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Il sogno continua
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Titolo:
Il sogno continua |
Autore:
Arealibera |
Contatto:
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Racconto
n° 3451 |
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I sogni a volte non si realizzano, a volte ci vuole un pò più di tempo, a volte si trasformano, ma sono sempre liberi, almeno quelli. Il sogno che riempie le mie notti insonni ci metterà un pò a diventare realtà, ma sono sicura che succederà. Forse quando accadrà sarà ancora più bello di come l'abbiamo immaginato o forse sarà solo diverso. Sicuramente sarà sempre l'incontro di due corpi che non si conoscono, solo immaginati, foto materializzate... ma con dentro anima e cervello profondamente perlustrati. Un incontro definito in un patto segreto, che forse non capisco fino in fondo, ma che sono pronta a sottoscrivere. Tanto quest'uomo mi ha sedotta, così tanto da farmi fare cose che mai avrei considerato. Eppure eccomi qui. Mattina presto, mi vesto come se dovessi incontrarlo tra qualche ora, nonostante i problemi e la coscienza di non poterlo fare. Doccia calda, mi lavo accuratamente, passando la morbida schiuma sul corpo che è già suo. Lo immagino guardarmi, mi muovo lentamente, passando le mani sul seno dolcemente e sulle gambe, salendo e riempendo di sapone ciò che è possibile riempire. E poi acqua calda, tanta, che scivola su tutto il corpo, accarezzandomi. Esco dalla doccia e sono eccitata, vorrei distendermi sul letto e accarezzarmi fino a venire. Ma continuo a prepararmi. Scelgo la biancheria, perizoma nero e reggiseno uguale; calze sottili nere e vestitino sopra il ginocchio, di maglina, sulla pelle, nonostante fuori faccia freddo, stivali. Mi trucco ed eccomi pronta per uscire. Scelgo un giubettino in vita nero perchè fuori c'è anche molto vento, e io lo voglio sentire salire tra le gambe mentre cammino, muovendomi la gonna... voglio sentire il fresco, voglio sentire il mondo lì dove vorrei entrasse lui. Salgo in auto. Appuntamento con un cliente, presto. Sicuramente il vestito corto, gli stivali, le calze non sono adatti. Sì, perchè dovrò stare in mezzo ad un campo con tutto questo vento. Il cliente è un ragazzotto, movimenta terra a cavallo del suo escavatore e quando mi vede arrivare mi guarda perplesso. Chissà, penserà che sono pazza. Ma vedo che mi guarda con uno sguardo diverso, mi sento osservata dalla testa ai piedi e so per certo che mi sta spogliando con gli occhi. Io lo guardo, ma è come se non esistesse. Sono troppo concentrata a sentire il vento che attraversa il perizoma e mi entra nel corpo, eccitandomi. Il pensiero è fisso al nostro sogno, niente potrebbe distrarmi. Il telefono all'improvviso squilla... un messaggio, mittente sconosciuto: "vieni qui, ti voglio oggi". E' lui, lo sento. Mi metto in strada, a colmare la distanza che c'è tra la mia e la sua casa. Mangio i chilometri e mi ripeto che sono scema, che non dovrei, che potrei avere mille uomini, che potrei scopare mille volte, senza tutta questa fatica. Ma sono qui a correre da lui e non vorrei nessun'altro sogno.
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