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Voglie
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Titolo:
Voglie |
Autore:
Veleno dolce |
Contatto:
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Racconto
n° 3609 |
Altri
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Nella penombra della camera da letto intravedo il tuo viso. Ispira sesso. Tracce di te sul mio volto. Di quello lento e perverso. Stamattina mi sono alzata bagata come una cagna. Mi avvicino e ti bacio. Sai di buono. Sai di me come se ti avessi appena leccato. Odoro di te. Della mia voglia di scoparti. Dei tuoi gemiti. Lecco le tue labbra ad occhi chiusi. Lentamente. Mi soffermo con la lingua negli angoli. Mentre mi è bastato un secondo soltanto, per infilarmi due dita nella figa e portarmi il mio nettare nella mia bocca. Ti bacio, percorro i contorni delle tue labbra, poi affondo la lingua dentro. Succhiami. Ancora. Sento il respiro caldo del tuo naso sul mio viso. Fammi sentire quanto voglia hai della mia figa. Sento il tuo respiro che soffia sempre più affannoso sulla mia faccia. E i tuoi occhi socchiudersi e allagarsi di piacere. Accarezzi la perla da sopra al tessuto del minuscolo perizoma. Sono così gonfia che sento le labbra aprirsi e fuoriuscire ai lati. I nostri respiri si mescolano. Passo la lingua tra le labbra su e giù per un bel pò. Mi piace sentire il tuo desiderio colare caldo e farsi sempre più dolce. Aria torrida di sesso. Le mie labbra sulle tue e le nostre mani sui nostri corpi. Mi sfiori le labbra, ma ancora non è il momento. Torni sù e inizi a leccare i miei capezzoli. Con le dita esplori ogni angolo del mio corpo. Succhiami le dita. Più forte. Fammi sentire i denti. Basta. Ho voglia. Ti fai strada con la lingua e le dita tra le labbra della mia figa. La tieni aperta e giochi col mio clitoride, adori leccarlo e succhiarlo. Specialmente ai lati. Ho le labbra depilate, come piace a te. Lo vedo... vedo il tuo sesso. La mai bocca aperta per accoglierlo. Calda. Docile. Per poi sfamarsi di un pasto agoniato. Di un pasto sudato. E questo che ti piace. L'attesa. Il desiderio. Famelico. Sei dentroi il mio film. Tu sulla sedia di fronte a me. Avvicini la forchetta e tiri fuori la lingua per accompagnare il cibo dentro la grotta. Dove io mi perdo. Sei dentro i miei pensieri. Accompagnami allora. I nostri sguardi si incrociano. E lo so, lo so che i miei occhi ti parlano, e quei 5 minuti insieme dicono tanto. Anche nel silenzio. Uno specchio riflette due corpi nuovi. Nudi, due corpi abbronzati. Il tuo mi cinge da dietro, nella posizione che preferisco. Mi lecchi il solco tra la scapola e il collo, ed io lascio scivolare i lunghi capelli sulla schiena. Tu li sposti delicatamente e li posi lungo il seno, accarezzando i capezzoli. Ti bacio. Ed i colpi si fanno più veloci, più violenti. Lo senti il piacere con questa donna estranea. Finalmente ti lasci andare. Ti abbandoni a me. E forse quel velo che mi vestiva di mistero lo hai fatto cadere proprio tu. Forse ora non hò timore di nulla. In un letto. Il tuo. Che ora sa di noi. Il mio profumo sul cuscino ti accompagnerà tutta la notte. Come la voglia che ho di te, mi segue... ombra della mia fame.
(Dedicato)
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