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Titolo: Il fotografo
Autore: Olivo
Contatto:
Racconto n° 3520
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Uscimmo da casa con borse e valigie alla mano, eravamo pronti per la partenza. Stivati i bagagli nel capiente bagagliaio della nostra station wagon salimmo in macchina, io, mi misi al posto di guida, sorprendentemente invece, Marianna salì dietro, assieme a Fabio. Avevano iniziato fin dal mattino, a stilare un programma di base per il nostro lungo week-end, da Giovedì pomeriggio a Lunedì, in una località termale in cui avremmo dovuto riunirci con altri nostri amici e trascorrere qualche giorno di relax e benessere.
Il sedile posteriore era invaso da cartine topografiche dei sentieri, depliant di vari centri termali con piscine, sauna, bagno turco, massaggi, ed infine anche di ristoranti tipici, certo che a sentire loro la vacanza dovrebbe essere durata minimo una settimana.
Marianna sosteneva:
Mattino: colazione abbondante, partenza per escursione alla cima x, piccolo ristoro, ritorno dal passo Y.
Pomeriggio – visita al centro termale con sauna bagno turco massaggi etc.etc
Sera infine - cena in ristorante tipico, eventualmente disco.......se arrivavamo interi.
Fabio guardò Marianna come si guarda un extraterrestre ed aggiunse:
“Io credo che non riuscirò a seguirvi in questo tour de force” intervenni anch’io, dicendo che il programma di Marianna mi sembrava più un addestramento da accademia militare, che giornate di svago, e che comunque ognuno poteva decidere la cosa migliore per sé.
La discussione si placò.
Seguì un periodo di silenzio, ognuno guardava il paesaggio che poco a poco mutava, lasciandosi alle spalle la pianura, per far posto alle prime formazioni collinari, estese porzioni di terra coltivate a vigneto, la musica che diffondeva la radio faceva da colonna sonora creando un clima di intimità molto forte.
Mi accesi una sigaretta – lo so non si dovrebbe fumare in macchina, ma quel giorno era un giorno di vacanza e …..allora, mi ero permesso anche ciò.
Mi girai verso i miei compagni di viaggio e dissi:
“Si sta bene lì dietro?” vidi Marianna con la macchina fotografica digitale in mano, regalatale da Fabio, che chiedeva alcune spiegazioni, almeno per le funzioni principali.
Parlavano sommessamente, uno vicino all’altro, ogni tanto, uno scatto di prova.
Marianna sembrava molto soddisfatta del regalo che aveva ricevuto, anche Fabio lo confermò, disse che gli sembrava un bel giocattolino, in rapporto a qualità e prezzo, e con questo, scattò due o tre foto.
Il risultato come sempre era eccezionale grazie anche alle forme e agli indumenti sempre ad hoc di Marianna; in quell’occasione, aveva indossato per il viaggio un vestitino leggero molto sbarazzino, abbottonato sul davanti e con tutti i movimenti di assestamento era risalito ben oltre le cosce, . Le foto avevano colto proprio questi particolari come sempre negli scatti di Fabio.
Marianna si sporse in avanti a far scorrere le foto sul display mostrandomi gli scatti, in quel modo la sua scollatura generosa mise bene in viste le sue tette rotonde e invoglianti come pesche, con la mano destra cercai di accarezzare un seno ma mi sfuggì, le dissi allora:
” Mmmh se fossi qui davanti……”
“Avresti……..già perso il controllo della vettura!” il suo sorriso enigmatico mi colpì
Il viaggio proseguiva tranquillamente, e così di tanto in tanto buttavo là qualche frase, ma che però ben presto cadeva nel vuoto. Sembrava come non ci fosse più tanta voglia di chiacchierare
All’ora di pranzo eravamo giunti nel frattempo nel centro di una piccola cittadina ,dovevamo imboccare la tangenziale e, per uscirne ci sarebbe voluta una pazienza certosina, mentre aggiustavo lo specchietto retrovisore notai un movimento strano tra i miei compagni di viaggio, ciò mi rese curioso e senza dare nell’ occhio feci in modo di osservare cosa avveniva sul sedile posteriore.
La risposta non tardò ad arrivare, notai come Marianna al centro del sedile teneva la mano di Fabio, il quale le aveva allargato le gambe facendo salire la gonna già di per se corta, scoprendola fino ad intravedere il suo piccolo perizoma, le sue mani segretamente vagavano su quelle gambe affusolate, come una piuma lasciata cadere nel vuoto. Il volto di Marianna era leggermente arrossato, sembrava come in uno stato confusionale, da ciò che potevo vedere,mi sembrava parecchio coinvolta.
Tutto questo m’intrigava, ero confuso ed eccitato, queste emozioni erano in conflitto; la rabbia, istintivamente fu la prima ad assalirmi nel vedere mia moglie esplorata da mani estranee; l’eccitazione, in seconda battuta si fece strada piano piano, quella situazione insolita ed inaspettata suscitò in me una forte eccitazione causandomi un’erezione da cui non sapevo come uscirne.
La posizione di Fabio era abbastanza scomoda e, nello sporgersi in avanti, guardò verso di me e, si rese conto che lo specchietto retrovisore, era stato posizionato non a caso, ma in modo da consentirmi di poter vedere le persone sedute sul sedile posteriore e non la strada.
Ma come era nata tutta questa situazione?
Per scoprirlo bisogna fare qualche passo indietro nel tempo.
Tutto iniziò quando io e la mia compagna Marianna appunto, traslocammo nel nuovo appartamento in un paesino a ridosso della città, una casetta piccolina con portico, e con del verde intorno, per cui molto del nostro tempo lo passavamo all’aperto. Fu lì che facemmo la conoscenza di Fabio, nostro vicino di casa, persona abbastanza strana, rimaneva spesso dietro le tende ad osservarci (questo particolare lo scoprimmo in seguito….) le poche volte che usciva, era di poche parole, il movimento che in quei tempi avevamo portato in quel luogo fin troppo tranquillo sembrava gli desse fastidio e che noi gli fossimo antipatici. Quando i nostri amici, chi con figli chi con i cani venivano a trovarci, la casa e lo spazio circostante si riempiva di vita di allegria. Fu proprio una di queste volte che notai i suoi movimenti dietro la finestra. Ero rientrato in casa per prendere dalla dispensa un vassoio di roast beef vidi chiaramente che aveva un teleobiettivo puntato su di noi intento a rubare le nostre immagini, a scrutare la nostra intimità. Anche se devo dire che, dato il luogo riparato, la stagione favorevole, alcune amiche di mia moglie si erano lasciate andare un po’, ecco allora che una per prendere il primo sole rimaneva in reggiseno l’altra alzava le gonne per far prendere colore alle gambe non senza commenti pepati dei rispettivi compagni.
Mi sarebbe piaciuto vedermi la settimana successiva fotografato sulla copertina del gossip italiano “Eva/Anna/Giovane/Di tutto e di più”.
Uscii, posai sul tavolo il vassoio e, quindi senza dire nulla mi diressi verso la casa del nostro vicino, chiamandolo, lo invitai a bere un bicchiere di vino, si affacciò sulla porta con in mano ancora caldo il cannone della sua Nikon digitale e io dissi: “ Ti va un bicchiere di vino?” sembrava restio, cercò di appoggiare la Nikon su una sedia ma io lo anticipai dicendogli:”No!No! portala, così scatti qualche istantanea”
Sembrava rinfrancato, e si unì a noi.
Marianna gli fece posto tra lei e la sua amica Giorgia, una bella quarantenne perennemente alla ricerca di un fidanzato, che fin da subito misero a proprio agio Fabio, ancora sulla difensiva.
Evidentemente l’oggetto misterioso era la camera che pendeva dalla spalla proprio come i reporter d’assalto ed infatti i discorsi in quel frangente si concentrarono su questa professione che lui esercitava e da cui “dipendeva” in tutti i sensi.
