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Viaggio in Corsica
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Titolo: Viaggio in Corsica
Autore: Mauro
Contatto:
Racconto n° 366
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Erano arrivati finalmente, i famosi 3 giorni di vacanza consecutivi.........

Mauro era un pezzo che li aspettava, per il lavoro che lo impegnava non era riuscito a trovare un pò di tempo per riposarsi e stare con Lucy, aveva proprio bisogno di "staccare" e ricaricare le batterie, era stanco e si vedeva.

Lucy lo sapeva e gli aveva organizzato tre giorni di vacanza in Corsica, viaggio in nave, alberghetto carino e tranquillo, pace e coccole: era tutto previsto.

Mauro era sul treno diretto a Savona, lei lo aspettava in stazione.

Era contenta, erano parecchi giorni che si sentivano solo per telefono e su internet ma il contatto con il suo corpo era una cosa che niente poteva sostituire. Gli piaceva Mauro, era tenero e dolce e nello stesso tempo deciso e risoluto, aveva quel modo di essere bimbo e adulto che l'aveva affascinata, poi sapeva fare all'amore........ al pensiero il suo sesso si inumidì e piccoli brividi corsero lungo il suo corpo.

Guardò l'orologio mancava ancora 10 minuti all'arrivo e ripassò nella mente l'ultima volta che lo aveva incontrato in stazione e inevitabilmente la mente tornò a quel primo incontro a Livorno, gli tornarono in mente le sensazioni, i pensieri che le affollavano la mente, l'eccitazione e le preoccupazioni per quello che poteva succedere.......

Mentre assaporava assorta questi pensieri l'altoparlante della stazione annunciò l'arrivo del treno. Lei sentì aumentare quella certa umidità... era incredibile come il solo pensiero di sentirsi tra le sue braccia le faceva quell'effetto, sorrise dentro di se mentre il treno si fermava a pochi metri da lei.

Lo cercava tra la folla, era un pò preoccupata perché non riusciva a vederlo, la folla sfilava attorno a lei ma di lui nessuna traccia, una certa agitazione incominciava ad assalirla, un velo di tristezza e di preoccupazione calò sui suoi occhi.
Niente, non lo vedeva proprio, il treno stava già ripartendo e il terrore si stava impadronendo di lei: dormiva?, stava male?

Poi si sentì afferrare in vita e stringere da due braccia forti e delicate lui era dietro di lei, uno dei suoi scherzi.... si era nascosto dietro un pilastro per farla friggere un pò.

Adesso era dietro di lei che la teneva stretta, le aveva appoggiato le labbra sul collo, non sapeva se essere arrabbiata o contenta....... poi si abbandonò al suo abbraccio, lo amava così tanto....

Si girò e gli offrì le labbra per un bacio.

Lui la strinse a se, e si scambiarono un bacio pieno di passione e desiderio.

Lui prese la valigia e poi mano nella mano si diressero verso l'uscita.

Il porto non era lontano e scambiandosi qualche bacino ad ogni semaforo, parlando del più e del meno arrivarono alla banchina dove la nave che li avrebbe portati in Corsica era ormeggiata.

Non era una nave molto grande però era nuova e pulita, con tanta gente che andava e veniva, i camion che entravano e uscivano dal portellone posteriore per sistemarsi nelle stive, una scaletta portava sul ponte passeggeri ed è lì che si diressero per salire.

Il personale di bordo indicò loro la cabina e incominciarono ad avviarsi.

Per Lucy era la prima volta che metteva i piedi su una nave di quelle dimensioni, ed era interessata a tutto quello che vedeva lui invece si vedeva che era esperto. Si muoveva con sicurezza su quelle scalette ripide e strette.

La cabina era piccola con due lettini a castello, un piano di appoggio, una porta che dava in un piccolo bagno con doccia e un oblò da cui entrava la luce del sole.

