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Il giardino dei desideri
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Titolo:
Il giardino dei desideri |
Autore:
Bluorange |
Contatto:
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Racconto
n° 350 |
Altri
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Ricordo con infinito piacere quella serata, quella strana notte, immersa nel suo calore e nella sua magia... tutto era perfetto, il nostro incontro tanto atteso e combattuto era finalmente arrivato, l'ira degli Dei si era finalmente placata e noi eravamo pronti a vivere un nuovo sogno. L'emozione e l'eccitazione si erano fatte vive già dal mattino, la mente era completamente rapita, niente poteva distrarla dai suoi pensieri. Le domande erano molteplici, l'adrenalina era impazzita ed in me stava crescendo una lieve paura; sì, la folle paura di incontrarlo di nuovo. Erano passati circa due mesi dall'ultima volta che ci eravamo visti, che eravamo stati all'inferno... che avevamo goduto dei nostri corpi. Da quella volta avevamo, però, fatto l'amore altre volte, le nostre parole ci avevano guidato ed accompagnato nel nostro viaggio e nella nostra lussuria. Lo avevamo fatto al telefono, come due ragazzini. Ho provato sensazioni nuove e sconosciute, non credevo di esserne capace, non pensavo di aver tanta passione dentro di me.nessun pudore o imbarazzo, ogni inibizione era sparita, persa. Esisteva solo il desiderio di godere di quel attimo, di provare quella strana sensazione, di varcare la soglia del piacere più puro ed infinito... di provare quella sofferenza, che mi porterà sicuramente alla pazzia, ma alla quale ormai non so più rinunciare. "Sto guidando, i miei pensieri ritornano con forza a quella serata, al mio abitino nero, alle mie scarpe, ai miei capelli, al suo aspetto, al suo viso ed al suo sguardo, così incredibilmente coinvolgente ed intrigante. La cena fu squisita, mangiammo crostacei con le mani, i suoi occhi erano immobili sulla mia bocca, la osservavano con primitiva ed irrefrenabile voluttà e sorseggiammo del pinot friulano, il suo preferito, se non ricordo male! Uscimmo dal ristorante ebbri del vino e della nostra adrenalina, ci dirigemmo all'auto e guidammo in silenzio fino a casa mia. Scendemmo, ancora senza dire una parola, ma in perfetta sintonia. L'aria era ammaliante, calda e sensuale, la luna era piena e la sua luce sovrastava, come una regina, il buio della notte. Le stelle erano il suo regno, il loro splendore e la loro immensità ci resero liberi da tutto, dalla razionalità, dalle nostre paure e dalle nostre quotidianità; i nostri occhi si incrociarono ed in un attimo ci trovammo distesi sull'erba del mio giardino, vivemmo per qualche minuto la bellezza infinita di quello spettacolo. Il mio "segreto" amante si avvicinò, il suo respiro era così forte, che pensai, "Dio, i vicini!?"; invece erano solamente i miei sensi che ormai si erano totalmente aperti a lui... La sua bocca mi baciò, le sue mani mi spogliarono ed il mio corpo e la mia pelle divennero bianchi, illuminati solo dalla luna. Nessuna parola, i suoi occhi erano ancora su di me, non mi lasciavano, mi intrappolavano.divenni loro schiava. Prese il mio viso fra le mani e continuò a baciarmi. Ero persa in lui, volevo che non smettesse, che continuasse, che assaporasse ogni centimetro del mio corpo, fino a raggiungere il paradiso... il mio miele. Desideravo che ne sentisse il profumo e si inebriasse del suo sapore. E così fu, la sua lingua abbandonò la mia bocca, scivolò sul collo, poi sui seni, poi sul ventre e si fermò, adorava la mia pancia ed il mio ombellico; la mia schiena si inarcò, il mio respiro si fermò e la luce continuò ad illuminare ogni sfumatura. La sua bocca riprese il suo cammino, baciò i miei fianchi e con la lingua delineò i confini del mio slip. La mia ingordigia voleva che accelerasse i suoi movimenti, mentre la mia perversa sofferenza avrebbe voluto che non arrivasse mai al mio paradiso. Il mio corpo si stava movendo, seguiva i suoi movimenti, fino a quando sentii i suoi denti che stavano spostando gli slip. Quella meravigliosa lingua iniziò il suo gioco, si muoveva con maestria, come se stesse disegnando una farfalla. Il momento culminante di quel piacere stava sopraggiungendo