Raccontò che il suo lavoro consisteva in servizi fotografici per un’agenzia di spettacolo, quindi era sempre a contatto con stelline di dubbio valore che per una sfilata di moda o una comparsata in qualche trasmissione televisiva avrebbero dato chissà cosa.
Per lui la fotografia era altro.
A Fabio piaceva fotografare le cose della quotidianità, tutto per lui era scatto, fosse un padre con suo figlio, una donna che bacia il fidanzato, una donna discinta mentre svolge attività domestiche e, cercare in esse il click artistico.
La festa, ebbe un lungo prologo, fino quasi all’imbrunire allorquando, qualcuno buttò l’idea di andare a mangiare tutti assieme una pizza giù in paese, cosa che venne accolta all’unanimità.

Anche Fabio rimase con noi e devo dire che nonostante la riservatezza del suo carattere colpì molti dei nostri amici Giorgia in primis che magari…..(non si sa mai).
A letto anche Marianna mi confessò con qualche moina che Fabio gli sembrava un tipo intrigante e che sarebbe valsa la pena di frequentarlo, a quel punto, non avevo più voglia di ascoltare nessuno, se non il mio sonno, che mi colse come un macigno.
Da quel giorno i nostri rapporti piano piano si fecero sempre più amichevoli.
La stagione stava scivolando verso l’estate, le lunghe giornate di sole permettevano a Marianna di curare il giardino non dimenticando nello stesso tempo l’abbronzatura, quindi quando era nel giardino spesso indossava solamente un costumino che lasciava ben poco all’immaginazione, se poi, la casa del vicino era sguarnita, si poteva togliere il reggiseno e lavorare cosi in topless.
Un giorno di questi,Marianna, convinta che Fabio, non fosse in casa, levò gonna e maglietta rimase solamente con il perizoma che metteva in mostra un bel culo fiero e natiche belle sode.
Svestita così, continuò a curare e piantare varie essenze, che avevamo acquistato in una serra, ad un tratto una voce la assalì di sorpresa:”Dovresti innaffiare queste piante altrimenti soffrono” Subito seguì un getto d’acqua che la investi da capo ai piedi, Marianna bagnata come un pulcino, non ebbe tempo di reagire che subito una raffica di scatti la investì, poi Fabio con estrema sollecitudine scavalcò lo steccato le portò un telo da bagno lei si avvolse e si asciugò.Se avesse potuto lo avrebbero incenerito, ma Fabio con uno sguardo innocente, si fece perdonare, e le disse:”Quando sei meno arrabbiata ti faccio vedere le foto” tutti e due risero, tanto che Marianna chiese a Fabio – “ Ti va un caffè?” - lui rispose che non era ora, in quell’istante, a Marianna scivolò il telo, lasciandola scoperta, ed ancora bagnata, ma non più infreddolita, i suoi capezzoli perciò, risentivano ancora dell’abbondante innaffiatura, ed erano ancora corrugati, scuri, tesi, e il suo ventre mostrava un monte di venere ben curato se non depilato.
Non è un caso dire di avere una memoria fotografica e Fabio queste cose le ricordò.
Quella sera, cenando in giardino, Marianna mi raccontò il fatto con molto garbo, facendo passare l’accaduto come uno scherzo;la serata era calda, Marianna era vestita con un pareo quasi trasparente, lo spacco saliva alto, fino quasi all’inguine, da dove si potevano vedere le sue belle cosce, illuminate dalle fiaccole, disposte intorno al tavolo, si intravedeva anche l’intimo che indossava, solo un minuscolo perizoma.
La situazione mi invogliava, mi avvicinai a lei, e la mia mano iniziò ad accarezzare la sua gamba, risalendo lentamente sui fianchi, ed a soppesare infine, le sue belle tette da sopra il tessuto, sfiorai con le labbra il collo e baciandola sulla nuca le dissi :
”Entriamo in casa……….”
Gli occhi di Marianna si illuminarono stava per rispondermi, quando la voce di Fabio ci fece ritornare sulla terra:
”Ti va di vedere le foto di oggi... o sei ancora incazzata?!”
Abbandonammo per il momento il progetto di scopare e accogliemmo Fabio con piacere,
“Bevi un caffè?” disse Marianna,
“Adesso sì... volentieri” rispose.
Marianna si alzò a preparare il caffè.
“Ho messo le foto su una pen drive se hai un PC le possiamo, vedere altrimenti prendo il mio portatile”
“Un attimo e lo prendo” dissi io e, così facendo mi alzai velocemente, detti un bacio a Marianna e presi il PC, inserii la periferica, subito le immagini apparvero nella cartella sul desktop.
Marianna nel frattempo ci servì il caffè, forte scuro bollente come solo lei sa fare, presi la bottiglia della grappa ne servii due bicchierini, accesi una sigaretta, a quel punto Marianna venne a sedersi sulle mie ginocchia, di fronte a Fabio, così potevo gustare le sue morbidità posteriori, le mani, discretamente accarezzavano i fianchi e la schiena spingendomi fino al solco delle natiche.
Marianna sulle mie ginocchia continuava a muoversi allargando e stringendo le gambe , così facendo, lo spacco del pareo si allentava sempre più lasciando bene in vista le sue splendide gambe ed il perizoma con il monte di venere prominente.
Sfogliammo con attenzione, foto dopo foto, osservando come la sequenza abbia catturato immagini dai movimenti repentini ed inconsulti quasi come fossero passi di danza. Due di queste erano le più belle ed anche le più intriganti, erano state virate al bianco e nero e inquadrava Marianna nell’atto di ripararsi dal getto d’acqua, l’immagine era perfetta nella scala dei grigi, ben esposta, tutta a fuoco, tanto che si potevano vedere i capezzoli corrugati e dedurre che anche lo slippino bagnato faceva trasparire i peli del pube e tutto il resto; nell’altra invece aveva colto un movimento, quindi il busto diciamo, era fermo e a fuoco, mentre il resto, mani e gambe, sospese come nell’aria, erano leggermente mosse.
Il viso in questa foto risaltava magnificamente tanto che sarebbe stato il caso di fare solo un ingrandimento di quest’ultimo.
Fabio disse:” se volete stampo su carta questa foto…..”
Erano molto belle le avremmo volute tutte.
Marianna rispose:”Ora pubblicherai le mie foto su qualche magazine??!” e lui di rimando “mah vedremo” sorridendo sornione.
Più tardi, quella sera, quando Fabio si ritirò, noi continuammo a guardare sul divano le foto e Marianna a ricostruire l’azione, mi sembrava che spesso si soffermasse su quelle foto dove l’obiettivo aveva colto i tratti più intimi,godendo dell’esibizionismo messo in mostra.
L’eccitazione da esibizione in lei ben presto si tramutò in eccitazione erotica, salì sulle mie ginocchia ”Dove eravamo rimasti?!..” mi baciò, sfilò la camicia dai pantaloni, per sentire la mia pelle sulla sua, si liberò dal pareo e rimase solo con lo straccetto del perizoma.
Con il seno si strofinava sul mio petto, le mie mani correvano dai fianchi fino al solco dove alla confluenza si trovava la sua passera, già gonfia e bagnata, allargò impudicamente le cosce, in modo che la mia carezza potesse diventare più intima:” bene così ti sento meglio..” spinsi le dita oltre il perizoma, Marianna mi accarezzò i capelli.
”Si toccamela…ne ho voglia, non senti com’è bagnata? “
Col dito, entrai nella fessura riservando una languida carezza al clitoride, Marianna ansimava, la sua bocca cercava la mia.
“Sì la tua fica mi piace da impazzire”
Intanto Marianna era riuscita ad aprire la zip dei pantaloni, estrasse dai boxer il mio sesso e, con la voce roca di piacere mi disse:
” Anche il tuo cazzo mi fa impazzire” e con ciò lo appoggiò alla sua patatina
” Adesso mettilo dentro piano voglio sentirlo fino in fondo”
Lentamente penetrai quel pertugio godendo come un maiale, con il cazzo ben inastato iniziai a spingere, Marianna rispondeva colpo su colpo, con le mani la tenevo per il culo e le mie dita si trovarono a contatto con la sua bella rosellina, che penetrai:
” Ahh sii dai anche il dito nel culoo” Avevo il cazzo durissimo e Marianna lo lubrificava con le sue copiose secrezioni, godeva come una porca.
