratello borioso di Lucia che con tracotanza entra e ci guarda con il suo solito sorrisetto beffardo mentre ci affatichiamo su quel maledetto gradino perdendo spesso e volentieri il ritmo, inciampando e annaspando a tutta forza. Evidentemente la sua vita è tutta qui, a sollevare pesi dalla mattina alla sera per scolpire ogni muscolo del suo fisico perfetto. É un Adone, devo ammetterlo, statuario ma allo stesso tempo flessuoso e agile. È consapevole del suo fascino di macho mediterraneo, ma purtroppo è meno consapevole del suo effetto di burino e terrone poco istruito. Che non si permetta di avvicinarsi a me facendo finta di farmi vedere come vanno fatti i movimenti. Cosa crede, che non si capisce che è una scusa gratuita per poter toccare? Ti vedo come aspiri, vedo le tue narici allargarsi per godersi l'odore acre e intenso che emanano le ragazze. Guarda come si lasciano palpare queste cretine.

Lui
Si, ti vedo lì in fondo, sguardo basso e labbra serrate. Lo so, lo so che fai l'altezzosa: vuoi per forza fare la figura della donna distinta che se la fa solo con gli intellettuali della tua fottutissima facoltà. Fai finta di non notarmi solo perché non spreco le mie giornate su quegli inutili libri. Sei l'unica che non saluta quando entro, ma so che mi noti, forse sei proprio la prima ad accorgersi della mia presenza e mi osservi... Eppure ti trovo irresistibile proprio per questo. Ti metti questa tuta informe, ma si vede che le tue fattezze sono armoniche. Mi attizza l'idea di vederti nel momento dell'estasi, quando rapita ti lasci andare all'ebbrezza del godimento puro. Sicuramente perdi quella piega profonda giusto in mezzo alla fronte. Ma quanto sei scontrosa, volevo solo dirti come fare il movimento dello stretching, stronza.

Lei
Ci ha provato, ma con me non attacca. Credevo di esser stata chiara. Provaci solo un'altra volta e ti mando a quel paese senza mezzi termini, solo per il piacere di vedere sparire dalla tua faccia quell'espressione di presunzione e sufficienza. Mai beccato un palo? Bene, c'è sempre la prima volta.


Lui
Credo che possa bastare cosi. Per te ho in serbo una bella lezione, mia cara. Mi sottovaluti ed è proprio per questo che te la meriti. Ti voglio vedere implorarmi. Farò sparire quello sguardo altero che hai. Abbasserai la cresta.

..............

Lei
Come mai stasera non ci sono ancora le ragazze? Forse mia madre ha capito male quando ha preso la telefonata. Evidentemente non è a quest'ora o forse era per domani. Ma che rottura, non è mai attendibile, sempre distratta e svagata... uff. che buio, mai visto la palestra così vuota, anche nel parcheggio non c'è ancora nessuno, neanche la macchina di Lucia. Ma come mai poi hanno spostato la lezione, mi ci trovavo bene con quell'orario. No, non mi cambio ancora, anzi, forse è il caso di andarmene. Meglio cosi, sono già vestita per la serata, non tornerò a casa ma farò due passi in centro. Stasera follie, sono settimane che non si batte un chiodo e io ho una voglia matta. Se Giulio si fa vivo stasera... lo farò impazzire. Ma che diamine però, 'sti ragazzi, quando si decidono a fare anche solo una specie di avance. Ah, ecco, finalmente arrivano.

Lui
Ci è cascata. Avrei detto che fosse un po' più sveglia, invece ha abboccato facilmente. Ora mi riempierà di improperi, ma si calmerà... e come se si calmerà. Se mi potesse fulminare con quello sguardo infuriato, i suoi occhi fanno scintille. Mi ricorda una pantera pronta a scattare con rabbiosa veemenza. Quelle sue movenze feline mi stanno facendo arrapare; domarla, sentirla sottomessa, questo è quello che le farò, e le piacerà. Cazzo, come è provocante con questo vestitino aderente che mette finalmente in risalto le sue forme sensuali. La scollatura è generosa, e il suo respiro concitato spinge quasi fuori i seni tondi e turgidi.

