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Titolo: Catene
Autore: Arealibera
Contatto:
Racconto n° 3562
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E' passato qualche tempo da quando ogni notte un sogno ricorrente mi teneva bloccata a guardare il soffitto: mani, polsi, occhi bendati, buio e desiderio per uno sconosciuto riempivano il mio cervello in ogni momento in cui il sonno lasciava spazio al risveglio.
Sono passati mesi da quando mi raccontava di un incontro che faceva diventare più concreto il mio sogno, perché in fondo era anche il suo.
Un sogno che nel tempo è diventato una catena, che mi tiene legata proprio a quello sconosciuto.
Spesso le cose succedono inaspettate … mai avrei immaginato però così.
Lo incontro per caso in un luogo più o meno virtuale, distrattamente gli rispondo, in mezzo a decine di “ciao”, “hello”.
In quel momento mi sto annoiando a morte e lui mi sembra un po’ più strano degli altri.
Mi parla di luoghi che non conosco, di rapporti e legami mai presi in considerazione: di catene.
Tutta la mia vita l’ho passata ad incatenarmi a qualche cosa, se ci penso; ne ho sempre avuto bisogno per sentirmi “piena”, per non stare nel presente... a volte l’amore, a volte i ricordi, a volte il futuro e a volte il passato. Catene inventate, create e vissute tutte dentro di me, a volte strette, ma sempre incapaci di non farmi fuggire via a cercarne altre, più strette ancora.
Una ricerca continua di un “tutto o niente” a cui mai ho saputo dare un nome.
Una richiesta che ha alimentato le fantasie più o meno originali degli uomini che ho incrociato sulla mia strada, ma che mai è stata esaudita fino in fondo.
Di quel tutto o niente ora ne ho una coscienza maggiore, percepisco cosa deve essere. E’ una catena che lui mi ha messo davanti, senza che io glielo chiedessi. La guardo ogni giorno e la desidero sulla pelle, fredda e dura, ma tanto stretta da scaldarmi fino all’angolo più nascosto dentro me. Una catena che non mi fa scappare, anche se cerco di divincolarmi.
È il presente questa volta, ha un nome... un sogno più o meno definito da vivere nell’immediato, da sentire sulla pelle, prima che rimanga solo tale. Il desiderio inappagato di appartenere, di dare e ricevere il tutto, senza limiti, altrimenti il niente.
E' tutto chiaro, tanto chiaro che mi spaventa tanto da non mi farmi dire quello che in realtà sento, ma che mi distoglie da tutto il resto e lascia solo lo spazio al desiderio di dirgli guardandolo negli occhi, che ora voglio solo essere sua… schiava.