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Incontro
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Titolo:
Incontro |
Autore:
SeaWitch |
Contatto:
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Racconto
n° 345 |
Altri
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Il treno rallenta, eccomi arrivata, non sono stanca. Scendo e mi guardo intorno curiosa. Ormai conosco la stazione, ma questa umanità viaggiante mi incanta sempre. Non vedo lui. Mi incammino verso l'uscita e ad un tratto lo vedo in fondo al binario, agita una mano sorride, ricambio il sorriso e controllo il passo. Mi sono vestita con cura per questo incontro, leggere ondate di profumo mi arrivano alle narici, ne ho messo sui polsi e nell'incavo tra i seni. Lui non si è mosso mi guarda avanzare piano, mi sorride e vedo che il suo sguardo approva tutto, mi abbraccia, aspira il mio profumo e mi sussurra "sei bellissima" . Lo bacio. Mi chiede del viaggio mentre ci avviamo all'auto. Non ci vediamo da un po'e mi sento come intimidita, ho voglia di baciarlo e di toccarlo. Saliamo in auto, si gira verso di me passandomi una mano dietro la testa mi bacia sulla bocca, un bacio leggero, poi mi soffia in un orecchio "ho voglia di te", sento le gambe cedere, per fortuna sono seduta, vedo l'eccitazione nei suoi occhi, avvia l'auto e ci immettiamo nel traffico. Durante il tragitto chiacchieriamo di piccole cose, ma vogliamo dire tutt'altro, la voglia che abbiamo di noi traspare dai movimenti, dagli sguardi, la sua mano accarezza piano il mio ginocchio, insinuandosi ogni tanto un po' più su verso le cosce, vedo lo sguardo stupito quando si accorge che ho le calze e il reggicalze. Rido della sua sorpresa mentre la sua mano avanza ancora fino a toccare la pelle nuda, "non te lo aspettavi vero?" come risposta mi prende la mano e se la posa sulla patta dei jeans, è eccitato quanto me. Il nostro gioco continua, ora sono io che accarezzo il suo ginocchio piano salendo fino alla fine della coscia, quando mi spingo oltre, fino al suo membro, duro, un gemito gli esce dalle labbra. Arrivati. Mi prende per mano e andiamo vero la porta, nel vano scale in attesa dell'ascensore mi bacia, un bacio lungo con la lingua che mi guizza in bocca, le mani infilate nella camicia mi carezza il seno, mi sposta il reggiseno, prende un capezzolo in bocca e lo morde dolcemente, lo succhia lo tormenta con i denti e la lingua, sento il calore che mi sale dal basso e mi arrossa il viso. La paura che qualcuno ci veda è forte, non so se respingerlo o lasciarlo fare, ma è troppo bello e mi abbandono. Entriamo in ascensore, mi spinge contro la parete e riprende a baciarmi con foga sul collo, la lingua mi fruga in bocca, la sento dura sui denti morbida sulle labbra. Non resisto, la voglio dappertutto. Usciamo di corsa dall'ascensore. Apre la porta di casa, entriamo e mentre appoggio la valigia nell'ingresso mi alza la gonna e si inginocchia davanti a me. Capisco cosa vuol fare e l'eccitazione mi prende la gola, non riesco a parlare. La sua lingua ora è sulle mie cosce che disegna cerchi umidi sulla pelle nuda sopra il bordo delle calze, mi sfiora il pube, indugia un po' poi si sposta, gli prendo la testa tra le mani ma si divincola, vuol condurre lui il gioco, non vuole farmi godere subito. Mi prende per mano e mi trascina in soggiorno, scomposta con la gonna alzata all'altezza della vita la camicia sbottonata mi fa sdraiare sul divano poi si inginocchia davanti a me, inizia a baciarmi e carezzarmi le gambe, sono così eccitata che lo slip è bagnato, lui vi affonda il viso e sento il suo alito caldo, mi morde piano tirando la stoffa sottile con i denti. Voglio godere. Alzo il bacino per farmi togliere gli slip e lui ne approfitta per affondare il viso fra le mie gambe insinuando la lingua nella mia fessura bagnata, leccando i miei umori. Chiudo gli occhi e mi abbandono alle sensazioni che mi sta dando la sua bocca, allargo le gambe mentre la sua lingua mi fruga mi esplora mi tortura dolcemente, le sue mani si muovono su di me sui fianchi sulle cosce, mi penetra con due dita mentre continua a leccarmi sempre più velocemente. Mugolii di piacere. Il mio, il suo piacere mentre gli spingo la testa verso il mio sesso e sento i suoi denti affondare nella carne, la sua bocca spalancata, la sua lingua che si muove frenetica le sue dita dentro di me. L'orgasmo arriva come un'onda travolgente. Sensazioni liquide che si espandono dal basso ventre allo stomaco al cervello alla sua bocca, squassandomi il corpo. Poi si placa. Siamo sudati i battiti accelerati il respiro affannoso ma non sazi di godere dei nostri corpi. Si spoglia. Mi bacia sotto l'orecchio e mi sussurra ridendo "ora tocca a te". Seduta sul divano mi accarezza il seno giocando con i capezzoli poi si prende tra le mani il membro durissimo e me lo passa sul seno sul collo. Me lo passa sulle labbra, apro la bocca me lo strofina sulla lingua, è bagnato. Gli passo le mani dietro i fianchi e lo tiro verso di me. Si avvicina, e avvolgendo con le labbra il suo sesso lo faccio sparire nella mia bocca affondando il viso fin quasi il suo inguine. Lo sento in bocca che pulsa, la cappella quasi in gola. Movendo la testa su è giù inizio a leccarlo, attorno alla cappella lucida e gonfia, indugiando sulla punta con la lingua, poi scendo lungo l'asta sempre leccando. Lui mi guarda sorridendo, gli occhi velati dal piacere, sento le sue dita tra i capelli, mi accarezza la testa, le orecchie il collo. La mia lingua si muove su e giù, piatta e liscia con leccate lunghe o a punta dura con leccatine corte, veloce senza dargli tregua, lo sento ansimare e mugolare. Ora accelera i movimenti accompagnando la mia testa con le mani, imprimendo un ritmo al quale mi adeguo continuando a muovere la lingua, gli stringo tra le mani le natiche, si muove sempre più velocemente nella mia bocca, su e giù, sempre più veloce. Lo sento irrigidirsi, poi un urlo roco gli esce dalla gola e sento il suo orgasmo scoppiarmi in bocca. Un fiotto caldo in gola, le sue dita mi artigliano i capelli. Le gambe gli cedono, lo accolgo tra le mie braccia e crolliamo sfiniti sul divano. Ci baciamo. Dopo aver goduto del ritrovarsi, ci aspettano dieci giorni per riprendere a esplorare i nostri corpi. Scoprire nuovi modi di godere, di stare insieme, di amarsi.
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