Lei
Non ci credo. Non può essere. Come è possibile che non ci abbia pensato. Non avrei mai detto che si sarebbe spinto a tanto. Come me ne esco da questa situazione imbarazzante. Che ingenua. Non si permetterà mica di toccarmi, so difendermi. Anche se mi è superiore in termini di forza e prestanza, ma basta un colpo ben assestato dove dico io e vedi che non solo gli passeranno le voglie depravate, ma si sposterà davanti a quella porta che ora sta coprendo con quel suo fisico impressionante. Certo che la sua imponenza fisica e la sua vigoria sono notevoli. Ma non così, sono io a decidere le regole del gioco. Avanza con la sicurezza di chi sta per impadronirsi di ciò che vuole. Sono la sua preda...

Lui
Basta ora! Quanto mi eccita il suo tentativo di volersi divincolare. Involontariamente si è tirato su il vestitino. Culo bianco e sodo, alto e fiero, come la proprietaria. Invitante... ma non ancora, non ancora. Il cazzo mi sta scoppiando nei pantaloni. Devo tenerlo a bada ancora un po', anche se la tentazione di prenderla qui subito mi manda in delirio, mi rapisce i sensi. Passa spesso la punta della lingua da un estremo all'altro delle sue labbra carnose, sembra un invito, non so quanto consapevole. Faccio fatica a rimanere lucido.

Lei
I suoi occhi mi stanno divorando, la sua espressione si è fatta dura, anche il sorriso beffardo è scomparso. Vedo fame incontrollata, voglia incontenibile di possesso, lui non si fermerà. Ma... come mai non ho paura? Anzi, mi sento come in trepida attesa. Mi invade un senso di curiosità mista ad eccitazione, fatta di aspettive torbide: c'è il desiderio ora irrefrenabile di poter toccare quel corpo scolpito, di assaporare i suoi odori, sfiorarlo con le mie dita, sentire il fremito della sua pelle dorata. Adesso si toglie la maglietta con ostentazione, gesto inutile perché non è di impedimento, ma di grande effetto. Vedo muscoli scolpiti sul torace glabro e un tatuaggio forse un po' troppo vistoso sul braccio sinistro... procede con la sicurezza di chi sta per prendere quel che vuole; è un uomo deciso, determinato, senza esitazioni, e a me piacciono gli uomini senza misure... sì, vieni a prendermi.

Lui
Sbaglio o noto minor resistenza? Sì, sta cedendo, il suo sguardo è ancora fiero ma c'è un qualcosa di famelico...

Lei
Le sue mani sono grandi, non chiedono, pretendono determinate. Mi stringono le braccia e non mi lasciano più muovere. Allentano la presa per scrutare il mio corpo. Le sento calde su di me, si intrufolano sotto il vestito, mi denudano senza chiedere permesso. Violano i miei segreti, indiscrete mi scivolano sulla pelle, facendomi rabbrividire. Sono cera morbida da plasmare. La sua presa risoluta e sicura mi fa perdere il controllo. Il suo respiro è su di me, il suo odore sa di buono, di maschio, un misto di tabacco e menta. Non voglio, è solo colpa della mia astinenza, accidenti! Sono ancora in tempo a resistergli, sì, credo di essere ancora in tempo... la mutandina, la sta toccando, la sta spostando... sono bagnata, bagnatissima. Ma lui non sembra sorpreso, lo sapeva già. Bastardo!

Lui
E' depilata, completamente depilata e fradicia, il mio dito scivola dentro di lei e sembra quasi perdersi nella sua tana calda. Non ne basta, un altro... un altro ancora... toccano le pareti ondulate, tumide, calde. Le mie dita la stanno scopando e lei oramai ha perso ogni velleità di opposizione. Ecco, tirandole fuori gocciolano come miele preso dal barattolo pieno. Gliele infilo in bocca e lei... apre le labbra con straordinaria sensualità e succhia, succhia voracemente.