Per lei era tutto così strano, dava una sensazione di "chiuso", era un pò agitata ma la presenza di lui, il sole così luminoso, l'idea dei giorni che li aspettava la fecero rilassare, mise le braccia attorno al collo del suo uomo lo strinse e lo baciò con passione.
Lui accettò subito, per disfare la valigia c'era tempo, la strinse a se, sentiva il suo seno contro il suo petto, le sue mani le accarezzavano la schiena, si intrufolavano sotto la maglia e con un gesto rapido le aprì il reggiseno, era incredibile la sua abilità in quella operazione.

Aveva voglia di lui, sentiva che non avrebbe resistito ancora, che aveva voglia di sentirsi desiderata, voleva sentire il calore del suo corpo lo desiderava da matti....

Lui non si fece pregare le sfilò il maglione, si tolse la giacca e la camicia le sfilò del tutto il reggiseno e la spinse sul lettino, la fece distendere, lui si distese accanto a lei e incominciò ad accarezzare il suo corpo, a riempirla di bacini.

Le mani di Mauro scorrevano il corpo della sua donna fermandosi sul pantalone, là dove il suo desiderio ormai era più che umido, là dove lei sentiva che era pronta a riceverlo, lo voleva, voleva sentirlo dentro di lei, voleva godere con lui......... il suo bacino si muoveva verso di lui dalle sue labbra uscivano dei sospiri, gli chiese di spogliarla.

Mauro si fermò, la guardò e gli propose di salire sul ponte per guardare la partenza.

Sapeva perfettamente che lei lo desiderava ma gli piaceva fare questi giochini, non per cattiveria ma gli piaceva sentire il desiderio di lei farsi più forte, gli piaceva farsi desiderare, amava quando lei gli chiedeva le cose e il sentirsi così desiderato era per lui un afrodisiaco.

Lei lo guardò, non voleva dargliela vinta e, facendo uno sforzo enorme sulla sua natura, acconsentì, anche perché in fondo gli interessava veramente.

Si rivestirono velocemente, si portarono sul ponte principale mentre la nave si stava già staccando dal molo, la gente salutava gli amici e i parenti, il rumore delle eliche rimbalzavano sulle banchine e i gabbiani si tuffavano sulle prede che le eliche facevano salire dal fondo.

Lui la teneva stretta, erano abbracciati con lei che si stringeva le sue braccia. Era felice, il vento le scompigliava i capelli, sentiva la spalla del suo uomo dietro la testa e ci si appoggiò. Sentiva il sesso ancora duro per l'eccitazione che spingeva dai suoi pantaloni sul suo culetto...... l'eccitazione sessuale però era coperta da quella sensazione di avventura che dà una nave che si sta' allontanando dal porto.

Ormai erano fuori nel mare aperto, non c'erano onde e il viaggio prometteva di essere tranquillo. Il sole stava tramontando dietro le montagne che si stagliavano sull'orizzonte, i raggi del sole si riflettevano sul mare, il cielo stava assumendo un colore blu scuro e la notte si avvicinava.

Stavano passeggiando sul ponte quando lei ebbe un brivido di freddo e si strinse più forte a lui, allora decisero di tornare in cabina, tanto nessuno dei due aveva fame di cibo ma solo appetito uno dell'altra.

Ritornarono in cabina, era verso prua e quindi il rumore dei motori era molto lieve in compenso si sentiva chiaramente lo sciacquio delle onde tagliate dalla prua, Mauro chiuse il vetro dell'oblò e incominciò a spogliarsi.
Anche Lucy si stava spogliando ma aveva nello sguardo una strana luce.....

Finalmente nudi si infilarono sotto le coperte del lettino, era stretto ad un posto solo e per giunta anche piccolo, ma a loro non importava tanto stavano stretti uno all'altra.

Incominciarono a baciarsi e ad accarezzare i propri corpi, l'eccitazione era evidente in tutti e due.

Poi scattò il piano di Lucy, voleva un pò vendicarsi amorevolmente di Mauro.

Lo fece mettere disteso, lei si mise in ginocchio sulle sue gambe e incominciò fargli scorre il seno sul petto, mentre con le mani accarezzava in suo sesso duro e fremente.
Alternava la carezza del suo seno con le labbra che succhiavano i suoi capezzoli o la sua lingua.

