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La doccia insieme
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Titolo: La doccia insieme
Autore: Blues
Contatto:
Racconto n° 3605
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Giulia si accasciò sul pavimento del bagno, con gli occhi pieni di dolcezza
riconoscente verso la sua amica, tanto amante e tanto cara,
che continuava ad accarezzarla sui seni, sui capezzoli, fra le cosce,
colmandola di baci in tutto il corpo. Gianna la coccolava dicendole parole dolci
affettuose, tenere, amorose.

Gianna, mentre coccolava la sua amica era accovacciata sulle gambe di Giulia.
Allora Giulia ritrasse lentamente una delle sue gambe e la insinuò decisamente
fra le cosce di Gianna, che accorgendosi del movimento lo assecondò e presto
si trovò le dita dei piedi di Giulia sulla sua fica che fremette a questa presenza
insinuante e gradevole.
Gianna allargò le sue cosce e cominciò a strofinarsi sulle dita del piede di Giulia.
Giulia accarezzava, spingeva, penetrava con le dita del suo piede,
con l’alluce cercava di penetrare e di infilarsi nel sesso della sua amica,
che gemeva di piacere e spingeva lei stessa per accogliere l’eccitazione continua
che le veniva da quelle dita protese.
Gianna si dimenava e godeva, mentre con la sua bocca accoglieva i baci caldi
ed appassionati di Giulia, che riprendeva a riscaldarsi dopo il grande orgasmo avuto da poco.
Con un movimento repentino, Giulia attirò a sé Gianna e con le dita della mano,
prima due, poi tre, proseguì a penetrarla con foga, con amore, con frenesia,
mentre si baciavano e sia accarezzavano intensamente…
E allora fu Gianna a gridare e a godere:“ Sì… sì… amore, amore, sì…”
entrando in un orgasmo prolungato e gioioso, mentre Giulia l’accompagnava
con affetto, con premura, con tanto amore.

Rimasero abbracciate e distese sul morbido linoleum venato di alghe marine,
riscaldato dai loro corpi nudi, palpitanti, sudati.
E dopo alcuni minuti, baciandosi e sorridendosi, si alzarono tenendosi per mano
e si diressero verso la doccia per lavarsi l’un l’altra sotto lo scroscio di acqua calda
che subito le avvolse. Gianna insaponava dolcemente il corpo di Giulia fermandosi
ad accarezzare i suoi seni e i capezzoli eccitati, la sua fica morbida ed arrossata,
il suo clitoride turgido e vibrante, l’interno delle sue cosce e dei suoi morbidi glutei.
Giulia si lasciava insaponare languidamente e ricambiava con lunghi dolci baci
ogni carezza saponosa più intima, più eccitante, più piacevole.
L’acqua calda della doccia produceva del vapore gradevole che avvolgeva i loro
bellissimi corpi di donne innamorate e amanti, creando un’atmosfera incantevole
di sauna calda, rilassante, sensuale. I loro capelli erano completamente bagnati:
quelli neri e lunghi di Giulia e quelli castani e corti di Gianna avvolgevano vivacemente
quei due volti luminosi, pieni della gioia di amarsi, anima e corpo.
Giulia ricambiava tutte le attenzioni di Gianna accarezzandola nei punti più intimi,
chinandosi a succhiare lungamente i capezzoli meravigliosi di Gianna,
scendendo a leccare e a succhiare il suo attraente clitoride, la sua dolcissima fica.
Proseguirono così amorosamente per molto tempo, fermandosi soltanto
quando sentirono che l’acqua stava diventando man mano più fredda.
Allora, in fretta, uscirono ridendo dalla doccia e ognuna di loro, con un asciugamano diverso,
si mise ad asciugare con cura il corpo amato dell’altra, sempre scambiando baci,
baci sulle labbra, baci su tutto il corpo di ognuna, corpo che veniva asciugato
anche dai baci caldi e dolci, oltre che dai morbidi grandi asciugamani.

Gianna aprì un armadietto e prese due accappatoi: uno a righe multicolori
per Giulia e uno tutto rosso per sé. Avvolsero i loro corpi e si trasferirono
nella cucina dai mobili rustici ed accoglienti. Avevano fame e volevano prepararsi
una buona cenetta. Erano le 22 di sera e dopo c’era una notte tutta per loro!!

“Cosa ci prepariamo amore? Cosa vuoi, cosa desideri?” disse Gianna.
“Tesoro mio ho tanta fame! Tanta!” replicò Giulia.
“Allora ci vogliono cibi sostanziosi e veloci!” rispose Gianna.
“Senti, ci facciamo una bella pasta alla carbonara e mentre si cuoce mettiamo al forno
dei buonissimi spiedini. E annaffiamo tutto con vino rosso: Sangiovese o Teroldego.
Intanto vieni facciamoci un aperitivo con patatine, olive e un Turà, fresco, frizzante!”
“Certo! Gioia mia – disse Giulia – facciamoci questo aperitivo e brindiamo,
brindiamo a questi nostri bellissimi momenti felici, a questo nostro fine settimana,
perché duri tanto a lungo!”
Era venerdì sera e avevano tempo per stare assieme fino alla domenica pomeriggio
quando Giulia avrebbe dovuto riprendere l’aereo a Fiumicino, per rientrare al lavoro
in Finlandia.