|
|
|
Lo sconosciuto
|
|
|
Titolo:
Lo sconosciuto |
Autore:
Fiammetta |
Contatto:
|
Racconto
n° 3449 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Era il giorno sbagliato per viaggiare. A causa di uno sciopero a livello europeo ero ferma a Madrid senza sapere a che ora esattamente avrei avuto la coincidenza per le Canarie. Inizialmente ho fatto il giro di tutti i negozi poi, carica di acquisti, mi sono fermata in una “tapaderia” davvero carina, ma non e’ stato il locale a farmi decidere di fermarmi, bensì un tipo dall’aspetto davvero intrigante che era seduto nel locale. Mi sono seduta al primo tavolino libero, dando le spalle allo sconosciuto e, dopo aver posato i vari pacchi, ho tirato fuori dal mio zainetto la trousse dei trucchi e lo specchietto. Volevo vedere in che stato ero combinata, se il trucco reggeva ancora bene dopo ore, ma immancabilmente il mio sguardo attraverso lo specchio si spostava sull’uomo che in quel momento stava incuriosendomi. Non so che cosa mi attirava di lui: un uomo sulla trentina dall’aspetto tipicamente spagnolo, capello nerissimo tagliato di fresco, carnagione abbronzata e occhi scurissimi, una lieve ombra di barba. Vestiva un completo grigio scuro, con un'impeccabile camicia bianca con i primi due bottoni aperti; di sicuro quest’uomo aveva un lavoro dirigenziale. In quel momento era occupato con il suo portatile e io rimasi a fissarlo senza accorgermene. Arrivo’ il cameriere a distogliermi dai miei pensieri, chiedendomi cosa avrei desiderato ed io, in uno spagnolo un po’ incerto, scelsi un toast e una cocacola. Le mie finanze non potevano permettersi altro, dopo tutti gli acquisti precedenti. Ero partita il giorno prima da casa con uno zaino carico dei miei effetti personali e tante speranze. Questo viaggio non era stato programmato, ma dopo l'ennesima lite in casa con i miei genitori riguardo il mio futuro, avevo deciso che era meglio andarmene per la mia strada. Avevo risposto all'annuncio di una coppia italiana residente a Lanzarote che stava cercando una babysitter per accudire i loro gemelli per una durata di sei mesi, e cosi sono partita per questa avventura. La cosa certa e’ che avrei lavorato per sei mesi, in una localita’ di mare migliorando il mio spagnolo e poi chissa’ cosa sarebbe potuto venirne fuori. Mangiai con un certo appetito il toast e, dopo aver pagato, me ne andai dando un'ultima occhiata allo sconosciuto. Dai monitor posti nell’aeroporto vidi che il volo per Lanzarote sarebbe partito dopo circa tre ore e quindi mi sedetti in sala d’attesa, estrassi un libro dalla mia borsa ed iniziai a leggere. Dopo poco, credo di essermi addormentata perche’ mi svegliai sentendo un tonfo: era il libro che mi era caduto dalle mani. Mi stiraccchiai e mi accorsi che davanti a me era seduto l’irresistibile sconosciuto, mi fece un sorriso ed io, molto in imbarazzo, ricambiai. Cosi’ inizio’ la nostra convensazione. Anche lui era in attesa del mio stesso volo, doveva recarsi a Lanzarote per controllare alcuni hotel della catena per cui lavorava, mi chiese qual era la mia destinazione e io gli raccontai del mio futuro lavoro. Le ore prima dell’imbarco passarono piacevolemente, anche se io mi sentivo molto agitata. Chiacchierare con Andreas, questo era il nome dello sconosciuto, mi creava una certa agitazione. Era da un po’ di tempo che non avevo rapporti con un uomo, e sentire il dopobarba di Andreas che mi riempiva le narici, vedere le sue mani cosi’ grandi e contemporaneamente aggraziate gesticolare, mi riempiva di desiderio. Volevo essere accarezzata, volevo perdermi nel suo profumo, volevo sentire la sua bocca che mi sfiorava, che mi pizzicava i capezzoli fino a farmi implorare di prendermi perche’ non potevo piu’ resistere. L’autoparlante annuncio’ l’inizio del nostro imbarco, cosi’ ci avvicinammo al check in. Eravamo seduti agli opposti dell’aereo per cui, con un po’ di