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Capellineri
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Titolo:
Capellineri |
Autore:
Capellineri |
Contatto:
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Racconto
n° 3554 |
Altri
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Tesoro eccomi! Sono tornata e tu chissà dove sei. Ieri sera io ti ho portato con me. Davvero! Eri al mio fianco, lo sai. E’ stata una serata pazzesca eccitante e trasgressiva. Ho fatto come mi hai chiesto, ma tu non devi spingermi oltre, è un gioco troppo pericoloso. Sapevi che sarei uscita con mio marito. Siamo stati, insieme ad amici e colleghi in un locale alla moda. Prima di uscire, mi sono preparata pensandoti. Ho tirato fuori il vestito nero, sottile e morbido come un guanto. Aderentissimo con la sua gonna fasciante e lo spacco vertiginoso dietro, quasi a filo con il ricamo delle autoreggenti. Il vestito è apparentemente casto, accollato, ma molto, molto sexy. Poi scarpe alte classiche decolletè di pelle, tacco argento, favolose! Perizoma e niente reggiseno, con quel tipo di vestito non va indossato. Sono stata in imbarazzo per l'intera serata, tutti mi fissavano il seno, anche le donne, una fatica far finta di niente. Il vestito disegnava completamente le mie forme e tu sai che i miei capezzoli sono molto pronunciati. Volevo essere uno schianto, volevo che mi vedessi, ho sentito la tua eccitazione ed il tuo sguardo addosso per tutta la serata. Le calze autoreggenti erano velatissime e chiare, quelle che ti piacciono tanto e che spesso mi strappi con passione. Una fatica tenerle nascoste tra la gonna stretta ed i divanetti del locale troppo bassi, tutto sembrava fatto a posta per mettermi in difficoltà. La musica, la gente... si conversava mentre gli sguardi correvano per tutto il locale. Ho continuato a pensarti e mi sono ricordata dei tuoi ordini, così sono andata in bagno e mi sono sfilata il perizoma come mi avevi chiesto di fare. Adesso, sotto, ero completamente nuda. Una sensazione nuova e piacevole. Sono tornata dal resto del gruppo per sedermi come se niente fosse in mezzo alla nostra comitiva; ero tra due colleghi di mio marito che non mi hanno mai tolto gli occhi di dosso. Si vedeva chiaramente che stavano sbavando per me. Erano seduti al mio fianco, il primo mi premeva con la gamba la coscia mentre l’altro approfittando dell’oscurità ha cominciato ad accarezzarmi la schiena di nascosto per poi salire fino al collo; mi ha fatto venire i brividi. Il bastardo sapeva che in quella situazione non lo avrei sputtanato. Poi con la mano è sceso lentamente dietro la schiena, carezze delicate che mi mettevano a disagio. Adesso la sua mano stava scendendo troppo, ed anche l’altro cominciava a sfiorarmi e toccarmi; stavano esagerando, avevo paura, non volevo che potessero accorgersi del segreto che avevo stretto con te. Così, con una scusa, mi sono alzata e ho cercato di cambiare posto, ma ovunque c’erano uomini assatanati. Ho bevuto ancora, mio marito mi trascurava ed io lo avevo perso di vista. Sicuramente stava facendo la corte alla collega presente. La stessa con la quale c’eravamo scambiate sguardi intensi. Era vestita in modo provocante, indossava stivali neri alti e gonna corta a piegoline, il genere d’abbigliamento che faceva perdere la testa a mio marito. Ho raggiunto il bancone per bere una cosa, ma anche lì zona calda e affollata. In molti si sono appoggiati a me con la scusa della musica e del buio. Si sono strusciati e mi hanno fatto sentire le loro mani. Io ero eccitata, mi sentivo bella e desiderata, li ho lasciati fare anche se continuavo a spostarmi quando diventavano troppo insistenti. Poi mi hanno raggiunto i due colleghi di mio marito: erano brutti e pieni di sè entrambi. Quello che prima mi accarezzava la schiena mi si è piazzato vicino, non mi mollava e subito ha ricominciato a toccarmi, mi parlava vicino all’orecchio, mentre la sua mano mi toccava il fondoschiena liscio e morbido. A quel punto anche lui aveva capito che sotto non indossavo nulla. Ho continuato a bere e a scherzare con loro lasciandomi palpeggiare da quel bastardo, che continuava a tastarmi mentre mi bisbigliava tutta la sua eccitazione; mi ha detto che gli piacevo e che ero una fica pazzesca. Avevo le guance in fiamme, gli ho detto di smetterla, ma non devo essere stata molto convincente, lui ha insinuato la mano sotto la gonna, sollevando lo spacco posteriore, mi ha piazzato una mano in mezzo alle gambe per poi toccarmi il culo. Volevo morire, il cuore mi batteva all’impazzata e mio marito era finito chissà dove. Dopo un po’ ho chiuso le gambe e gli ho allontanato la mano. Tutti questi movimenti erano stati notati anche dall’altro amico che aveva pensato bene di approfittare della bella mogliettina, anche lui si è avvicinato pericolosamente al mio posteriore per appoggiarsi e toccarmi. Senza preavviso mi ha baciato sul collo. Erano impazziti! Gli ho detto di fermarsi in modo delicato e sensuale poi con la scusa di cercare mio marito mi sono allontanata. Sono caduta dalla padella alla brace, sono finita