Lui si era abbandonato, la lasciava fare sapendo bene che presto avrebbe raggiunto l'orgasmo che desiderava da matti.

Lei si sforzava di non godere anche se ogni tanto brividi di godimento la raggiungevano, cercava di controllarsi al massimo come riusciva lui, non era per niente facile ma lei si sforzava continuando ad eccitarlo con le carezze e i bacini. Lui voleva accarezzarle il desiderio ma lei sfuggiva al tentativo, aveva deciso di farlo impazzire e si era messa d'impegno. Se lui riusciva a toccarla, proprio lì, non sarebbe riuscita nel suo intento, lui era troppo bravo a toccarla e le avrebbe fatto perdere la testa.

Poi incominciò a baciargli la pancia scendeva lentamente, prima sull'ombelico si fermò a lungo giocando con la lingua mentre la mano continuava ad accarezzare il suo sesso e i suoi gemellini.

Arrivò con le labbra all'asta, la sfiorò appena con le labbra e lo guardò, lui era con gli occhi chiusi e lievi movimenti del suo bacino gli facevano capire quanto desiderasse che lei facesse qualcosa di più........

Niente, sempre piccoli bacini qua e là, niente che potesse portarlo fino in fondo.... lui continuava a muoversi, adesso le aveva messo una mano sulla testa per costringerla ma lei faceva resistenza...... prima lui l'aveva lasciata a metà adesso lei si stava rifacendo almeno un pò anche se piccoli ma continui orgasmi continuavano ad arrivare.

Mauro gli disse che la voleva, che voleva che venisse a cavalluccio e lo accogliesse dentro di lei... capì che il gioco diventava pericoloso da una espressione di Mauro e poi, sinceramente, lei lo valeva da matti e, tutto sommato, il gioco sembrava lungo pure a lei.

Allora si sistemò meglio, sentì il sesso del suo uomo appoggiarsi all'uscio, ebbe ancora la volontà di lasciarlo lì per un pochino ma poi il suo stesso desiderio, la sua stessa voglia di sentirsi riempita dal suo desiderio che era diventato duro come la pietra la fece cedere lasciandosi andare e accogliendolo fino in fondo.

Un primo e forte orgasmo la fece vibrare tutta, ormai aveva deposto le armi ed era in completa balia di lui. Incominciarono a muoversi prima più piano e poi più forte, Le lingue si cercavano e si trovavano.

Lei aveva perso ormai il conto dei suoi orgasmi, lui gli parlava eccitandola sempre di più.... si sentiva stravolta e goduta, soddisfatta..........poi si ricordò che lui non poteva godere dentro di lei.

Allora si spostò, le sue labbra percorse ancora il suo corpo, arrivarono al suo sesso e questa volta non perse tempo, incominciò a baciarlo ad accoglierlo sempre di più dentro le sue labbra, la lingua non si fermava un attimo, la mano lo accarezzava lungo l'asta masturbandolo o giocando con i suoi gemellini, ad un tratto lui si lasciò andare, il suo bacino si alzò, un sospiro profondo e il getto del suo piacere arrivarono, lei non si spostò, lo voleva tutto per lei, continuò a giocare con il suo sesso, fin quando diventò piccolo, per non perdersi nemmeno una goccia di quel prezioso nettare.

Si spostò per mettersi al suo fianco quando, guardando verso l'oblò si accorse che qualcuno guardava, era un viso maturo, abbronzato, dalle mille piccole rughe tipiche di un vero marinaio, con una barba ben curata bianca e un cappellino di lana. Per un attimo si spaventò ma lui gli fece un cenno come per dire "OK veramente in gamba" e sparì nella notte. Sorrise dentro di lei. Quel segno di approvazione la gratificò, guardò gli occhi di Mauro e la sua espressione così beato gli confermarono quello che il vecchio marinaio gli aveva accennato: Era davvero una Donna con la D maiuscola e nessuna avrebbe potuto portaglielo via................. comunque si alzò per oscurare l'oblò..... non si sapeva mai.

.La notte era ormai trascorsa, le stelle avevano smesso di emanare la propria brillante luce e la luna si stava pian piano dissolvendo alle prime luci dell'alba.

