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Desideri Appagati
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Titolo: Desideri Appagati
Autore: Milly
Contatto:
Racconto n° 3586
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Dopo 4 giorni dal bellissimo rapporto avuto con Valeria la chiamo al telefono. È lunedì e dopo i convenevoli di prammatica vado subito al nocciolo. Le faccio la proposta di incontrarci il giorno dopo visto che ho solo 2 ore di lavoro ed il pomeriggio completamente libero.
L’emozione di Valeria alla mia proposta la percepisco dalla sua voce che leggermente s’incrina ed inizia a tremolare. Restiamo d’accordo di vederci a casa sua alle 11.
Puntuale e decisa mi presento portando pure un vassoio con arancine, pizzette ed alcuni dolcini di mandorla. Mi riceve nel pianerottolo e ci baciamo a lungo sulla bocca.
Anche se siamo quasi a metà aprile la giornata è abbastanza tiepida per cui, sotto un primaverile giaccone, il mio abbigliamento è leggero e gli abiti mettono in bella mostra tutto il mio potenziale di donna considerando, pure, che non ho indossato il reggiseno e la mia piena terza è ben esposta dall’aderente maglietta.
Valeria indossa una corta vestaglia a fantasia e la trasparenza mi fa intuire che sotto non ha niente. Dopo il lungo bacio entrando mi dirigo in cucina dove posso liberarmi dei vassoi. Lei mi sorride e di nuovo ci abbracciamo e ci tocchiamo. Ho la conferma che la mia intuizione è giusta in quanto carezzandola percepisco la sua pelle sotto la stoffa leggera della vestaglia. Infatti è completamente nuda!
Le sue mani iniziano a trafficare con i miei indumenti. In un fiat rimango con il sottile perizoma mentre la sua vestaglia scivolandole ai piedi mette in mostra la bella pelle setosa del corpo e le poppe a pera sode e ben alte.
La mia mano si adagia al suo pube. Prima carezzo delicatamente il pelo corto e ben curato, poi le mie dita, come ad ubbidire ad un comando supremo, iniziano a scorrere lentamente nella sua fenditura di donna, di già, ben umida. Ha un sussulto. La sua pelle si accapona tanto che si vede chiaramente la peluria irta delle braccia e del corpo.
Scosta con le dita i lembi del perizoma e ne insinua uno nella mia fica umida e calda. Siamo ancora in cucina. Mi scosto un poco e mi libero dello slip. Ora lei mi stringe tra le sue braccia facendo aderire il suo pube al mio. Ci trasciniamo nella stanza da letto dove ci facciamo un lussurioso 69 che ci porta all’estremo piacere e veniamo abbondantemente riempiendoci le bocche con i succhi mielosi delle nostre vulve.
Sdraiate sul letto con i corpi a contatto iniziamo a parlare. Allora, senza preamboli, le dico che mi piacerebbe vederla scopare con Sergio. Lei mi guarda e mormora: dici veramente?
Rispondo: non solo voglio vedere il suo cazzo che s’infila nel tuo sticchio ma anche come gli fai un pompino e come te lo prendi nel culo!
Il suo sospiro diventa un ansimo e bofonchia: ma dici seriamente? Al mio cenno affermativo mi guarda negli occhi e stringendomi le mani sussurra: sarebbe meraviglioso! È da più di 7 anni che non prendo un cazzo nella fica e poi non ho mai fatto un pompino ed il culo l’ho ancora intatto poiché mio marito mai ha voluto avere un rapporto anale. Solamente le tue dita me l’hanno violato. Poi, come soprappensiero, aggiunge: ma Sergio il cazzo come l’ha?
