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Sonia e Roxana
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Titolo: Sonia e Roxana
Autore: Blues
Contatto:
Racconto n° 3608
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Da vent’anni il matrimonio con Marco proseguiva con fasi alterne.
Passati velocemente i primi anni di passione e di amore, ormai da sette, otto, i due sposi continuavano la loro vita piuttosto noiosamente, senza le gioie e i dolori di una famiglia vivacizzata dalla presenza dei figli. Sonia era spesso malinconica e a volte triste, anche se non lo manifestava apertamente con suo marito Marco.

Sonia era una donna ancora molto bella e piacente: alta, snella, dal volto sempre sorridente, i capelli lunghi color ruggine, gli occhi scuri, il portamento elegante. Un corpo che attirava l’attenzione: sinuoso, morbido, ben proporzionato, gambe lunghe bellissime e seni prominenti ben proporzionati, mani affusolate da pianista, contegno personale sempre molto accurato.
Sonia era una donna e una moglie inquieta, intimamente insoddisfatta, desiderosa, alla ricerca di qualcosa di profondo che le mancava. Forse la maternità? forse i figli? forse una vita affettiva
e sessuale più intensa e creativa? Lei non lavorava: si occupava della splendida villetta nella quale vivevano in un quartiere periferico di Roma, mentre il marito Marco svolgeva l’attività di vice primario presso il padiglione di ortopedia di un grande ospedale romano.

Marco era un uomo appassionato del proprio lavoro, un lavoro per il quale si teneva costantemente aggiornato attraverso convegni e piani di ricerca sperimentale. Perciò in certi periodi si assentava per partecipare a queste importanti attività. Lui amava sua moglie ma gradualmente si era lasciato assorbire dai suoi impegni anche per colmare quel senso di vuoto che si era creato fra di loro.

Sonia coltivava intensamente i propri molteplici interessi: lettura, pittura, fotografia, musica, visite presso mostre d’arte, teatro, palestra e piscina. E per la villa aveva degli aiuti validi ed appropriati. Per la cura dell’ampio giardino aveva la collaborazione di un giardiniere esperto che veniva tre volte alla settimana. Per la casa e per le diverse necessità domestiche era riuscita finalmente a trovare una valida collaboratrice fissa rumena: una donna forte, robusta, laboriosa, onesta, che era riuscita a conquistare la sua fiducia e la sua stima, dopo varie esperienze precedenti deludenti. Era una donna interessante e sensibile.

Un giorno, in quel periodo strano, che stava vivendo ormai da qualche anno, accadde qualcosa che la scosse profondamente. Tre o quattro volte al mese organizzava delle feste, specialmente nel fine settimana. La mattina, dopo una di queste feste, con l’aiuto di Roxana, la sua collaboratrice rumena, e di altre due giovani sudamericane convocate per dare man forte, stavano ripulendo i due saloni e in cucina stavano lavando con la lavastoviglie e a mano i tanti oggetti sporchi. Quella mattina la presenza preziosa di quelle tre donne dava a Sonia distensione, sollievo e della gioia interiore. Ammirava la decisione e l’energia con cui lavorava Roxana che seguiva e dirigeva passo passo le diverse attività delle due belle collaboratrici sudamericane. Sonia, per la prima volta, si accorse di osservare molto nei dettagli i corpi vigorosi e sudati delle donne che stavano lavorando per lei.

Roxana indossava dei pantaloncini neri corti che mettevano in evidenza le sue gambe possenti sode e i suoi glutei attraenti; una camicia comoda leggera dai colori vivaci conteneva un seno bello prorompente; il volto espressivo e deciso era incorniciato da una folta capigliatura di riccioli neri. Le altre due donne avevano corpi e lineamenti di tipo indio: capelli neri, occhi scuri, pelle olivastra, seni piccoli ma belli e prominenti, la dolcezza e il sorriso sulle labbra grandi e carnose.
Sonia sentiva un qualcosa di strano dentro di sé mentre parlava e conversava con loro. Le guardava negli occhi, in profondità, avvolgendole intensamente con il proprio sguardo. Ogni tanto coglieva i momenti nei quali si piegavano mostrando, senza accorgersene, le curve piacevoli dei loro bei seni, oppure parte delle mutandine e dell’interno delle cosce quando inarcavano i loro corpi per il lavoro che stavano svolgendo. Aiutando volentieri ognuna di loro Sonia si accorse che qualcosa la spingeva a cercare sottilmente dei fugaci contatti fisici con i seni o con i glutei di Roxana, le braccia o le mani di Isabel, le cosce o i fianchi o i capelli di Ester.

Quei contatti la turbavano subito, creando come delle piccole scosse elettrice interiori e, le prime volte, quasi li evitava. Ma poi in Sonia riaffiorava intenso l’oscuro desiderio di risentire piacevolmente quei corpi e quei meravigliosi contatti. Erano sensazioni nuove che lei avvertiva, ascoltava espandersi dentro di sé, come delle piccole dolcissime onde di un insolito straordinario piacere che lei non intendeva rifiutare ma piuttosto sempre più conquistare. Cosa le stava succedendo? Cosa stava cambiando in lei? Perché le stava succedendo tutto questo?..
Questa consapevolezza dei mutamenti che stavano avvenendo dentro di lei le suscitava dei brividi: brividi sottili, nuovi, profondi.

