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Io non ho paura del buio
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Titolo: Io non ho paura del buio
Autore: Trasgredendo
Contatto:
Racconto n° 347
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Sembrava una storia come tante di quelle che ogni giorno nascono in chat.
Lui sufficientemente brillante da sapersi distinguere con il suo approccio fra i cento messaggi che un nick femminile riceve non appena entra in Rete.
Lei volutamente provocante nell'attirare quelli come lui, definendosi sensuale e irraggiungibile in quel boxino dove si hanno solo due righe per potersi raccontare.
Quando cominciò quel flirtare via computer, quello stare davanti ad una tastiera e un video che poco alla volta sembrano assumere i contorni di una persona irresistibile, lui certo non poteva immaginare che - prima del suo sguardo. - avrebbe conosciuto la sua vulva bagnata.
E così per alcuni giorni quegli attimi rubati ai pomeriggi di lavoro, quella finestra che si apriva sul computer, sembravano solo l'intrigante ripetersi di momenti già vissuti da entrambi.
Fu così anche quando lei gli lasciò il suo numero di cellulare e lo accompagnò con la sua dolce voce in un viaggio in auto verso una regione lontana. Il feeling della chat non era mutato, anzi, le loro voci sensuali costituivano per entrambi un richiamo. Fra una innocente chiacchierata e l'altra, fu con estrema naturalezza che si cominciò a parlare di fantasie erotiche. Lei, a casa sul letto, si stava bagnando al solo pensiero delle parole che lo sconosciuto le diceva, felice nello stesso tempo di sentirgli dire che anche il suo membro nel frattempo era cresciuto ed era durissimo sotto i pantaloni nel buio dell'autostrada.
Già, il buio. Fu proprio il buio uno degli argomenti a cui si arrivò, lui ricordando l'eccitante emozione provata nel sentire mani sconosciute sfiorarlo nell'oscurità di un privèe in una notte ormai lontana, lei nel confessare che poche settimane prima era rimasta intrigata dal racconto di un uomo in chat - rivelatosi poi troppo più grande di lei per approfondire - che immaginava di sfiorarla e toccarla al buio.
Fu così che lui per provocarla le disse "Allora lo faremo io e te!".

Qualche giorno dopo decisero - ritenendosi entrambi piuttosto carini - di scambiarsi un paio di foto via mail - per capire se il proprio metro di giudizio valesse anche per l'altro. Entrambi superarono l'esame a pieni voti.
Per più di una settimana le innocenti conversazioni pomeridiane si alternavano a bollenti telefonate notturne dove lei sapeva fargli sentire perfettamente quanto la sua fica fosse bagnata. Era felice di provocare i suoi orgasmi, immaginandolo col suo membro stretto fra le mani a schizzare probabilmente sul letto o sul tavolo della sua mansardina e fantasticando che ciò avvenisse invece sulle proprie tette.
Anche questa attività notturna in realtà era un deja-vue, soprattutto per lui che si era sempre sentito molto orgoglioso della sua capacità di eccitare e far venire via telefono fidanzate, amiche o semplici sconosciute di chat.

Una sera lui nelle loro telefonate descrisse alla perfezione il famoso incontro al buio: due corpi che si cercano, si sfiorano nel buio di una stanza, poi lui che la sbatte con violenza contro il muro, apre la sua camicetta, inizia a leccare affannosamente i suoi capezzoli turgidi, infila la mano sotto la gonna corta e - nel sentire il perizoma intriso del suo desiderio - le alza una gamba e la penetra, per poi farla girare e prenderla da dietro fino a raggiungere un rapido orgasmo.
Entrambi si eccitarono molto nell'immaginare la scena per cui forte tornò nelle loro menti il desiderio di vivere un'esperienza per entrambi nuova.

Quando lui qualche sera dopo le chiese di uscire e di trovarsi ad un casello autostradale poco distante da casa, in cuor suo non si aspettava certo una risposta affermativa.
Pensava che alla fine si sarebbero incontrati come tutti quelli della chat per il solito cocktail e poi chissà. magari sarebbe nato qualcosa.
E invece. la sventurata rispose, come direbbe il Manzoni.

A pochi metri dal casello lui aveva scoperto esserci un hotel di classe, un quattro stelle che avrebbe aggiunto charme all'incontro, dove prenotò immediatamente una camera; lei, uscendo di casa in un misto di agitazione e paura, questo non lo poteva immaginare e pensava a come sarebbe potuto essere incontrarlo in un parcheggio vicino all'autostrada.
Dove sarebbero andati? E il buio tanto fantasticato?
Certo il fatto che lei al telefono precisò che si sarebbe presentata con dei castigatissimi jeans non sembrava certo deporre a favore di un epilogo di serata intrigante.
Mentre lei si stava avvicinando al luogo dell'appuntamento, lui con fare trafelato preparò l'atmosfera nella stanza: da casa si era portato perfino il necessaire per preparare un dolce e frizzante Kir per cui vanno pazzi i francesi e del rhum, ricordo di una vacanza a Santo Domingo, per un successivo CubaLibre. Il kit era completato da una bottiglietta di olio per massaggi, rimasta poi nella borsa.
Nello spegnere le luci della stanza e tirare la tenda della finestra sentì il cuore battere all'impazzata: il contesto era perfetto, era veramente buio pesto. Peccato per la musica, ahimè la radio dell'albergo non funzionava e la TV avrebbe fatto troppa luce.
In attesa del suo arrivo ripensò a quanto era stato ridicolo uscire di casa curando ogni dettaglio del proprio look, in fondo si stava preparando ad un incontro al buio.