nervosismo, lo salutai e ringraziai per la compagnia. Subito dopo il decollo una hostess mi si avviccino’ chiedendomi di seguirla in quanto si era liberato un posto e li’ sarei stata piu’ comoda; io presi tutte le mie cose e la seguii. Il posto libero era nella business class dove tutti i posti erano liberi tranne uno, occupato da Andreas il quale aveva richiesto che io potessi raggiungerlo. Il viaggio fu molto piacevole, Andreas si dimostro’ un uomo molto colto e simpatico e aveva un che di molto sexi che mi faceva impazzire. Poco prima dell’atterraggio Andreas mi chiese che programmi avevo dopo aver recuperato i bagagli; io gli dissi che, essendo troppo tardi per presentarmi a casa dei miei futuri datori di lavoro, avrei cercato una sistemazione per la notte, facendo attenzione ai costi, anche perche’ non potevo permettermi chissa’ quale lusso. Con mio stupore, lui mi disse che non dovevo preoccuparmi, perche’ avrei trovato sistemazione nell’hotel dove lui era diretto, come sua ospite. Senza farmelo ripetere due volte accettai la proposta. Non c’era nulla di male in fondo ad accettare il suo invito, ero maggiorenne e se qualcosa non mi fosse piaciuto avrei potuto andarmente. Fino ad allora pero’ non sapevo in quale hotel eravamo diretti; quando arrivammo all’entrata rimasi a bocca aperta: era un hotel meraviglioso, nella hall c’era un giardino stupendo abbellito addirittura da una cascata. Aspettai in disparte che Andreas desse disposizioni alla reception e, dopo neanche cinque minuti, mi scortarono in quella che sarebbe stata la mia camera. Quando vi entrai non potevo crederci: altro che camera, era un piccolo appartamento con salottino, una camera enorme con un letto a baldacchino pieno di cuscini morbidi ed un bagno enorme con una vasca jacuzzi. Mi spogliai, decisa a dedicarmi un bel bagno rilassante, visto che ne avevo la possibilita’. Finito il bagno, dopo essermi avvolta nell’accappatoio che avevo trovato, mi buttai sul letto. Bussarono alla porta e quando aprii il mio stupore fu evidente. Una cameriera del servizio in camera aveva portato tutto il necessario per una cena in camera, scontato a dirlo, per due persone. Quando la cameriera uscì bussarono nuovamente alla porta, e quando aprii c'era Andreas. Disse che era sicuro che avevo appetito e quindi aveva organizzato tutto per una cenetta privata. Mi sentivo confusa, come potevo io ricevere tutte queste attenzioni da un uomo cosi’ attraente? Ci accomodammo in salotto per cenare. Non so quale fu la causa scatenante, forse le luci soffuse, la musica di sottofondo o il vino, ma passò poco che io mi trovai avvinghiata a lui. I suoi baci esploravano tutto il mio corpo, la sua lingua si insinuava nelle mie parti piu’ intime, le sue mani mi accarezzavano. Il mio corpo fremeva di desiderio, ma lui non aveva nessuna intenzione di cedere, continuava a toccarmi, io sentivo il suo menbro duro e voglioso strisciarmi su tutto il corpo, fino a che non raggiunse la mia bocca. Le mie labbra lo accolsero e e la mia bocca inizio’ a succhiarlo avidamente, come se fossi un'affamata che dopo giorni consumava il suo primo pasto. Mi sentivo tremare tutto il corpo, volevo molto di piu’. Volevo essere posseduta e godere con tutta l’intensita’ possibile, volevo per una volta fare sesso e perdermi nella lussuria. E fu cosi’. Fu la prima volta che godetti veramente, mi sentivo posseduta e desideravo soltanto sentire il suo membro che mi riempiva, sentire la sua voce roca dirmi che ero una donna calda fatta per far sesso. Lui continuava a riempiermi con il suo sesso, era instancabile, mi faceva girare e provare posizioni a me nuove, ed io gridavo di piacere ogni volta che lui spingeva il suo pene dentro la mia vagina. Ad un tratto mi svegliai, seduta sulla panchina in sala di attesa dell’aeroporto, confusa e vogliosa. Era stato solo un sogno, un bellissimo sogno, ma niente piu’.
|
|
|
|