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Post
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Titolo:
Post |
Autore:
Gianna panna |
Contatto:
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Racconto
n° 3477 |
Altri
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Devo aver sognato sesso tutta la notte. Riempio la moka con acqua e caffè; quanto odio questa operazione. Nel frattempo accendo il computer, voglio vedere cosa mi hanno scritto durante gli ultimi due giorni. Entrare nella community rendendosi invisibili evita di essere assaltati dai messaggi. Infatti. Ottanta messaggi non letti. Devo avere esagerato con il post. Quelle foto e quei miei messaggi li misi in preda ad un vero e proprio raptus di arrapamento, mi succede troppo spesso ultimamente. Reggicalze senza mutandine a calze di pizzo, primo piano della mia bella seconda faccia, con la patatina che fa capolino, tutta bagnata. Le mie mani che allargano le natiche e svelano il buco. Tutta mi sono mostrata, tranne il viso. E poi scrissi un messaggio, che era davvero quello che volevo in quel momento, essere scopata fino allo svenimento, ovunque. Utilizzata in tutti gli orifizi. Mi chiedo come mai delle volte sono così porca, spavento me stessa, vado esageratamente contro il mio modo ideale di essere, esageratamente contro a quello che chi mi conosce si aspetta da me. “Da quando ti ho vista non riesco a smettere di farmi seghe guardandoti” “Adoro le tue forme perfette” “Hai un culo tutto da leccare e sfondare, hai il culo più arrapante che abbia mai visto" Poi arriva il suo messaggio…avrà davvero passato un bel po’ di tempo a scriverlo. "Vorrei palpare quelle belle tette, succhiarle, venirci in mezzo. Vorrei leccarti per ore, accarezzare le tue sinuose forme femminili, stringere quel vitino, accarezzare i tuoi fianchi rotondi, la tua schiena muscolosa. Farti venire nella mia bocca, farti venire con il mio cazzo in diverse posizioni, e poi finalmente vorrei prendere il tuo culo, quell’opera d’arte, allargarlo per fare spazio al mio cazzo. Vorrei farti godere perche lo so che tu godi tanto. Ti vorrei a succhiarmelo perchè so che sei brava, lo so che sei una porca. Sei il mio sogno, sei stupenda. Ti voglio…sono venuto,spero non ti dispiaccia. Ti saluto, sta arrivando mia moglie.” Riguardo le mie foto, continuo a leggere i messaggi mentre la tocco: è tutta bagnata, mi allargo le natiche, faccio immaginariamente spazio al suo cazzo, per farmi prendere dietro... e vengo. "Quando è che ci vediamo per fare tutto quello che hai scritto che mi faresti?... a proposito, pensa a me mentre scopi tua moglie stanotte” La risposta arriva dopo dieci minuti: appuntamento a piazza Sempione, domani; avrò le scarpe rosse, le calze di pizzo, un cappello nero. Lui un cappello ed una giacca nera. Avrà già scopato la moglie pensando a me.
Non metto le mutande. Solo le calze autoreggenti di pizzo, le scarpe rosse con il tacco, burrocacao lucido ed emolliente sulle labbra. Niente reggiseno; quando arriverò in piazza i capezzoli saranno duri dal freddo, ben visibili. A meno che non mi sembri un maniaco omicida arriverò lì, ci riconosceremo, salirò in macchina con lui. Comincerò a spogliarmi e a succhiarglielo mentre guida. Gli chiederò di chiamare qualche suo amico per raggiungerci in albergo.
Eccolo lì, di schiena. Mi avvicino, sono eccitata e spaventata. Voglio sussurrargli -“Ciao falco” - all’orecchio, prima che lui si giri. E invece mi previene, si gira, ed io non voglio crederci. Sua moglie è la migliore amica di mia madre, la mia madrina. Lui mi ha visto già il culo dal vivo, sì, quando mia madre mi cambiava i pannolini, nella casa al mare. Non riesco a dire nulla. Lui attacca per non essere attaccato. “Allora sei tu la porcona…”. Spera che in questo modo io taccia per non perderci la faccia. Si sbaglia di grosso. Mi chiudo la giacca guardandolo con disprezzo, alzo letteralmente i tacchi e me ne vado. Io non ho ragioni per vergognarmi, in fondo.
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