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Da Babbo Natale
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Titolo: Da Babbo Natale
Autore: Doroty Patt
Contatto:
Racconto n° 358
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Avevo preparato tutto per la mezzanotte, i regali erano lì esultanti di essere scartati.
Avevo invitato i miei per cena quella sera e insieme come ogni anno abbiamo aperto i pacchi.
Mamma ebbe il suo libro di ricette messicane, papà il suo set da viaggio tutto in madreperla, compreso il rasoio, Gionata mio fratello più piccolo (18 anni) ebbe la sua Paly Station, Arnaldo il mezzano (23 anni) ebbe il suo bel paio di occhiali di Versace.
Io invece che non mi aspettavo niente, da tutti loro ebbi a mia sorpresa un meraviglioso scialle Afgano di seta nera e cristalli.
Quando si congedarono da casa mia erano l'una e trenta, stavo riassettando con soltanto lo scialle addosso... quando bussarono alla porta, erano le due precise; buttai l'occhio al mio orologio a cucù prima di aprire.
Davanti ai miei occhi avevo Sebastiano, il mio carissimo cugino e amico d'infanzia, lo facevo all'estero e invece eccolo lì nel suo splendore e mi dice: "non andrai mica a dormire spero!?" io ovviamente anche se francamente ne avrei avuto voglia, dissi di no.
Sebastiano ed io abbiamo la stessa età, è sempre stato un bel ragazzone, muscoloso e intraprendente, ma quella sera era seducente nella sua struttura ercolina.
Gli preparai un gin tonic, e cominciammo a parlare, del perché e del percome non fosse partito... poi lui guardandomi con gli occhi color del cognac sotto folte sopracciglia nere come i capelli e la barba, mi espresse il suo triste calvario con la sua ex fidanzata Erminia.
Cercai di rincuorarlo e lui ebbe come un timido sussulto.
Poi con la mia indole di donna carnale, ripercorrendo il nostro passato in cui da ragazzini giocavamo al dottore, mi presi cura del suo malessere.
Non ebbi il tempo di pensare che già avevo il suo pene ardito davanti al viso e francamente non me lo ricordavo così grosso... stavo seduta sul divano illuminata dall'albero di natale e le sue lucine blu e rosse, nel silenzio di quella notte, tra il ticchettio dell'orologio a cucù, cominciai a succhiare senza ritegno alcuno il turgido membro scolpito di mio cugino... diedi modo a Sebastiano di venire in tutta tranquillità sul mio seno appena scoperto e devoto come quello di una Madonna, inutile dire che non se lo fece ripetere due volte.
Lui prese la sua dura e profumata verga e dimenandola prese a picchiarla sulla mia lingua calda a lui offerta come la tela di un tamburo, da lì a poco mi inondò tipo fontana tiepida di una sorgente termale e mi baciò avidamente, cibandosi della mia bocca intrisa del suo sperma.
Poi consumammo il silenzio, morbidamente distesi uno sull'altra e ci addormentammo come due amanti disfatti.
Ricorderò sempre quel giorno... perché proprio quando meno te lo aspetti Babbo Natale arriva carico di doni, anche se in questo caso particolare il dono più che ricevuto fu dato.
Sebastiano uscì di casa alle sei del mattino, mi lasciò un biglietto di augurio sull'albero con su scritto: "Sei e sarai sempre la mia cugina preferita!"
Posso tranquillamente crederci viste poi le visite che in seguito mi fece a sorpresa.