Grosso e lungo rispondo. Non termino di parlare che si attacca alla mia bocca infilandomi la lingua dentro e facendomela giungere quasi fino alla gola. Mi carezza il culo con foga e mi chiede di fare lo stesso con lei. Le ficco dentro le dita. Prima uno, poi due ed ancora tre. Lei geme riservandomi lo stesso trattamento. Entrambe ansimiamo e godiamo. Lei si mette in ginocchio sopra la mia bocca e mi offre la fica. La mia lingua lecca con ingordigia le turgide labbra che palpitando si dischiudono per il piacere. Le piccole labbra e la clitoride sono ora completamente al di fuori dalla vulva. Succhio e lecco quelle meraviglie mentre lei geme e si contorce. Il suo ansimare mi eccita e continuo a titillarla con sempre maggior vigore. Sento che è sul punto di scoppiare e vado avanti incurante dei suoi umori che mi zampillano sulla bocca. Succhi asprigni e contemporaneamente dolciastri. Bevo quel nettare che esce dalla sua femminilità e mi sembra di ingoiare il suo vigore di donna. Mi dispiace di non potere ingoiare anche quella parte di liquido che mi è colato sul petto e sulle tette. Lei, come da intuire il mio desiderio, lo raccoglie con la lingua dalle mie tette e me lo trasferisce in bocca tramite infuocati e appassionati baci.
Ora è lei che gioca con la mia fica. Infila dentro le dita. Gemo di piacere. I miei ansimi le danno coraggio e mettendo le dita a conchiglia riesce ad infilarmeli dentro. Veramente non solo le dita mi ficca dentro ma addirittura la mano intera. Brividi mi percorrono la schiena fino a localizzarsi nella nuca e nel basso ventre. Tutto il mio corpo è un fremito. Gemo e mi stropiccio nel lenzuolo. Lei, sempre con la mano dentro la mia fica, fa aderire le sue tette al mio corpo. Ora la mia testa è tra le sue cosce. Cerco di arrivare al suo sesso ma non ci riesco. Allora mi contento di leccare quelle belle cosce lisce e bianche.
La sua lingua ha preso il posto della mano nella mia fica. Mi lecca con ingordigia tutto l’interno della vulva e mi fa impazzire quando mi mordicchia le piccole labbra e la clitoride. Ho il corpo tutto in agitazione. Le membra tremano e vibrano per il piacere. Un caldo brivido mi percorre tutta dal cervello ai piedi per ritornare al cervello e poi andarsi a localizzare nei punti vitali della mia sessualità: fica, ano, clitoride, capezzoli. Godo come una pazza e quando non facendocela più scoppio grido forte e senza ritegno tutto il mio godimento e la gioia di essere donna.
Tranne una pausa per il pranzo continuiamo fino al tardo pomeriggio. Esauste ci adagiamo accanto non stancandoci di carezzarci il corpo.
Valeria, come presa da un pensiero, si siede sul letto e fissandomi dice: ma veramente vuoi che io lo faccia con Sergio?
La guardo fissa negli occhi ed amorevolmente ma con decisione dico: se è vero che ti ho capita percepisco che hai il grande desiderio di farti fottere da un maschio. Quindi venerdì sera verrai da noi cosi ci possiamo sollazzare a lungo fino a lunedì mattina, capito! Lo voglio! Perché ti voglio bene! Ma anche per la gioia che mi hai dato durante questi incontri. Amica mia, meriti di goderti un bellissimo cazzo dopo tanto tempo! Hai il culo intatto? Niente paura! Sergio te lo sverginerà ed il piacere, stai tranquilla! Supererà il dolore della prima volta. Vedrai che sarai bravissima a fare i pompini! Mi lecchi da meraviglia per cui sarai fantastica nel fare impazzire Sergio con le tue leccate e succhiate!
Rimane in silenzio come a soppesare le mie parole ma il brillare degli occhi, che sprizzano fiamme di desiderio, parlano per lei.
Ma come hai fatto a capirmi? Dice con tono basso e carezzandomi il viso.
Sei tu che sei tremendamente trasparente! I tuoi occhi mi hanno trasmesso i tuoi desideri. Le dico questo ricambiando le gradite carezze.
Dopo un poco ci lasciamo baciandoci a lungo e promettendoci di incontrarci nel pomeriggio di venerdì a casa mia.
