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I tre militari
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Titolo: I tre militari
Autore: Doroty Patt
Contatto:
Racconto n° 349
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Ho dato vita ad una propria azione di Pace. mi trovavo in un Bar per fare colazione nella città di Firenze, prima cosa un cornetto e un cappuccino con tanta schiuma. poi mi sono seduta ad un tavolo dove la luce filtrata dalla vetrata mi avvolgeva nel suo tepore.
Alzai lo sguardo verso la porta e vidi entrare tre militari, di tre razze diverse, un italiano, un americano, un inglese che si accorsero subito della mia occhiata e al banco del bar non mi staccavano gli occhi avidi da dosso, mi accorsi che erano militari di tre nazionalità diverse grazie alla bandierina che avevano sulla giacca della divisa.
Non ero neppure il massimo quel mattino avevo solo una gonna a pieghe e una camicetta bianca, senza trucco e con i capelli chiusi in una crocchia, ferma e imponente grazie ad un fermaglio di osso di balena.
Mentre sorseggiavo indecentemente il mio cappuccino i tre bellimbusti si avvicinarono, eccitatissimi per le mie gambe lucide grazie ad un olio alle mandorle che aveva impregnato il locale con il suo profumo, un richiamo al piacere, una tecnica che ha sempre funzionato per accalappiare muscolosi, sodi e irriducibili maschi.
Guidati dall'essenza e dalla voglia si presentarono: l'italiano si chiamava Marco, l'americano: Jeff, l'inglese: William. presero qualcosa da bere e mi offersero un delizioso menage a trois a cui non potei resistere.
Pagarono la mia colazione e le loro consumazioni e mi trascinarono fuori dal bar sotto gli occhi allibiti del barman.
Arrivammo ad un cascinale e lì si presero godimento della mia inibizione e della mia disponibilità.
Quando si tolsero le divise rimasi senza fiato, erano tutti e tre delle statue scolpite da un abile artista.
Subito mi circondarono e mi baciarono, sentire quelle lingue calde su di me mi ubriacò completamente di ardore e pulsante desiderio: uno in bocca, uno nel deretano e l'altro ovviamente nella mia passorina tutta depilata e piena di entusiasmo per i venti centimetri di William.
A rotazione, come trasportati dall'euforia e dalla mia abilità si alternarono i miei umori in un susseguirsi di spasmi e di respiri, Jeff e Marco con i loro potenti manganelli nerboruti e duri come l'acciaio mi inebriarono della loro forza e del loro ritmo, quei caldi tizzoni erano pane per i miei denti. io non mi ricordo quanto siamo andati avanti e che ora fosse quando tutto finì in un orgasmo multiplo sul mio seno, ma era già buio fuori dal cascinale e l'aria era tiepida. Il tempo di pulirmi della loro appiccicosa felicità e poi tornai al bar lasciandoli là mezzi morti e con un sorriso idiota sulla loro rossa faccia e i loro arnesi flosci e scarichi.
In tempo di guerra è stato bello fare sesso in alleanza con tre energumeni regalando loro una Pace dei sensi.
Non li ho più rivisti ma rimarrà sempre ferma l'immagine dei loro cannoni pronti e scoppiettanti, vivi nella mia memoria e carichi di quel loro inconfondibile, diverso sapore che ancora mi porto dentro come una Vittoria.