La nave, con andatura lenta e silenziosa stava arrivando nel porto di Bastia, lasciando dietro di se una lunga scia di ondine bianche e spumeggianti.

Il faro illuminava con il suo raggio le banchine del porto.

Mauro e Lucy stavano ancora dormendo, abbracciati l'uno all'altra esausti e felici dopo una notte di tumultuosi moti d'amore.

Un rumore meccanico fece svegliare Mauro che, instancabile, riprese a torturare amorevolmente Lucy, scendendo piano con la mano sotto le coperte fino ad arrivare all'incrocio dove risiede il suo desiderio.

Lucy dopo un momento di completo smarrimento si rese conto., guardò il suo compagno con occhi assonnati e languidi e si avvicinò ancora di più a lui per sentire sulle guance le sue labbra calde.

Dopo un po' di coccole al limite tra il verde e il rosso si alzarono, si vestirono e salirono sul ponte da cui ormai si poteva vedere vicinissimo il porto e una lunga spiaggia bianca con qua e là alte palme dal sapore vagamente esotico.

La giornata era tersa e calda e un leggero profumo speziato si avvertiva nell'aria.

La nave attraccò, Mauro e Lucy si intrattennero ancora un po' sul ponte per godersi il panorama e per darsi casti bacini affettuosi per iniziare alla grande il primo giorno di vacanza.

Scesi dalla nave si incamminarono per lunghe e strette stradine in pietra in direzione dell'albergo, mano nella mano, fermandosi di tanto in tanto per darsi piccoli baci fugaci e gentili.

L'albergo era molto carino, vicino al mare e con intorno un grande giardino ricoperto di splendidi fiori colorati che emanavano un intenso profumo. Vennero accompagnati nella camera.

Era piccola e graziosamente arredata con caldi colori, il letto era alto e apparentemente morbido e alle pareti meravigliosi tramonti sapientemente stilizzati con pennellate veloci.

Mauro chiuse la porta e, sistemate da un lato le valigie si tolse la giacca e si buttò sul letto.

Lucy rimase in piedi davanti a lui con aria vagamente sognante.

Mauro percorse con lo sguardo quel corpo di giovane donna, caldo e fremente che lo affascinava, quel corpo che conosceva bene e che sapeva capace di dispensare profonde ed intime sensazioni di piacere.

L'ammirava, la guardava, la desiderava, Lucy sentiva tutto questo e percepiva i suoi occhi passare su di lei come una carezza lasciva colma di promesse e di desiderio.

Il corpo di Lucy fu attraversato da un fremito incontrollato.

Mauro rimase immobile davanti a lei fissando un punto del suo corpo, quel "punto" all'altezza giusta, il centro del piacere di entrambi..Mauro si passò lentamente la lingua sulle labbra..Lucy sapeva cosa avrebbe desiderava fare.

Mauro si alzò e invece di invitarla, come lei voleva, a distendersi sul letto e ripartire dal punto in cui si erano lasciati nella cabina della nave, la invitò a fare una doccia insieme.

Si denudarono l'uno davanti all'altra per far salire ancora di più l'adrenalina e preparare così la giusta atmosfera.

L'acqua calda scivolava lungo i loro corpi e sembrava avvolgerli in un vortice di eterno sentimento amoroso.

Lei lentamente scivolò verso il basso mettendosi in ginocchio davanti a Mauro che, ormai consapevole delle voglie della sua compagna, stava già pregustando cosa sarebbe accaduto di lì a poco.

Iniziò ad accarezzare piano e con delicatezza il suo membro, il quale sollecitato giustamente non tardò ad indurirsi, al quel punto prese l'asta carnosa e calda e se la portò all'altezza della bocca, iniziò a leccarlo dando piccoli colpi tutt'intorno.. proseguì sul filo di una rosea vena.. e scese piano piano sempre leccandolo per poi risalire e incontrare di nuovo la punta.

Mauro si era completamente eccitato, lei lo percepiva dai movimenti improvvisi del suo bacino che cercavano la giusta strada per entrare nella sua bocca..ma lei restituendogli come si dice "pan per focaccia" evitò di accontentarlo!

