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La Punizione
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Titolo:
La Punizione |
Autore:
AllCools |
Contatto:
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Racconto
n° 3473 |
Altri
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”Ecco...lo sapevo...appena ti lascio sola un momento, ti ritrovo con le mani nella marmellata! Lo sapevo, non sei nient'altro che una mocciosetta! Quante volte te lo devo ripetere che non dovresti farlo senza il mio permesso?? Quante?? E non guardarmi con quella faccia, sono arrabbiato, non voglio che tu goda senza il mio permesso, e poi senza stivali, senza guanti!!”
”Hai ragione... hai perfettamente ragione, merito di essere punita, voglio essere la tua troietta!CORREGGIMI! Ti prego... adesso, subito, correggimi.”
Continuo a parlargli, con la testa un po' inclinata, mentre mi inginocchio sul letto, e sento i suoi occhi su di me. Li sento brillare, so che sta già pensando a quello che accadrà tra poco. Con una mano mi accarezza la testa e mi chiede di andarmi a preparare, mi incoraggia. Allora mi alzo lentamente dal letto, con gli occhi nei suoi gli sorrido e vado verso il mio armadio a prendere tutto quello che mi serve. Mentre lui si siede sulla poltrona accanto alla finestra comincio ad infilarmi le calze, con la riga nera dietro, che mi fanno sentire la più troia... So che in quella posizione può vedere esattamente il mio sesso, e per questo continuo lentamente a sistemarmi le calze; poi mi alzo e le aggancio al corpetto rosso. Mi volto, sistemo la riga nera come lui mi ha insegnato, voglio che non si perda lo spettacolo del mio culo in quella posizione. E poi il tocco finale, che carica l'atmosfera fino a renderla densa, i miei stivali ed i guanti di gomma: li infilo, lentamente... e sono pronta. Mi inginocchio di nuovo e con un sorriso aspetto le sue istruzioni.
”Voglio che tu prenda le mollette di legno, il righello, ed il cazzone nero di gomma, e voglio vedere se questa volta la scolaretta imparerà la lezione!”
Mi alzo e obbedisco, prendo tutto ciò che mi serve e vado nel regno delle troiette, dove lui mi segue, osservandomi, in bagno. Appoggio con cura tutto sul coperchio del wc e mentre lo faccio sento che mi sto eccitando. Il suo sguardo mi eccita; so che sto per punirmi e che lui mi guarderà. Trovo i miei capezzoli già duri ed applico le mollette; mi mordo le labbra perché sta per sfuggimi un gemito di piacere, ma non posso, non devo. Mi concentro con un respiro, prendo il clitoride tra le dita ed applico la molletta, vado quasi in apnea, per un misto tra piacere e dolore. I suoi occhi su di me mi danno i brividi. Adoro fargli vedere che eseguo fedelmente le sue indicazioni. Mi inginocchio davanti al wc e fisso il cazzone nero con la ventosa, poi guardo i suoi occhi nello specchio... stupendo vederli così. Inizio a leccare con foga il cazzone di gomma, che in quel momento per me diventa il suo, e mi do la prima righellata sul culo, e poi dico: ”Grazie Maestro, la mocciosa se l'è meritata, deve migliorare” continuo così e non la smetto di leccare e pompare il cazzo di gomma, fino a quando il mio culo diventa tutto rosso per lui. Continuo fino a quando porto a termine la mia punizione, così mi rialzo in piedi, con le ginocchia che tremano per l'eccitazione. Tolgo le mollette dai capezzoli, poi mi siedo e tolgo l'altra molletta, mi sento colare, c'e' mancato pochissimo che godessi. Sento il suo respiro, i suoi sospiri soddisfatti, adoro ascoltarli nel silenzio del bagno. Apro la mia figa con le mani, e ti sorrido dicendoti: ”E' solo tua, serve per farti diventare il cazzo duro” Finalmente la tua voce nel silenzio: ”Sì brava, fammi vedere bene la figa della mia troietta” Un'eccitazione pazzesca mi prende e a stento riesco a trattenere i gemiti e il respiro affannato, non posso toccarmi! Resto li con le dita inguantate, lucide dei mie umori che stirano le labbra mostrandoti la mia voglia desiderosa delle tue attenzioni.
”Sei stata splendida, sei sempre la mia adorabile troietta. Meriti il tuo premio…”
Ti avvicini e sento il tuo cazzo teso sfiorare le mie labbra bagnate, mentre con la tua mano abile cerchi e trovi la mia figa smaniosa di te, di abbandonarsi alle tue sapienti carezze.
Grazie a Lenore, affascinante maestrina dalla penna rossa che ha corretto e reso piu bello il racconto.
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