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Francesca e Marinella
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Titolo: Francesca e Marinella
Autore: Frasalustri
Contatto:
Racconto n° 3471
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Quella mattina Francesca si svegliò molto emozionata: era il suo primo giorno di lavoro e voleva fare una buona impressione. Era felicissima!! Dopo due mesi di ricerche e colloqui di lavoro infruttuosi finalmente la fortuna si era accorta anche di lei. Francesca iniziò a vestirsi. Indossò un paio di calze nere, una gonna nera che le arrivava sotto il ginocchio, una magliettina di raso bianco con disegni dorati ed una giacca con spalline nera. Diede una veloce spazzolata ai cortissimi capelli, si truccò in modo leggero ed uscì dirigendosi alla fermata del bus. Arrivò al lavoro con cinque minuti di anticipo e si diresse verso l'ufficio del capo. Bussò ed una voce calda rispose: "Avanti". Francesca aprì la porta e, dopo essere entrata, la richiuse alle sue spalle. Si guardò intorno per vedere se riusciva ad identificare il suo capo. Alla fine lo vide: era una bellissima donna con grandi occhi neri e lunghissimi capelli neri che teneva legati con una coda alta. Era vestita con un abito bianco lungo fino alle ginocchia con una scollatura a v che le metteva in risalto il bel seno sostenuto da un reggiseno a balconcino. Ai piedi portava un paio di stivali bianchi con intarsiature argentate. Non portava calze perciò sotto il vestito si vedevano un paio di bellissime gambe nude che slanciavano la donna eslatandole l'aspetto altero. Il particolare che più la colpì, però, fu la bocca: bellissima, con labbra belle, morbide, carnose, ben disegnate, che sembravano fatte apposta per essere baciate. Francesca si rese conto di conoscere quella donna: era una sua amica che aveva perso di vista per molto tempo.
"Allora signorina? Ha deciso di farmi una lastra radiografica con lo sguardo? Non stia lì sulla porta venga avanti per favore!!" La voce squillante della donna la scosse dai suoi pensieri. Francesca si avvicinò alla scrivania del suo capo e balbettò un vergognoso: "Mi dispiace capo, ma lei mi ricorda un'amica che non vedo da tanto tempo e che mi manca molto." La donna sorrise e, alzandosi, le andò vicino e disse: "Non si preoccupi signorina, mi fa piacere essere ammirata. Mi dica, cosa ne pensa di me? Le piaccio?" Francesca sorrise e disse: "Lei è... bellissima e molto provocante, capo". La donna andò verso la porta dell'ufficio, diede due mandate di chiave e poi, tornando, la prese sottobraccio e le disse: "Prima di tutto dammi del tu, mi chiamo Marinella." Quel nome fece sobbalzare Francesca: era vero allora!! Era lei, la sua amica!! Francesca avrebbe voluto abbracciarla, ma si contenne ricordandosi che ora non era la sua migliore amica che aveva davanti, ma il suo capo. Marinella sembrò non accorgersi del turbamento che aveva preso Francesca e continuò a parlare: "Sono contenta di piacerti e spero che diventeremo ottime amiche e che ci sarà rispetto e fiducia tra noi. Io non pretendo molto ma due cose, in questo lavoro, per me sono fondamentali: puntualità e disciplina. Pensi di poter soddisfare queste due mie richieste?" Francesca sorrise ed annuì. Marinella le accarezzò il viso e le disse: "Bene, puoi andare."
Fu una giornata di lavoro intensa ma anche molto bella. Francesca si era, però, resa conto di una cosa: ogni volta che passava davanti all'ufficio del suo capo, Marinella coglieva l'occasione per chiamarla anche se non c'era un motivo valido, come se la facesse stare bene averla vicina, come se l'avesse riconosciuta ma avesse paura di scoprirsi troppo. Un pomeriggio Marinella le si avvicinò mentre lei era in pausa e le disse: "Anch'io sono in pausa e vado a prendere un caffè. Ti va di venire con me?"
