|
|
|
La befana
|
|
|
Titolo:
La befana |
Autore:
Fantasypervoi e Rosablu |
Contatto:
|
Racconto
n° 3390 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Notte magica. Ho preso la mia scopa e sono volata da lui. Dopo le vacanze natalizie in cui lui aveva sempre fatto sesso pensandola, ora finalmente era di nuovo a casa ed era già stato da lei, la sua donna, tutto il pomeriggio. Alla fine l' ho trovato: stanco, "esaurito", ma annoiato. Io, sotto i vestiti laceri, ho indossato un intimo molto sexy e provocante, ma assolutamente non volgare che rende il mio corpo attraente e sottolinea le forme dei miei seni e del mio culo in modo notevole: ho ancora un bel seno e un bel culo, vergine per ora, ma non so fino a quando perché stanotte gliel’offrirò nella calza della Befana. Ho portato una pozione magica per sua moglie: dormirà pesantemente fino a domattina e non ricorderà nulla. Lui, invece, ricorderà tutto: -deve-... ricordare tutto. Lo sveglio e lo porto di là, sul divano nero, poi, mentre mi trattiene per le braccia e il suo corpo sfiora il mio, sento un desidero già forte; allora anche il mio, già pronto ad esplodere, prende il sopravvento. Comincio a baciarlo, a toccarlo dappertutto dicendogli che gli ho portato quello che voleva, che non vedo l’ora di darglielo, perché è suo, tutto ed esclusivamente suo: ancora vergine, ma per poco. Allora, mi tira su la gonna, tocca gli slip quasi inesistenti: sono fradici. Mi urla: "Dimmi che mi vuoi, dimmi che mi vuoi" Gli sussurro: "Sei tu che devi dirmi che mi vuoi, che vuoi me; io...non ho bisogno di dirtelo" Mi ferma così, si avvicina, la vista e il tocco dei miei glutei lo rinvigoriscono ancor più, se fosse possibile; sento il suo desiderio crescere violentemente ed io, solitamente meno audace e più desiderosa di coccole prima di questo, ora lo voglio assolutamente così. Comincia ad esplorarlo con le dita, per farsi strada, io sono molto bagnata e lo desidero ardentemente. Le sue mani sui fianchi mi tengono ferma, comincia a lambirlo con la lingua, lubrifica il suo pene con i miei umori, si aiuta con un po' di vaselina: " Lo faccio per te, per farti sentire meno male, ma non preoccuparti, saprò essere tenero e dolce come sempre" Così dicendo, comincia a spingere verso il mio piccolo fiore; io sento un po' di male, inizio a gemere dal dolore, lui si ferma, mette le mani sui miei seni, mi chiude la bocca con un bacio violento, ma caldo e dolce, e continua ad entrare, piano piano; una mano scende verso il basso e comincia ad accarezzarmi, non posso urlare ma mugolo nella sua bocca, sempre di più; il dolore lascia lo spazio ad un piacere dapprima indefinito, poi sempre più intenso: sono completamente piena di lui, dappertutto, come ho sempre desiderato. I suoi movimento mi portano allo spasimo, vorrei continuare all’infinito, ma voglio venire per poter ricominciare. Nonostante i sussulti, cerco di dirgli che voglio guardarlo in viso perché capisca quanto mi costa ciò che sto facendo, ma voglio vedere il godimento nei suoi occhi e voglio che lui veda il dolore e la passione nei miei. Intuisce, mi gira la testa, ci guardiamo e…scoppia dentro di me; mentre le sue mani mi stringono in mille modi, la sua voce ansimante mi chiede se mi piace ed io, tra un gemito e l'altro, dico di sì: voglio che continui. Sentendomi bastarda dentro, gli chiedo se il mio culo sia come si aspettava, se lo soddisfa più di quello dell'altra; gli chiedo scusa per la mia inesperienza, ma continuo: " Così devi godere di più, perché è molto stretto, lo sento, sento che ti stringo molto e credo che questo ti debba per forza far morire". Il suo cazzo spinge sempre più dentro di me, io mi sto abituando, le mie parole hanno contribuito a farlo godere, ho capito che vuole uscire, ma io, spingendo il mio bacino verso di lui e portando indietro le braccia, lo trattengo e con gli occhi e quella poca voce che ancora mi resta, gemo: "Vieni, vienimi dentro, riempimi perché solo così posso sentirmi per una volta ancora la tua donna" Lui, in questo momento il mio uomo, mi stringe ed esplode; sento il suo sperma caldo fin nelle viscere e il mio sedere bruciare: m’illudo che sia per passione: è dolore... Nonostante tutto, godo in un modo incredibile, come non mai; non credevo potesse essere così intenso e comunque molto piacevole e, quando lui esce e mi rigira sul divano per baciarmi, gli dico: “ Grazie". Un ultimo sguardo poi, mentre il giorno entra dalla finestra, io sparisco dal camino.
|
|
|
|