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Non eri tu
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Titolo: Non eri tu
Autore: EssePunto
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Racconto n° 3623
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Completamente smarrito... come altro potrei sentirmi? Non so perchè ancora mi ostino a scriverti, a cercare un dialogo; per l'ennesima volta mi ritrovo respinto, allontanato, escluso dalla tua vita. Non so quale forza mi tiene ancora legato, di solito non concepisco le relazioni a senso unico, non chiedo mai due volte, adoro e ricerco la reciprocità, lo scambio alla pari... eppure con te non ci riesco, non riesco ad impormelo. Sei una delle persone che mi ha deluso di più, non credendo in noi, soffocando i nostri sentimenti, e di recente non credendo nemmeno in me, in quello che ti avevo detto a cuore aperto, non credendo nell'autenticità di quello che abbiamo provato, che ci siamo promessi. A te resta un pugno di sabbia, dici? E cosa resta a me, che per anni ho aspettato che mi concedessi l'opportunità di darti quello che mi premeva, e quando stavi per farlo, me lo hai negato di nuovo, con una freddezza che non posso che invidiarti.
Io ho sbagliato, in un modo strano ho voluto forse allontanarti, forse metterti, metterci alla prova. E puntualmente non l'abbiamo superata! Come appaiono vuote, false, certe parole usate e abusate, che sembravano fuoriuscire con sollievo dopo tanto tempo ma che sono svanite al primo soffio di vento. Ho avuto paura, prima di tutto della lontananza, del fatto che mi avresti lasciato di nuovo solo e speranzoso per tanto, troppo tempo... ma io ormai ti avevo aperto certi segreti accessi, come potevo tornare indietro? Ci ho creduto, davvero, e forse una parte di me per qualche strano motivo continua a crederci. Perchè stavolta, per la prima volta, ho fatto quel raro passo che mi lega fortemente a qualcuno: ho immaginato, sperato, progettato un futuro. E tu fai presto a cancellarlo; non mi dovrebbe sorprendere visto che il tuo "per sempre" è durato un giorno d'estate. So bene cosa pensi: non potremo mai farcela, siamo troppo diversi, io sono troppo poco affidabile. Tutto questo non ha niente a che vedere con l'amore, che è fatto di fiducia incondizionata, di trasporto, di gioiosa speranza per il futuro. Io ho avuto paura solo di una cosa, di averti persa dopo così poco tempo, di dover aspettare troppo a lungo per rivederti, di
ricominciare con la distanza e i sacrifici che essa impone... ma che avrei fatto con tutto me stesso, aspettando di averti accanto per una nuova vita. Adesso, invece, tutto ha un aspetto diverso: il tempo insieme, di nuovo una parentesi rubata, sporca, sbagliata, da cancellare; tu che ti allontani e mi respingi, con una sicurezza, una freddezza che invidio ma che sto imparando a detestare e che forse è l'unica arma che ho per cancellarti. I sentimenti, i miei, sono profondi, tenaci, ma il primo passo che posso fare per smantellarli è proprio partire dalle delusioni, da uno sguardo forse più libero che mi dica cosa sto perdendo, che futuro, che persona ha incrociato e condizionato la mia vita. Forse dovrò esagerare ad immaginarti stronza, indecisa e insensibile, ma mi basta attingere a tutte le sensazioni di questo lungo tempo d’attesa, alle attese frustrate, ai tuoi rifiuti senza appello... Sono una persona complicata, ma non cattiva e merito di più di questo. La cosa più bella dei giorni passati è stata... banale, la più banale: il fatto che per la prima volta mi cercavi, mi scrivevi, mi telefonavi.. non mi sembrava vero... e mi sento un idiota.
In fondo è normale, dovrebbe essere normale sapere di essere nei pensieri e nella giornata di qualcuno, ed invece mi è sembrato così straordinario. Breve, così tanto da sembrarmi a volte solo nella mia immaginazione: non potrebbe essere altrimenti, non può esistere una persona con cui dichiararsi amore eterno che scompare così repentinamente. Non posso pensare di essere amato da chi non ha alcuna fiducia in me e riesce a continuare la propria vita, anzi a ridarle nuovo slancio, dopo le notti insieme, gli sguardi, i sussurri, le carezze. Che quella persona che era dentro di me così in profondità, e sembrava felice di esserlo, adesso sia così distante, in grado di non cercare un contatto e ignorando ogni mio richiamo.
Forse è andata davvero così, è stata solo la proiezione della mia immaginazione, dei miei desideri profondi, un’onirica visione di qualcosa che mi sembrava tanto desiderabile, di un inizio che non è mai iniziato, di un’occasione che non ho avuto. Non sono di certo una vittima, se non di me stesso, non potrei mai pensarlo perchè sono il primo critico di me stesso, ma non so che abbia potuto fare per meritare tutto questo. No, sai, non lo merito e comincio a pensare che, come mi hanno detto, tu non meriti me, quello che con tutto me stesso ti avrei dato.Posso amare senza riserve, ma non chi non ricambia nemmeno in parte i miei sentimenti.
Può darsi che un giorno tu mi dica: "Io stavo per fare un passo importante, tu hai rovinato
tutto..." L’ho pensato anch'io, mi ci sono dannato di rimorso, ma non ci credo più. Non può bastare una tale inezia, non per me che ti ho attesa, amata, mentre vivevi la tua altra vita. Insicurezza, mancanza di fiducia, di stima, di rispetto, quindi d’ogni base per una relazione profonda e durevole, questo ci ha allontanati.
Ti scrivo tutto questo non per avere una risposta, non ne hai. Non per avere la tua compassione, non la voglio. Non per farti cambiare idea, non lo farai. Non per farti tornare mia, non lo sei mai stata. Lo faccio solo perchè concretizzarlo in parole sarà un altro piccolo passo per allontanarmi da te, per sgretolare quella stima profonda che metto alla base dei rapporti importanti e che per te era così solida, intaccabile. Continuerò ad avere mille rimpianti e a vacillare, forse a cercarti e ricercarti ancora, a crederci con una forza che non so bene dove stia nascosta per poterla sradicare, ma una consapevolezza adesso mi guida: è vero, non eri tu.