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Sonia
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Titolo: Sonia
Autore: Blues
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Racconto n° 3607
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Da vent’anni il matrimonio con Marco proseguiva con fasi alterne.
Passati velocemente i primi anni di passione e di amore, ormai da sette-otto i due sposi continuavano la loro vita piuttosto noiosamente, senza le gioie e i dolori di una famiglia vivacizzata dalla presenza dei figli. Sonia era spesso malinconica e a volte triste, anche se non lo manifestava apertamente con suo marito Marco.

Sonia era una donna ancora molto bella e piacente: alta, snella, dal volto sempre sorridente, i capelli lunghi color ruggine, gli occhi scuri, il portamento elegante, un corpo che attirava l’attenzione: sinuoso, morbido, ben proporzionato, gambe lunghe bellissime e seni prominenti ben proporzionati, mani affusolate da pianista, contegno personale sempre molto accurato.
Sonia era una donna e una moglie inquieta, intimamente insoddisfatta, desiderosa, alla ricerca di qualcosa di profondo che le mancava. Forse la maternità? forse i figli? forse una vita affettiva
e sessuale più intensa e creativa? Lei non lavorava: si occupava della splendida villetta nella quale vivevano in un quartiere periferico di Roma mentre il marito Marco svolgeva l’attività di vice primario presso il padiglione di ortopedia di un grande ospedale romano.

Marco era un uomo appassionato del proprio lavoro, un lavoro per il quale si teneva costantemente aggiornato attraverso convegni e piani di ricerca sperimentale. Perciò in certi periodi si assentava per partecipare a queste importanti attività. Lui amava sua moglie ma gradualmente si era lasciato assorbire dai suoi impegni anche per colmare quel senso di vuoto che si era creato fra di loro.

Sonia coltivava intensamente i propri molteplici interessi: lettura, pittura, fotografia, musica, visite presso mostre d’arte, teatro, palestra e piscina. E per la villa aveva degli aiuti validi ed appropriati.
Per la cura dell’ampio giardino aveva la collaborazione di un giardiniere esperto che veniva tre volte alla settimana. Per la casa e per le per le diverse necessità domestiche era riuscita finalmente a trovare una valida collaboratrice fissa rumena: una donna forte, robusta , laboriosa, onesta, che era riuscita a conquistare la sua fiducia e la sua stima, dopo varie esperienze precedenti deludenti. Era una donna interessante e sensibile.

Un giorno, in quel periodo strano, che stava vivendo ormai da qualche anno, accadde qualcosa che la scosse profondamente. Tre o quattro volte al mese organizzava delle feste, specialmente nel fine settimana. La mattina, dopo una di queste feste, con l’aiuto di Roxana, la sua collaboratrice rumena, e di altre due giovani sudamericane convocate per dare man forte, stavano ripulendo i due saloni e in cucina stavano lavando con la lavastoviglie e a mano i tanti oggetti sporchi. Quella mattina la presenza preziosa di quelle tre donne dava a Sonia distensione, sollievo e della gioia interiore. Ammirava la decisione e l’energia con cui lavorava Roxana che seguiva e dirigeva passo passo le diverse attività delle due belle collaboratrici sudamericane. Sonia, per la prima volta, si accorse di osservare molto nei dettagli i corpi vigorosi e sudati delle donne che stavano lavorando per lei.

Roxana indossava dei pantaloncini neri corti che mettevano in evidenza le sue gambe possenti sode e i suoi glutei attraenti; una camicia comoda leggera dai colori vivaci conteneva un seno bello prorompente; il volto espressivo e deciso era incorniciato da una folta capigliatura di riccioli neri. Le altre due donne avevano corpi e lineamenti di tipo indio: capelli neri, occhi scuri, pelle olivastra, seni piccoli ma belli e prominenti, la dolcezza e il sorriso sulle labbra grandi e carnose.
Sonia sentiva un qualcosa di strano dentro di sé mentre parlava e conversava con loro. Le guardava negli occhi, in profondità, avvolgendole intensamente con il proprio sguardo. Ogni tanto coglieva i momenti nei quali si piegavano mostrando, senza accorgersene, le curve piacevoli dei loro bei seni, oppure parte delle mutandine e dell’interno delle cosce quando inarcavano i loro corpi per il lavoro che stavano svolgendo. Aiutando volentieri ognuna di loro Sonia si accorse che qualcosa la spingeva a cercare sottilmente dei fugaci contatti fisici con i seni o con i glutei di Roxana, le braccia o le mani di Isabel, le cosce o i fianchi o i capelli di Ester.

Quei contatti la turbavano subito, creando come delle piccole scosse elettrice interiori e, le prime volte, quasi li evitava. Ma poi in Sonia riaffiorava intenso l’oscuro desiderio di risentire piacevolmente quei corpi e quei meravigliosi contatti. Erano sensazioni nuove che lei sentiva, ascoltava espandersi dentro di sé, come delle piccole dolcissime onde di un insolito straordinario piacere che lei non intendeva rifiutare ma piuttosto sempre più conquistare. Cosa le stava succedendo? Cosa stava cambiando in lei? Perché le stava succedendo tutto questo?
Questa consapevolezza dei mutamenti che stavano avvenendo dentro di lei le suscitava dei brividi,
brividi sottili, nuovi, profondi.