Francesca sorrise e disse: "Va bene vengo, grazie dell'invito". Marinella sorrise ed uscirono insieme. Arrivarono dopo dieci minuti al Bar Duomo, si sedettero ed ordinarono da bere: Marinella prese un caffè e Francesca una cioccolata. Bevvero le loro bevande in silenzio poi Marinella, dopo aver guardato intensamente Francesca negli occhi, prese le mani della ragazza tra le sue e le disse: "Non ti sarà sfuggito che, da quando ti ho assunta, ti chiamo nel mio ufficio per qualsiasi cosa, anche per le cose più futili." Francesca annuì e si chiese dove Marinella volesse arrivare. La donna continuò: "Tu mi piaci Francesca. Sei molto disciplinata, puntuale e, soprattutto, molto bella." Francesca arrossì. "Voglio raccontarti una cosa" disse Marinella. "Due anni fa conoscevo una ragazza che si chiamava come te. Era molto bella ed un giorno mi propose di avere un rapporto con lei. Io le dissi di no perchè non me la sentivo. Poi l'ho persa di vista e non l'ho più sentita. A volte ci ripenso e mi pento di averle detto di no. Tornassi indietro le direi di sì. Mi manca molto." Francesca sorrise. Marinella si accorse del sorriso di Francesca e le disse: "Perchè sorridi?" Francesca si avvicinò con la sua sedia a quella di Marinella e le disse: "Davvero non ti ricordi di me, Mary?" Marinella la fissò un attimo poi un lampo di luce e di felicità brillò nei suoi occhi bellissimi. "Francy!!" urlò riconoscendo la sua amica "sei proprio tu? Ma che ci fai qui? Come mai?" Francesca sorrise e le disse: "Sono andata in America per due mesi, poi ho iniziato a cercare lavoro e, dopo tanti tentativi, sono stata assunta da te. Ti avevo riconosciuta subito, ma temevo di sbagliarmi perciò non ti ho detto nulla." Marinella la abbracciò e Francesca nascose il suo viso tra i capelli morbidi dell'amica respirando il suo profumo. Marinella le accarezzò la schiena e poi le disse: "Vieni con me Francy." Francesca la seguì rimanendo distante da lei di qualche passo. Mentre Marinella camminava Francesca ammirava il sedere dell'amica. Marinella aveva sempre avuto un bel fondoschiena che terminava in un sedere a mandolino niente male ed ora, vederlo ondeggiare sensualmente sotto l'abito mentre l'amica camminava, faceva nascere in Francesca una forte voglia che, anche se non voleva ammetterlo, si scioglieva in un forte calore tra le gambe. Arrivarono a casa di Marinella, entrarono nel salone e lei le disse: "Vieni Francesca, siediti sul divano. Io mi cambio e poi riprenderemo a parlare." Marinella entrò nella camera da letto e si spogliò per cambiarsi. Francesca si sedette sul divano, poi si alzò e, accostandosi alla porta della camera, rimase impietrita di fronte al corpo nudo ed armonioso della sua amica. "Sei bellissima Mary!!" le disse arrossendo. Marinella le si avvicinò e, accarezzandole il viso, le disse: "Grazie tesoro". Le mani di Marinella si intrecciarono con quelle di Francesca e Marinella, avvicinando le sue labbra all'orecchio dell'amica, le sussurrò: "Ti ricordi la proposta che mi facesti allora, baby?" Francesca annuì e Marinella continuò: "Ti va di rifarmela?" Francesca sorrise e, abbracciando l'amica, le disse: "Ti va di fare l'amore con me?" Marinella prese il viso della sua giovane amica tra le mani e le disse: "Sì Francy, sì, mi va. Non avrei dovuto dirti di no allora e non voglio dirti di no ora!" Francesca sorrise e, accarezzando le mani dell'amica, se le portò al petto e poi alle labbra baciandole. Marinella si lasciò andare e, stringendo Francesca a sè, le baciò il collo con dolcezza. Sentire le labbra morbide di Marinella sul suo collo fece fremere Francesca di eccitazione. Marinella le baciò il lobo destro e le sussurrò: "Non mi pentirò mai di quello che stiamo facendo Francy." Francesca le accarezzò i capelli e, facendola stendere, si stese accanto a lei, le accarezzò il seno e le disse dolcemente: "Sei felice Mary?" Marinella fermò le mani di Francesca sul proprio seno e rispose: "Sì, Fra, sono felice!!" Sentirsi chiamare Fra come due anni prima fece sorridere Francesca. Marinella era una delle poche persone da cui accettava