Il venerdì, come da accordo, puntualissima alle 16,30 Valeria si presenta a casa. Veste elegantemente: un tailleur color sabbia, gonna al ginocchio con leggero spacco laterale, giacca aderente chiusa alla vita da un solo bottone. Sotto un top azzurro generosamente scollato. L’accolgo con affetto. La stringo forte al petto e la bacio a lungo in bocca. Lei ricambia sia l’abbraccio che il bacio. La faccio accomodare in salotto e l’aiuto a togliere la giacca. Le presento Sergio che è sopraggiunto. Vedendolo il suo viso si imporpora leggermente. Intuisce che lui sa quello che le farà e forse il suo è un rossore dovuto ad un sentimento di vergogna. Ma dura pochissimo perché Sergio l’abbraccia e la bacia con trasporto come se l’avesse conosciuta da sempre. In effetti, si può dire che, la conosce bene perché glielo descritta fedelmente e a lungo.
Per rompere il ghiaccio le faccio vedere la casa. Entrando nella stanza da letto vede che già è tutto pronto e mi guarda ammiccando. Le indico una porta vicino all’armadio e dico: li c’è il bagno. Apro la porta e lo faccio vedere.
La quantità di specchi la colpisce e ci fa i complimenti per l’arredamento.
Sergio ha preparato il the. Lo sorbiamo seduti nel divanetto del soggiorno. Sedendosi la gonna le sale mostrando le tornite cosce. A vederla sono eccitata. Il camicione che indosso lascia intravedere che sotto non ho niente e sedendomi lo sollevo scoprendo completamente le cosce. Valeria mi osserva. Guarda Sergio. La tranquillità dell’uomo la incoraggia e alzandosi cerca lo zip della gonna. Lascia fare a noi diciamo, quasi contemporaneamente, sia io che Sergio. Mentre lui le toglie la gonna io le sfilo il top. È fantasticamente eccitante con le autoreggenti, un minuscolo slip trasparente che lascia intravedere il corto e curato pelo del pube ed il sottile reggiseno che poco nasconde. Sergio le si avvicina, le carezza le dritte spalle e poi con maestria glielo sgancia. Le sue tenere mammelle vengono fuori in tutta la loro turgidezza. Gli scuri capezzoli sono un invito a ciucciare. Sergio, che nel frattempo è rimasto con il solo slip, la stringe al suo petto percependo la durezza delle bellissime tette a pera. Sono io che le tiro giù il tanga e le tolgo le calze. Ora Valeria è nuda e ci possiamo godere lo spettacolo del suo corpo abbagliante e fantasticamente bello e giovanile.
Sergio le carezza il bellissimo seno e nel mentre fa aderire il ventre alle natiche le sue mani scendono fino al pube.
Io li osservo sorridendo mentre gli occhi mi brillano di goduria per quello che vedo. Valeria, superato l’impaccio del primo momento, fa aderire al petto di Sergio le sue mammelle e lui le carezza delicatamente la schiena facendo scorrere le mani dalla nuca fino ai glutei per poi farle risalire lentamente, strisciando lungo la fessura delle natiche, per poi ritornare di nuovo fino alla nuca.
Conosco il piacere che le sue mani sanno trasmettere e capisco gli ansimi che lei emette. Ora pure Valeria cerca il corpo di Sergio. Le sue mani gli carezzano il dorso ed il petto indugiando sui capezzoli irti. Li pizzica e li fa indurire. Io la cingo per le spalle e la faccio sedere sul divano vicino a me. Sergio si avvicina ed allora gli abbasso lo slip.
Minchia! … Quanto è immenso! E che coglioni grossi! Esclama Valeria con un’espressione di meraviglia. Prendo in mano quel meraviglioso cazzo e la invito a carezzarlo. Lei non se lo fa ripetere. Le sue dita scorrono sul sesso eretto e come a misurarlo lo cince con entrambe le mani ma non riesce a contenerlo tutto. Le resta scoperta poco meno della metà di quella canna. Ammiccando lo scappuccia e inizia a sfregarlo con le mani con un lento movimento di su e giù.