“Prendi il vibratore, adesso sei pronta per farti inculare mentre ti scopo”
Lei si alzò, io nel frattempo tolsi definitivamente i pantaloni, quando ritornò si sistemò sul bordo del divano con i gomiti appoggiati alla spalliera, io da dietro, dopo aver intinto il vibratore nella sua fica bagnata fradicia lo appoggiai al culo e lentamente spinsi finchè entrò.
Mi rimisi dentro la sua topa, accesi il vibratore e inizia una nuova corsa
”Ti sei eccitata questa sera nel vederti fotografata così vero?”
“Si” lei rispose
“Ma ancora di più da come mi guardava le gambe e le tette finchè stavo sulle tue ginocchia”
“Era per quel motivo che continuavi ad aprirle e chiuderle??”
“Behh, le tue carezze mi eccitavano e……i suoi sguardi facevano il resto...”
“Sai” aggiunse sospirando
“Secondo me…Fabio capiva che tu mi stavi accarezzando..e che io ero eccitata……”
“E’ per questo che allargavo le cosce, cercavo di masturbarmi contraendo i muscoli”
Continuavamo a scopare eravamo ingrifati come non mai, ma volevamo aspettare ancora prima di lasciarci andare all’orgasmo.
“ Mmh..che duro che ce l’hai…dai vieni”
In effetti mi sentivo ormai al limite della resistenza, la vibrazione del dildo contribuì non poco a ciò,
per cui lo estrassi, rimasi ancora qualche attimo per le ultime spinte a fondo, quando sentii salire dal profondo, un orgasmo intenso,riversai tutto il mio sperma nella sua cavità ed il rimanente scese lungo le sue cosce. Anche Marianna a ruota mi seguì, il suo viso sembrava rabbuiarsi come il cielo prima di un temporale e, subito dopo la tempesta si scatenò.....venne, venne, venne, lasciando che la riempissi:
”Siii sborrami nella figa ....riempila tutta ohh..oooh”
Ci lasciammo andare nell’abbandono per qualche attimo, poi Marianna non ancora soddisfatta ricercò un secondo orgasmo strusciando la sua bella fica fradicia sul mio cazzo semi-ammosciato. Quello fu un orgasmo per lei appagante, lo sentì,lo ascoltò, ed infine godette sfinita. Lentamente riprendemmo contatto con la realtà e io le dissi:
“Certo che se questo è l’effetto delle foto sarà meglio che tu ti faccia riprendere più spesso” pensò un attimo e poi con voce melliflua disse:
“credo anch’io che troverò altre occasioni per posare per Fabio…in fin dei conti eccita anche te non è vero amore?”
Da quel giorno Marianna sembrava come trasformata, più conscia della sua arte seduttiva, lo si capiva dai piccoli particolari, quando uscivamo indossava spesso scarpe con i tacchi in modo da slanciare le sue gambe, se indossava gonne lunghe lasciava aperto uno spacco un po’ più audace, quando invece metteva gonne classiche, sotto portava quasi sempre autoreggenti, per non parlare poi di tutta la lingerie, per la quale faceva autentiche pazzie.
Frequentavamo una o due volte la settimana, a seconda dei nostri impegni di lavoro, un centro di fitness con sauna, bagno turco, massaggi, etc. in uno di questi mentre Marianna stava conversando con la sua amica Giorgia notai o almeno credo una depilazione totale alla sua passera, chiesi:
” Ma ti sei depilata completamente...quando?” lei rivolta a Giorgia disse:
” Ma guarda te se ci deve essere un guardone in sauna....” e scoppiarono a ridere tutte e due
“ Si!, mi sono depilata, mi piace di più così, e poi il fruscio del tessuto sulla pelle depilata mi stimola”
“Anche Giorgia si è depilata vedi?” e con naturalezza le divaricò una gamba,
“depilazione accurata” dissi, con il telo da bagno mi coprii il ventre, sentivo in arrivo un’ erezione, mi sembrava di cattivo gusto farlo notare.
Non sfuggì invece quel gesto ne a Marianna tanto meno a Giorgia la quale aggiunse:
” Ti faccio così effetto?....Sei abituato a vedermi nuda in sauna no?”
Quindi rivolta a Giorgia disse :
”Sarà meglio se andiamo nel bagno turco e lasciamo l’uomo a sbollire”

Si avvicinava in quei giorni il compleanno di Marianna, stavo girando per la città alla ricerca di un’idea per il regalo, non sapevo dove sbattere la testa finchè perso nei vicoli del centro storico mi ritrovai davanti la vetrina di un sexy shop mi incuriosì ed entrai.
Scaffali enormi pieni di cassette hard, vetrine con falli di tutte le dimensioni, abiti S/M manette, fruste, vibratori, biancheria sexy, la mia attenzione si rivolse a due cose ben distinte, ma che insieme, potevano costituire un regalo completo. La prima fu una guepiere con perizoma coordinato color granata mooolto bello, la seconda invece era un gadget particolare, erano delle palline cinesi, le acquistai entrambe.
Mi feci confezionare un pacco regalo ed uscii molto soddisfatto per gli acquisti.
Era un sabato, tardo pomeriggio, la giornata era stata molto calda eravamo alle soglie dell’estate ed era il giorno del compleanno, Marianna era radiosa e felice di poter ospitare in quella nuova casa gli amici per festeggiare.
I preparativi fervevano, tra poco sarebbero giunti tutti, Giorgia arrivò prima degli altri per dare una mano, ci sarebbe stato anche Fabio che per lavoro era stato fuori città per circa un mese e mezzo.
“Prima che arrivino, salgo a fare una doccia e cambiarmi” disse Marianna
Rimanemmo io e Giorgia, terminammo le ultime cose mi sembrava tutto o quasi a posto, il fuoco crepitava e le braci erano quasi pronte ci sedemmo concedendoci allora il primo bicchiere della serata. Aprii una bottiglia di prosecco, fresco, profumato, il perlage perfetto, nel porgerle il bicchiere notai il nuovo taglio dei capelli e…come sempre la magnifica scollatura:
”Siamo in vena di conquiste questa sera?”
“Perché” - fece lei
“Mi sembri molto seduttiva con quel taglio di capelli e la tua scollatura…fa sempre un bel effetto…”
“Dammi una sigaretta” le accesi la sigaretta, feci una boccata e gliela passai, nell’avvicinarsi, la scollatura si ampliò e mi lasciò vedere quelle rotondità perfette sostenute da un reggiseno a balconcino
“Non fa lo stesso effetto vederti nuda in sauna come in momenti come questo…sembri un’altra persona, ti metterei le mani nella camicia” sorrise, appoggiò il calice sul tavolo e sospirando accavallò le gambe, la sua gonna allora si accorciò ulteriormente feci per allungare la mano, ma in quel preciso istante, una voce risuonò familiare:
“ Ehh Ehh Ehccomi…”
Era Fabio.
“Come i paparazzi compari sempre nel momento giusto per lo scoop….vieni avanti”
“Giorgia la conosci vero?”
“ Sì, ci siamo visti la prima volta che mi avete invitato…ma non abbiamo avuto modo di approfondire “
“Vorrà dire che approfondiremo questa volta…”aggiunse sibillina Giorgia.
Anche Fabio,si presentò con un pacchetto regalo e lo depositò insieme agli altri,servii anche a lui un bicchiere di vino e nel frattempo alle nostre spalle faceva il suo ingresso la festeggiata, splendida!
Indossava un lungo abito in chiffon di seta color pervinca, con piccoli bottoni sul davanti e, dei sandali aperti con tacco alto.