di farsi chiamare con quel diminutivo e risentirlo ora le trasmetteva tanta dolcezza. Francesca si abbassò e baciò il seno della sua amica. Un lieve gemito di piacere uscì dalle labbra di Marinella che le disse: "Continua Fra, ti prego!!" Francesca si dedicò al seno di Marinella con tutta la dolcezza e l'attenzione di cui era capace: lo baciò, accarezzandolo con devozione, poi prese un capezzolo tra le labbra e lo succhiò stando attenta a non farle male. Non aveva mai avuto un seno così bello tra le mani e sentire Marinella che, mentre lei le succhiava i capezzoli, gemeva di piacere, la faceva eccitare tantissimo. "Ti piace tesoro?" chiese Francesca staccandosi per un attimo da quelle due piccole e morbide colline che aveva sotto le mani. Marinella gemette e, ponendo le sue mani sopra la testa di Francesca, la spinse verso il suo punto più caldo. "Lo vuoi davvero Mary?" chiese Francesca dando una leccatina veloce alla fichetta della sua amica. "Mmmm sì!!" gemette Marinella accarezzandole i capelli. Francesca sorrise. Iniziò a leccare con voglia la fichetta della sua amica finchè non sentì il clito di Marinella che, come un fiore, sbocciava sotto le sue attenzioni. "Sei brava piccola" le disse Marinella "non fermarti". Francesca non si fermò e prese in bocca il clito dell'amica succhiandolo, poi prese i capezzoli di Marinella tra le mani ed iniziò a giocherellarci: "Aaaah siiii!!" il gemito uscì strozzato dalla gola di Marinella che si aggrappò alle spalle di Francesca graffiandole la pelle. Francesca non si fermò, perchè sentire gli umori della sua amica inondare la fichetta della donna le metteva una voglia di divorarla a suon di baci. Marinella venne gridando. Francesca si stese sul cuscino ed attirò a sè la sua amica abbracciandola e baciandola. Marinella le baciò le labbra in modo affamato. "Ti voglio Fra" le disse teneramente. Francesca percorse tutto il corpo di Marinella baciandolo e leccandolo poi inserì due dita nella fichetta bollente e bagnata della sua amica. Le dita di Francesca affondarono nella fichetta di Marinella come un grissino dentro il formaggio morbido. "Sei un lago Mary, mi piace affondare le mie dita dentro di te, è bellissimo, sei una troietta!" Marinella sorrise e le disse: "Spingi Fra, spingi le tue dita in me tesoro, ti prego!! Fammi venire ancora!!" Francesca non se lo fece ripetere ed affondò le sue dita dentro la fichetta calda di Marinella più e più volte fino a sentirla gridare. Francesca si stese e disse: "Ora sta a te Mary, fammi venire" Marinella rise e strinse Francesca a sè. Pose le sue labbra su quelle di Francesca e la baciò. Le loro lingue si unirono e giocarono in una danza vorticosa e sensuale. Le mani di Marinella accarezzarono il corpo di Francesca esplorandone ogni lato senza lasciare nulla di intentato. Francesca spinse Marinella verso il proprio seno. Marinella si avvicinò al capezzolo sinistro di Francesca e glielo leccò. Francesca sobbalzò ed un gemito strozzato le uscì dalle labbra. "Aaah!!" Marinella rise di gusto: "Lo sapevo!! Tu sei una porcellina!!" Francesca avviluppò le sue gambe intorno alla schiena di Marinella e le disse: "Basta parlare Mary, ti prego!! Non ce la farò a resistere ancora!!" Marinella annuì e,mentre con la mano sinistra stuzzicava i capezzoli di Francesca, inserì il sito medio della mano destra nella fichetta della ragazza e le succhiò il clito. Francesca si lasciò andare all'orgasmo che la travolgeva ed urlò tutto il piacere che aveva dentro. Si stesero vicine,si baciarono e poi Marinella le disse: "Se penso che due anni fa avrei potuto avere tutto questo... che stupida che sono stata!!" Francesca sorrise: "Ci sarà tempo e modo per recuperare baby!!" disse stringendo Marinella tra le sue braccia. "Io ci sarò ogni volta che mi vorrai." "Sempre Fra?" chiese Marinella baciandole le labbra. "Sempre Mary ed ogni volta ti darò tutta me stessa perchè tu meriti di godere al massimo e di essere felice!!" Marinella la baciò: aveva scoperto e capito quanto fosse bello l'amore al femminile se vissuto senza tabù, e non se lo sarebbe lasciato scappare.