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Kilometri
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Titolo:
Kilometri |
Autore:
Arealibera |
Contatto:
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Racconto
n° 3454 |
Altri
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Quanti kilometri, quanto asfalto, quanti paesaggi mi scorrono di fianco, case che non conosco, alberi mai visti. Saranno due ore che sto guidando, ma non me ne sto accorgendo. Ho bisogno di un caffè. Mi fermo al prossimo autogrill. Scendo dall'auto e respiro un'aria diversa da quella che abitualmente mi sta intorno. All'improvviso ho la coscienza di quello che sto facendo, mi sconcerta un pò, ma poi entro e ordino un caffè. Mi guardo attorno, nessuno che conosco. Tutti uomini e la barista. I soliti sguardi lanciati sulle gambe o scollatura, quegli sguardi che sono abituata a ricevere e che ormai non mi fanno più arrossire come quando ero più giovane: ora li so affrontare. Cerco un bagno e mi chiudo dentro. Mi devo cambiare le calze. Tolgo gli stivali e i collant e sfilo dalla borsa un paio di autoreggenti leggere, poi tolgo il reggiseno ed appoggio il tessuto sui capezzoli. Le indosso nello spazio angusto del wc, con un pò di fatica. Esco, il caffè sarà pronto. Risalendo in auto sento il vestito che mi sale sulle cosce e per poco non lascia intravedere al tizio parcheggiato vicino, la pelle nuda; l'aria mi penetra e i brividi che sento mi eccitano, come fossero le sue mani a sfiorarmi. Ancora qualche Kilometro e sarò arrivata. Appuntamento in un luogo che non conosco con un uomo che non conosco ma a cui appartengo. Entrerò da sola, aspetterò...so già tutto, è il mio e il suo sogno che si materializza....le regole ce le siamo già dette e io le ho sognate mille volte. Mi preparo ad incontrarlo. Tutto come in quel sogno che mi ha tenuta sveglia mille volte: gli occhi bendati, il caldo, il freddo, i polsi legati, la mia bocca a cercarlo per sentire il suo piacere...sento che può fare di me ciò che vorrà e questo mi fa quasi svenire. Ora mi ha lasciata qui in ginocchio e gli istanti mi sembrano ore. Che avrà in mente, forse mi sta solo guardando, forse è uscito dalla stanza, forse... Mi afferra per i fianchi e mi alza, girandomi su me stessa. Perdo l'equilibrio così bendata e lui devia la mia caduta sul letto. Ci cado quasi a peso morto, sulla pancia, con le mani dietro la schiena. Lui sale sopra di me, sento il suo peso sulla schiena...ho finalmente la percezione fisica, posso immaginare un po' di più. Le mani mi accarezzano le spalle e scendono sulle braccia, sui polsi. Mi slega, mi libera ma lo so che non posso fare molto. Sento sulle cosce il suo membro che ho letto fino a poco fa con le labbra e di cui ho ancora voglia. Lo sa e mi riempie la bocca con le sue dita che succhio avidamente mentre continua ad eccitarmi, sfiorandomi la pelle. Mi lascio andare a questo istante, inconsapevole dello spazio e del tempo. Ancora lascia la mia bocca vuota ... ma riempie di dita, uno dopo l'altro i miei buchi più intimi. Si fa strada, allargando sempre un po' di più, e ad ogni conquista di millimetro gemo. Mi allarga e mi guarda, lo sento il suo sguardo, lo sento addosso, lo immagino, lo desidero sul mio. Per ora solo il suo cazzo, con un colpo profondo, mi spinge contro il letto...e capisco perchè mi ha slegata. Mi inarco alla sua volontà, non posso fare altro ... ora mi ha sottomessa anche fisicamente.
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