Fabio, per non smentirsi, estrasse questa volta una piccola digitale dal taschino della giacca e scattò, le luci del tramonto hanno le intensità più calde e Fabio riuscì ad imprimere ciò nella sua foto.
Nel frattempo erano giunti gli altri amici e colleghi di lavoro di Marianna, e la festa poteva iniziare.
Finchè Marianna e Giorgia servivano gli aperitivi, mentre io avevo preso posto al barbecue, pronto per cuocere le verdure e le bruschette, si avvicinò Fabio, servendomi un aperitivo e, una ciotola di olive ascolane, io gradii molto e gli dissi
“Sono contento che tu sia ritornato….com’è andato il lavoro a Roma?”
“Ho ricevuto parecchi complimenti e qualche proposta che dovrò valutare con molta attenzione….ma questa sera non ho voglia di parlarne, ho solo voglia di divertirmi qui con voi e festeggiare la tua splendida signora” rispose Fabio.
“Hai visto Giorgia che occhi da gatta quando ti guarda?…ti mangerebbe in un sol boccone”
“Ed io…….mi faccio mangiare” rise sonoramente,brindammo e vuotammo il bicchiere.
La festa proseguì per tutta la serata fino a notte inoltrata gli ospiti mangiarono e bevvero di tutto e di più, gli animi erano accalorati, la musica improvvisamente assunse un ruolo di primo piano, il rhythm and blues si sa trascina anche i morti, così tutti ci lanciammo nel ballo più sfrenato.
Ben presto movenze più azzardate si fecero strada Giorgia e Marianna sculettando si erano avvicinate a Fabio che come James Brown cercava di rifare il suo famoso passo, ballando mi avvicinai anch’io a loro tre e misi del mio per far salire la gradazione.
Aretha Franklin, poi fece la sua comparsa nella compilation, attaccò Let It Be nella sua versione, tutti cercammo un o una partner per allacciarci in quel lento “strappamutande” invitai Marianna la quale si attaccò a me come una ventosa, Giorgia ovvio, fu invitata con molta galanteria da Fabio e di seguito tutti gli altri.
Marianna per ballare aveva slacciato ormai quasi tutti i bottoni della gonna i miei passi spesso si insinuavano tra le sue gambe, sentendo le prominenze del monte di venere, lei mi stringeva ed io coglievo l’occasione per sfiorarla con le labbra sulle spalle, sul collo sui lobi,le mani accarezzavano i fianchi sopra la seta che risultava al tatto come una sensazione struggente e poi scivolarono anche sui glutei ben torniti sentivo che sotto portava un minuscolo perizoma, ma ahimè la canzone finì. era come risvegliarsi da un ipnosi e ci ritrovammo tutti inebetiti.
“Ancora mettila ancora !” tutti gridarono e quindi schiacciai replay e tutto iniziò di nuovo, solo che questa volta Fabio reclamò la festeggiata ed io la concessi, mi avvicinai a Giorgia e con il braccio le cinsi la vita, la attirai a me e cominciammo a ballare:
“ Adesso ti guardo le tette per tutta la durata del pezzo “ le dissi
“ ………..guarda cosa faccio” con la mano destra si slacciò due bottoni e strusciandosi sul mio petto, le tette uscirono dal balconcino, io non persi quell’attimo e subito abbassai la testa per sentire la loro fragranza, Giorgia dolcemente mi prese la testa con la mano e la fece appoggiare su di esse, io le baciai.
A Marianna non sfuggì quel particolare e nemmeno a Fabio che velocemente estrasse la digitale e…shot! Immortalato.
Marianna per farmi capire che la cosa non la toccava si strinse a Fabio come un polipo, tutto il suo corpo aderiva perfettamente, i movimenti del loro bacino erano coordinati, le mani ora erano lasciate libere alla scoperta di ciò che pulsava sotto quel vestito.
A notte profonda, i colleghi di Marianna, ormai distrutti, gettarono la spugna, ringraziarono e felici ci salutarono, rimanemmo solo noi quattro, guardandoci in giro, ci rendemmo conto che forse era meglio riordinare, Marianna disse: “Lasciamo così, ci pensiamo domani mattina, se a voi sta bene”
“Domani, possiamo mangiare qualche cosa assieme e prendere il sole”.
Fu la scelta più saggia.
Marianna aggiunse
“Fabio tu domani sei dei nostri?”
“ Volentieri” rispose lui, e poi rivolta a Giorgia:
“Vuoi rimanere qui questa notte?”
“ Dormo in mezzo a voi?” rispose Giorgia scherzando, io sbadigliando aggiunsi
“Non sarebbe male, ma comunque la stanza degli ospiti è disponibile”
“Accidenti!” disse Marianna volgendo lo sguardo sul tavolo
“Ci siamo dimenticati di aprire i regali”
“Azz. è vero ci penseremo domani” aggiunsi io.
Salutammo Fabio e ci ritirammo a dormire.
Il sole era gia alto quando ci risvegliammo,in quel momento uscì dalla sua stanza Giorgia, indossava solo la mia giacca del pigiama in seta, era bellissima.
“Vieni qui” disse Marianna, Giorgia si avvicinò a noi e, si sedette dal lato di Marianna che subito l’abbracciò
“ Hai dormito bene?”
“Si…ho fatto anche un bel sogno….” anche Giorgia abbracciò Marianna e la baciò sulla guancia mi avvicinai a loro e sfiorai con la mano le gambe di Giorgia risalendo su, oltre la giacca del pigiama, sotto non indossava nulla,era bello sentire la pelle calda e per nulla sorpresa dalla mia carezza, sensuale, sulle sue natiche, cosa che lei gradì molto e, quando risalendo ai suoi fianchi un brivido di piacere la colse, mi guardò, posò le labbra sulla mia bocca, in un bacio confidenziale.
“Sarà meglio che scendiamo per il caffè…non mi garantisco, se rimango qui vicino a tuo marito” disse Giorgia, Marianna allungò la sua mano a constatare la mia erezione mattutina disse:
“Qui c’è già qualcuno che alza la cresta…senti” e così facendo portò la mano di Giorgia sul mio sesso la quale constatò e disse:
“non avevo dubbi!”
La cosa con mio gran dispiacere finì li e rimasi con il colpo in canna.
La colazione fu servita fuori, sotto l’ombrellone, quando anche Fabio arrivò, questa volta portandosi la sua Nikon professionale con tanto di obiettivi,
“Oggi sento che è giornata per qualche scatto interessante”
“lo vuoi con lo zucchero il caffè?” disse Marianna, presentandosi solo con una canotta extralarge
“ Senza..grazie!” Fabio inquadrò e scattò.
Giorgia che stava mollemente adagiata sullo sdraio ancora con la giacca del pigiama aggiunse “Spero che uno scatto tu lo faccia anche a me” Fabio si alzò si avvicino a Giorgia, inquadrò il suo viso e la scollatura dall’alto, una notevole porzione di tette si intravedevano ma Giorgia per aumentarne l’effetto aprì un bottone in più, ora la rotondità del seno era ben visibile..shot!.
Si sedette sullo sdraio accanto a lei e ancora la inquadrò ma questa volta Fabio con audacia e lentezza aprì anche gli ultimi due bottoni del pigiama e ne scostò i lembi, in quella posizione scattò.
Maya Desnuda !
Dopodiché Fabio con mano gentile e delicata le accarezzò il volto, le spalle e, finì con il sfiorarle il seno; Giorgia, rimase colpita e sorpresa da quel gesto di intimità tanto che si alzò si sedette vicino a lui e lo baciò languidamente sulle labbra.
“Allora fannulloni………volete muovervi o volete che vi cacci!” gridò Marianna rivolta a noi, in effetti era ora ormai di rimettere in ordine i resti della notte passata.
Velocemente Giorgia si rivestì, come pure Marianna,io e Fabio, iniziammo a raccogliere nei sacchi, gli avanzi, le bottiglie , vuotare i posacenere,riporre nel magazzino i tavoli usati, Marianna e Giorgia in cucina caricavano la lavastoviglie, i bicchieri di cristallo accuratamente lavati a mano, le tovaglie sporche messe in lavanderia.
