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Quando lei...
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Titolo:
Quando lei... |
Autore:
Novecentogenova |
Contatto:
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Racconto
n° 3440 |
Altri
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Quando lei, seduta al tuo fianco, ti parla con le mani e gli occhi di cose che non si possono raccontare, perché non siete soli in questo bar all’interno del villaggio “Royal Nubian Island” di Sharm El Sheikh. Perché ti conosce da un paio d’ore e il corpo e lo sguardo raccontano e svelano più di mille parole. Quando lei, nel divanetto di velluto rosso, appoggia la testa sul tuo petto, ascoltandoti mentre le parli del tuo passato, dei tuoi sogni e delle tue paure. Rientri in camera col tuo amico, che scherza con te come solo due uomini che sanno di non essere ascoltati possono fare; ma sai che i tuoi pensieri non si fermano lì, alla conquista e al sesso, non te n’è mai fregato nulla e non ne sei capace. Il giorno dopo non te ne riesci a capacitare che senti già un po’ la sua mancanza, perché state facendo due escursioni diverse. E appena rientrato corri verso il suo villino, il 711, bussi e la vedi di fronte a te mentre sgranocchia un Tuc in pigiama. Ti abbraccia forte trasmettendoti serenità e gioia. Quando lei, la sera, ti assicura che stai bene con gli occhiali perché finora ti aveva visto solo con le lenti a contatto e mentre la stai accompagnando alla sua camera ti strappa un bacio appassionato perché le sono venuti i cinque minuti. Ti addormenti felice come non ti capitava da diverse settimane. Quando lei, emozionata come una ragazzina, entra assieme a te nella sauna e ti guarda. Labbra che si sfiorano, mani che s’intrecciano, sguardi che s’incrociano. Un bacio che non potrai dimenticare. Jacuzzi che prende il posto della sauna. I vostri corpi così vicini, cullati dall’acqua, bollenti di desiderio mal celato dai costumi. La tua erezione t’imbarazza, ma non puoi nasconderla. Le regali un massaggio eseguito da un professionista dello staff del beauty center. Sdraiato al suo fianco la osservi e cerchi di capire se prova imbarazzo al contatto di quelle mani sconosciute, per fortuna non invadenti. Quando lei, sdraiata sul letto del tuo villino, il 770, segue i contorni del tuo corpo, accarezza, graffia, stringe. Ti perdi nel suo sguardo, in quella bocca carnosa che aspetta solo un tuo bacio, che arriva, straripante di desiderio, cercando d’essere dolce, forte, uomo, bambino, amante e fidanzato. Le sfili il vestito bianco e nero, non la guardi, fai fatica ma non devi guardarla, sai che proverebbe imbarazzo e non vuoi cha accada. Ti sfila i jeans, gioca con la tua eccitazione, percepisce il calore e la tua voglia. Tu lo sai che non è solo sesso, per te non è mai stato solo sesso. Ora siete nudi, un corpo solo, un solo desiderio. Lo sguardo non è più lo stesso, impossibile controllarlo. Ti doni a lei come se fosse la prima e ultima volta. Non scendi dal letto, non ti accendi una sigaretta e non vai a prenderti qualcosa da bere, semplicemente la guardi, la baci ancora e la coccoli congelando questo vostro momento per l’eternità. La riaccompagni alla sua stanza e le fai dono della tua felpa, col tuo profumo e il tuo ricordo. Quando lei, dopo tutta la mattina e metà del pomeriggio passati per ricreare uno spazio tutto vostro, ti trascina sul letto dicendoti che ha voglia di fare l’amore. In un secondo sei nudo, in piedi di fronte a lei che sdraiata ti guarda, non solo negli occhi. Lanci il suo costume dietro di te, non c’è tempo per i preliminari, la passione vi ha stregati. Ora è sopra, ti stringe le spalle, ricerca il suo desiderio, lo trova ma non basta a nessuno dei due. “Ancora” le dici. “Ancora” ti risponde. Fino a quando, esausto, la stringi forte a te. Quando lei, abbracciandoti, ti sussurra: “Non dimenticarmi!”.
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