Le dico: prendilo in bocca! Lei esegue ma si vede che non è pratica. Tiene la bocca appena aperta. Allora le faccio vedere come si fa. Apro voracemente la bocca e mi infilo il cazzo fino a farmelo arrivare in gola. Inizio a leccarlo dai coglioni fino al buco del glande. Ficco la lingua nel buchetto e lui emette ansimi di piacere. Continuo a ciucciarlo per un poco e poi lo lascio a lei. Ha visto come ho fatto e copiandomi mostra di avere appreso perfettamente. La sua lingua scorre lungo l’asta tesa per arrivare allo scroto, quindi risale e indugia sulla cappella. Succhia sia il cazzo che i coglioni. Si sofferma con la lingua sul buco del glande e facendola ruotare fa impazzire Sergio. La sua bocca riesce a possedere buona parte di quella verga eretta e la succhia con ingordigia.
Lui le carezza i capelli e nella posizione in cui è non può fare altro che posare tanti baci sul collo, sulle spalle, mentre con le mani cerca di arrivare alle natiche.
Sergio allora, anche per prendere fiato, mormora: perché non andiamo sul letto? Detto fatto. Ci trasciniamo nella camera da letto. Lui si sdraia ed invita Valeria a posizionarsi nel classico 69. Lei offre alla bocca di lui la sua fica calda mentre riprende a succhiare e a leccare il meraviglioso membro imperiosamente eretto. Godono entrambi e pure io che posso dilettarmi con il culo della mia amica. Carezzandole l’ano posso notare che lui le strizza i capezzoli mentre con la lingua le ispeziona tutta la femminilità eccitata. La fica di Valeria palpita e si dilata al contatto delle dita e della lingua di Sergio. Le piccole labbra e il pronunciato e duro clitoride sono oscenamente fuori dalle grandi labbra. Ora la mia lingua si unisca a quella di Sergio e, in un meraviglioso duetto, iniziamo alternativamente a leccare e deliziarci con quella femminilità che emette succhi saporosi e dolci in continuazione. Vedo le dita di lui che vanno alla ricerca della femminea fenditura ed indugiano a lungo sul clitoride che titilla lentamente e con delicatezza.
Ora osservo il viso di Valeria. È rosso ed eccitato mentre la sua bocca e le mani lavorano alacremente sul cazzo e sui coglioni di lui. Tiene un buon ritmo che aumenta con il lievitare della sua goduria.
La sua bocca gode il gusto del maschio che a sua volta si crogiola col gusto della fica di lei. Osservo le scena e lo spettacolo mi eccita. Mi stuzzico da sola. Mi strizzo i capezzoli e mi carezzo il liscio pube. Mi titillo il clitoride. Inizio a carezzarlo delicatamente. Poi comincio a menarmelo con sempre maggiore decisione. Ora non ce la faccio più. Partecipo pure io e riprendo a leccare la fica di Valeria. È con cupidigia che faccio scorrere la lingua fino all’ano per poi risalire fino al clitoride. Lei geme per le mie leccate ma molto per il piacere che le procura il pompino che sta tirando a Sergio. A lui piace ed il suo sesso lo dimostra drizzandosi sempre più nella bocca di Valeria.
Ci vuole poco e le intime carezze ci portano ad un bellissimo orgasmo. La bocca di Valeria viene riempita dai succhi che il cazzo di Sergio erutta copiosamente. Lei ingoia quello che può ma non riesce a prenderlo tutto. Allora corro in suo aiuto e pure io mi disseto a quella meravigliosa fonte che zampilla copiosamente.
Stanca e leggermente stremata Valeria si sdraia sul dorso. È bellissima! Il suo viso acceso per il piacere provato la rende ancora più affascinante. Il suo meraviglioso corpo è preso da fremiti che fanno risaltare la sua pelle bianca e delicata. Il seno sodo e con i capezzoli duri ondeggia appena nell’attaccatura al busto mentre il suo corpo tremola ancora per il piacere provato.