La mattinata di lavoro era ormai terminata: erano le 13. Isabel ed Ester dovevano tornare alle loro case; chiesero a Sonia di potersi fare una doccia veloce prime di uscire. Sonia acconsentì, naturalmente, e disse loro che le avrebbe portato subito dei grandi asciugamani. Mentre cercava questi asciugamani in una stanza attigua al bagno, vide riflessa nello specchio del cassettone l’immagine delle due donne sudamericane che erano entrate in bagno insieme: le porte sul corridoio erano semi aperte. Isabel ed Ester, all’interno del bagno, si stavano baciando appassionatamente, stringendosi l’un l’altra con foga impulsiva, immediata. Sonia rimase colpita, incantata da quel bacio da quell’abbraccio tanto intensi. Ciò che vedeva le piaceva, le rimescolava l’anima quello scambio di effusioni femminili. E si accorse di essere anche eccitata, attratta , coinvolta da quegli affetti dolci fra donne che si desideravano.
Tardò volutamente ad uscire dalla stanza ripostiglio e quando lo fece tossì un poco, mentre si dirigeva verso il bagno. Le due donne si ricomposero immediatamente e sorrisero, ringraziando, mentre ritiravano i due asciugamani da Sonia e mentre chiudevano la porta, rimanendo entrambe nel bagno. Sonia immaginò in tanti modi quanto sarebbe accaduto fa Isabel ed Ester nei 20 minuti che seguirono.

Fu interrotta da Roxana che la stava chiamando:
“Signora, la doccia è pronta , venga. Le ho preparato tutto nel suo bagno personale.”
“Grazie, Roxana cara. Eccomi, salgo subito.” Sonia salì al primo piano, dove, vicino alla camera da letto degli sposi c’era uno splendido bagno, dotato di doccia, idromassaggio ed ogni confort per la cura del corpo dei due coniugi Mariani, Sonia e Marco.
Sonia raggiunse il bagno: davanti alla porta la stava aspettando Roxana, sorridente, gentile.
Nella riconoscenza, e nell’eccitazione che stava interiormente vivendo, Sonia sorrise tanto cordialmente a Roxana e prima di entrare in bagno le disse : “Sei tanto brava e dolce, Roxana! Grazie, mia carissima!” e dicendo questo si protese per baciarla sulla guancia ma Roxana, girandosi verso di lei, si trovò davanti le labbra di Sonia e le baciò, spontaneamente, come altrettanto si trovò a fare Sonia.. Sentirono entrambe un brivido immediato stupendo intimo! Roxana si ritrasse quasi subito, avvampata sulle guance, mentre Sonia sentì questo ritrarsi di Roxana ma subito l’avvolse con un braccio e l’attirò di nuovo verso di sé e la baciò ancora con più intensità.
Roxana rimase sorpresa, come stupefatta. Nella confusione che sentiva si lasciò baciare da Sonia, accolse passiva quel bacio che le piaceva, ma era come inebetita, mentre sentiva la lingua della sua signora muoversi freneticamente nella sua bocca. Sentì subito dopo sui suoi grandi seni le mani eccitate di Sonia che la palpava e l’accarezzava intensamente, mentre i suoi capezzoli si indurivano.
Improvvisamente Roxana reagì e si ritrasse con forza, con tutta la sua forza, dicendo: “No! No signora. No! mi lasci, mi lasci... Non devo! Non dobbiamo! Mi lasci!” E di corsa si allontanò per ritirarsi immediatamente nella sua camera, situata al secondo piano.

Sonia rimase sorpresa, delusa ed anche indispettita. Ma, entrando in bagno e chiudendo la porta dietro di sé, anche lei si sentiva a disagio e capiva di aver sbagliato nel forzare Roxana al bacio, spinta dai suoi nuovi balbettanti ed impulsivi desideri. Invece di farsi la doccia decise di entrare nella vasca per l’idromassaggio allo scopo di rilassarsi e di riprendere il controllo di se stessa. Si distese nella vasca e si lasciò accarezzare in ogni modo dai diversi spruzzi d’acqua dell’idromassaggio. Ma ecco ritornare, prepotente e vogliosa, l’immagine di Roxana, il lungo appassionato bacio, i meravigliosi grandi seni sotto le sue mani... eccitata e trasportata da questi sentimenti Sonia cominciò ad accarezzarsi i fianchi, i suoi seni, i suoi capezzoli, per poi scendere verso le sue cosce e il suo sesso tutto caldo , eccitato , desideroso...
Allora l’accarezzò lentamente dolcemente con un dito, con due dita, sentendo il clitoride indurito ed eccitato piacevolmente, per poi penetrarsi con uno, con due dita, e spingere, penetrarsi, penetrarsi per quanto poteva, più che poteva. Le sue anche si muovevano sinuosamente, sempre di più. Il godimento stava per arrivare... ma desiderava le dita di Roxana nella suo sesso, la mano di Roxana nel suo sesso. Nello spasmo del desiderio Sonia prese il lungo affusolato sensuale manico di una lunga spazzola appoggiata vicino all’idromassaggio e l’infilò con foga nella sua fica vedendo che era Roxana che glielo infilava con amore e desiderio, era Roxana che la sfondava profondamente fino a farla urlare e dimenare con tutto il corpo per l’orgasmo prolungato che esplose dall’intimo per tutta quella eccitazione stimolata e procurata.