in mezzo ad un gruppo di scalmanati ubriachi ed esaltati. Il locale stava scoppiando, eravamo tutti pressati. Immagina le loro mani su di me ovunque, giocavano a fare il branco, strafottenti e sfacciati, un vero delirio. Io ero un po' brilla, lo ammetto, ero leggera e disponibile. Mi piaceva questa situazione di libertà, poteva accadere di tutto. Un ragazzo mi si è appoggiato dietro, mi teneva i fianchi e mi respirava sul collo; non ho visto nemmeno bene che viso avesse, ha cominciato a baciarmi e mordicchiarmi il collo. Eravamo in fondo al locale, lui aveva il sesso duro, mi stuzzicava, lo sentivo piantato dietro. Abbiamo cominciato a muoverci seguendo la musica senza staccarci, in quel momento mi sarei fatta prendere in piedi contro la colonna, mi stava eccitando da morire. Non mi era mai capitato di essere così calda e... un pò puttana. Sì, mi piace farmi guardare, non lo nego, ma farmi mettere le mani addosso non lo avevo mai fatto. Quel tipo mi ha sollevato la gonna permettendomi di aprire le gambe. Eravamo circondati da altre coppie che si stavano baciando. Nessuno faceva caso a noi, io con lo sguardo cercavo la mia comitiva, ma ci siamo spinti ancora più in fondo al locale. Lo sconosciuto continuava a tenermi da dietro, con un piede mi ha costretto ad allargare le gambe ulteriormente, la sua mano mi masturbava mentre con l’altra mi accarezzava il seno. Le sue dita erano dentro di me, mi piaceva tantissimo. Il giovane doveva essere un vero stronzo con la faccia da delinquente, mi ha detto un sacco di porcate all’orecchio, mentre io ansimavo e gemevo, ho messo le mie mani dietro la schiena e ho cominciato a toccarlo. Aveva il sesso duro, stava per tirarselo fuori, aveva tirato giù la lampo, stava diventando troppo, voleva sodomizzarmi lì, in mezzo a tutti. Pazzesco quante volte ti avevo pregato di trascinarmi in una toilet per violentarmi e adesso stava per accadere veramente. Non riuscivo a liberarmi e ad allontanarlo, mi sono girata e poggiata con la schiena contro il muro, allora lui mi ha spinto in basso. Sono scesa giù, mi sono messa in ginocchio, in un attimo mi sono trovata il suo sesso sulle labbra, ho provato a resistergli, ma era forte e violento, sono stata costretta ad aprire la bocca. Aveva un cazzo enorme e duro come un manganello, era caldo ed aspro; ho cominciato a fargli un pompino. Ero sottomessa e a sua disposizione, mi piaceva da morire, avrei voluto che non finisse mai. Mi ha riempito la bocca con il suo sperma costringendomi anche a mandarlo tutto giù. Poi sono riuscita a rialzarmi divincolandomi. Voleva che andassi via con lui, mentre mi ricomponevo gli ho detto che non potevo restare oltre, mi avrebbero scoperta. Sono corsa dai miei amici come se non fosse accaduto nulla, però ero sconvolta e con tutto il viso arrossato, per fortuna avevo la scusa dell’alcool e nessuno si è accorto del mio stato. Con la comitiva ho ritrovato quei due palloni gonfiati degli amici di mio marito, uno dei due mi ha detto che mi aveva cercato e che non capiva che fine avessi fatto. Stronzo anche lui, arrapato e senza fascino, però mi sono fatta offrire un ultimo drink, volevo togliere ogni odore dalle mie labbra. Finalmente la serata era finita. In macchina verso casa io ero seduta dietro e naturalmente i due si sono piazzati al mio fianco, purtroppo eravamo in cinque, ho subito le loro mani e la loro eccitazione per tutto il tragitto fino a casa. Hanno cominciato toccandomi le caviglie per poi salire sempre più su. Mi tenevano le gambe aperte con forza; quei due hanno gradito molto le mie autoreggenti. Bastardissimi sono arrivati ad infilarmi le dita nella mia fica, nuda e caldissima, si sono accorti di tutti i miei umori, la loro eccitazione e confusione era palpabile. A quel punto anche io ho cominciato a toccarli. Li toccavo entrambi, eravamo in un intreccio di mani che se solo mio marito avesse girato lo sguardo poteva finire il mondo. I due erano odiosi, ma toccare i loro cazzi contemporaneamente mi dava un’eccitazione incredibile. E’ stato fantastico farli impazzire e sentirli in mio potere. Volevo fargli credere di essere eccitata solo per loro; riflesso nello specchietto vedevo il tuo sguardo che mi diceva di continuare. Uno dei due mi è venuto sulla mano. Finalmente siamo arrivati sotto casa, mi sono pulita velocemente e ricomposta; per fortuna mio marito non si è accorto di tutto il movimento alle sue spalle, era troppo impegnato a parlare di lavoro con la persona al suo fianco. Salutandoci abbiamo faticato a mascherare l’imbarazzo, la comitiva si è sciolta sotto gli sguardi di fuoco dei due, ci siamo scambiati rapidi baci, ma avresti dovuto vedere che facce avevano mentre non la finivano più di dire che dovevamo rivederci presto. Io sapevo che non ci sarebbe stato mai un secondo incontro, non avevo nessunissima intenzione di rivederli. A casa in un attimo mi sono tolta i tacchi e sono corsa a chiudermi in bagno... mi hai scopata come solo tu sai fare... ti aspetto, vieni a prendermi, non mi lasciare più sola… amore mio …
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