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Una cena speciale
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Titolo: Una cena speciale
Autore: Blues
Contatto:
Racconto n° 3614
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Avevano fame e volevano prepararsi una buona cenetta.
Erano le 22 di sera e dopo... c’era una notte tutta per loro!

Mentre Gianna metteva sulla cucina a gas la pentola dell’acqua e preparava, con il sorriso sulle labbra, la pancetta e deponeva del burro nel tegamino, Giulia si mise a preparare la tavola, in salotto, e sul tavolo ovale mise il mollettone sul quale depose una tovaglia dai colori caldi.
Pensò di accendere lo stereo e scelse della musica blues intensa e avvolgente.
Al centro della tovaglia collocò un grosso cero rosso e subito lo accese.
Dispose tutto con cura e amore, regolando le luci dell’ambiente in modo che fossero tenui,calde, soffuse e mettessero in rilievo la luce dolce del grosso cero rosso.

Soddisfatta del proprio lavoro Giulia andò in cucina per stare vicino a Gianna.

La musica blues che veniva dal salotto non consentì a Gianna di sentire l’arrivo affettuoso di Giulia che, da dietro le sue spalle,si avvicinò pian piano per abbracciare posteriormente la sua cara amica e stringerla forte al proprio corpo.
“Giulia! Amore mio, che fai?” gridò Gianna, appena si sentì stringere forte al corpo di Giulia, essere baciata intensamente sul collo e accarezzata con intimità sui seni dalle mani amorose della sua amica.
“Lasciati baciare, lasciati accarezzare, tesoro mio” disse Giulia “Sono tanto felice di stare qui vicino a te e di amarti con tutta me stessa. Quanto sono felice di essere qui!”
Gianna appoggiò il mestolo che stava usando e girò il suo volto verso Giulia per guardarla nei suoi occhi scuri e dolci e cercare la sua bocca e baciarla, baciarla a lungo.
Poi Gianna si scosse: i cibi richiedevano attenzione! altrimenti la cena andava alla malora.
Lo disse a Giulia ma Giulia in risposta s’inventò un modo amoroso e simpatico per non staccarsi dal corpo della sua amata.
“Tu continua a lavorare Amore, da adesso avrai due mani e due braccia in più.
Ecco io resto dietro a te, ti seguo come un ombra, come il tuo angelo, per aiutarti in tutto,
senza mai staccarmi da te. Non fanno così gli angeli? Ecco io sono la tua angela!”
Gianna si mise a ridere e con una mano sculacciò la sua amata angela che aderiva a lei
in ogni modo, tanto che sentiva piacevolmente i morbidi seni, i capezzoli duri e le cosce di Giulia premere e strofinarsi sulla sua schiena e sulle sue cosce.

Così, incespicando, ridendo, baciandosi, accarezzandosi e toccandosi continuamente
con tanto divertimento, riuscirono finalmente a preparare i diversi cibi e a portarli in tavola.
E prima di sedersi si abbandonarono ad un abbraccio profondo e ad un bacio appassionato
che le unì fin nel più intimo del loro essere un bacio lunghissimo dolcissimo meraviglioso
dopo il quale si staccarono lentamente con una lacrima di gioia profonda e si sedettero guardandosi costantemente negli occhi con tanta intensità e con tanto amore.
I loro accappatoi erano rimasti semi aperti: nell’abbraccio prolungato le leggere cinture
si erano allentate e non trattenevano ormai più i loro accappatoi.
Gianna aveva le gote arrossate e i capelli scomposti ma i suoi seni sodi e i suoi capezzoli
eccitati attiravano lo sguardo amoroso e sorridente di Giulia, che a sua volta mostrava soddisfatta a Gianna i suoi grandi seni, in parte ricoperti dai suoi lunghi capelli neri che scendevano ai lati delle bellissime coppe e dei meravigliosi capezzoli scuri.

Volevano dirsi tante cose ma rimasero così, a guardarsi negli occhi con tanto amore
avvolte dalla luce calda della candela e dalla musica blues che le accarezzava
nel cuore e nell’intimo.
Gustarono assaporarono lentamente i cibi centellinando il buon vino rosso, che riscaldava
ancor più il loro sangue…
“Amore, amore dolce..,”
“Tesoro mio, quanto ti amo!”
“Ti amo! Ti amo! Gioia mia.”
“Che bello essere qui, insieme.”