In breve riordinammo tutta la casa, compreso il giardino.
Ora finalmente potevamo aprire i regali che la sera precedente non avevamo aperto e devo dire che fu meglio così visto il genere di regali che io perlomeno avevo scelto.
Tutti eccitati per la sorpresa ci addossammo al tavolo e Marianna iniziò a scartare il primo pacco.
Era il regalo di Fabio, Marianna curiosa aprì,strappò l’involucro e comparve il contenitore di una piccola compatta digitale
“Graaaazie!” e lo abbracciò con intensità,poi venne il regalo di Giorgia,la quale conoscendo i gusti di Marianna le regalò un vestito in Jersey con collo a V, gonna svasata molto raffinato.
Infine era il mio turno, Marianna era oltremodo curiosa, aprendo il pacco si accorse che il contenuto era doppio, aprì il più grande e quando vide la guepiere con perizoma coordinato fece un sorriso sornione ma si capiva che era molto contenta, rimaneva il secondo pacchetto io dissi:
” Beh non è un complemento della guepiere, ma pensavo fosse simpatico regalarlo……”
Marianna aprì anche quello e quando vide le palline si chiese che cosa fossero…io con un po’ di imbarazzo spiegai che erano le palline di geisha e servivano per stimolare il piacere inserendole nella vagina.
Giorgia Fabio ed io all’unisono ci rivolgemmo a Marianna intimandogli di sfilare con tutti quei regali.
Marianna senza imbarazzo ci guardò tutti e poi con malizia chiese a Giorgia:
“Intrattieni tu i ragazzi finchè mi trasformo?”
“ Tranquilla….”
Fabio guardò Marianna finchè saliva le scale il, suo culo parlava……..poi rivolto a Giorgia
“Cosa dici se nell’attesa facciamo due scatti?”
“Volentieri!”
Le prime pose furono soprattutto dei ritratti con figura intera poi mano a mano che il soggetto familiarizzava con il fotografo, Fabio le proponeva pose più provocanti:
“ Adesso metti un piede su quel gradino...si, si così...brava!” Giorgia, accolse molto volentieri la proposta, anche lei aveva voglia di esibirsi.
Il primo scatto di questa serie fu una ripresa dal basso, che permetteva a Fabio sdraiato, di inquadrare bene le lunghe gambe, e la gonna che le drappeggiava, esaltandone le forme anzichè nasconderle.
Fabio quindi mi chiese:
” Ti va di fare da spalla a Giorgia?”
“ Volentieri” risposi
“Allora, dietro di lei, e cingile le spalle”
“ Si, si, bene.....”
“Ora prendi i lembi della camicetta e aprila....voglio inquadrare le tette”
Giorgia, non era semplicemente la bambola da esibire, spogliare o da toccare, era lei, che musa ispiratrice, telepaticamente guidava Fabio, attraverso l’oscuro sentiero del desiderio.
Fabio si era trasfigurato, inseguiva con furore quei fantasmi come un novello Dr. Jekyll e Mr. Hide.
Le mie mani ora erano sulle cosce, intente a far salire la gonna, lei invece con le braccia alzate a cingermi la nuca e, la faccia girata verso di me alla ricerca di un bacio.
“ Si così brava Giorgia! avvicina di più la bocca...”
Ci baciammo veramente..non me lo aspettavo! Mi frullò la lingua in bocca e con il bacino spinse indietro, alla ricerca delle mie protuberanze
“ Dai.. dai fagli salire di più la gonna..” Arrivai all’altezza del suo pube, Fabio colto da raptus, scattava in continuità.
“Giorgia, fai vedere bene cosa stai stringendo...”
Si era introdotta con la mano nei miei pantaloni tenendo in pugno il mio bastone, sentendo quanto io fossi eccitato, estrasse la mano se la portò alla bocca, e leccò quegli umori:
“ Mmmh....che buon sapore che hai”
Io avevo ormai raggiunto e oltrepassato l’esile barriera dello slip, ero con le dita finalmenta nella sua fica.
“Ahh! È così che vi intrattenete??!”
Trasalimmo, era comparsa Marianna in cima alla scala, subito ci staccammo, non senza fatica, ma senza nemmeno un po’ di vergogna.
Marianna sorrideva sorniona e, non si capiva se scherzava o realmente era incazzata, Giorgia dopo essersi ricomposta, riprese il filo del gioco dicendo:
“ Ma cara, questa mattina hai caricato a mille tuo marito, nonché la sottoscritta…in fondo, stavamo recitando una parte, che il regista qui presente, ci ha suggerito……..”
Nello stesso istante Marianna iniziò a scendere dalla scala, guardò Fabio con occhi fiammeggianti, lui si avvicinò al primo gradino, si inginocchiò e attese l’attimo giusto.
“ Non so come farmi perdonare...” disse Fabio
Marianna, comprese immediatamente che cosa si aspettava Fabio e, lei glielo servì, su di un piatto d’argento.
Il lungo vestito, cadeva su di lei, e ne esaltava le forme, gli alti tacchi contribuivano a slanciare la sua figura e a darle un incedere regale, quando fu a metà scala, capì che era il momento giusto per iniziare l’esibizione, tutti eravamo in attesa.
Scendendo lentamente, gradino dopo gradino, Marianna con gesto compassato iniziò a far salire la gonna…rivelando tutto lo splendore delle sue gambe…Fabio scattò!
Su,su.. il vestito saliva finchè Marianna non lo sfilò del tutto, rimase ora con la guepiere, completata dalle calze in seta chiare che aveva indossato:
“ Fermati!” Fabio sostituì lo zoom con un obiettivo grandangolare, più adatto per gli interni e salì qualche gradino per essere più vicino al soggetto.
“Ecco, così, riprendi...sei bellissima!”
“Guarda...cosa faccio...” disse Marianna.
Marianna si addossò con il culo, al corrimano esterno piegandosi in avanti, mettendo bene in evidenza il seno, che trasbordava oltre le coppe, le mani appoggiavano sulle caviglie, Fabio scattò.
Ormai Marianna era ad un passo da Fabio, che la stava seguendo come ipnotizzato, scattando foto in continuazione, inquadrò il magnifico particolare del triangolino color granata del perizoma, e scattò. Poi spostò l’attenzione sul fermaglio della giarrettiera e la parte terminale della calza e scattò.
“Si...si..continua...continua, voglio essere il tuo voyeur”
“ Vuoi spiare le mie intimità vero?” sussurrò Marianna con voce eccitata
“ Adesso girati” intimò Fabio, comprendendo che lei ormai eseguiva ad occhi chiusi i suoi
voleri.
Quindi Marianna risalì qualche gradino,e si girò di schiena, per poi piegarsi completamente, permettendo a Fabio di inquadrare chiaramente il solco delle natiche, diviso dal tessuto color granata, alla loro biforcazione,nell’oscuro e umido anfratto del desiderio, spuntarono timide, le dita di una mano, le unghie laccate di rosso, le quali spostando impercettibilmente il perizoma iniziarono a tormentare la carne gonfia, del suo sesso.
Fabio scattò.
”Così, toccati ancora… passa le dita tra il pelo e le labbra gonfie.....toccati ancora”
Scendendo gli ultimi gradini Marianna si fermò un attimo, fece scivolare lentamente il perizoma, lo raccolse, lo annusò e poi lo lanciò verso Fabio, il quale lo raccolse lo portò alla bocca e lo baciò e quindi scattò.
Marianna salì con una gamba a cavalcioni del corrimano:
“Si fammi vedere come ti muovi quando scopi” Iniziò così a mimare un amplesso, strusciandosi avanti e indietro, Fabio non si lasciò perdere quell’inquadratura, la fica di Marianna, era lì davanti a lui, come un grande fiore rosa,dopo l’innaffiatura ,le palline da geisha ancora introdotte.