La sua mano cerca quella di lui. La trova e lo attira a se. Lui la cinge con le braccia mentre lei, infiammata dal contatto, inizia di nuovo a strusciare il petto ed il bacino su quello di lui. Certamente vuole percepire la pressione del grosso pene sul pube. Le sue mani iniziano a scendere lentamente sul corpo dell’uomo che, facendola girare, a sua volta ricomincia ad accarezzarle la schiena da su in giù, fino ai glutei, e da giù in su fino alla nuca. Allora prendo un piccolo vibratore e dopo averlo lubrificato lo ficco con decisione nell’ano di lei.
Geme di piacere ma il giuoco dura poco perché Valeria ha necessità di andare in bagno. La porta aperta lascia percepire tutto quello che lei fa. Prima il classico rumore che facciamo noi donne quando pisciamo, Valeria ne doveva averne molta nella vescica perché urina a lungo, poi il rumore dell'acqua che scorre a lungo ci fa capire che si sta ripulendo. Rientra. Avvicinandosi a me dice: grazie! E poi mi bacia sulla bocca. Dal contatto percepisco che ha rinfrescato pure il viso. Ricambio con calore. Lei staccandosi mi sorride e si sdraia sul letto. Ammiccando a Sergio apre lentamente le cosce mostrando la sua meravigliosa e calda natura che non aspetta altro che essere gingillata dal poderoso cazzo teso dell’uomo.
Sergio si inginocchia tra le gambe di lei. Osserva attentamente la femminilità palpitante, la carezza con le dita meravigliandosi di come continua a dischiudersi al contatto. Poi inizia a fare scorrere lentamente il pene lungo la fessura sempre più aperta della donna. È un andare su e giù che rende estasiata Valeria. Lui fa scendere il cazzo fino all’ano per poi, lentamente, farlo risalire fino al culmine dove l’aspetta ansiosamente il clitoride eccitato e desideroso di carezze. Sergio ferma il pene proprio sul clitoride godendo nel sentirla gemere. Gli occhi di Valeria sono diventati brillanti e sprizzano bagliore di passione, di compiacimento ed è possibile leggervi tutto il piacere che prova. I suoi occhi ora sono trasparenti come l’acqua del mare. È serena, come il mare, quando calmo e tranquillo si fa osservare e trasmette desideri che inteneriscono i cuori. Tale è Valeria che ci mostra tutto lo splendore della sua femminilità facendo trasparire i desideri anche più reconditi. Solamente il suo viso, sempre più arrossato, lascia intuire una certa ansietà per il desiderio di fare godere al massimo il suo corpo di donna.
Sergio continua a fare scorrere il pene nella fessura sempre più aperta. In corrispondenza all’ostio spinge dentro tutto il glande. A lei piace e lo dimostra alzando il bacino in modo da favorire la penetrazione. Lui capisce e lentamente inizia, con un dentro fuori, a penetrarla sempre più. Lei geme, inarca le reni e contemporaneamente dalla sua bocca escono esternazione di godimento. Ah! Mi piace! Quanto è bello! Ancora! Ancora!
Lui le prende le gambe e le solleva fino a poggiarle sulle sue spalle. Ora la fica di Valeria è completamente in sua balia. È la classica posizione alla turca. Vedo che solamente metà cazzo è dentro la fica di lei. Lui ora spinge con più forza. Lei emette: ahi! Mi fai male! E poi: non uscire! Continua! Continua di nuovo! Cosi! Ancora cosi! Ficcamelo tutto dentro! Ah! Quanto è bello! Ancora! Ancora! Mamma mia come è bello! Come godo!
Il suo corpo è tutto teso, vibra e trema per il piacere che prova. Lei lo continua ad incitare chiedendogli di penetrarla tutta.
Sergio allora affonda con decisione il suo cazzo dentro quella fica che non richiede altro. Il grido che lei emette mi fa capire che l’ha tutto dentro. Infatti, dopo un lamento di dolore inizia a dire: me lo sento arrivare in gola! Bravo! Sei stato bravissimo! Sento i tuoi coglioni che mi sbattono nel culo! Mi hai riempita tutta! Continua cosi!
