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Il folle sogno di un momento
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Titolo:
Il folle sogno di un momento |
Autore:
Bluorange |
Contatto:
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Racconto
n° 341 |
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Lisa stava correndo, i suoi capelli biondi erano raccolti sulla nuca, le sue lunghe gambe abbronzate percorrevano con velocità e decisione il terreno, sul viso l'aria fresca del mattino e la carezza del sole pallido appena sorto. Il suo sguardo era fisso davanti a se e la sua mente immersa nel ricordo. Il ricordo di quell'incontro, nato per caso, quasi per gioco. Quel weekend era inconsapevole di quello che poi le sarebbe accaduto, dopotutto che c'era di così pericoloso; una serata nata al telefono, un appuntamento al buio, un'amica, tre simpatici ragazzi, una cena, del buon vino, la discoteca, le risa ed il rhum... niente di strano, tutto sembrava così divertente e leggero, senza difficoltà. Il giorno dopo incontrò nuovamente i tre amici e trascorsero insieme un bellissimo pomeriggio, la sensazione fu piacevole, sembrava che tutti fossero compagni d'avventure da sempre. Lisa sì sentì una di loro, un loro amico e questo fu per lei il più bel complimento che le avessero mai fatto. Quel weekend finì, tutto tornò alla normalità ed alla vita di sempre; il lavoro intenso, il suo piccolo, il suo compagno, la casa e gli amici. Fino a quel momento era soddisfatta della sua caotica ed impegnativa vita, tutto procedeva come da copione ed è per questo che mai si sarebbe aspettata quello che avrebbe vissuto. Adesso la sua mente correva più delle sue gambe, i pensieri le affollavano la mente, deliziosi, intriganti, folli e terribilmente eccitanti; ancora non sa come sia accaduto, ma il suo corpo è stato rapito da Marco... uno dei suoi compagni di merende, l'avvocato dalla doppia vita, integerrimo sul lavoro e meravigliosamente matto. Non sa ancora quale sia stata la strana alchimia che li ha uniti nel loro gioco, ma non le importava; sentiva l'adrenalina scorrerle fra le vene e questo la portava al di sopra di ogni razionalità. Il pensiero del loro ultimo incontro stava riaffiorando prepotentemente ed un brivido le percorse tutto il corpo. quel sabato pomeriggio era eccitata, emozionata e molto nervosa, stava per incontrarlo e trascorrere con lui un'intera notte. Aveva già fatto l'amore con lui, i loro messaggi avevano fatto da padroni; avevano goduto insieme delle loro parole e delle loro frasi... mai nella vita si sarebbe immaginata di essere capace di scrivere le proprie emozioni, i propri desideri e le proprie fantasie, ma lo aveva fatto e ne era felice; si sentiva come una bambina il giorno di Natale. Marco arrivò, nella mente era ancora impresso il loro incontro, l'uscita dell'autostrada, lui mentre scendeva dall'auto, i fiori, il bagaglio e la partenza verso "l'inferno". L'eccitazione. La strana sensazione di conoscerlo da sempre, si presentò nuovamente durante il loro viaggio e questo la tranquillizzò, si lasciò andare... era curiosa. L'albergo era all'altezza del loro incontro, salirono in camera; Lisa stava ricordando quel momento con delizioso imbarazzo, non lo aveva mai fatto prima, una vera fuga dal mondo. Entrò nel bellissimo bagno ed iniziò a prepararsi con cura, lasciò i capelli sciolti sulle spalle, indossò un piccolo top indiano allacciato sulla schiena, un pantalone largo verde militare e le scarpe con il tacco a spillo, era pronta e incredibilmente nervosa, la testa fu sommersa da un'infinità di domande... stava bene? Era bella? A Marco sarebbe piaciuta? Non resisteva più doveva uscire da quella stanza. Marco la stava aspettando nel salottino, Lisa entrò, lui le chiese di avvicinarsi e di voltarsi, poi le baciò la schiena... l'adrenalina scorreva impazzita, scesero per la cena.. Il circuito del parco era finito, Lisa si era fermata, il suo respiro era affannoso, la sua pelle coperta dalle goccioline di sudore ed il sole oramai era alto e caldo; si distese sul prato ed iniziò a fissare il cielo ancora rapita dal ricordo... sorrise... durante la cena vennero colpiti da una strana forma di esibizionismo, crebbe in loro il desiderio di scandalizzare i presenti, fu bellissimo. Ma avvertì un fremito, ripensando ai loro occhi, rivedeva i loro sguardi, erano curiosi e desiderosi di scoprire cosa li aspettava. Sorseggiarono del rhum e salirono in camera... i loro corpi non resistevano più, si cercavano, la voglia di lasciarsi andare era divenuta incontrollabile... la porta si aprì ed entrarono. Iniziarono a baciarsi, le loro bocche si unirono con voluttà e le loro mani fremevano dal desiderio, Marco voleva il suo miele, lo aveva scritto molte volte, desiderava sentire il suo profumo ed assaporarlo; la spogliò, la distese sul pavimento e con la sua lingua percorse ogni centimetro del suo corpo, si soffermò sui seni, proseguì sull'addome, scoprì il suo ombelico e finalmente raggiunse quel piccolo angolo di paradiso da lui tanto sognato. Lisa divaricò leggermente le gambe, sentì il calore della sua bocca, il bacino seguì ogni piccolo movimento, il respiro si fece sempre più intenso e la schiena si inarcò; ormai era prigioniera di quell'attimo e ne era spaventata, in quel momento capì che le sue inibizioni e la sua razionalità non esistevano più.. divenne schiava di quell'oblio. Lisa si risvegliò da quel folle sogno di un momento, aprì i suoi occhi color ambra e restò immobile; volle, con il suo ricordo, rendere eterna quella notte e quel loro gioco amoroso così tanto inebriante e clandestino.
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