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Luna piena
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Titolo:
Luna piena |
Autore:
G |
Contatto:
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Racconto
n° 3416 |
Altri
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“Non sono innamorata di te”, gli dico, facendo scorrere un dito lungo il suo braccio, bianco come il lenzuolo da cui siamo avvolti, illuminato dal chiarore della luna piena che splende fuori dalla finestra. Annuso il suo buon odore e mi stringo ancora più forte a lui.
“Che sciocca”, mi risponde, accarezzandomi i capelli e tempestandomi la fronte di piccoli baci.
È una tiepida sera di fine estate e nessuno di noi due ha voglia di dormire. C’è silenzio, solo raramente si sentono i passi di qualcuno che percorre la strada lastricata qualche metro sotto. Parliamo del più e del meno, di libri, di politica. Stare con lui è fin troppo facile, fare l’amore con lui mi viene fin troppo naturale. Non lo amo, ma sono irresistibilmente attratta da lui.
La mia mano scivola lungo la sua schiena, seguendo le pieghe del suo corpo, su e giù per la colonna vertebrale, piano, per poi fermarsi sul suo bel sedere. So che questo lo farà eccitare e decido di giocare sporco, respirando leggermente nel suo orecchio. Ho ancora voglia di lui. Mi premo contro il suo corpo baciandogli il collo, leccandolo un pochino, mordicchiandolo. Le sue labbra cercano le mie, e lascio che la sua lunga lingua mi penetri la bocca, stringendomi sempre più a lui e alla sua erezione.
Sono terribilmente eccitata. Mi giro un pochino, tornando supina, in modo che lui possa spostarsi sopra di me. Inizia a toccare il mio seno ingombrante, facendo girare un po’ i capezzoli tra le dita, prendendone uno in bocca e iniziando a morderlo. Inizio ad ansimare e gli metto le mani tra i capelli, quei capelli castani così lucidi e soffici. Gli spingo la testa verso il basso, allargando un po’ le gambe. Lui non se lo fa ripetere due volte e inizia a scendere, sfiorandomi la pancia con il naso, facendomi desiderare la sensazione della sua lingua sul mio bottone segreto. Mi bacia lentamente laggiù, ormai sono completamente bagnata. Si lecca due dita e me le infila dentro, muovendole in modo esperto, mentre continua a spingere la sua lingua contro il mio clitoride, succhiandomi, leccandomi, facendomi socchiudere gli occhi per il piacere, mentre continuo a stringere i suoi capelli intrecciati tra le mie dita.
Lo chiamo per nome, lo attiro a me, alzandomi e appoggiandomi su un gomito. Lui obbedisce al mio richiamo, sa che tra poco sarà lui a comandare. Ho fretta di farlo sdraiare, lo spingo giù sul letto afferrandogli una spalla con forza e mi metto a cavalcioni sopra di lui. Vedo il desiderio nei suoi occhi verdi, e prima che possa dire qualunque cosa faccio sprofondare il suo grosso cazzo dentro di me.
È una sensazione che mi stordisce ogni volta, perché il suo cazzo è assolutamente perfetto. Mi muovo un po’ avanti e indietro, su e giù, facendolo affondare sempre più in fondo, godendo dell’espressione di piacere sul suo volto. Mi afferra i fianchi, infilandomi la punta delle dita nella carne. Mi rialzo di scatto e mi accovaccio vicino a lui per prenderglielo finalmente in bocca. È duro, gonfio, grosso. È intriso del mio succo, sa di me. Lo avvolgo con le mie labbra e me lo infilo tutto quanto in gola, in tutta la sua lunghezza. Lo lecco lentamente, dalla base alla punta e ritorno, facendogli scorrere il piercing che ho sulla lingua su e giù, spingendo un po’ più forte nei punti giusti, sentendolo inarcare la schiena sotto di me, alzando gli occhi per vedere che mi guarda, e questo lo eccita. So che potrei farlo godere in questo modo, posso già sentire il suo seme che mi riempie la bocca in piccoli fiotti caldi, già mi immagino di berlo e poi di leccarlo ancora un po’. Ma oggi ho voglia di essere scopata e quindi mi fermo per tempo. Lui è completamente annebbiato dal desiderio.
Mi afferra bruscamente per una spalla facendomi un po’ male, mi gira. Sono in ginocchio sul letto, mi spinge la faccia contro il muro e mi penetra da dietro. Appoggio una mano sulla parete fredda per sostenermi, mi ci schiaccia contro con forza, sento il freddo sui seni, sulla pancia, sulla guancia. Mi scopa con violenza, continuando a stringermi la spalla destra con una mano, conficcandomi le dita nella scapola. Mi sculaccia, forte. Sono completamente in balia delle sensazioni, con la mano libera mi tocco. Mi scappa un piccolo grido soffocato, e allora lui mi tappa la bocca, impedendomi di gemere, e basta questo per farmi esplodere in un fortissimo orgasmo. Sono tutta sua, e lui lo sa. Non direi di no a nulla, e anche questo lui lo sa.
A quel punto, sfila il suo grosso cazzo dalla mia figa pulsante e dolorante e mi fa girare verso di lui. Mi afferra i capelli, me li tira e mi spinge la testa giù verso il suo cazzo durissimo. Io obbedisco e, con le percezioni ancora ovattate, lo prendo in bocca, massaggiandolo, leccandolo, succhiandolo, proprio nei modi che piacciono a lui. Lui geme, mi chiama per nome. Ha gli occhi socchiusi, il suo corpo trema. Allontano le mie labbra e continuo a toccarlo con le mani, poi prendo la sua mano e voglio che sia lui a toccarsi adesso. Lo guardo, apro la bocca e mostrandogli la lingua, voglio che mi venga in bocca, in faccia, e so che questo lo farà eccitare ancora di più. Basta un attimo e sento il suo sperma caldo che mi sporca la faccia, mi piace essere sottomessa in questo modo. Lo lecco, poi ci sdraiamo e lo stringo forte a me.
Ci addormentiamo così, con la luna piena che fa brillare gli umori umidi ancora appiccicati alla nostra pelle in questa notte di fine estate.
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