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Al cinema
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Titolo:
Al cinema |
Autore:
Leoncina |
Contatto:
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Racconto
n° 342 |
Altri
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Andammo al cinema a vedere un film che sembrava essere divertente. Mi preparai in fretta a casa sua, aspettando che tornasse dal lavoro: minigonna, maglioncino scollato, autoreggenti, stivali. Guardai le mie mutandine nere, accoppiate al reggiseno stavano davvero bene, ma io volevo farlo impazzire. Le riposi nel cassetto. Nel cinema c'era davvero pochissima gente. Scelsi un posto appartato, mi lasciai abbracciare e aspettai che si spegnessero le luci. Quando il buio coprì la sala, misi una mano sulla sua, guidandola tra le mie gambe, fino a fargli toccare il mio sesso, già bagnato per l'eccitazione suscitata da quella situazione così particolare. I suoi occhi verdi come il mare si illuminarono quando la sua mano toccò i peli del mio pube, capendo che mancava qualcosa al tatto. "Sei matta amore", mi sussurrò all'orecchio. Slacciò i bottoncini del maglioncino e prese a leccarmi i capezzoli già turgidi per l'eccitazione. La sua mano si fece più audace, scendendo ancora tra le mie gambe. Sentii le sue dita accarezzarmi la pelle morbida e vellutata dell'interno coscia, più rapidamente percorse il contorno della mia gamba, fino ad arrivare al mio sesso. Chiudendomi la bocca con un bacio spinse le dita fino in fondo una, due, tre volte. I miei gemiti si confusero con i suoni della battaglia in atto nel film. Mi baciò ancora, spingendo più in fondo le dita e toccandomi il clitoride insistentemente. Si guardò attorno con circospezione. Credo che pensasse alla posizione da assumere per fare ciò che aveva in mente. Mi allargò le gambe inginocchiandosi davanti a me. Pose le dita alle mie labbra facendomi segno di tacere, poi la sua testa prese il posto delle sue dita, che piano scivolarono dietro dentro di me. Strinsi i suoi capelli spingendo il pube contro la sua bocca. Con movimenti circolari e precisi della lingua, colpì il mio clitoride, mi sentì gocciolare sul palmo della sua mano, le dita dentro di me. Mi aprì le labbra con le dita, spalancò le piccole labbra e riprese il suo gioco strategico nei punti più sensibili del mio sesso. Quando sentì che il mio corpo iniziava a contrarsi per l'imminente orgasmo, smise. "Non adesso, aspetta", mi disse dolcemente poco prima di baciarmi. Le sue dita scivolarono nella mia bocca facendomi assaporare il gusto lievemente acido della mia eccitazione. Presi a baciarlo con sempre maggior voglia. Quando mi fui calmata, lui ritorno all'attacco. Aprì di nuovo le labbra con le dita e prese a masturbarmi con la lingua spingendo le dita dentro di me. Raggiunse il sedere. Il suo pollice si infilò facilmente dentro. Mi aggrappai alla poltroncina per non gridare. Il piacere immenso mi invadeva i sensi, la sua lingua era come linfa vitale per me. Beveva da me, succhiava più forte, poi smetteva e riprendeva a girare attorno al clitoride spingendo le dita più in fondo. Di nuovo la voglia di quell'orgasmo mi sconvolse. Se ne accorse e accelerò il ritmo questa volta. Tolse le dita proprio mentre venivo. Gli occhi chiusi e la bocca semi-aperta in un silenzioso grido che voleva farsi strada, ma che non poteva espandersi nella sala. Durò qualche secondo il tutto, ma mi sembrò una piccola eternità. Mi asciugò con un fazzolettino, si sedette accanto a me e mi prese la mano guidandola verso il suo membro duro ed eccitato. "Non crederai mica di lasciarmi così", mi disse abbozzando un sorrisetto malizioso. Prendendo spunto dalla sua posizione, mi inginocchiai davanti a lui, tra le sue gambe aperte. Slacciai i jeans e accarezzai la pelle morbida del suo pene eretto e pulsante. Lo aprii con la mano gustandomi un suo gemito di piacere. Lo raggiunsi con la bocca, succhiandolo appena in punta e aiutandomi con la mano aprendolo e chiudendolo ritmicamente. Sarebbe durato poco quel gioco, già lo sapevo. In tanto tempo passato assieme, avevo imparato a capire quando sarebbe esploso in un orgasmo travolgente. Con la lingua disegnai arabeschi dai testicoli fino alla punta del suo sesso, soffermandomi sul glande e mordicchiandolo delicatamente. Succhiai nel punto che più lo eccitava, finchè non sentii i muscoli delle sue gambe irrigidirsi. Era vicino all'orgasmo. Aprii di più la bocca, lasciando che il suo sesso entrasse ed uscisse da me in una danza ritmica e veloce. Un secondo, forse due, i suoi gemiti si fecero sommessi, le mani costrinsero la mia testa a prenderlo fino in fondo alla bocca, il suo respiro affannato si ruppe mentre il suo seme esplodeva nella mia bocca. Lo raccolsi tutto, poi lo asciugai a mia volta e mi risedetti accanto a lui. Mi abbracciò coccolandomi una guancia con le sue labbra morbide e carnose. "Ti amo", disse dolcemente. "Ti amo anch'io", risposi baciandolo piano. Il film giunse al termine. Due ore di sesso sfrenato, in un contesto impossibile ed impraticabile. L'eccitazione crebbe di nuovo al solo pensiero.
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