L'asta si inturgidì fino allo spasimo, Lucy ne percorse con le dita tutta la lunghezza e ne assaporò tutte le venature perfettamente disegnate, sentì che anche il suo desiderio stava salendo al culmine..se non avesse smesso lo avrebbe fatto godere.

Come piano era scesa così risalì, appoggiò la testa sul petto di Mauro e aspettò che l'eccitazione si attenuasse.

Il desiderio di lui era evidente nel profondo dei suoi occhi, le sue labbra fremevano, le sue mani si aprivano e si chiudevano a pugno continuamente..non sapeva se ucciderla per essersi fermata o abbracciarla e stringerla tra le sue braccia.

Poi la strinse a se, si insaponarono a vicenda, lui le lavò la testa passandogli le mani tra i capelli con un massaggio che lei gradì molto.

Rimasero a lungo sotto il flusso dell'acqua calda, accarezzandosi e dandosi leggeri bacini.

Poi uscirono dalla docce e nel bagno dove la nebbia del vapore aveva offuscato tutti i vetri si asciugarono a vicenda e parlandosi soltanto con teneri sguardi ritornarono nella stanza adagiandosi sul letto.

Mauro si avvicinò a Lucy con aria di grande e voglioso felino, si portò infondo al letto e iniziò a solleticarle la punta delle dita con la lingua, succhiò l'alluce per risalire premendo con il palmo della mano lungo le caviglie, i polpacci, le ginocchia, fino ad arrivare ad abbracciare le sue gambe come fossero il tronco dell'albero della Vita.

Lucy si era già eccitata alla follia e Mauro si fermò a dissetarsi della fragranza dei suoi più intimi succhi, continuando ad accarezzarla fino a quando sentì il suo grido sommesso di godimento, il suo piacere era arrivato prepotente come un'ondata oceanica travolgendo il suo autocontrollo e lasciandola stordita.

Mauro voleva farla arrivare ancora più in alto, voleva portarla al più presto all'estasi completa.

Senza farle riprendere fiato si avvicinò alle sue labbra e iniziò ad esplorarle, passò alle orecchie, a mordicchiandole il collo, la gola, le spalle. lei era eccitata all'inverosimile aveva gli occhi luminosi, il seno saliva e scendeva spinto dai sospiri profondi che le dita e le labbra di Mauro riuscivano a darle.

Lui continuava la sua opera, passò i suoi palmi caldi e sensuali sul suo corpo, cominciando dalle spalle con un tocco leggerissimo che sapeva molto gradito da Lucy.

Accarezzò le sue curve, i suoi seni, i suoi capezzoli rosa, il suo ventre irrigidito dalla tensione scendendo poi a sfiorare il suo pube.

Un dito curioso, nel suo pellegrinare, incontrò il suo bottoncino duro e gonfio, lo accarezzo, lo torturò, se ne invaghì, se ne innamorò,..la sua mano scivolò ancora e il suo ditino venne accolto dal dolce succo del suo piacere, ci si immerse e ne fece il suo rifugio, la sua tana, il suo nido.

Lucy ansimava e lo ricambiò con le più dolci parole d'amore che avesse mai sentito.

Mauro si lasciò allora trascinare nel vortice incontrollabile della passione, i loro corpi eccitati si muovevano sul letto senza mai staccarsi, lui delicatamente si adagiò sopra di lei e iniziò a baciare i suoi occhi, mentre le mani di lei non si stancavano di accarezzarlo e le loro bocche erano strettamente unite in un lunghissimo bacio.

Mauro si scostò per un solo attimo con grande fatica e le sussurrò: "TI AMO..TI AMO", lei lo strinse a se e gli offrì tutta la passione di cui era capace.

Lucy si mosse verso di lui, il sesso duro e fremente di Mauro che era sull'uscio di lei, scivolò dentro accolto da un sospiro di Lucy.
Erano completamente uniti, ma sentiva che avrebbero voluto entrare ancora di più l'uno nell'altra, addirittura sotto la pelle, nei visceri, nel cuore, nella mente.