Sergio, però, non ha bisogno di essere incitato. Continua ad affondare nella vulva tutto il suo potenziale per poi tirarlo fuori e affondarlo di nuovo. Continua ad andare su e giù con sempre più foga incitato dai sospiri, dagli spasimi, dalle grida di piacere che lei emette con sempre maggior frequenza.
Il corpo di lei sussulta e oramai prossima al delirio inizia a gridare: mamma mia come godo! Ah! … Aaaaah! Aaaaaaaah! Non ce la faccio più! Vengo! Vengooooo! Contemporaneamente il suo corpo tesissimo ha un sussulto tremendo e subito dopo inizia a rilassarsi ed a quietarsi.
Lui rimane con il sesso dentro di lei. Non è ancora venuto e quando lo tira fuori dalla fica è tutto bagnato ma ancora maestosamente teso.
Allora Valeria si solleva e sedendosi nel letto prende tra le mani quel pene che tanto l’ha sollazzata. Lo bacia e lo lecca con gusto. Poi inizia a dire: sei stato grande dentro di me! Mi hai fatto impazzire di piacere! Bello! Bellissimo! Ora ti faccio avere il giusto premio che ti tocca! Biascica parole di questo genere nel mentre tra baci, succhiate, carezze e menandolo lo porta all’estremo limite della goduria. Il grido di Sergio, non è altro che un rantolo di tremendo piacere, lascia capire che sta venendo ed infatti la sua pompa sta scaricando nella bocca di lei tutti i succhi che quei meravigliosi coglioni hanno prodotto.
Mentre loro godevano io partecipavo al loro amplesso menandomi la passerina che era tutta una fiamma e non desiderava altro che essere soddisfatta. La sua soddisfazione gliela dà un una magistrale menata che mi ha fatto sussultare da matta. Ed infatti pure io sono venuta tra i lamenti e le grida che emetteva Valeria durante il suo godimento.
Stanchi ma soddisfatti ci accovacciamo con i corpi che si trasmettono il loro caldo contatto.
Ormai è ora di cena. Decidiamo di andare fuori. Ci ripuliamo per benino e poi entrambe strette a Sergio ci dirigiamo in un ristorante sul mare dove sicuramente mangeremo divinamente.
Dopo cena facciamo una passeggiata sul lungomare quindi decidiamo di rientrare a casa per completare l’opera iniziata nel pomeriggio.
È tardi, siamo stanchi, un poco fiacchi per la complicità di un gustoso vinello che si è lasciato bere generosamente, ed appena nel letto abbiamo il tempo di stringerci tra noi intrecciando i nostri corpi in un solo e grandissimo amplesso e ci addormentiamo ben stretti.
L’ultima fase del mio desiderio: Sergio che incula Valeria la mettiamo in opera l’indomani subito dopo un’abbondante colazione. Veramente il giorno prima, anche se per poco, le avevo infilato nel culo un sottile vibratore, ora voglio vederla come reagisce al rapporto con il bel grosso cazzo del mio uomo. Per me è questo rapporto che equivale al vero sverginamento.
Lo dico senza tanti preamboli a Valeria. Le mi guarda con i suoi occhi grandi e dice: ormai debbo provare tutto ma Sergio lo vuole? Lui sente ed il sorrisino che fa lascia chiaramente intuire che è ben disponibile a violare il bel culo a mandolino di Valeria.
Lei sospira e dice: vado un attimo in bagno, mi preparo e vi aspetto sul letto. La troviamo sdraiata sul letto sul fianco sinistro. È tutta nuda e la tetta di sinistra pende leggermente nel vuoto rendendola attraente ed eccitante.
Pure noi siamo completamente nudi. Il cazzo di Sergio è già teso e pronto. Metto abbondante gel sul quel pene palpitante, sia sulla pelle che, dopo averlo scappucciato, sul glande e sul corpo che fuoriesce dalla pelle. Faccio mettere Valeria carponi, le allargo le natiche e spalmo intorno all’ano abbondante gel, pure dentro il buco ne metto abbondantemente.
