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La fine del giorno
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Titolo:
La fine del giorno |
Autore:
DanzaSulMioPetto |
Contatto:
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Racconto
n° 3513 |
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Il suono dei suoi passi riecheggiava lungo le scale del palazzo, danzando nel corridoio, fino alla porta d’ingresso dell’appartamento. Attese il suo arrivo, immaginando le sue gambe affusolate, avvolte nelle calze che presto le avrebbe sfilato lasciandole scivolare delicatamente fino alla caviglia. Lei avrebbe sorriso dolcemente, poggiando la punta del piede sul suo petto, aspettando che lui lo liberasse completamente dalla calza. Al morbido candore vellutato del suo piccolo piede nudo non avrebbe saputo resistere, lo avrebbe sollevato, facendo scivolare la mano lungo la caviglia e sotto il tallone, massaggiando delicatamente la pianta. Con il pollice l’avrebbe frizionata, accennando piccoli movimenti circolari ad ogni pressione, sarebbe risalito così, dal tallone alla punta, avvicinandolo poco a poco alle labbra. Lei avrebbe sentito il suo respiro sfiorarle le dita, lo avrebbe sentito sempre più forte, man mano che lui le sollevava il piede, lo avrebbe sentito inebriarsi del suo delicato aroma, fino a pochi istanti prima di sentire le sue labbra schiudersi in un umido bacio. Varcò la soglia a passi lenti, scandendo l’emozione degli istanti che l’avrebbero condotta fino all’attimo in cui avrebbe assaporato il piacere di quel rito. La luce soffusa che si diffondeva nella stanza accarezzava il pavimento su cui lei danzava, con passi morbidi, come se petali di rosa li accogliessero. Lui seguì i suoi movimenti, rapito da quella melodia che ad un tratto divenne silenziosa, quando lei fece scivolare i piedi fuori dalle scarpe e i suoi piedi sorrisero, ormai liberi, sentendo il lieve brivido fresco del pavimento solleticarle le piante. Pochi, lenti passi, prima di raggiungerlo e sedersi accanto a lui sul divano, sollevando le gambe e adagiando i piedi tra le sue mani, come se tornassero a casa dopo un lungo viaggio, trovando il dolce tepore del proprio letto, in cui accoccolarsi e abbandonarsi ai propri sogni. Lui li accolse come un dono prezioso che strinse al petto, li abbracciò baciandoli con tenerezza, sussurrandole il suo desiderio reso avido dall’attesa. Li sfiorò con piccoli baci, con la punta della lingua scivolò lungo l’incavo alla base delle dita, per poi percorrerne le delicate curve fino alla loro sommità ed avvolgerle, succhiandole dolcemente. Lei si abbandonò, tra i gemiti, ai brividi di piacere che sentiva correre lungo il proprio corpo e scaldarle il ventre, godendo del lento e prolungato indugiare di quelle umide carezze, che poco a poco cominciavano a salire, come un soffio caldo colmo di passione. Ricambiò le sue carezze, strofinando, talvolta, un piede sul suo viso, con l’intensità che quel piacere le suggeriva.
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