Mauro si mosse ancora di più verso Lucy spingendo ancora di più il bacino verso di lei, in un movimento continuo e circolare che portò la loro libidine al massimo.

Si muovevano in perfetta sintonia, come un pendolo, come una marea oceanica.

Il loro ansimare sotto i reciproci colpi si faceva sempre più intenso, più rauco, il desiderio era pronto ad esplodere, i loro corpi a godere ..non mancava molto all'orgasmo.

Mauro continuava ad assestare colpi profondi nel ventre di lei, Lucy rispondeva facendo vibrare il proprio corpo sotto il peso di lui..era proprio sull'orlo..Mauro era troppo bravo..ma questa volta non voleva godere da sola, ma insieme, glielo disse piano, con la poca voce che era rimasta: "voglio che il tuo piacere si unisca al mio, voglio sentirti venire, venire e ancora, fino all'infinito".

Mauro accettò consapevole di tutti i rischi, e finalmente eccolo.., all'improvviso Lucy sentì il piacere di Mauro che impetuoso aveva rotto gli argini, il suo orgasmo sfociò prepotente e il suo godimento stava raggiungendo le più alte vette, e allora anche lei si lasciò andare e si fece trascinare dal fiume impetuoso del suo orgasmo, dalla valanga di lava che travolse ogni altra sensazione in un'esplosione di luce, di suoni, d'incontrollabile piacere.

Poi sfiniti lasciarono che i loro corpi si godessero la pace di quel posto inondato dal sole, con il rumore della risacca che arrivava attutito dalla cortina di alberi che circondavano il grande giardino dell'albergo.

Un passero si era fermato sulla finestra e cinguettava felice, Mauro si svegliò ed apri gli occhi, si soffermò ad osservare il corpo della sua donna, mille pensieri le passarono per la mente, la sentiva sua, si sentiva suo e tutti i problemi che questa unione comportava sparirono dalla sua mente.

Guardò l'ora era quasi l'una e sentiva un certo languorino salire. Svegliò dolcemente Lucy dandogli dei bacini sulle guance e sulle labbra. Lei aprì gli occhi e mise le braccia attorno al collo di Mauro tirandolo a se, aveva bisogno di coccoline e lui non si fece pregare, così per parecchi interminabili minuti le loro mani e le loro labbra si concessero le carezze più tenere e più audaci.

Mauro disse che era ora di fare un pò di pappa e si rivestirono uscendo nella vietta stretta e piena di odori.

Trovarono una piccola trattoria, simpatica e pulita, caratteristica con un cameriere capace di parlare italiano con un simpatico accento francese, gli consigliò bene e il pranzetto fu gradito.

Uscirono per dare un'occhiata al posto.

Le viette erano strette ma pulite, le case basse erano colorate da mille colori vivaci, si respirava quella tipica aria di porticciolo e la gente aveva una espressione contenta. Il sole era caldo e la passeggiata fu un piacere quasi erotico, anche perché ogni occasione era buona per scambiarsi un abbraccio e un bacino tenero.

Come in tutte le città di mare il tempo cambiò rapidamente, un nuvolone scuro arrivò, la temperatura si abbassò rapidamente e le prime gocce di un temporale estivo incominciavano a cadere.

Velocemente rientrarono in albergo, ritornarono nella stanza e si misero alla finestra ad osservare il temporale.

Un lampo seguito da un forte tuono echeggiò e Lucy si strinse a Mauro, il contatto di quel corpo gli diede un brivido, la strinse a se e lentamente baciandola sul collo e sulle labbra la fece arretrare fino al letto. La fece distendere e incominciarono a spogliarsi a vicenda fino a trovarsi completamente nudi.

Le voglie dovute alla lontananza erano state soddisfatte tra la nave e la mattinata appena trascorsa, la foga del desiderio era stata sostituita da una dolcezza, dalla voglia di gustare istante per istante. Fare le cose con calma per assaporare ogni istante e ogni sensazione, era questa la parola d'ordine che, tacitamente, si erano dati.