Mi avvicino al suo viso e le dico: ora devi respirare regolare, non devi contrarti, devi allargare lo sfintere come quando ti sforzi per evacuare l’intestino.
Stammi vicina mi dice lei stringendomi la mano.
Mi sdraio sotto di lei in modo che il suo viso poggi sul mio petto. Lei supina offre il culo inerme all’uomo che la cinge per la vita e lentamente le poggia la testa del cazzo nel buco del culo. La smorfia di lei mi fa
intuire che l’operazione è iniziata. Sospira e miagola. Diversi “ahi” emette ma non si sottrae. Sento la sua bocca che cerca la mia e gliela offro. Le lingue s’intrecciano e posso distinguere nitidamente tutte le vibrazioni del suo corpo. Ad un colpo deciso di lui si contrae ed emette un grido di dolore. Percepisce che Sergio cerca di sfilarglielo ma dice: no! Non tirarlo fuori! Continua! Non ti preoccupare dei miei lamenti! Anche se mi fa male mi piace.
Si rilassa nuovamente e mi mordicchia i capezzoli. Ho la mano libera e raggiungo facilmente la sua fica. Cerco il clitoride e lo sento ben teso. Inizio a titillarla e la sento gemere con più intensità. Geme e si lamenta. L’uomo dietro di lei ansima pure lui. Quanta ne hai messa dentro chiede Valeria a Sergio. Poco più della metà è la risposta. Allora siamo quasi a buon punto dice lei e nel mentre un colpo secco di lui la fa gemere ancora di più. Un alto “ahi” rimbomba nella stanza. Ora Valeria grida veramente. Sono grida di dolore ma contestualmente prega Sergio di non retrocedere. Lui allora da un altro colpo e finalmente dice: coraggio Vale è tutto dentro. L’ho capito! Dice lei, sento i tuoi coglioni che sbattono nella fica. Infatti pure la mia mano, che gioca con il suo clitoride, è venuta a contatto con i coglioni ballonzolanti.
L’andare dentro e in fuori le crea si dolore ma anche molto piacere. Questo, però, supera di gran lunga tutto. Supera il bruciore ed il dolore. Ora ansima e gode. Le grida che emette sono di piacere. sento che mi bacia sulla bocca e ricambio. Le nostre lingue s‘intrecciano, le nostre salive si mescolano e lei piange. Le sue lagrime mi gocciolano sul viso. Perché? Le dico. Non ti preoccupare! Sono lagrime di gioia mi dice mentre ansima sempre di più ed emette grida soffocati. Il suo corpo ora vibra violentemente. Mi stringe forte il viso tanto che posso sentire il suo cuore che pulsa intensamente. Il lamento di Sergio mi fa intuire che anche lui è arrivato. Un “ahi” forte di Valeria con immediato rilassamento del suo corpo, il lamento dell’uomo ed il vischioso liquido seminale che mi cola nella mano, che sta nella fica di lei, mi fanno capire che lui ha inondato con i suoi succhi di maschio il canale posteriore di lei.
Ci trasferiamo al mare e là pranziamo. Ci sollazziamo e ci godiamo le gioie del sesso per due interi giorni. Domenica sera rientrati a casa tratteniamo con noi ancora Valeria. È il bicchiere della staffa ma non è meno dolce dei bicchieri precedenti. Anzi è quello che ci inebria e ci affiata ancora di più.
Lunedì mattina mentre io e Sergio andiamo a lavorare Valeria, esce dal portone con noi, nel salutarci ci bacia in bocca e ci ringrazia per i momenti di piacere che le abbiamo dati. Stiamo per ringraziare pure noi ... lei non aspetta le nostre parole. Ancheggiando si dirige verso casa a piedi. Dista poco meno di 300 metri da casa nostra. Prima di svoltare l'angolo si gira ci saluta e ci invia un bacio.


Milly


P.S. Questo racconto è la continuazione naturale di "Tamponamento".
È la realizzazione dei desideri espressi dalle protagoniste nel racconto richiamato.