Marianna terminò la sequenza, con un finale iperbolico, Fabio teneva sempre nel mirino Marianna, e questa si appoggiò al tavolo sotto il portico, mise una gamba sulla sedia e l’altra la appoggiò sul tavolo in quella posizione, la sua fica incorniciata dalle calze, e dalla guepiere, risaltava nel modo più assoluto, con la mano allargò le labbra e lentamente, con voluttà, inizio ad estrarre le palline;
i gesti lenti, misurati,estenuanti,lo sguardo diretto e consapevole erano un chiaro segnale di quanto avesse voglia di godere.
“Vieni.....amore estraile tu..”
Mi avvicinai a Marianna, mi inginocchiai e con la lingua iniziai a lenire quella carne morbida, profumata, ricca di umori, lentamente riuscii con la lingua prendere in bocca una pallina ed iniziai ad estrarle. Marianna mi attirò più vicino a sè, tutta la mia faccia era racchiusa tra le sue cosce, con la lingua iniziai a penetrarla e con il naso le titillavo il clitoride.
Fabio scattò un’ultima foto, il volto di Marianna, teso dal piacere, poi abbandonò, si lasciò cadere sulla sedia come svuotato, privo di energie, Giorgia si avvicinò, comprese la stanchezza, ma anche lo stato di eccitazione in cui versava.
“ Sei stato superbo” e, dicendo ciò si sedette sulle sue ginocchia, con una mano accarezzava i capelli l’altra lo attirava a sé cercando la sua bocca, la trovò.
“ Sono svuotato “ disse Fabio, ma la sua patta diceva anche altre cose
“ Lo so…” rispose Giorgia con un filo di voce
“ Sei ancora eccitato da……..Marianna vero?” scivolò lentamente dalle sue ginocchia, strusciò tutto il suo corpo, finchè le mani non giunsero alla patta, aprì la cerniera, ed inserì la mano all’interno,sopra i boxer, constatando come il suo sesso fosse teso e duro.
“ Sii….prendilo” Fabio disse
Giorgia, aprì con lentezza i pantaloni, scostò l’elastico del boxer portando così alla luce un bel cazzo svettante, ed impaziente.
Tenendo in pugno l’asta pulsante, Giorgia guardò Fabio, con occhi lucidi di piacere, si passò la lingua sulle labbra e disse:
“ Adesso ti svuoto io….”
Cominciò così, con le labbra umide, cinse il glande in una calda carezza, la lingua come una serpe su di un ramo si avvolse intorno alla cappella, mescolò la sua saliva con gli umori di lui.
Giorgia poi scese con la mano sullo scroto e, più giù fino ai glutei, in una carezza perversa, mentre la lingua dedicava un’attenzione particolare al frenulo.
“....E queste ti piacciono?..” dicendo così, Giorgia aprì la camicetta liberando le tette, con i capezzoli turgidi iniziò a disegnare dei ghirigori sulle palle salendo come una lenta processione verso la cappella continuamente lubrificata dalla sua bocca instancabile.
Fabio prese in mano il cazzo e iniziò a picchiettarlo sulle tette e la faccia di Giorgia, lei inebriata da questa penitenza, riprese con più convinzione imprigionando tra le sue tette il cazzo, aspirandone gli odori che sapevano di umido e di sperma.
Giorgia sapientemente intercalava la bocca, la lingua, le mani,le tette, sapeva quando accelerare e quando rallentare, rendeva Fabio schiavo della sua arte di pompinara.
“ Continua così si dai…..mi fai impazzire ti riempio la faccia di sborra”
Fabio liberò un piede dal mocassino e, furtivamente senza che Giorgia ne avesse sentore, lo allungò tra le sue gambe fino all’inguine dove ormai il perizoma era un cencio umido, con l’alluce si fece strada ed entrò nella sua passera trovando una calda fessura bagnata fradicia.
“ Ohhh…siiii” Giorgia abbandonò per un attimo il lavoro, portando la mano sulla sua fica e accogliendo quella carezza con molta voluttà, con la mano prese il piede e passò quelle dita tra il pelo e le labbra gonfie e piene.
Nello stesso istante Marianna con frasi sconnesse mi disse:
“ Guarda…….quella troia di…..Giorgia si sta facendo il piede di Fabio”
Alzai la testa dalle sue gambe, avevo sulla bocca tutto il sapore dell’eccitazione di Marianna, Giorgia e Fabio per un attimo si girarono a guardare Marianna e tutti e quattro improvvisamente scoppiammo a ridere, un modo come un altro per sdrammatizzare quella situazione, che ormai correva verso la sua naturale soluzione finale.
Giorgia, tornò con rinnovata passione, ad occuparsi dell’asta di Fabio, avvolgendola, nascondendola, comprimendola, tra le sue tette e, quando la punta turgida e violacea, emergeva da quelle colline burrose, la bocca era pronta ad accoglierla caldamente tra le sue labbra.
La strategia di Giorgia, era quella di portare Fabio ad un passo dall’orgasmo e, farlo fluttuare in questa estasi, ma, quando si lubrificò le mani con dell’olio dopo sole ed, impugnato il suo cazzo, la corsa ebbe un’impennata attesa, risvegliò definitivamente il vulcano dormiente, ed iniziò ad eruttare.
“ Ohh…si…..vengo..vengo, guarda come vengoo”
“Si vieni…..vieni dammela tutta la tua sborra” Giorgia, accolse l’orgasmo di Fabio con gioia infinita
Il primo fiotto di sperma finì sulle tette, il secondo più lungo ed intenso, fu raccolto in parte dalle sue labbra fameliche,mentre il resto finì sulla faccia, l’ultimo schizzo scivolò sulle mani che subito vennero deterse con lingua mai stanca di raccogliere quelle gemme di vita.
Marianna, vedendo come Fabio godeva, seguì anche lei l’esempio e, si lasciò andare all’orgasmo, biascicava parole sconnesse, ma la sua fica invece era attenta a seguire la mia lingua, che passava ormai insistentemente dal clitoride fino al perineo a raccogliere tutti gli umori che lei mi donava.
“Ahh che goduta!” disse Marianna.
Terminato il mio compito, estrassi dalla patta, il cazzo, teso fino all’inverosimile lo puntai direttamente alla rosellina del suo culo senza tanti complimenti, l’urgenza di godere era acuta, in effetti Marianna ebbe di che lamentarsi, ma in pochi attimi raggiunsi l’orgasmo, atteso da troppo tempo, riversai una copiosa sborrata, uno schizzo arrivò alle tette il rimanente sulla fica, Marianna poi, subito si chinò, a ripulire e raccogliere le ultime stille del mio piacere,nella sua bocca.
Giorgia invece, sali a cavalcioni di Fabio
“Ho la passera in fiamme………se non godo, credo che diventerò isterica” venne copiosamente anche lei, strusciandosi su quell’uccello semi ammosciato.
Seguirono momenti di silenzio,ma non di imbarazzo, erano piuttosto silenzi legati all’intimità condivisa, alla soddisfazione dei sensi raggiunta, alla serenità di non aver più niente da nascondere.
In effetti la tensione, prima, durante, e dopo, quel festeggiamento aveva toccato vertici notevoli, ed ora tutti planavamo liberi come gabbiani sul mare della sensualità.
Il primo a riemergere fu Marianna, la quale si avvicinò a Fabio, e ancora discinta le diede un bacio delicato sulle labbra, quindi aggiunse
“Sei stato fantastico, mi hai fatto sentire una star, davanti all’obiettivo”
“…E’ merito tuo, e della tua sensualità..” replicò Fabio
Lo squillo di un cellulare, quello di Fabio, riportò tutto alla normalità
“Si…pronto, ahh! Sei tu, ciao…..come stai?”
Sembrava una comunicazione confidenziale tra persone che spesso si frequentano per lavoro, infatti poco dopo la discussione si spostò da argomenti di lavoro ad una proposta di trascorrere un week end in un centro termale sulle nostre montagne, tra massaggi, saune, bagni turchi, escursioni, etc.