Le carezze erano più lente, i baci più lunghi e più sensuali, il tempo non esisteva più, esisteva la ricerca di emozioni più segrete.

L'eccitazione saliva più lentamente e Lucy riusciva a controllare gli orgasmi con più facilità, consentendo al suo desiderio di salire a vette più alte.

Lui era disteso, lei in ginocchio vicino a lui stava facendo scorrere le labbra sul suo corpo, aveva raggiunto il suo sesso e lo stava baciando con sapienza, lui giocava con il sesso di lei, muovendo le sue dita tra il bottoncino e l'uscio umido, poi la tirò a se, fece in modo di metterla a cavalluccio sulle sue labbra e mentre lei si dedicava al piacere di lui, lui ricambiava con baci profondi al suo desiderio. La posizione era eccitante e Lucy non riuscì a resistere, un orgasmo arrivò forte ma le sue labbra non lasciarono l'asta, anzi lo strinse più forte e si muoveva in sintonia con i brividi che la scuotevano tutta. Lui raccolse con le labbra tutte le dolci gocce di piacere che scendevano continuando a succhiarle il bottoncino.

Lei sollevò il bacino, voleva ricambiare il piacere che aveva appena provato, voleva donare a lui un piacere forte e allora mormorò:" voglio sentirti nel mio culetto" lui non credette alle sue orecchie, diede un bacino al sesso di lei, le scivolò da sotto, si mise dietro di lei, le accarezzò la schiena, lei era rimasta in ginocchio con il viso appoggiato sul cuscino, tremava un pò, lui sapeva cosa voleva dire per lei e un'ondata di tenerezza lo riempì, sentiva di amarla ancora di più, incominciò a baciarle la schiena, le labbra scesero fino al buchino e si soffermo con la punta della lingua inumidendo l'uscio, poi chiese: " sicura?" "si!" fù la risposta con una voce un pò tremante......

Lui si posizionò, appoggiò il suo sesso che era diventato duro come la pietra contro l'uscio umido e lentamente entrò nel corpo di lei, una mano scivolò fino al sesso di lei che sentì bagnato e si soffermò sul bottoncino.

Il suo sesso era entrato tutto, rimase fermo in attesa di un movimento di lei, mentre con le lebbra le baciava la schiena e con il ditino giocava dolcemente con il suo bottoncino.

Sentì lei che spingeva verso di lui, allora, piano, prese a muoversi facendo in modo che il suo sesso si muovesse piano, senza fretta, dolcemente, sentiva che non avrebbe resistito molto e cercava con tutto se stesso di riuscire a godere insieme a lei, voleva che fosse tutto stupendo...... ad un tratto lei, come liberata di un peso, incominciò a muoversi più decisa, spingeva ad ogni movimento di lui, dalle sue labbra uscivano sospiri di piacere profondi, brividi la percorrevano tutta...... si sentiva che lei era eccitata e allora lui accelerò il movimento del suo dito e contemporaneamente accelerò il ritmo...... godettero all'unisono, lei non riuscì a trattenersi e un urlo di piacere le uscì, persino Mauro emise un rantolo di piacere forte che sorprese Lucy...... fu una cosa totale, l'estasi completa.

Lucy si abbandonò distendendosi sul letto con lui che rimase ancora su di lei, aspettò che il suo sesso, ritornato piccolo, scivolasse fuori di lei.

Poi si mise al fianco di lei e incominciò ad accarezzarla sulla schiena e sul culetto, sui capelli e sulle braccia accompagnando il gesto con dei bacini teneri, lai aveva gli occhi chiusi, girò la faccia verso di lui e sempre con gli occhi chiusi mostrò le sue labbra socchiuse, Mauro la baciò sussurrò un:" ti amo " la strinse forte e posò le sue labbra sulle sue.

Lei disse: " anch'io... da matti e sono tutta tua e solamente tua", si addormentarono così, uno vicino all'altro teneramente, presto sarebbero tornati alle loro normali attività, ma quei giorni, quello che era successo tra di loro in quei giorni di vacanza in Corsica non li avrebbero mai più dimenticati.