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Il Gioco
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Titolo: Il Gioco
Autore: Comando
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Racconto n° 3590
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Luca si girò pigramente nel letto, avevano appena fatto l’amore ed era subentrato
quel piacevole senso di rilassamento in cui entrambi amavano stare uno a fianco
l’altro, pelle a pelle, lasciandosi andare a dolci carezze dopo la furia dei sensi.
Era il momento dei silenzi, di quel piacevole tepore in cui due corpi
comunicavano a livello epidermico ed i pensieri, lasciati liberi, vagavano come
gabbiani sulle ali del vento.

Percorreva lentamente con la punta di due dita il corpo di Valery, girava
attorno ai capezzoli ancora turgidi e le lasciava scivolare sino in mezzo alle cosce
seguendo il suo solco ancora pregno di umori e del piacere di entrambi.

-Dimmi Valery, ti ecciterebbe farlo per gioco con un'altra coppia?

La domanda la lasciò per un attimo in silenzio, non perché la
sconcertasse più di tanto, ma semplicemente per la sua abitudine a riflettere
attentamente prima di rispondere.

-Non credo, ma dico sempre che le cose bisogna provarle e poi decidere,
certo mi intriga…

-Ma,
incalzò lui
-immagina di farlo con una donna, provi repulsione? Credo sia importante
capire questo, se la cosa ti desse fastidio al solo pensiero, è già indicativo.

-Fastidio… no, molta curiosità, ma te l'ho detto, bisogna provarlo.

Luca lasciò cadere il discorso, ci sarebbe tornato più tardi; sapeva che
lei aveva bisogno di assimilare le cose e da parte sua non era, a sua volta,
per quanto la cosa lo intrigasse, molto sicuro di riuscire a portare nella realtà
questa fantasia.
Vi ritornò tempo dopo, chiedendole se vi avesse pensato, voleva che quella
decisione fosse davvero condivisa con consapevolezza e senza che da parte sua
vi fosse la minima pressione in tal senso. Era un gioco, un piacevole intrigante
gioco fatto di complicità ma, era anche di qualcosa di estremamente delicato,
in cui svariati fattori potevano subentrare in senso negativo.

-Allora? Sei sicura? Voglio che sia una cosa davvero desiderata da entrambi,
altrimenti non se ne fa niente.

-Si, proviamo…

Lui cominciò a cercare, certo, rifletteva, bisogna stare attenti, cercare le persone
giuste di tipi strani ve ne erano ma, se deciso, bisognava pure iniziare da una
parte.
Una ricerca su internet era l’unica soluzione, mica poteva andare in giro a
chiedere: Scopereste in coppia?
Mise un annuncio su uno dei tanti siti, uno preso a caso, inviò a sua volta
Qualche mail ed attese.
Le risposte non si fecero attendere, scartò a priori alcune che non gli davano
affidamento, eliminò i singoli che si proponevano come mosconi ronzanti sino
a soffermarsi su una giovane coppia, sposata, alla prima esperienza che cercava
una amicizia complice e discreta.
Superati i primi contatti telefonici si stabilì di incontrarsi, così, per un caffé senza
impegno. In verità si parlò poco di sesso, anche se raccontarono di essere arrivati
al loro decimo “caffé” senza nulla di fatto ma…un po’ sfiduciati erano disposti
ad andare …oltre. Ognuno si riservò un po’ di tempo per riflettere per poi
risentirsi. Dieci giorni, poi, la decisione fu presa.
Si videro a casa di Luca e Valery, tutti un po’ imbarazzati, da un lato il desiderio,
dall’altro in verità nessuno sapeva da che parte cominciare sino a che Luca,
prevedendo questo, propose un gioco.

-Andiamo di là, in camera da letto.

