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Alba dei sensi
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Titolo: Alba dei sensi
Autore: DiegoM
Contatto:
Racconto n° 3475
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4:00 AM, una sveglia suona ... irrispettosa del nostro riposo.

Carte e idee non concluse richiedono attenzione, anzitempo.

La pelle femminile appoggiata al mio fianco è sveglia: - "Sono ad occhi spalancati dalle 2:00".

Conosco: tra qualche ora dovrà infilare a forza due giovani menti su un'auto orientata al mare; momento topico per lei, la partenza, qualsiasi destinazione nasconda. Conosco quel sopracciglio: pensieri a ripercorrere esigenze, risposte e strumenti.

Sorrido, non visto nel buio, la mia mano scende: un mugolio falsamente stupito mi fa capire che l'idea non è l'ultima tra le apprezzate.

Inizio garbato, incrocio un ginocchio affusolato e gentile; con i polpastrelli disegno origami sulla sua pelle; come aquiloni le mie dita salgono lungo la coscia, verso l'inguine.

Già freme il terreno sotto di loro.

Mi insinuo rispettoso attraverso fronde morbide: le discosto garbatamente, il sottobosco è appena umido, come rugiada mattutina.

Un profilo carnoso vibra sotto il mio dito e repentinamente prende corpo; ci gioco con il polpastrello: un girotondo che - sento - diverte intensamente la bambina che prende per mano; piccoli tocchi, ai quali rispondono amplificati rintocchi ... quasi un'eco che chiede e riceve.

Insinuo il pensiero ed una falange tra le labbra che fremono, mi chiedono tortura, vogliono sentirsi violate, maltrattate di dolcezza.

Un laghetto mi aspetta: acqua limpida, garbate onde lambiscono, preludio di maremoti ancora lontani.

Saggio le sponde, gioco con la sabbia in riva, costruisco castelli che subito spazzo via con lenta decisione, a tratti assaporo il gusto di annullare per poi ricostruire.

L'onda sale, inizia la marea; colpi di vento sfrondano i rami, affretto il passo sulla riva, gode la mente tra gli ansimi, fresca atmosfera di sensi.

Cerco, so dove cercare gli animali sopiti: li scovo, tutti; si svegliano, all'improvviso, contorcendosi, mugolando; non sono lamenti, ma stupiti richiami al cibo.

Un fiato profondo mi spazza la guancia; due file di denti bianchi si schiudono, mordono piano la pelle tiepida: avvertono della presenza del fuoco.

Il profumo del suo piacere riempie e disorienta i miei sensi; lo assorbo profondamente, ne reclamo il possesso. Nettare inebriante per le mie tempie.

Conosco bene quei luoghi, ogni angolo cela quanto mi aspetto; assaporo senza fretta ogni passo, a piedi nudi misuro le emozioni.

La sabbia inizia a farsi sentire tra le dita: prende calore, stimolata da quest'alba inquieta.

Ecco, in lontananza, un segno; avverto la presenza dell'energia profonda, fiato caldo a preannunciarne l'arrivo; riconosco alle mie dita la sapienza generatrice di questi moti: donano per ricevere riflussi di piacere.

Un lungo fremito inizia a scomporre la sabbia della battigia; i granelli scappano disorientati davanti all'energia che li fa vibrare, consapevoli di un destino amico ma profondamente sconvolti dal quel che si avvicina.

Onde pronunciate iniziano a farsi vedere, al largo, schiuma bianca sulle creste; ad occhi chiusi immagino il loro moto, assaporo l'attesa che li separa dalla sabbia; la mia mente inebriata confina col corpo che si inarca.

Ecco, è il momento, niente indugi ora ... vento, schiuma, onde e sabbia si fondono e si sconvolgono, cascate di piacere cadono a velo, inebriando dal profondo; granelli ballano impazziti, foglie si disperdono e volano, colgono rivoli e vi si tuffano, dune cancellate d'un fiato si disperdono tra le onde, diventandone parte.

Il fremito è ormai al culmine, maremoto dinnanzi a noi: imperioso, onnipotente, severo. Lo temiamo e lo desideriamo, sappiamo quel ci aspetta, tremiamo davanti a lui, lo aspettiamo in un abbraccio liberatorio dei sensi: pericolo per la mente, cibo per il corpo.

Ci investe, sollevandoci e scaraventandoci a terra; nessuna resistenza, ci affidiamo a lui ... sappiamo, eppure ogni volta sconvolge.

Godiamo di quanto ci pervade: di dolce orgoglio io; di fiamme, fuoco, acqua e vento lei.

Rimaniamo così, spaesati in terra nota.

Il buio rimane ad avvolgerci, rotto dagli ansimi che agitano l'aria; torniamo lentamente dal nostro viaggio, senza fretta, godendoci ogni passo, rallentando ogni emozione, assaporando le tempie che pulsano.

Sorrido, illuminandola a giorno con la mente.

Riposa, ora, la pace disegnata sul viso e l'anima sazia di emozioni; più tardi sarà grata d'essere stata sconvolta e rasserenata.

Un ultimo sguardo mentre mi allontano, avvicinandomi agli impegni originali ... bella.

Buona giornata, "mia".

D