Fabio, durante la telefonata, aggiunse che in quel momento era ospite dei suoi vicini di casa, stava comodamente seduto su una poltrona sotto l’ombrellone e che la compagnia era ottima.
“….Ahh…..tu dici che se vogliono, possono unirsi all’allegra compagnia?”
“ Ti farò sapere le loro decisioni, ciao e grazie a presto!”
“Udite gente!……udite!”
Fabio in breve riassunse il succo della telefonata; aggiungendo che,se volevamo, potevamo unirci anche noi al gruppo.
“Avrei molto piacere se voi vi uniste, questi nuovi amici sono delle persone splendide” e poi ancora aggiunse che erano alla mano, semplici anche se effettivamente facevano parte di un mondo molto diverso dal nostro.
“Saremo in otto con voi,un bel gruppetto..”
“Effettivamente, qualche giorno di vacanza non ci farebbe male” dissi io guardando Marianna e cercando consenso.
“anzi avrei proprio piacere di farmi cullare in questa beauty farm” disse Marianna
“Io……io…non so” fece Giorgia improvvisamente rattristata
“Problemi??” chiese Fabio
“No è che…..Giovedì dovrei presentare un lavoro e, quindi mi è difficile….”
Giorgia sembrava ormai rassegnata a rinunciare alla sua partecipazione quando Marianna osò, buttare là:
“……..E se…..ci raggiungessi il giorno dopo?” Giorgia illuminandosi,
“Il venerdì?”
“Evvaaaiii……” tutti e quattro ci abbracciammo felici, anche Giorgia poteva trascorrere quel week end con noi.
Quella fu una lunga giornata, ma la sera rimasti ormai da soli, sprofondati sul divano, in pieno relax, Marianna mi confessò non senza una punta di eccitazione, che:
“ Sai, oggi ero estremamente eccitata……quando tu me l’hai messo nel culo….godevo, soprattutto nel farmi vedere da Fabio in quel modo, in quella posizione, aperta tutta bagnata, vogliosa di godere ahhh….al solo pensarci mi si bagna di nuovo, dai toccami….”
“Così…” sussurrai, entrando con il dito nella sua fessura profumata.
Trovai una passera lubrificata e pronta che mi fece rizzare i capelli e non solo
“Si, si, dai così lentamente, fammi sentire il cazzo “
Estrassi l’arnese bello lucido e pronto
“Mettilo lì, piano, piano, voglio sentirlo bene”
“Vorresti sentire il cazzo di Fabio brutta zoccola” dissi io, di nuovo arrapato
“Behh…se ci fosse l’occasione non direi di no…oggi non so cosa mi ha fermato..”
A queste parole la mia eccitazione raddoppiò e gli feci sentire la mia spinta fino in fondo, e poi ancora
“Prenderesti due cazzi?”
“Si, contemporaneamente il tuo e, quello di Fabio, ahhhh si dai spingilo dentro fino in fondo senti come sono eccitata?
“Pensa se adesso lui fosse qui e puntasse alla tua rosellina”
“Ohh si ma prima dovrei lubrificarla……” rispose Marianna
“Stretta tra due maschi che ti fanno godere….ohh non resisto più ti riempio la fica di sborra”
“Siiii vengo anch’io..”
Tutti e due raggiungemmo un orgasmo pieno e soddisfacente che ci lasciò appagati.
Marianna prima di salire in camera concluse il discorso iniziato sul divano,in maniera un po’ sibillina, dicendo che quando sarebbe successo con Fabio, io sarei stato presente, ma che non potevo scegliere il luogo ed il momento, quindi di stare in campana, mi lasciò un bacio sulla bocca e si ritirò in camera.
Sentir dire queste cose da Marianna, fece nascere in me una sottile curiosità, c’era in lei qualche cosa di nuovo, una nuova sfaccettatura, della sua complessa personalità, che fino ad ora non era mai emersa.
Nei giorni seguenti la nostra vita ritornò entro i consueti binari della normalità, anche se devo dire che sotto, sotto, un leggero filo di tensione erotica, permeava il nostro comportamento, una sera di queste Fabio fece uno squillo di telefono per informarci che la data prescelta era per il fine settimana e, che gli amici avevano già prenotato albergo, ad un certo punto Marianna a voce alta disse, sorridendo:
“Sei un bel maleducato!!.. potresti venire di persona a comunicarci le novità,”
Fabio con voce impacciata rispose:
“Mi dispiace, ma al momento…ehm, come dire non posso….”
L’intuito di Marianna fiutò puzza di bruciato e, molto furbescamente replicò:
“Per caso ti sei legato la Nikon al collo e stai cercando di suicidarti…”
“Non è la Nikon legata al collo…..”
Una voce femminile, molto famigliare fece capolino in quella conversazione, allora tutto si spiegò:
“Ho capito, ho capito….il problema è che…lì con te c’è qualcuno di nostra conoscenza? Per caso, Giorgia sta cercando di suicidarti non è così?” e poi ancora:
“Per favore passami quella zoccola…” erompendo in una risata fragorosa
“Brava! hai colto il punto” rispose Fabio.
Due brevi parole furono scambiate tra di loro, ed un impegno a sentirsi prima della partenza, non senza un accurato resoconto dell’incontro.
La sera precedente alla partenza, invitammo Fabio per definire gli ultimi dettagli, Marianna non senza civetteria, gli lanciò alcune sfrecciatine, frutto del resoconto particolareggiato di Giorgia, alle quali Fabio rispose con un certo imbarazzo, ma ben felice che Marianna fosse al corrente degli ottimi risultati dell’incontro.
Era quasi mezzanotte, Fabio disse:
“Sarà meglio che vada,devo ancora preparare la valigia..e, poi sono stanco” si alzò e ci salutò con un abbraccio, Marianna prima di lasciarlo andare gli disse:
“Domani durante il viaggio mi devi raccontare tutto,tutto nei minimi particolari” e così facendo lo baciò sfiorandogli le labbra.

Guidavo, su per i mille tornanti della montagna, in uno stato ipnotico, di eccitazione erotica mai provata fino ad ora, osservavo i loro movimenti, nascondendo la mia indiscrezione.
In uno di questi momenti udii una frase sommessa di Marianna densa di significati:
“Toccami, fammi sentire le tue mani su di me, esplora la mia carne, sono eccitata lo sai?”
Il gesto successivo di Marianna fu quello di spostare da un lato l’esile perizoma. Fabio ancora esitante disse:
“Lo sento,…ma….ora, qui?”
Solamente quando Fabio rivolse lo sguardo nella mia direzione e, vedendomi incollato con lo sguardo allo specchietto retrovisore, ebbe la certezza di essere una parte del gioco, come lo ero io e Marianna,
la mia smodata curiosità, l’erezione bestiale con cui dovevo far i conti ma, soprattutto il mio silenzio fu il lasciapassare che Marianna attendeva
Fabio nel frattempo, con le mani era già risalito sul ventre, e le sue dita curiose, si erano intrufolate ad esplorare il pube di Marianna, un mormorio di consenso mi arrivò indistinto, quando finalmente, lambendo accuratamente le morbide labbra già scivolose dal desiderio scoprì che Marianna si era completamente depilata, spinse un dito al suo interno, lei, finalmente appagata, si aprì ancora di più e lo incitò a muovere la mano, mentre i suoi occhi, cercavano il mio guardo complice, ed in un bisbiglio, rivolgendosi a me:
“Ti piace vedermi godere!…veroo?”
”Ti piace guardarmi, anche quando faccio l'amore con qualcun altro, non mi stacchi gli occhi di dosso, mentre mi lascio toccare anche nelle parti più intime”
In qualche modo riuscii a liberare il mio cazzo ed ora lo stringevo languidamente nella mia mano come fosse la bocca, o la fica di mia moglie.
Fabio finalmente incontrò la bocca di Marianna, avida di baci e, la sua lingua si allacciò con passione e lussuria, scese con molta disinvoltura fino a baciare,leccare,mordere con gusto il seno fremente di attenzioni.