Lei era ormai giunta al casello e solo quando lui le disse di percorrere la strada laterale fino in fondo, capì che si sarebbero "visti" in quel famoso albergo dove cento volte era passata davanti senza sapere che sarebbe diventato un luogo indimenticabile dei suoi ricordi. Mille pensieri passavano veloci nella sua mente: più volte probabilmente si chiese se era sicura di quello che stava facendo, in fondo non sapeva nulla di lui. E se si trattava di un maniaco? E se aveva mandato un amico? E se la foto non era la sua?
Dopo essersi sentita un po' come una puttana di alto bordo nel varcare la reception e chiedere della stanza 210, fu sul punto di tornare indietro arrivata davanti alla porta chiusa.
Ma fin dall'inizio lei gli aveva detto che amava giocare e andare fino in fondo, non poteva mollare proprio adesso e . al diavolo tutto, bussò.
Il bagliore del corridoio fece contrasto col buio pesto che si trovò davanti, entrò timidamente e la porta della stanza si richiuse immediatamente.
Due sconosciuti erano insieme in una camera d'albergo e non riuscivano a vedersi. "Hai la stessa voce che al telefono" disse lui per rompere il ghiaccio. "Bevi, ho preparato un cocktail di benvenuto" aggiunse porgendole il bicchiere con il kir.
Lei aveva perso totalmente quell'aria sensuale e provocante da troia di classe che aveva saputo darsi al telefono e sembrava piuttosto un agnellino impaurito.
Lui capì che la scena immaginata del prenderla contro il muro era un ricordo ormai lontano e più volte - mentre chiacchieravano del più e del meno distesi sul letto fu sul punto di accendere la luce per porre fine al disagio di lei .

Ma all'improvviso lei salì a cavalcioni sul suo corpo ed iniziò ad accarezzarlo, si chinò per fargli sentire tutta la dolcezza delle sue labbra e la perfezione delle sue splendide tette, il cui profilo fu l'unica cosa che lui riuscì a distinguere in quell'incredibile notte.
Fu una sensazione piacevole per entrambi ritrovarsi pochi minuti dopo nudi e uniti in un mix di dolcezza e sensualità che a volte non si raggiunge nemmeno dopo anni di complicità. Dopo averla baciata e stimolata ovunque con la sua lingua morbida, che sapeva muoversi con dolcezza su tutto il suo corpo, lui si perse per un quarto d'ora fra le sue gambe, alternandosi fra il clitoride e le labbra della fica senza riuscire più a distinguere a chi appartenesse ciò che sentiva colare sul suo viso.
Per un attimo gli venne da sorridere pensando alla situazione: gli era anche capitato di far sesso con alcune donne di quelle che ti chiedi "come hai potuto?" ed ora che invece aveva fra le braccia una ragazza probabilmente molto carina non la riusciva a vedere.

Non poter contare sulla vista costringe a stimolare all'estremo gli altri sensi: il tatto, ma anche l'olfatto, l'udito e . perché no. il gusto!
Ci si dedica con maggiore attenzione al corpo dell'altro, si cerca di cogliere ogni piccola sfumatura, ogni reazione ai nostri gesti.
Quando lei non ce la fece più a resistere alla sua lingua, lui le salì sopra per poi infilare il suo turgido membro nella fica bagnata e venire dentro di lei probabilmente prima di quello che entrambi avrebbero voluto!
Ma il contesto era stato troppo eccitante per sapersi trattenere.


Si ritrovarono stupiti dalla dolcezza provata nel farsi le coccole, come se - anziché non essersi mai visti - fossero amanti da una vita.
Si ritrovò stupita, una volta già vestita, nel sentire il suo cazzo nuovamente duro come il marmo.
Fu così che decise di buttare nuovamente all'aria i vestiti e provò a prendere in bocca quel membro che nel buio le sembrava perfetto, ma non lo fece per molto.
La dolcezza di pochi minuti prima venne sopraffatta da una voglia di sesso sfrenato, lui si sincerò con le dita che fosse nuovamente bagnata, cosa che a lei sembrava riuscire con una naturalezza disarmante - e iniziò subito a penetrarla con forza.
Sotto i suoi colpi possenti la sua stretta fighetta sembrava doversi squarciare, si girò per farsi prendere anche da dietro stringendo forte con le mani il poggiatesta del letto che iniziò a oscillare e sbattere contro il muro.
Si girò nuovamente a cercare con tutta se stessa quel membro così duro, mentre le braccia di lui cercavano di bloccare i forti rumori del letto che sbatteva contro il muro come nella più classica delle commedie all'italiana.
Questa volta il suo seme non ne voleva sapere di uscire e fu così che lui potè continuare a prenderla con decisione fino a quando lei - stremata - disse basta.

Decisero che il gioco doveva finire come era iniziato e quindi lasciarono a turno - rigorosamente nel buio - quella stanza che aveva suggellato la più incredibile delle fantasie da entrambi mai vissuta.
Mentre tornava verso casa, lui, ancora ebbro di emozione, voltò lo sguardo verso il cielo e gli sembrò di vedere che quella luna piena che lo stava accompagnando gli stesse strizzando l'occhio sorridendo.