Così dicendo prese un mazzo di carte e propose, maliziosamente, che ognuno a
turno avrebbe pescato una carta e chi estraeva la più bassa si sarebbe levato un
indumento a scelta degli altri.
Il gioco fece presa sino a trovarli nudi sul letto, Carla, questo il nome dell’altra
lei, fu subito prescelta per prima, sei mani presero lentamente ad accarezzarla
mentre la lingua di Aldo le dischiuse le grandi labbra insinuandosi in ogni
anfratto.
Eccitata da quella situazione insolita, Valery iniziò a succhiarle i capezzoli
accarezzandole la schiena insieme a Luca, poi scivolò con la bocca fra le cosce
di lei ormai bagnate leccandola ed assaporando ogni goccia, quello strano sapore,
così differente da quello di un uomo, le dava un senso di piacere. Risalì sino al
viso mentre le labbra si cercarono reciprocamente, i seni, dai capezzoli turgidi,
si strofinavano vicendevolmente mentre le loro lingue si attorcigliavano in un
bacio profondo.
Le due donne, in ginocchio sul letto, per un attimo dimenticarono completamente
la presenza degli uomini, le loro bocche voraci si cercavano continuamente
mentre le mani scorrevano sulle schiene, accarezzavano leggiadre, premevano con
forza per sentire il piacere di quel corpo sconosciuto, differente da quello di un
uomo eppure a loro non ignoto.

Per qualche minuto Luca ed Aldo rimasero quasi ipnotizzati dal trasporto
delle loro compagne, vederle scoprire, con infinita naturalezza, quel lato della
loro sessualità, quella dolcezza e passione senza alcuna remora o pudore li lasciò
incantati. Si unirono a loro ponendole in mezzo, ed altre mani, altre dita,
intrecciarono una danza su quei corpi sino a portarli sempre più in alto, in un
oblio della mente ove ogni percezione era soffusa, avvolta in una nuvola
di sensualità e piacere.
Carla si lasciò scivolare lentamente sul letto accompagnata da quelle mani che
non la lasciarono mai sola, aprì le cosce ad offrire il suo carnoso frutto luccicante
di umori, le dita delicate di Valery la schiusero ulteriormente mentre, con la
lingua, la percorse ancora serpeggiando fra il clitoride e l’ingresso della fica
penetrandola leggermente per poi si ritrarsi a lasciare spazio al suo uomo che
iniziò ad entrare. Valery, cosce divaricate, a carponi su lei, continuò a dare
sapienti colpi sul clito ormai rosso e sporgente mentre le narici si riempivano,
inebriandola, degli odori mischiati dei due sessi uniti.
In quella posizione, ella offriva a Carla ogni parte del suo sesso glabro ormai
imperlato, piccole gocce le scivolarono lungo le cosce ma furono subito raccolte
da quella lingua femminile che giaceva sotto di lei, una lingua calda e morbida
che risaliva sino all’origine mentre le labbra carnose e delicate iniziarono a
suggerle il clito come fosse un membro maschile.
Aldo si pose dietro Valery, le leccò con cura, inumidendolo sapientemente,
il suo piccolo fiore che dapprima si contrasse e poi si distese a quel piacevole
tocco.
Vi appoggiò il glande e spinse leggermente sino ad iniziare a profanarlo, ruotò
il bacino ed ogni volta entrava un po’ di più per poi fermarsi sino a che fu lei,
ormai schiusa, a spingersi a tergo sino a lasciarlo scivolare completamente
dentro. Le mani le strinsero i fianchi portandola ad ondeggiare avanti ed indietro
mentre l’asta la possedeva nel suo intimo più profondo.
Ogni parte delle due donne era ormai coinvolta in quel balletto dei sensi, le
menti si lasciavano andare mentre ogni istinto, libero ormai da ogni freno,
danzava sui loro corpi che fremevano, sussultavano, gemevano senza pudore.
Fu un concerto, uno spartito suonato ad otto mani in cui ognuno seppe percepire
il momento del crescendo in perfetta sintonia con gli altri, epilogo di una overture
iniziata in sordina e divenuta esplosione di musica.