“Guarda come mi hai ridotto…”
Disse Fabio, indicando il rigonfiamento sulla patta, allora con gesto caritatevole Marianna insinuò una mano nei pantaloni, sentì il turgore, poi lo strinse nella mano, fino a fargli male, un rantolio accompagnò quest’ultima operazione
“Non male!” disse Marianna, ed avvicinò le labbra al glande.
Intanto, Marianna, scese sull’asta di Fabio, la ingoiò, nella sua bocca, lo sentì diventare di pietra, lo lasciò poi uscire per seguirlo ancora con la lingua, scendendo sino ai testicoli, mescolando la sua saliva con i suoi umori, lo fissò negli occhi era per lei una sensazione magnifica (questo me lo confessava spesso) senza rendersi conto, ne valutò la lunghezza, eccitandosi per la sua consistente dimensione pensando al tempo stesso quale piacere fosse accoglierlo nel ventre.
Il viso di Fabio, era una maschera di piacere, quando ancora una volta Marianna ripassò con la lingua, dal glande e scese a solleticare i testicoli, lui seguiva con attenzione quei movimenti anche perché lei fece in modo da non coprire la visuale con i capelli, voleva essere guardata, anzi a lei piaceva essere guardata mentre lo prendeva in bocca, quei baci portarono Fabio alla soglia del piacere
L’impulso di mostrarsi, per Marianna era irrefrenabile:
“Sollevami il vestito!” disse a Fabio, il quale invece, con solerzia, le sbottonò il vestito, la fece spostare con le spalle alla portiera, le gambe aperte verso di lui, in modo da restituirle il piacere con la sua lingua, sulla vagina, e stimolarla nei punti giusti, facendola godere enormemente.
“Sì, baciami! Leccami! Mangiamela tutta!” Marianna era completamente schiava di quella lingua diabolica che si insinuava impertinente nella sua fessura, umida, odorosa, scivolosa, pronta per lasciarsi penetrare.
“Ti voglio dentro… ora!” sussurrò Marianna
Fabio, la fece distendere sul fianco, lei, per quanto si potesse, in quello spazio ristretto, divaricò le gambe, ma non molto
“Entra in questa micina!“ disse Marianna,mentre con la mano si strusciava il pube
“E’ da tanto che ne hai voglia vero?”
“Dal primo giorno che ti ho visto” ammise Fabio
“Dammelo, che ti guido io” le afferrò il sesso che guidò con maestria fino a farlo entrare completamente e sentire i testicoli contro le sue natiche.
“Continua… così… non ti fermare ora… dai, fino in fondo!”
Marianna percepiva quel cazzo in tutta la sua maestosità e, lo confessò con voce roca ed eccitata,le piaceva sentirlo entrare lento e profondo contro il ventre,Fabio ebbe un sussulto e lo spinse ancora più in alto, gli piaceva sentirsi dire che ce l’aveva grosso.
Vedevo Marianna farsi accarezzare da quelle mani, che indugiavano sui glutei, sulla schiena, e poi, come ossessionato, guardavo quell’asta di carne che penetrava il suo bellissimo corpo, che divaricava le labbra della vagina e sprofondava nel suo ventre, aprendola, sfondandola, che la riempiva di piacere.
Accostai la macchina in una piazzola, riparata da arbusti e qualche albero fronzuto, non potevo più proseguire, volevo gustarmi in tranquillità quella scopata, come anche il mio cazzo pretendeva più attenzioni.
Allora Marianna con la voce scossa dal godimento mi disse:
“Ti piace guardarmi e, vedere uno che entra dentro di me, con il suo pene, che mi allarga e che affonda nel mio ventre?”
“Ti piace osservare la mia faccia mentre godo, nel sapere che sono una porca?”
Cercai raccogliere il coraggio, e poi tutto di un fiato:
“Sii, si, mi piace vedere che fai la porca, mi fa scoppiare il cervello”
Le profonde spinte di Fabio, portarono Marianna ad un passo dal piacere estremo la quale aveva in serbo ancora un’altra sorpresa:
“Ti piacerebbe sfondarmi anche il culo.. vero?” rivolgendosi a Fabio con lo sguardo lubrico
Come prese forma, questo pensiero nella sua mente il piacere cancellò ogni forma di ragione, quelle parole furono subito accolte come un doveroso omaggio, Fabio, estrasse il cazzo da quella fica, ormai fradicia e, aperta, per puntare determinatamente, a quella rosellina, stretta e, vogliosa di attenzioni, Marianna si aiutò con una mano per allargare le natiche e si spinse verso di lui, quel movimento facilitò il compito a Fabio, che così iniziò la penetrazione anale, che fu delicata e tutto sommato indolore.
Se lo ritrovò dentro, per un lungo istante, mentre le prime ondate di piacere invadevano il suo corpo, si bloccò, poi senza lasciar attenuare quelle sensazioni iniziò a muoversi in controtempo a lui.
Marianna si apriva sempre più, mi avvicinai con la mano, sulla sua farfalla incustodita, ed iniziai a titillarla, poi sul suo volto una fitta espressione di piacere che la fece urlare e godere.
Scorgevo sul loro viso i segni di un piacere intenso, ormai a fatica trattenuto.
Marianna gemeva e respirava sempre più velocemente, inizialmente avvertì lievi ondate di calore, che ben presto diventarono vere avvisaglie dell’orgasmo alle porte,anche Fabio nella sua corsa tendeva a perdere il tempo, scomporsi, i fremiti da lontano si annunciavano così.
“Sto per venire!” avvisò Marianna
“Guardami… negli occhi, voglio vedere nei tuoi il piacere che ti do!” disse Fabio
“Riempimi!”rantolò Marianna in preda agli ultimi spasmi
“Vieni, vieni sei come un fiume in piena”
Fabio invece attese che l’orgasmo di Marianna terminasse, quindi usci da lei e si presentò davanti alla sua bocca, le parole non servivano, lei sapeva cosa Fabio desiderasse, lo accolse tra le sue labbra incurante del fatto d’aver preso dietro quel membro ricoperto dai suoi umori, e lo fece godere.
Il primo e possente fiotto andò direttamente in gola, buono, caldo, viscidamente sensuale, Fabio si fece indietro ed il secondo fiotto le arrivò sul viso.
“Sei un vero porco… ti piace sborrarmi sulla faccia!” pensò, senza riuscire ad esplicare questo pensiero. Altri due, tre, getti finirono in parte sul viso ed in parte sul seno.
Marianna ricordandosi allora di avere un marito a bordo mi disse:
“Soddisfatto?……..” con ciò, si mise a disegnare maliziosi arabeschi con le gocce di sperma rimaste sulla sua pelle:
“Mooolto” risposi io
“Non pensavo ad uno spettacolo così intrigante…ehmmm”
Non sapevo come dirlo, ma avrei voluto venire anch’io…e pensavo che una mano Marianna me la poteva pure dare, ma non fù così, quando scoperse che io non ero venuto mi disse:
“Voglio vederti anch'io scopare”
“Voglio guardarti mentre lo metti in culo ad un'altra donna e, vederti venire”
Rimasi molto male, e con il basso ventre congestionato, l’unica cosa da fare in quel momento, fu scendere dalla macchina, accendermi una sigaretta, due passi per sgranchire le gambe e gli attributi, quando un albero mi suggerì che era tempo di pisciare…e si sa, le grandi pensate arrivano spesso quando sei al bagno, quelli sono momenti unici, irripetibili, bisogna cogliere al volo l’idea e fissarla.
Di corsa risalii in macchina,chiamai a raccolta i passeggeri che nel frattempo erano scesi pure loro
“Si partee….ho fretta di arrivare”
Fabio e Marianna rimasero sorpresi da questo mio repentino cambiamento di umore, si chiesero il motivo, ma il motivo lo avrebbero scoperto solo durante la nostra permanenza al centro termale.















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