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Appuntamento col destino
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Titolo:
Appuntamento col destino |
Autore:
Lady Macbeth |
Contatto:
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Racconto
n° 3601 |
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Mi sedetti ed in silenzio osservai l’appartamento circostante con ansia crescente, di lì a poco sarebbe arrivato e io non avevo assolutamente idea di come avrei dovuto comportarmi visto che i nostri rapporti erano tutt’altro che chiari. Da buona insicura quale ero lasciavo che fosse lui a tenere le redini della situazione, limitandomi ad assecondare ogni sua inclinazione perversa e a sparire quando, finito tutto, non aveva più bisogno della mia compagnia. Non che mi piacesse una situazione del genere, ma era l’unico modo per averlo, e se era quello il prezzo da pagare, cioè un cuore spezzato, beh avrei fatto di tutto perché fosse meno doloroso possibile. Ma quando lui non era con me, quando non avevo la sua bocca sulla mia e le sue mani sul mio corpo, sentivo una lacerazione all’altezza del petto, lacerazione che si rimarginava magicamente ogni qualvolta la mia ossessione tornava a farmi visita, puntuale e affamata di dolcezze come al solito. Sorrisi a questo pensiero, sorrisi del mio essere così autolesionista ed infantile. Ma chi può contrastare il destino quando decide di venire a farti visita? - Sei qui? – esclamò tonante la voce che proveniva dall’ingresso. Chiara, limpida e calda come la ricordavo. - Sì – gracchiai domandandomi il motivo per cui il mio cuore avesse deciso di uscirmi dal petto proprio in quel momento. Ed eccolo comparire, alto e dinoccolato, occhiali scuri sul viso per nascondere quegli occhi verdi che riuscivano a farmi dimenticare ogni cosa con una facilità pazzesca. Corse dall’altra parte del tavolo prima ancora che avessi il tempo di realizzare che era entrata nella stanza la cosa più incredibile che i miei occhi riuscissero a vedere ed il mio cervello ad elaborare. Mi alzai in piedi già eccitata prima ancora che mi avesse sfiorato, baciato o detto qualsiasi cosa. Gettò a terra la sua maglietta con un gesto meccanico e audace, fece lo stesso con la mia senza che io facessi niente per ostacolarlo. L’idea che ci vedessimo di nascosto mi infastidiva quando lui non c’era e mi eccitava terribilmente in sua presenza. Sentii la sua pelle liscia e calda a contatto con la mia, chiusi gli occhi cercando di imprimere quel momento nella mia memoria, consapevole che i ricordi non sono mai vivaci quanto i momenti reali. Dopo avermi sfilato il reggiseno, percorse con la mano aperta il mio addome fino a fermarsi sul mio seno. Adoravo quel modo di fare così lento, rendeva l’attesa tediosa e stuzzicava ognuno dei mie cinque sensi. Prima che potessi rendermene conto mi trovai nuda, distesa sul tavolo, avvinghiata al suo corpo contratto e umido. Non l’avevamo ancora fatto sul tavolo e lui aveva deciso di testare ogni centimetro quadrato del mio appartamento. Mi spingeva ritmicamente e ad ogni piccolo movimento emettevo un gemito e lui un sospiro. Sentivo l’umido dei nostri corpi unirsi, vedevo il suo viso determinato che pregustava un attimo di felicità. Mi infilò un dito in bocca che succhiai mentre lui continuava nella sua missione…eccolo: il nostro attimo era arrivato sconvolgendoci entrambi. Finimmo per terra, nudi e madidi di sudore a chiacchierare delle nostre scorribande sessuali con infinita dolcezza. - Mi piace farlo con te, non ci sono inibizioni nè freni. Anche le cose più strane, assurde e perverse sembrano così dolci che mi sento quasi un idiota ad aver pensato che fossero un po’ …porche!- Sorrisi compiaciuta, era la cosa che mi diceva più spesso, sapevo essere eccitate senza mai scadere nella volgarità, era la cosa che apprezzava di più. Mi misi sopra di lui, leccando lentamente mento e collo mentre lui continuava nelle sue riflessioni mute. Fece scivolare la sua mano fino all’entrata della mia figa e con determinazione vi infilò un dito mentre mi guardava insistentemente negli occhi. Li socchiusi godendomi l’estasi del momento e lui immediatamente mi rimproverò. - Non chiuderli mai davanti a me, non posso smettere di guardarli!- sussurrò con fermezza. Non smetteva di muovere quel dito facendomi rabbrividire ed eccitare mentre le mie membra lo inondavano di liquido caldo, il liquido che mi procurava gioia. Gemetti e mi contrassi. Forse non ero la sola a sentirmi appagata e felice come mai prima d’allora.
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