Lei
Le sue dita sono ruvide, il contatto sulle mie labbra ormai stragonfie mi fa schizzare, il clitoride si è fatto duro come una nocciolina. La sua mano mi possiede, mi sbatte e io mi sento un fiume in piena. Quante mani ha? Le sento dappertutto. Mi fa quasi male stringendomi senza riguardo i capezzoli con i polpastrelli e, mentre mi tortura mi guarda fisso, senza parlare, immerso nel suo egostico piacere ma aspettando una mia reazione. Neanch'io ho voglia di parlare, ho solo voglia di sentire, di captare e di gustare ogni attimo.

Lui
I suoi capezzoli sono come chiodi: duri, rugosi e frementi allo stesso tempo. I suoi movimenti sono di un'incredibile lussuria lasciva, la sua pelle emana un odore di voluttà libidinosa. Faccio fatica a tenermi a freno ancora, il mio cazzo pulsa pericolosamente, è impaziente. Lo libero e lei lo prende senza esitazioni, lo stringe abilmente nella sua piccola mano.

Lei
Lo sento pulsare smanioso, le sue vene gonfie fare solchi nel palmo della mia mano. Lascio scorrrere l'asta durissima coprendo e scoprendo la punta gocciolante. Ho desiderio di sentire il suo sapore.

Lui
Sa fermarsi al momento giusto. Si accorge quando i miei sussulti stanno quasi per preannunciare l'imminente orgasmo. Nota quando le palle si contraggono per la voglia di svuotarsi. Si ferma e mi guarda dal basso in alto per scrutare la mia espressione.

Lei
Il suo volto in estasi è inebriante. Il suo membro enorme mi soffoca, mi riempie e mi toglie il respiro. Infilo la punta della lingua nella sua fessura umida e lascio strofinare la cappella irrorata contro il palato. Non riesce più a contentersi, lo sento.

Lui
Ho voglia di penetrarla, di scoparla, di sbatterla, sentirla urlare; girati, alza il culo e fammi scivolare dentro la fica grondante.

Lei
Devo appoggiarmi con le mani alla parete, non resiste più... e nemmeno io. La sua penetrazione è veemente, impetuosa, violenta, colpi duri che mi sfondano, la sensazione di essere sconquassata mi fa accellerare i battiti, il sangue nelle vene scorre bollente, mi fa perdere i sensi; la sua prorompente ingordigia mi travolge. Il suo membro largo mi riempie totalmente e ogni piccolo anfratto è occupato da lui; mi sento talmente colma che non riesco a stringere i muscoli. Lo sento pulsare, pulsa come il suo cuore, accellerato come anche il suo respiro, affannoso, ansimante. La sua voce rauca è rotta dall'eccitazione e non capisco, ma nemmeno ascolto. Sento giungere l'apice del piacere in maniera quasi rabbiosa, dentro di me si è fermato tutto per un attimo e succede come la quiete prima della tempesta: silenzio, insensibilità e poi la tempesta irruenta e vorticosa. Le gambe non mi reggono.

Lui
Ora sì che la sento. Geme, geme sempre più forte, sta scoppiando.... sto scoppiando. Non resisto oltre, sto traboccando.

Lei
Il suo sperma sulla schiena ha raggiunto i miei capelli. Ho sentito lo schizzo caldo e abbondante su di me. Non l'ho visto, ho solo sentito l'urlo liberatorio alle mie spalle, poco dopo averlo stretto come in una morsa con gli spasmi del mio orgasmo irruento. Mi stringe i fianchi mentre pulsa ancora su di me.
E ora? Lui si pulisce e si riveste. Riprende il suo sorrisetto beffardo e fa una serie di osservazioni sul mio conto che vorrebbero essere complimenti ma in realtà sono solo volgari e grossolani che stronco con un semplice: Vattene!
Lui va via. Spegne la luce per dispetto. Non mi resta che il buio, fuori e dentro.