prepotentemente, ma lui si fermò, prese fra le sue mani i fianchi, mi girò e mi fece sua... sentii il suo sesso dentro di me, si muoveva prima lentamente e poi con forza e poi di nuovo lentamente e poi ancora con forza... un grido si elevò nel silenzio della notte, la sua mano si posò sulla mia bocca, ma non riuscì nel suo intento; dovevo liberarmi dalla mia prigione, il mio cuore smise quasi di battere, il mio corpo si immobilizzò, pensai che in quel momento potevo anche morire. Il mio corpo ricadde sull'erba, il mio respiro riprese affannoso e le mie gambe iniziarono a tremare. Un brivido, le sue mani iniziarono ad accarezzarmi, le sentivo fra i capelli, sul collo, sulle spalle, sulla schiena; sentivo i loro movimenti, sprigionavano una dolcezza infinita. Non so quanto minuti passarono, forse in quell'attimo il tempo, la notte, la luna e sue stelle si fermarono. Loro, divenuti ormai i nostri clandestini testimoni. Mi voltai, il mio desiderio era ancora vivo, volevo di più, volevo placare la mia sete... mi avvicinai al suo ventre, iniziai ad accarezzarlo con le labbra, mi muovevo lentamente, volevo far crescere il suo desiderio e le sue aspettative. Il mio volto era ancora illuminato dalla luna; lui, la mia fonte di energia, poteva guardarmi, osservare ogni singolo movimento e vivere, anche con gli occhi, la sua eccitazione. le mie mani lo stavano accarezzando e la mia bocca adesso era vicinissima al suo sesso; ne sentivo il profumo mischiato al mio miele, una miscela afrodisiaca... la mia lingua iniziò la sua scoperta, si muoveva, lo sentiva, seguiva ogni suo millimetro fino ad arrivare alla sua cima, le labbra si aprirono e lo fecero entrare. I miei movimenti furono voluttuosi ed intensi, volevo godere del suo piacere, sentirlo dentro di me; volevo ascoltare il suo più istintivo ed animale godimento... il mio desiderio fu esaudito, sentii il suo sesso diventare sempre più grande, le sue gambe si irrigidirono, il suo respiro divenne affannoso, un calore immenso invase il mio corpo... venni inondata dalla sua linfa... d'improvviso ascoltai la sua voce e mi disse, "alla fine ci arresteranno". Ridemmo. Nel silenzio di quella magica notte, si sentirono solo le nostre risa. Entrammo in casa, ancora sconvolti da quello che era accaduto, solo allora prendemmo coscienza che potevamo essere scoperti, visti e spiati da chiunque e quel pensiero, nella nostra pazzia, ci eccitò. Ci addormentammo, esausti." Il mattino dopo mi svegliai, voltai il mio sguardo e.l'altra metà del mio letto era vuota, "com'era possibile?!" In quel preciso istante presi consapevolezza che fu tutto solo un sogno... indimenticabile, vero, reale, infernale... sogno. La mia stanza è immersa nella luce del mattino, fuori i raggi del sole devono essere già alti, ma resto nel mio letto, non ho nessuna voglia di alzarmi ed iniziare così un nuovo giorno. Sono divertita ed eccitata da quello che il giovane Morfeo mi ha regalato... sorrido, oramai consapevole di aver varcato la soglia del mio essere; ne sono felice, anche se non so dove mai mi porterà. Ad un tratto mi accorgo dell'infinito calore che il mio corpo sta liberando; lo sento vivo e selvaggio, sento il desiderio crescere in me, non posso crederci... le lenzuola sono bagnate dal mio miele... lo voglio, non riesco ad essere razionale, gli occhi si chiudono, il bacino inizia a muoversi e le mani ad accarezzarmi... la mia mente è persa, le immagini si sovrappongono, sto rivivendo il mio sogno, sto godendo di ogni suo attimo; sento il battito del mio cuore fra le gambe, è forte e deciso, non riesco a controllarlo, non ce la faccio... le dita raggiungono la clitoride, iniziano a viziarla come una bambina... le danno ciò che vuole e lei come per incanto diventa sempre più docile e imponente e prepotente e sublime, la sua linfa improvvisamente inonda le mie mani ed io libero il mio corpo da quell'oblio. Gli occhi si aprono, adesso sto ridendo, resto qualche minuto immobile con le mani ancora fra le cosce, poi mi alzo, sono felice, entro in doccia, l'acqua è calda e scende giù con forza, appoggio la mia schiena alla parete gli occhi si chiudono nuovamente ed io, vulnerabile ed indifesa, mi lascio coccolare da quel momento... sorrido.
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